| UntitledSeptember 3 2004 at 1:16 PM No score for this post | Gabriele (no login) |
| - I fanatici hanno teso la loro trappola fino in Francia come l’avevano già fatto in Italia e in altre nazioni. Una trappola per far si’ che la disperazione delle famiglie degli ostaggi susciti, legittimandola, la compassione di tutti, necessaria, e conduca alla capitolazione. Ai paesi che hanno dei soldati in Iraq, dicono : «Toglieteli, altrimenti…!».
Alla Francia paese che alcuni hanno immaginato ingenuamente che sarebbe stato protetto dalla sua politica contraria alla guerra chiedono che sia soppressa la legge sulla laicità che vieta il velo islamico nelle scuole pubbliche.
I ricattatori e gli assassini hanno, passando dall’Italia alla Francia, varcato una nuova soglia.
Non è la situazione in Iraq che li preoccupa maggiormente, è quello che noi siamo.
Quello che vogliono è che noi ci inginocchiamo davanti a loro.
Oppure, in secondo luogo, che diventiamo come loro, che cessiamo di essere nazioni rispettose dei diritti umani, nazioni che sono pervenute all’era della tolleranza e della libera scelta dei politici, con il voto dell’insieme dei citadini.
Capire questa doppia minaccia è una cosa decisiva.
Gli assassini vogliono la regressione di tutti coloro che hanno smesso di essere degli assassini fanatici. Vogliono che ci sottomettiamo: e questo significa che la barbarie è più forte e che il progresso democratico rappresenta una debolezza.
Oppure vogliono che regrediamo in un altro modo, scegliendo anche noi di diventare degli assassini. Il mondo ha dunque sempre come regola principale la barbarie.
Non serve a niente, insomma, o a ben poco, sapere se avremmo dovuto o no scegliere tale o tal’altra politica. Se avremmo dovuto mandare dei soldati in Iraq o votare una legge sulla laicità nelle scuole pubbliche.
Il problema è sapere, di fronte a questa trappola, quale società vogliamo, quale avvenire scegliamo per le nostre nazioni. Vogliamo restare delle nazioni democratiche? Allora non bisogna cedere di un millimetro sui due campi, quello della resistenza al ricatto e quello del rispetto delle regole del diritto.
Ma c’è qualche cosa di ancora più forte in questa sfida criminale lanciata ai Francesi.
Perché se capitoliamo davanti al ricatto, o se scegliamo anche noi di essere dei barbari, per esempio reinstaurando il ricorso alla tortura, blocchiamo ogni possibilità di evoluzione dell’Islam.
Se ci incliniamo davanti al diktat degli assassini, dimostriamo ai musulmani, e innanzitutto a quelli che vivono in Francia e che sono diventati cittadini francesi, che i loro correligionari fanatici sono i più forti.
Cedendo all’Islam, aumentiamo la sua diffusione.
Diventando dei boia, accreditiamo le analisi dei fanatici.
Nel dramma che vive la Francia in questo momento, un fatto importante e positivo sta accadendo: le associazioni dei musulmani francesi, anche quelle ostili alla legge sul velo, hanno denunciato i rapimenti, il ricatto e hanno concluso affermando che non bisognava negoziare con gli assassini.
È una vittoria della democrazia laica, e dunque una sconfitta dei fanatismi.
Ciao:-( |
| | Author | Reply | Anonymous (no login) | Re: UntitledNo score for this post | September 7 2004, 12:36 PM |
Il Cristianesimo è buono anche se spesso i cristiani sono cattivi. L'islam è cattivo anche se molti musulmani sono buoni.
Prendiamo ne atto e agiamo di conseguenza.
Senza cedimenti, ma con assoluta determinazione: prevenire (una guerra terroristica sul nostro territorio) è meglio che attendere gli eventi.
Una vera difesa è attiva, preventiva.
Prima lo capiranno francesi, tedeschi, russi e tutti gli occidentali, meglio sarà e più efficace sarà la nostra risposta.
Ha detto bene il Presidente del Senato Pera, per un "Patto tra Occidentali".
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