| La Fabbrica dell'Affido EsclusivoDecember 25 2003 at 5:32 PM No score for this post | Uomo lavoratore (no login) |
| - Esame di coscienza per i componenti della Fabbrica dell'Affido Esclusivo
by Randall 06-11-2003
LETTERA A MIA FIGLIA Desidero molto incontrarti ma vogliono che attacchi tua madre Ti scrivo perché tu sappia quanto avrei voluto fare il padre nel migliore dei modi Il tuo babbo Caro direttore, con questa lettera a mia figlia vorrei presentare la drammatica situazione in cui si trovano oggi i genitori separati (non importa se divorziati) e i figli di genitori separati. La mia sicuramente è una storia tristemente uguale a tante altre e come tante altre piena di sofferenze, soprusi e costrizioni e detrminata dalla legge attuale delle separazioni e affidi dell'Affidamento Esclusivo. La cosa più grave è che questi soprusi e violenze sono autorizzati e imposti paradossalmente dalla legge italiana. Il lungo calvario di migliaia di genitori, nonni e zii di altrettante migliaia di poveri bambini viene imposto, con meschina ambiguità, da questa legge che, logicamente in nome del popolo italiano, assegna il forzato terreno di battaglia dove dare inizio a umilianti battaglie a mani nude, veri e propri drammi teatrali, dove i contendenti sono i genitori che si affrontano forzatamente per non perdere parte del loro cuore: i figli. Gli spettatori sono proprio loro, i rappresentanti ufficiali della nostra giustizia, che con irriverente ironia alzano e abbassano il pollice ora a destra e ora a manca. La legge è solo una vecchia macchina impazzita alla cui guida ci sono persone che forse non hanno ancora capito che non esiste giustizia senza giusti uomini. Cara figlia, ti scrivo perché tu un domani possa renderti conto di quanto ti abbia cercato e quanto avrei voluto fare il padre nel migliore dei modi, ma la giustizia italiana, che tanto si erge a paladina per i diritti dei minori, è la prima che non mi permette di svolgere al meglio il mio diritto-dovere. Mi si chiedono carta e denuncie nei confronti di tua madre da depositare in qualche tavolo, dove qualcuno, dopo averne soffiato la polvere, a colpi di articoli di legge, lungaggini burocratiche e condanne, stabilisca che anche io, tra qualche riga, avevo un po' di diritti. Mi si chiede in sostanza di condannare tua madre che pure, nell'impedirmi di vederti, ha le sue gravissime colpe ma è pur sempre tua madre. Un ricatto vergognoso in piena regola dove tutti non hanno e non vogliono avere responsabilità. L'unica, per loro, via d'uscita la delegano a me, tuo padre, ed è quella umiliante e meschina di combattere, seppure con umana ragione, con la tua mamma attraverso denunce e querele. Il premio in palio sei tu. Questa legge e giustizia non è astratta, come si pu pensare, ma prende corpo in persone mascherate da tutori e rappresentanti dello stato e della cosiddetta società civile. Queste autorevoli figure si dimostrano in questi casi solo dei piccoli uomini che muovono vecchi e sgangherati ingranaggi, semplici stipendiati dello stato che nulla hanno a che vedere con i sentimenti e con la umana coscienza. Tu, dolce tesoro, per loro non sei altro che una anonima pratica con un numero sopra ed io sono la vittima destinata al sacrificio. È una pura e semplice istigazione a combattere inutili battaglie, dove i minori non sono altro che lo scudo dietro cui vergognosamente questa piccola giustizia nasconde la propria grande inefficienza. Io molto probabilmente mi arrender a questo stato di cose, forse decider che tu non sei lo scudo con cui parare i colpi di spada dell'avversario; attender pazientemente che tu finalmente cresca e che un giorno possa liberamente venire ad abbracciarmi, aspetter con la tristezza nel cuore ma con la coscienza pulita. L'unico piacere lo far a chi la mattina si troverà una pratica in meno da spostare sulla propria scrivania. Magari, quel tempo risparmiato, qualcuno lo dedicherà a parlare con grande ipocrisia di tutela dei diritti dei minori e civiltà tra genitori oppure a condannare alla mia stessa pena qualche altro padre o madre vittima di questa giustizia e legge malata. Viviamo in un paese falsamente democratico dove un padre separato ha solo doveri ma nessun diritto. Qualcuno si alzerà dalla sedia indignato nel leggere questa lettera, altri più dignitosamente si faranno solo un esame di coscienza, abbasseranno la testa e continueranno comunque ad aprire e chiudere quelle cartelle, ignari che dentro quelle pagine vive ci sono drammi, lacrime e sofferenze, altri invece che quotidianamente soffrono la stessa mia situazione, capiranno e teneramente verseranno una lacrima dedicata come un dolce bacio ai propri figli. Alla fine, mia dolcissima bambina, l'unico che rimarrà sul campo sarà il nostro cuore ma anche se in tanti continueranno a calpestarlo continuerà a battere; ricorda: tutte le libertà si possono imbrigliare con carte bollate e con catene ma non i nostri sentimenti che in questa fredda società sono l'unica forma di espressione che ci fa ancora sentire liberi. Un abbraccio forte _____________________________________________
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| | Author | Reply | SYS (no login) | Re: La Fabbrica dell'Affido EsclusivoNo score for this post | December 26 2003, 3:08 PM |
Non so quali siano i motivi che spingono tua moglie a non farti frequentare tua figlia , aldilà delle questioni legali, ma senz’altro mi dispiace per la tua condizione e ovviamente per quella di tua figlia che è priva di colpe. |
| farol (no login) | Re: Re: La Fabbrica dell'Affido EsclusivoNo score for this post | December 30 2003, 9:22 AM |
Sono solidale con Te, Uomo Lavoratore.
Sappi che non in mio Nome, fu letta alcuna sentenza.
Ho sempre combattuto questa pseudogiustizia (che però, diciamolo, non è peggiore di quella del resto del mondo) italiana: troppi magistrati ho conosciuto (in tutti gli ambiti giuridici) assolutamente cieco-sordi, ma non muti e capaci soltanto di offendere sia con parole sia con i fatti. Gente priva di ogni spessore morale, assolutamente scollata dalla realtà sociale, e capace di una doppiezza schifosa; gente che finge di capire i tuoi problemi per distruggere sistematicamente la Tua vita; nessuna categoria quanto i magistrati merita il mio disprezzo.
Non ho conosciuto il carcere sulla mia pelle, nelle mie ossa, ma ci sono entrato da "turista": le storie (dalle carte e non solo dai racconti) che ho ascoltato sono assolutamente assurde, davvero come dice Uomo Lavoratore le persone vengono trattate come pezzi di carta, come cartelle, come persone senza dignità alcuna.
Uomo Lavoratore, quello che puoi fare è solo amare tua figlia.
P.S. Ho conosciuto o sentito parlare di qualche magistrato davvero in gamba, uomini che le proprie turbe psichiche se le sfogano fuori dal proprio ruolo di potere, e a quelli volevo dedicare il mio intervento. Gli rinnovo la mia stima. Ma sono proprio pochi...
Ciao |
| farol (no login) | Re: Re: Re: La Fabbrica dell'Affido EsclusivoNo score for this post | December 30 2003, 9:28 AM |
Rileggendo il mio post (ho l'abitudine di scrivere di getto) potrebbe apparire che sia la vita del carcere che rende il detenuto privo di dignità: non è così, anzi, ho trovato gli operatori, le guarde carcerarie, e altre istituzioni più o meno disponibili, e la socialità accettabile. Mi riferivo invece ai travagli di chi è in attesa di giudizio, di chi un giudizio l'ha subito, di chi non è stato nemmeno in grado di difendersi adeguatamente in tribunale senza che questo valesse almeno come attenuante della pena. Mi riferivo, insomma, ai magistrati, ancora una volta.
Ciao | |
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