IL TRAFFICO SOTTO LA MANICA SI STA RIVELANDO UN VERO BUCO NELL'ACQUA,è COSTATO A PRIVATI MILIARDI DI EURO,NONCHè AI POTERI PUBBLICI!
IL DIRETTORE GENERALE DI EUROTUNNEL è SERIAMENTE PENTITO DI QUESTO PROGETTO E,OLTRETUTTO,NELL'ANNUNCIARE IL BUCO DI SVARIATI MILIARDI(ADDIRITTURA SI PARLA DEL DOPPIO DEL FATTURATO),FA ANCHE TREMARE GLI AZIONISTI PER UN EVENTUALE BANCAROTTA!
PER RISANARE I SUOI CONTI,LA SOCIETà STA VALUTANDO UNA SERIE DI OFFERTE TRA CUI:COLLEGAMENTI FERROVIARI DALLA SVIZZERA AL SUD DELL'INGHILTERRA PASSANDO ATTRAVERSO IL NORD ITALIA.
NON SOLO...
HA CHIESTO L'INTERVENTO AI GOVERNI DI LONDRA E PARIGI PER OTTENERE UNA RIDUZIONE DELLE TARIFFE DI PEDAGGIO,IN CAMBIO DI UNA RISTRUTTURAZIONE FINANZIARIA.
QUESTO è UNO DEI TANTI SCANDALI....
MA STIAMO PAGANDO LE FOLLIE DEGLI ANNI'90?
MOLTI SCANDALI ERANO ANNUNCIATI,ENRON IN TESTA!
L'ECONOMIA è UN COCKTAIL ADULTERATO?
MENZOGNE E AVIDITà SHAKERATE DA MANI INVISIBILI DI BARMAN,MA CHE HANNO REGALATO SOLO GRANDI SBORNIE.
Difficile nascondere il disagio che si diffonde davanti allo spettro di un arretramento economico. Riemergono dal passato fantasmi d'indigenza che erano le realtà dei nostri genitori, nel dopoguerra, e dei nostri nonni, ancor prima. Rinunce a vacanze, ad acquisti voluttuari, a cambi d'automobile frequenti, a cene e pranzi fuori di casa, paiono il minimo. Più in linea con quelle antiche ristrettezze paiono le difficoltà di chi oggi ha uno stipendio che non basta a comprare vestiti, scarpe, libri per due figli e per pagare mutui o affitti. Affliggono le paure dei vecchi, dei pensionati, delle fasce deboli, che nascondono l'ansia nella dignità, come possono, fino a esplodere come la donna che ha tentato una finta rapina in banca con un coltello da cucina.
Ma io me la ricordo bene l'Italia povera della mia infanzia, quella di mio padre bancario, con mia madre casalinga, senza tv, perché non ce l'aveva ancora nessuno, con più libri da leggere, il cinema una volta ogni due settimane, i ritrovi frequenti di parenti, a casa dei nonni fuori porta, con quel sentimento patriarcale del clan che si riuniva la domenica, dopo la messa, a pranzo. Discutendo, litigando, confrontandosi tre intere generazioni. Ma si parlava, ci si conosceva, non si viveva murati in colonne di auto, in gara a non farsi mai sorpassare. Come milioni di italiani, non avevamo l'automobile, si andava dai nonni col filobus, le auto erano poche e l'aria era pulita. Non potevamo fare i commenti di una mia ricca amica romana, che giorni fa, costretta per la prima volta all'autobus da un guasto dell' auto, esclamava, stretta fra tanta gente, «che avventura insolita, mi par d'essere all'estero, non a Roma …»
Non era la qualità della vita peggiore, in quell' Italia anni cinquanta. Forse eravamo più felici, senza saperlo. Ed è così sempre, occorre perderlo un bene per apprezzarne il valore tutto intero. Guardavamo l'America, e sognavamo di eguagliarla… Incauti, perché oggi che l'abbiamo tanto imitata, quale disinganno nel constatare che oro falso fosse la nostra ricchezza, che dell'America mutuava solo le apparenze.
Tornare indietro è una sofferenza, non è mai auspicabile, certo. Ci costerebbe tensione sociale, ignoranza, razzismo, riemersione di invidia e odio, una nuova barbarie. Ma riflettere, profittando della regressione, sulla distorta qualità della nostra vita, quando ci credevamo americani, questo sì è da augurarsi. Così, malati, si riscopre quanto avevamo sprecato la nostra salute. E' la verità de «La quiete dopo la tempesta», una delle poesie di Leopardi più amate dagli italiani.