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sul caso di rifiuto di cure mediche

February 3 2004 at 11:41 AM
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Andrea  (no login)

 
ciao,

il caso suscita diverse domande: ve le propongo tutte insieme come sondaggio - superficiale, naturalmente.

A noi, di approfondire il tema che ci interessera' di piu'.

Per riassumere il caso: una donna a MI ha rifiutato di farsi amputare un piede in via di cancrena, pur sapendo che cosi' facendo rischia di morire.
Un art. della nostra costutuzione impedisce a chiunque di obbligarla alla cura.
Assessore alla salute della regione lombardia e sindaco di MI, vorrebbero poterle ingiungere un atto di trattamento obbligatorio.
Lo stesso Sirchia invita tutti a non volere forzare quella che e' una scelta personale inalienabile.

Le domande:

1. Voi, cosa pensate avreste fatto al posto della signora di 62 anni?
2. Cosa pensate abbia spinto la donna a questa decisione?
3. Cosa pensate dell'atteggiamento delle istituzioni lombarde rispetto a questo caso?
4. Si puo' parlare di diritto al rifiuto della vita? E quanto questo si scontra, secondo voi, con il rifiuto del diritto alla morte (eutanasia)?
5. Perche' secondo voi, l'opinione pubblica si e' mobilitata per far cambiare idea alla signore?
Esiste secondo voi il pensiero del "dovere alla vita" nella nostra societa' scientifica?
(pare che ieri un'altra donna a RO abbia ricevuto una trasfusione che l'ha salvata, nonostante la paziente avesse dei documenti che affermavano la sua intenzione a non ricevere alcuni tipi di cure mediche per questioni religiose. I medici, adesso, rischiano un'incriminazione penale)

a voi....


ciao,

Andrea

 
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AuthorReply
Morlex
(no login)

Re: sul caso di rifiuto di cure mediche

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February 3 2004, 4:52 PM 

1) Penso che mi sarei fatto tagliare il piede e messo una protesi, alla Zanardi.

2) Mah una stanchezza di vivere unita alla voglia di non soffrire più, e cmq la considerazione di non voler allungare il calvario di qualche anno inutilmente.

3) Sacrosanto, sono un fatore della libertà assoluta dell'individuo fin che non lede le ibertà altrui.

4) Beh l'eutanasia è qualcosa di diverso, qui si parla di mancato intervento curante, nell'eutanasia si parla di morte provocata, io per alcuni casi limite sono per accettare l'eutanasia.

5) Perchè siamo in Italia, nazione col Vaticano dentro principalmente

 
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farol
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Re: Re: sul caso di rifiuto di cure mediche

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February 3 2004, 9:23 PM 

Ciao Andrea anche me ha colpito questa notizia di cronaca. Ti scrivo le mie risposte:
1. Voi, cosa pensate avreste fatto al posto della signora di 62 anni? E' impossibile dirlo con certezza: probabilmente avrei cercato l'affetto delle persone vicine per resistere alla tentazione di farla finita.
2. Cosa pensate abbia spinto la donna a questa decisione?
Non lo so perchè non ho approfondito la notizia. Senz'altro la disperazione, la confusione che provoca la notizia di per sè. Il non volersi accettare con un piede di meno.

3. Cosa pensate dell'atteggiamento delle istituzioni lombarde rispetto a questo caso? Abbozzo una previsione: se la ritrovano, la obbligheranno alla cura approfittando del solito giochino legato alla capacità di intendere e di volere (diranno: non essendo capace di intendere e di volere non può usufruire della legge del consenso).
4.Si puo' parlare di diritto al rifiuto della vita? E quanto questo si scontra, secondo voi, con il rifiuto del diritto alla morte (eutanasia)? Da anni sono un convinto sostenitore dell'eutanasia, per quanto capisco che per il legislatore sia difficile porre dei paletti entro quali rimanere. Diventa effettivamente difficile stabilire a priori in quali determinate situazioni si possa per legge consentire l’eutanasia. In ogni caso esistono realtà così drammatiche nelle quali non è una persona sola a morire lentamente e con sofferenze inaudite (penso ai terminali di cancro o di malattie degenerative del sistema nervoso) perchè allo stesso tempo è messa a dura prova la vita dei familiari: consentire ad una persona di farla finita in queste situazioni è per me sinonimo di civiltà elevata. Condannare o anche denunciare una figlia perché “provocò” su richiesta la morte della propria madre come successe tempo fa in Italia è sintomo di arretratezza.
5. Perche' secondo voi, l'opinione pubblica si e' mobilitata per far cambiare idea alla signora?
Non ci ho fatto caso, parlando al bar anzi, le opinioni erano discordanti e non unitarie.
Per quanto riguarda il fatto di Roma, letto e seguito solo dal “ Messaggero” e non approfondito altrove per mancanza mia di tempo, sono in linea con i medici che si sono assunti la responsabilità di “salvare” comunque la malcapitata nonostante per motivi religiosi essa non intendesse subire trasfusioni o simili. Capisco di essere in contraddizione con me stesso, ma, poiché esiste la possibilità per questa donna di tornare a vivere credo valesse la pena tentare e non arenarsi sugli scogli della religione. Qualunque sia.
Ciao Andrea

 
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