| Battisti in crisiAugust 23 2004 at 12:16 AM No score for this post | Gabriele (no login) |
| - ...tornato dalle ferie vi propongo subito un tema:-)
Dicono che non stia bene.
Che sia depresso. Poverino.
Forse è andato a tirarsi su di morale.
A prendere una boccata d’aria, magari in Nicaragua, o in un pensionato gestito dallo Stato francese, così tenero con chi ha bisogno.
Intendiamoci, può darsi che l’ironia sia fuori luogo. Può darsi che Cesare Battisti, il leader dei proletari armati per il comunismo, condannato in Italia all’ergastolo per quattro omicidi, e scomparso da Parigi dove era «vigilato» in attesa di estradizione, si sia solo allontanato per qualche ora, qualche giorno.
Può darsi che riappaia oggi, domani. Può darsi tutto.
Ma se dovessimo scommettere sul suo ritorno, personalmente, non punteremmo neppure un euro. Lieti, comunque, di essere smentiti.
Del resto, cosa fareste voi, se ci fosse qualcuno che vi vuole mettere in galera a vita, e un altro vi lascia la possibilità di restare libero?
Vi arrendereste con le braccia alzate e la bandiera della pace avvolta attorno al collo, o approfittereste della gentile occasione offerta da autorità più «distratte» per evitare una umida cella di un sovraffollata galera italiana? La risposta è scontata.
Soprattutto perché si vede ad occhio nudo che questo Battisti non è Sofri, che con tutti i suoi difetti, ha però bussato un giorno alla porta del carcere di Pisa dicendo: «Sono qui».
Si vede che questo Battisti non ha alcuna intenzione di assumersi le responsabilità certificate dai liberi, democratici (ma non proletari) tribunali del suo Paese.
Sprezzante, arrogante, supponente.
Perennemente scortato dalla Parigi rosso-verde, quella che pensa di assomigliare a Sartre battendosi nelle trattorie del Quartiere latino per la libertà di un omicida, senza piangere una lacrima per le sue vittime.
Detto questo, non bisogna però confondere il livello delle responsabilità. C’è quella singola, morale, del fuggiasco, e quella pubblica, politica, di chi l’ha fatto fuggire.
Ed è la seconda, senza dubbio, che ci appare più grave. Perché, i casi sono due. O la Francia è in grado di rispettare le decisioni prese dai suoi giudici sull’estradizione, controllando a dovere gli estradandi (e i mezzi non le mancano), oppure viene il sospetto che si voglia dare con la destra (Chirac), per poi occhieggiare alla sinistra, applicando nei fatti la teoria Mitterrand sulla terra d’asilo.
Insomma, che si prenda in giro il Diritto, dopo avere impartito per anni severe lezioni sull’argomento.
Soprattutto a noi, eredi di Cesare Battisti.
Quello vero.
Quello che non fuggì.
Buonanotte! |
| | Author | Reply | alberto (no login) | Re: Battisti in crisiNo score for this post | August 29 2004, 3:57 PM |
ciao,anche io son tornato da poco.
dunque...
Battisti: "Resto in Francia"
Lettera dell'ex terrorista ad avvocati
Cesare Battisti resta in Francia. Lo ha scritto l'ex terrorista, del quale si sono perse le tracce la scorsa settimana, in una lettera ai suoi avvocati.
Battisti avrebbe dovuto presentarsi sabato scorso per firmare al commissariato di Parigi, ma da allora non se n'è più avuta notizia.
"Non lascerò la Francia, è il mio Paese e non ne vedo un altro nel mio futuro. La mia verità è qui, molti francesi me l'hanno confermato",fa sapere Battisti.
Secondo i due legali ai quali la lettera era indirizzata, Irene Terrel e Jean-Jacques De Felice, la busta "è stata imbucata a Parigi il 19 agosto", e Battisti nel manoscritto ha chiesto loro di "rendere pubblica la lettera".
Nel messaggio Battisti prosegue spiegando che "mi sottraggo al controllo giudiziario, ma resto in Francia, perché è da qui, con l'aiuto di tutti quelli che ancora credono a questa giustizia che aveva fatto della Francia il Paese dei Diritti dell'uomo, che io continuerò a battermi affinché giustizia sia fatta all'uomo e alla storia".
"La corte d'appello di Parigi - continua ancora la lettera - dichiarandosi favorevole alla mia estradizione mi ha condannato alla prigione a vita in Italia.
Lo choc e' enorme, non potevo credere che la giustizia francese si piegasse al potere pubblico, tornando sulla cosa già giudicata nel 1991, non potevo credere che accettasse la contumacia italiana che non mi da più alcuna possibilità di difesa. Rinchiuso a vita, trent'anni dopo i fatti, sarebbero la famiglia, i figli, altre vite che pagherebbero.
Non posso correre questo rischio non rivedere più i miei figli, il Paese dove sono nati, l'idea mi è insopportabile".
E ancora, l'ex militante dei Proletari armati per il comunismo prosegue spiegando che "la dichiarazione di Jacques Chirac, due giorni dopo la decisione della corte d'appello, ha finito con il togliermi ogni speranza. Dinanzi al baratro, cosa mi resta? Solo i miei figli e la sottile possibilità, un giorno forse, di potere spiegarmi sulle mie responsabilità politiche e penali e tornare infine su questo passato che l'Italia vorrebbe, mi sembra, sotterrare per sempre al prezzo di una selvaggia contraffazione storica.
Questa convinzione mi dà il coraggio di aspettare l'ultima decisione, fino all'ultimo ricorso, nella speranza che, in questo Paese che è il mio, le parole giustizia e libertà significhino ancora qualcosa".
Martedì, giorno precedente alla diffusione del testo della lettera, il il quotidiano francese Libération aveva annunciato che l'ex terrorista italiano aveva lasciato la Francia: una notizia che ora viene smentita dallo stesso Battisti.
Il quale,però,a quanto pare non ha alcuna intenzione di farsi rintracciare!
ciao. |
| Anonymous (no login) | Re: Battisti in crisiNo score for this post | August 31 2004, 11:18 PM |
il discorso è mlto semplice chi uccide deve marcire in galera, se terrorista in isolamento, il resto sono folli barocchismi che sono permessi da ua democrazia allo sbando come quella francese |
| alberto (no login) | Re: Battisti in crisiNo score for this post | September 1 2004, 11:26 AM |
Battisti, in francia, per il fatto di scrivere gialli, è diventato un fine intellettuale.
Bene, in fondo di intellettuali come lui ne abbiamo anche noi.
Ad esempio il più grande intellettuale italiano è Giorgio Faletti che, oltre ad avere scritto il primo best seller italiano dopo il nome della rosa e i libri della fallaci,è stato anche autore di meravigliose canzoni come "minchia signor tenente" (canzone di una tristezza struggente, avercene, senza ironia) ed un altra, cantata in un festival di San remo nella quale, nientemeno, ringraziava dio per quello che ha fatto.
Il giorno che gli intellettuali italiani accetteranno come fa Faletti allora anche Battisti sarà un intellettuale.
Il brutto di questo intervento è che così svaluto Faletti, che invece, qualora non fosse un fine intellettuale, è comunque uno di quei rari geni eclettici capaci di riuscire eccelsamente in diverse discipline.
Magari sarà anche un intellettuale, ma non se la tira
saluti .
|
| Backy (no login) | Battisti: chi l'ha visto?No score for this post | September 16 2004, 12:08 PM |
Battisti: chi l'ha visto?
Fa rabbia pensare a un assassino che, dopo avere ammazzato in Italia 4 innocenti ed aver scritto un codice rivoluzionario per i Comunisti Combattenti, se ne è scappato in fuga dalle responsabilità a Parigi, dove si è rifatto una nuova vita, comoda. Posata la pistola si è messo a scrivere libricini e a corteggiare la stampa francese.
La quale, e non solamente quella di sinistra, lo ha difeso respingendone l'estradizione come se fosse un martire delle persecuzione giudiziaria, dimenticando che l'Italia non è una dittatura fascista ma un paese democratico (per qualcuno anche troppo), ed è uno degli stati fondatori dell'Unione Europea. | |
| | Current Topic - Battisti in crisi |
| |
|
|