| torture ai prigionieri iracheniMay 14 2004 at 2:09 PM Score 5.0 (1 person) | Backy (no login) |
| - Tanto clamore per le torture commesse dai militari ai civili iracheni. Io non sono affatto sopreso di questo comportamento, x niente!
Infatto secondo me una bella fetta di militari non sono altro che persone fanatiche, uomini gasati che si sentono forti solo perche' vestono una divisa o tengono in pugno un'arma; di questa fetta fan parte anche quella schiera di falliti o ignoranti, che tagliati fuori dalla societa' o dal mondo del lavoro, trovano un reddito sicuro solo nelle file dell'esercito.
Quindi non mi stupiscono questi comportamenti rozzi tenuti dai soldati nelle carceri irachene. Con questo non voglio giudicare negativamente tutti i militari, ma solo una fetta. Molti di loro hanno la mia stima: sopratutto coloro che militano nelle file dei Carabinieri o nella Polizia di Stato.
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| | Author | Reply | Morlex (no login) | Re: torture ai prigionieri iracheniNo score for this post | May 14 2004, 2:58 PM |
Il militare di basso leveraggio è obbligato all apiù cieca obbedienza, colui il quale non la persegue è soggetto a ripercussioni ben peggiori di quelle penali civili, sopratutto in GUERRA. LE torture saranno perseguite e punite, quindi non si deve parlare di cultura che "tortura" ma di malati che torturano, e come in tutti gli agglomerati sociali c'e' chi è "normale" chi no. |
| andreina (no login) | Re: torture ai prigionieri iracheniNo score for this post | May 15 2004, 4:08 PM |
qualcuno in questi giorni tenta di giustificare gli orrori delle torture sottolinendo il fatto che molti dei militari star dei dossier sotto accusa sono dei riservisti: cioe' di persone che non fanno parte del corpo militare ordinario.
Secondo voi, e'possibile imputare alla mancanza di appartenenza all'esercito una tale barbarie?
Perche' a me viene in mente esattamente il contrario, cioe' quell'obbedienza al codice militare che a volte prescinde qualsiasi volonta' soggettiva e coscienza obiettivo?
Qualcuno di voi ricorda il film "Codice d'onore"?
Ecco, quel film mi sembra estremamente attuale... |
| Morlex (no login) | Re: torture ai prigionieri iracheniNo score for this post | May 15 2004, 5:45 PM |
Parlo da esperto
Codice d'onore, parla di un sistema che scorreva parallelamente al sistema militare, poichè ritenuto non valido in ambito di guerra, in quanto troppo garantista con i deboli.
Nulla a che vedere con un gruppo di deficenti "riservisti" quindi non professionisti, che hanno compiuti atti intollerabili contro l'umanità e per i quali saranno condannati.
LA grande differenza sta proprio nel fatto che mentre nel primo caso è il sistema (inquadrabile non a caso in un alto ufficiale) ad essere intaccato, nel secondo si parla si "soggetti" fra l'altro riservisti e soldati semplici, quindi si parla di imputati, non di sistema. |
| Andreina (no login) | Re: torture ai prigionieri iracheniNo score for this post | May 17 2004, 9:56 AM |
Be', a quanto pare si tratta proprio di un codice verde!
Gli ordini venivano dall'alto e non erano "nuovi": pare che la tecnica del Extreme reaction Force - nome elegante per indicare le nuove "tecniche" di interrogatorio americano - fosse gia' stata testata a Guantanamo e con tanto di video e foto ben archiviati per scopi didattici!!!!
E poi ci si chiede perche' e' cosi' facile manifestare un certo disgusto antiamericano!
(nel frattempo la cara soldatessa cosi' fotogenica nelle foto della tortura, dichiara che aveva ricevuto precisi ordini, anche se non vi e' stata costretta - cioe', si e' divertita???)
Quel film e' attuale, eccome: e cosi' anche il quesito di fondo - e' tutto legittimo in nome della Sicurezza Militare???
Provatemi a convincermi, se ci riuscite! |
| Morlex (no login) | Re: torture ai prigionieri iracheniNo score for this post | May 17 2004, 12:34 PM |
Discorso duro, non so cosa farei se avessi la CERTEZZA che ho davanti un terrorista che potenzialmente sa cose che potrebbero salvare decine di migliaia di vittime....
Cmq fin che la legge non approva, anche solo non ufficialmente tali pratiche è D'OBBLIGO attenersi, e se fosse come dici Andreina sarebbe giusto perseguire l'intera piramide, quel che ho letto (come sopra ho scritto) mi da dell'idea di furbata di un manipoli di cazzoni, le faccie sono molto esplicative, ho letto un libretto sugli interrogatori nazisti..... Vi assicuro che le "pantomime" con sorrisi eccetra è solo un gesto da cazzoni, i diritti umani se proprio un "interrogatore" li vuole valicare, sarebbero sicuramente in primis quelli mentali, non avete idea di che pressione psicologica è possibile fare con giochetti tipo un bicchiere d'acqua poggiato ad arte, l'unico film che ne da un'idea vaga è "RONIN", ovviamente passato nel dimenticatoio, (Grande De Niro, come di recente poche volte lo è stato), e se poi la cosa non funzionasse...... Beh vi ricordate Willem Dafoe in "Il paziente inglese" ? Le foto ricordo sono solo goliardia e nonnismo all'ennesima potenza, piano a puntare il dito. |
| paparazzo (Login x19) | Re: torture ai prigionieri iracheniNo score for this post | May 31 2004, 4:08 PM |
| alberto (no login) | Re: torture ai prigionieri iracheniNo score for this post | May 31 2004, 11:55 PM |
Ci sono italiani al servizio del terrorismo islamico? Ci sono italiani che uccidono italiani nel nome di Al Qaeda e di bin Laden? Ieri sera ‘Porta a porta’ ha ritrasmesso un brano del video in vendita nel suk di Nassirya e già diffuso sabato dal settimanale del Tg 5 ‘Terra’. Durante l’attacco in cui morì il giovane lagunare Matteo Varzan si sente una voce che dice in italiano ‘Vuoi vedere?’. Dunque, nel commando terroristico c’era almeno un italiano e almeno un’altra persona in grado di capire l’italiano. Non trova invece conferma nell’ambiente dei nostri servizi di sicurezza la notizia secondo cui nel video sull’esecuzione di Fabrizio Quattrocchi un italiano risponderebbe ‘Neanche per sogno’ alla richiesta della vittima di potersi togliere il cappuccio. Chi ha visto il video nella redazione di Al Jazeera non ricorda niente del genere. Mentre Quattrocchi si toccava il cappuccio (per toglierselo o per respirare meglio?), un terrorista con calma assoluta gli ha esploso un colpo di pistola alla testa e un secondo colpo al torace. Dopo l’esecuzione, dal cadavere è stato sfilato il cappuccio per consentirne l’identificazione. Il testimone è convinto peraltro che il video mostratogli non sarebbe integrale. E’ invece confermato che Quattrocchi ha detto prima di essere ucciso: «Adesso vi faccio vedere come muore un italiano».
Gli avvenimenti delle ultime ore e l’assassinio dello chef Antonio Amato dimostrano che la vicenda italiana è un capitolo drammatico di una guerra che sta combattendosi non solo tra Al Quaeda e l’Occidente, ma anche all’interno del mondo musulmano. I terroristi al servizio di bin Laden stanno portando avanti con scrupolo burocratico un lavoro cominciato molto prima dell’attacco alle Torri Gemelle. Essi vogliono eliminare qualunque traccia di Occidente dalla penisola arabica per poi dettare le regole all’intero pianeta islamico con lo scopo finale di distruggere fisicamente lo stato di Israele. Questa non è una opinione. Basta leggere quanto gli islamici antioccidentali hanno scritto da molti anni a questa parte. All’interno di questa battaglia – che oggi punta a demolire la monarchia saudita e a sradicare la presenza tecnica e finanziaria dell’Occidente dal cuore del mondo petrolifero – c’è un sottile filo rosso che lega il terrorismo fondamentalista alla vicenda politica italiana. Non c’è nessuna prova (e allo stato nessun fondato sospetto) che menti italiane abbiano organizzato il sequestro dei quattro connazionali detenuti in Iraq ormai da un mese e mezzo. Esso è stato realizzato da terroristi islamici e la gestione politica è in mano alla cosiddetta ‘resistenza irachena’. D’altra parte, nessun iracheno potrebbe conoscere la situazione politica italiana così bene da offrire ai terroristi ‘dritte’ degne del miglior resocontista politico di Montecitorio. Esiste perciò il fondato sospetto di un traffico ininterrotto di posta elettronica tra l’Italia e alcuni circoli della ‘resistenza’ di Bagdad per aggiungere panna montata e ciliegine italiane su una tragica torta confezionata altrove.
Prove, allo stato, non ne esistono. Indizi, molti. Si vedrà. Non occorre gran che, tuttavia, per capire che l’enormità della posta in gioco va ben al di là di misere polemiche da campagna elettorale e investe il futuro di più di una generazione. |
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