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Una società del nulla...

June 25 2004 at 1:32 PM
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alberto  (no login)

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Mi sbaglierò ma il pellegrinaggio da Padre Pio dei tre ex ostaggi italiani, promossi per qualche giorno a eroi nazionali come Garibaldi, Vittorio Emanuele e Cavour, prelude alla loro uscita di scena mediatica … Del resto dove sono mai finiti l’Annunziata e il Cattaneo, i dirigenti Rai le cui liti tenevano il cartello come una commedia che si annunciasse intramontabile? E la tonitruante Fallaci, con tutto il veleno della sua calcolatissima rabbia in corpo, ora più silenziosa di una statua di Pompei? E che ne è di Adriano Sofri, il nobile prigioniero? Non ci si domanda più se sia meglio concedergli la grazia o negargliela, con Ciampi e Castelli in campo ?
Eppure avevamo tanto faticato a dar fiato alla tromba del Nulla, dove presto finiranno gli echi delle elezioni secondo Berlusconi truccate, lo sputo di Totti, il vanto di vera virilità rivendicato davanti ai giornalisti da Vieri, l’affanno per l’esclusione dell’Italia dai campionati europei di calcio, il clamore per l’autobiografia di Clinton oggi fresca di stampa…
Seguendo questa radiografia mediatica delle nostre passioni — la cui somma algebrica è zero — viene però un insegnamento per la pausa delle vacanze. Cerchiamo di ricaricarci con interessi meno effimeri dell’inutile bla bla della buccia esterna della vita, torniamo a fantasie che non passano, come i libri di autentica letteratura — non quelli di Wilbur Smith, dove, scorsa l’ultima pagina, non rimarrà una sola idea, ma quelli, per fare solo un esempio, di Saramago o di Marquez, che ti faranno compagnia quando li avrai finiti, tanto sono gremiti di idee —. Torniamo nelle vacanze alla rilettura anche dei classici, alla ricerca di spettacoli teatrali veri — ci sono in Italia molti festival teatrali, di danza, di musica come a Sant’Arcangelo e a Spoleto — e non di pantomime televisive messe su dai karaoke del Nulla. Attenzione a non intossicarci con un eccesso di spazio concesso all’effimero. E’ in agguato l’analfabetismo di ritorno, se smettiamo di allenare il nostro cervello, arrendendoci allo sciocchezzaio. Non occorrono solo palestre per il corpo, ma anche quelle per l’intelligenza che sono i libri, l’arte, il mondo del pensiero, della spiritualità. Altrimenti non potremo più tornare indietro e arrestare l’impoverimento.
Niente è più sconfortante del vuoto che ci affligge la sera, all’atto di spegnere la luce, quando sentiamo che anche questa giornata è stata un’ occasione perduta per vivere qualcosa che ci arricchisca e potremmo portare con noi anche nel buio, oltre la vita, dove l’anima e la mente vanno, e non il corpo.

Ciao

 
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AuthorReply
Gabriele
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Re: Una società del nulla...

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June 25 2004, 1:39 PM 

Perchè il nulla ?
Perchè, piuttosto, non si dice di eventi, più o meno rilevanti, che riempiono la nostra vita informativa e alcuni lasciano traccia, altri no.
Perchè disprezzare Wilbur Smith (letto da centinaia di milioni di persone in tutto il mondo) per adottare un atteggiamento snob (da sine nobilitate) ed evocare Saramago di cui la maggior parte delle persone (legittimamente) neppure conoscono l'esistenza ?
Perchè ammorbare l'esistenza con continue tristezze e non essere contanti di ciò che muove l'animo ed esalta e deprime, cioè trasmette emozioni ?
_________________
ciau

 
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Anonymous
(no login)

Re: Una società del nulla...

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June 26 2004, 11:00 AM 

Padre Pio non c'entra, poveretto.
E neanche Wilbur Smith.

Il popolo da sempre preferisce non pensare, avere la pappa pronta e al
massimo diventare dissidente per moda.

Nel paese del Bengodi, e` perfettamente lecito essere governati da
fantocci e ritrovarsi a ragliare... contenti loro, contenti tutti.

 
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