dubbi sul caso Berg
May 21 2004 at 12:52 AM
Nuove accuse della famiglia di Nicholas Berg, al presidente Bush e al segretario alla difesa.
«Mio figlio è morto per i peccati di George Bush e Donald Rumsfeld»
Nuove accuse della famiglia di Nicholas Berg, al presidente Bush e al segretario alla difesa. «Mio figlio è morto per i peccati di George Bush e Donald Rumsfeld. E' colpa di questa amministrazione», ha dichiarato il padre, Michael Berg in un'intervista rilasaciata alla radio Kyw-Am dalla sua casa di West Chester, in Pennsylvania. A due giorni dalla pubblicazioni su un sito Internet del video che mostra l'uccisione di Berg, sgozzato da un miliziano islamico incappucciato che, secondo i servizi statunitensi, era probabilmente Abu Musab al-Zarqawi, massimo esponente di al-Qaeda in Iraq, le polemiche non accennano a diminuire di intensità. Il padre dell'ostaggio ha lanciato pesanti bordate all'amministrazione Bush per l'invasione dell'Iraq e per aver promosso l'adozione del famigerato "Patriot Act", definito un "colpo di stato" da mister Berg. «Questa non è l'America in cui io sono cresciuto». Queste gravissime accuse si collocano in un quadro in cui ancora non è chiara la dinamica dei fatti precedenti la cattura del giovane civile il 9 aprile: il governo statunitense afferma che è stata la polizia irachena e non le autorità militari Usa in Iraq a tenere in custodia il giovane prima del suo sequestro. Affermazione contraddette dal capo della polizia di Mosul, la città dove era stato arrestato il 24 marzo.
http://www.liberazione.it/giornale/040514/default.asp
AMERICANO DECAPITATO: FBI, NEL 2001 BERG INCONTRO' MOUSSAOUI
Baghdad - A voler credere alle coincidenze, la breve vita di Nick Berg ne contiene due davvero strane, una delle quali é stata svelata dall'emittente americana Cbs. E' difficile immaginare che solo per un caso l'esistenza di un oscuro antennista di West Chester, in Pennsylvania, abbia incrociato per due volte in meno di tre anni quella di due tra i più pericolosi terroristi di al Qaeda: Zaccarias Moussaoui e Abu Musab al Zarqawi. Il primo è considerato il 'ventesimo uomo' dell'11 settembre, il kamikaze che non riuscì a salire su uno degli aerei delle stragi perché era in carcere per altri motivi. Il secondo è l'uomo di Osama bin Laden in Iraq nonché il boia che all'inizio di maggio ha decapitato Berg e filmato l'esecuzione. Il giovane antennista ebbe a che fare con entrambi e sempre, se si vuole credere alle coincidenze, per eccessiva imprudenza. La prima volta fu poco prima dell'11 settembre. Berg studiava all'università dell'Oklahoma e gli accadde di incontrare su un autobus un gruppo di arabi che gli chiesero se potevano usare il suo computer per mandare qualche messaggio di posta elettronica. Della comitiva faceva parte anche Moussaui, che sarebbe presto finito in galera per i sospetti destati nella scuola di volo che frequentava nel Minnesota, qualche migliaio di chilometri più a nord. "Nick frequentava un corso in un campus vicino all'aeroporto" ha raccontato alla Cnn il padre, Michael Berg, "ed era sull'autobus con alcuni terroristi. Nessuno sapeva che erano dei criminali: lo si sarebbe scoperto solo più tardi. Per Nick erano studenti come lui, che si trovavano per caso sull'autobus. Sostanzialmente lasciò che dei terroristi usassero il suo computer e la sua password". Per questo, poco dopo gli attacchi su New York e Washington, l'Fbi lo interrogò, senza però attribuirgli alcuna responsabilità. Salvo imbattersi nuovamente in Berg meno di tre anni dopo e in un contesto altrettanto pericoloso. Il giovane antennista era stato fermato vicino Mosul perché viaggiava da solo e senza documenti. La polizia irachena, insospettita, aveva chiamato le autorità Usa, che avevano a loro volta chiesto l'intervento dell'Fbi. I federali avevano interrogato per tre volte Berg prima di lasciarlo andare e una volta uscito dal carcere un diplomatico gli aveva offerto un passaggio aereo gratuito fino a casa. Ma Berg aveva rifiutato: il tragitto fino a Baghdad scortato dall'esercito gli sembrava troppo pericoloso e per questo aveva scelto di andare da Mosul in Kuwait in auto da solo. Ma gli uomini di Zarqawi non gli hanno fatto fare molta strada.
Agi (venerdì 14 maggio)
http://www.liberazione.it/notizia.asp?id=2208
Da:
http://www.comedonchisciotte.net/mo...388179fa0e247fe
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Nick Berg decapitation video declared "a fraud" by medical doctor
La Voz de Aztlan
May 12, 2004 - The first casualty of war is the truth and this one has been no exception. La Voz de Aztlan obtained a copy of the video showing the beheading of American Nick Berg of Philadelphia and immediately something very odd was readily apparent. Not only were the purported screams of Nick Berg not in synchrony with the decapitation but their was also a total lack of blood spurting out as his jugular and other veins and arteries were being cut.
We forwarded the video to Doctor Raul Castro Guevara, a surgeon and forensic expert in Mexico City for his expert opinion. He wrote back and commented, "No hay manera que el individuo en el video estaba vivo y su corazon funcionando cuando le estaban cortando la cabeza. En estos casos, el corazon impela sangre con gran presion, y se corta las arterias del cuello, hay una gran cantidad de sangre que salpica por todos lados. En mi opinion el video es un fraude."
Doctor Raul Castro Guevara is saying that there is no way that the individual in the video was alive and his heart pumping while his neck was being cut. The doctor adds that in these cases, while the heart is pumping, cutting a person's artery in the neck, would cause copious amounts of blood to spurt all over the immediate environment. He says that in his opinion the video is a fraud.
We hope that our readers view the video and see for themselves. We will provide a copy to any of our subscribers that have been supportive of our publication. Send a request to La Voz de Aztlan at Fake_Video@Aztlan.Net
If you are able to view the video, please pay close attention to the five so called Al queda terrorists making the political statement. Look at their height, weight, skin color and their mannerisms. Do you think these people are Arabs or Iraqis?
La Voz de Aztlan
http://www.aztlan.net/fake_video.htm
You may download the video here:
http://informationclearinghouse.info/article6172.h
tm
In attesa di raccogliere in un articolo tutte le informazioni uscite nelle ultime ore sull'arresto, detenzione, e omicidio/decapitazione di Nick Berg, vorrei fornire alla vostra attenzione la seguente foto:
e le seguenti osservazioni:
Si tratta di una delle ultime foto rilasciate sugli abusi compiuti dagli americani nella prigione di Abu Graib.
Notare la sedia bianca sulla sinistra (confrontarla con quella dove era seduto Nick).
Confrontare il giallo della parete, il battiscopa, la tuta arancione (i terroristi non mettono i rapiti in tuta arancione, che come noto è quella fatta indossare dai prigionieri degli americani), il colore del pavimento con quelli del filmato.
Aggiungere il fatto che questi "terroristi" sono bianchi e ben nutriti e che indossano vestiti a prova di proiettile (terrorista N. 2-4-5), e uno di loro un anello d'oro al dito (proibito dall'Islam).
Fidiamoci del fatto che parlavano un pessimo arabo (a tal punto da pronunciare invece che la parola Al-Qaeda la parola alqaed (che significa invece "stare fermi" "stare seduti")
Zarqawi, l'autore del delitto per la CIA, ammesso sia sempre vivo, di sicuro ha subito l'amputazione di un arto (confronta come cammina nel video)
Da notare infine la relativa calma di Berg
(Ulteriori analisi nel nostro prossimo articolo)
Quanto sopra scritto ha portato Mark Perkel ad affermare: "Nicholas Berg was murdered by AMERICANS at Abu Ghraib prison"
(
http://www.conspiracyplanet.com/cha...;contentid=1237)
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da arabmonitor.info
Il padre dell'ostaggio decapitato in Iraq: mio figlio era detenuto dagli americani
Philadelphia, 14 maggio - Parlando ai microfoni della stazione radio Kyw-Am, Michael Berg, padre di Nick Berg, l'ostaggio americano decapitato davanti a una telecamera dai suoi rapitori in Iraq, ha detto di avere una dichiarazione, rilasciata a Baghdad da funzionari del Dipartimento di Stato, in cui è scritto che suo figlio era detenuto non dagli iracheni, ma da strutture militari statunitensi: "posso assicurarvi che il 31 marzo l'Fbi venne a trovarmi per dire che lo avevano in custodia a Mosul in una prigione irachena". Michael Berg ha affermato di ritenere responsabili per la morte del figlio George W. Bush e Donald Rumsfeld: "Mio figlio è morto per i loro errori. E' questa amministrazione che lo ha ucciso".
Editoriale di Radio Città Aperta
Le impossibili simmetrie dell’orrore
E’ quantomeno vergognoso, oltre che grottesco, il tentativo dell’apparato Mediaset e dei giornali della destra di governo, di costruire una sorta di simmetria dell’orrore tra le fotografie delle torture inflitte ai prigionieri iracheni e il video della decapitazione dell’ostaggio statunitense Nicholas Berg. La crociata dei vari Capuozzo, Liguori, Ferrara, vorrebbe rivelarsi utile a sostenere la legittimità dell’occupazione militare dell’Iraq che coinvolge anche i soldati italiani. La morte dell’ennesimo militare italiano, conferma che lì c’è una guerra tra occupanti ed occupati e che l’Italia sta nell’alleanza sbagliata. Sotto botta per alcuni giorni a causa della denuncia delle torture, gli opinionisti dell’armata “goebelsiana-mediasettica” arruolatasi con le truppe della coalizione, hanno visto nel video della decapitazione del giovane Berg l’occasione per una rivincita. Hanno sfruttato la morbosa attenzione provocata dal divieto di trasmettere il video con la decapitazione per trasmetterla nelle loro televisioni e spararla a colori sui loro giornali. Hanno aperto le loro pagine e i loro telegiornali dando come prima notizia che le foto dei soldati inglesi impegnati ad abusare dei prigionieri pubblicate dal Daily Mirror erano false. Non solo, hanno aperto un fuoco di fila contro gli esponenti del giornalismo che continuano ad intralciare la loro occupazione di tutto lo scenario massmediatico.
Ma costoro si stanno infilando in buco nero dal quale uscire indenni sul piano morale e professionale non sarà facilissimo. Basterebbero poche domande per far crollare l’artificiosa simmetria dell’orrore costruita in questi giorni. Ad esempio, quelli sulle fotografie del Daily Mirror, sono soldati inglesi o no? Se quelle foto non sono state scattate in Iraq, dove sono state scattate le fotografie che mostrano indubbiamente dei soldati inglesi che abusano dei prigionieri? Forse che le torture fatte in Afganistan sono meno gravi delle torture inflitte in Iraq?
Ed ancora: la barbara uccisione di Nicholas Berg non ha convinto neanche i suoi genitori. Basta cercare sulla rete per trovare decine di articoli che forniscono indizi utili ad una ricostruzione di questa vicenda che demolisce quella ufficiale fornita dalle autorità statunitensi. “Un video è una prova” diranno molti, ma anche quel video induce a credere cose diverse da quella denunciate dai vari Capuozzo, Liguori, Ferrara. Ad esempio il fatto che Nicholas Berg indossi la stessa tuta arancione che gli americani fanno indossare ai “loro” prigionieri nel lager di Guantanamo o in quello di Abu Grahib; il fatto che i sequestratori abbiano sempre reso noti i loro sequestri ed i nomi degli ostaggi e nel caso di Berg no; che abbiano sempre utilizzato delle videocassette ed in questo caso no; che abbiano sempre avanzato delle richieste di scambio ed in questo caso no; che l’uomo che legge la condanna di Berg non abbia affatto un accento giordano come dichiarato dalla “intelligence” USA.
Ci sarebbero poi tutte le stranezze venute fuori sull’arresto di Nicholas Berg da parte della polizia collaborazionista irachena, delle tre visite della FBI nel carcere dove era tenuto Berg, del fatto che la polizia irachena smentisca di averlo arrestato mentre l’ambasciata USA e due ufficiali americani dicono di si. Si potrebbe parlare della stranezza rappresentata dal fatto che Berg era finito nel mirino della FBI per l’11 settembre ma poi scagionato, che arrivi in Iraq a dicembre per tornare negli USA a febbraio per poi tornare in Iraq a marzo…per vendere antenne. Insomma le cose che non quadrano sono troppe e solo un giornalismo di regime come quello dominante in Italia si può rifiutare di prenderle in esame seriamente. Probabilmente Nicholas Berg è stato “usato” come vittima sacrificale della guerra mediatica in corso intorno a quella militare in Iraq. Di gente strana, di mercenari e corpi paramilitari separati e non regolari, come abbiamo visto, in Iraq ne girano fin troppi. Rimediarne cinque di questi, con meno scrupoli di altri o con un senso della “ragion di stato” portata all’eccesso come la storia segreta dei governi statunitensi ci ha insegnato, non è affatto impossibile. Anzi, è tornata utile al momento giusto, nel tentativo estremo, ma disperato ed orribile, di costruire una simmetria dell’orrore che legittimi l’orrore più grande: la guerra.
Per questo prima se ne vanno i soldati, le imprese e i mercenari italiani dall’Iraq …meglio è per tutti.
www.radiocittaperta.it
http://www.luogocomune.net/lc/modules/news/article.php?storyid=182
Il caso Nicholas Berg, pur nel totale disinteresse da parte dei
grandi media, continua a montare. Le anomalie riscontrate nella
storia della decapitazione si stanno moltiplicando, e sono emersi
dettagli tutt'altro che secondari. Secondo svariati ricercatori e
giornalisti investigativi, si può essere ragionevolmente certi che il
filmato dell'esecuzione sia una frode, e che sia stato girato nel
carcere di Abu Ghraib. La Voz de Aztlan ha inoltre completato
un'analisi tecnica e isolato circa 10 secondi della traccia audio
alla fine del video in questione. Si può chiaramente udire una voce
occidentale dire "How will it be done?" (Come sarà fatto?).
Sembrerebbe proprio che, nella fretta di confezionare il falso video
per scopi propagandistici, i "tecnici" inavvertitamente si siano
lasciati dietro numerose prove: potete ascoltare la voce in questa
pagina web,
http://www.aztlan.net/nick_berg_how_done.htm
oppure in questa:
Non solo: in quest'altra pagina web,
http://www.propagandamatrix.com/art...militarycap.htm
potete visionare i fotogrammi da 9306 a 9368, dove per un attimo
entra in campo sulla parte destra dell'inquadratura la porzione della
testa di qualcuno che sembra indossare un tipico berretto militare
statunitense.
http://www.nexusitalia.com/wagthedog.html
Si distingue il collo, l'orecchio sinistro e parte del berretto,
assai somigliante a quello indossato dal militare ritratto nel
carcere di Abu Ghraib in questa foto:
http://www.nexusitalia.com/wagthedog.html
Come se non bastasse, Raul Castro Guevara, un chirurgo esperto in
medicina legale di Città del Messico, dopo aver esaminato il video
della "decapitazione", ha dichiarato che "non è possibile che
l'individuo nel filmato fosse vivo e che il suo cuore pompasse nel
momento in cui gli viene tagliato il collo". Se così fosse stato,
afferma il dottor Castro Guevara, tagliando l'arteria in quel punto
ci sarebbe stata una copiosa fuoriuscita di sangue tutt'intorno.
Secondo la sua opinione, il video è una montatura.
(www.rense.com/general52/decap.htm)
Insomma, potrebbe trattarsi di un'operazione come quella mirabilmente
illustrata dal famoso film "Wag the Dog", di Barry Levinson (uscito
in Italia col brutto titolo di "Sesso e Potere"), interpretato da due
mostri sacri come Dustin Hoffman e Robert De Niro, in cui per
distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica da un presidente in
difficoltà per uno scandalo di natura sessuale, si costruisce in uno
studio televisivo una guerra inesistente. Guarda caso, proprio nel
bel mezzo della bufera delle torture statunitensi in Iraq, salta
fuori questo video che ha letteralmente calamitato l'attenzione e
destato disgusto in tutto il mondo...
Nel frattempo, con la scusa che questo omicidio sarebbe il risultato
della diffusione delle foto delle torture, il presidente Bush ha
chiesto al Pentagono di non diffondere ulteriore materiale
fotografico a documentazione degli abusi, invocando le solite
questioni di "sicurezza nazionale".
Ulteriori "stranezze":
1) Il nastro evidentemente tagliato e montato, che va da Berg seduto
sulla sedia mentre parla della famiglia a Berg seduto sul pavimento
coi militanti mascherati dietro di lui, sino a Berg quasi immobile
mentre gli viene tagliata la testa.
2) L'audio chiaramente alterato.
3) Gli "arabi" che leggono pagine della "dichiarazione" e finiscono
col leggere la stessa pagina iniziale, come se non conoscessero a
sufficienza la lingua per accorgersi su quale pagina si trovano.
4) Gli "arabi" hanno una carnagione chiara (visibile dalle mani e da
altre parti del corpo non coperte), oltre a pose ed atteggiamenti
tipicamente occidentali.
5) Mentre lo tengono a terra, Berg non si muove: istintivamente,
avrebbe dovuto cercare di sfuggire alla presa dei suoi esecutori.
6) L'inquadratura non fa vedere se gli occhi di Berg sono aperti.
7) Il presunto "urlo" di Berg assomiglia a quello di una donna e
comunque è chiaramente fuori sincrono.
8) L'individuo nel video assomiglia ben poco alle foto di Berg
diffuse dalla famiglia.
http://www.nexusitalia.com/wagthedog.html
Date queste e innumerevoli altre anomalie, è presumibile che Berg (o
chi per lui) sia prima stato ucciso (forse con un'iniezione letale),
poi decapitato da morto (il che spiegherebbe la mancanza di sangue
dappertutto). Insomma, la tipica PsyOps, Operazione Psicologica,
condotta da una non meglio identificata agenzia di intelligence.
Volevo farvi leggere queste 2 righe che ho trovato in un altro forum, perchè rappresentano abbastanza bene i dubbi che per altro nutriamo in tanti riguardo al caso berg, comunque letto? Beh fatevi i vostri ragionamenti.
Saluti