--


  << Previous Topic | Next Topic >>Ritorna all'indice  

Quei ragazzi allagati dalla paura!

October 25 2004 at 3:56 PM
No score for this post
alberto  (no login)

-
Colgo l’occasione, dolorosa, esemplare e ahimé già ripetuta e ripetibile (è stato infatti già «allagato», come «effetto scia», anche un liceo di Reggio Calabria) di rilevare la comunicazione, anomica ed asociale, messa in atto da quei ragazzi che oggi compiono atti di «terrorismo scolastico» ai quali i mass media dedicano spazio amplissimo. Ovvero, «allagano» le scuole e lo fanno per evitare di assumersi la responsabilità di superare prove considerate faticose e difficili, come interrogazioni e compiti in classe, in base ai quali verranno giudicati a scuola e a casa.
Colgo questa occasione poiché «allagare» le scuole o ricorrere ad altri esibitivi mezzi di distrazione da «scuola spettacolo» potrebbe diventare una moda ben diversa e assai meno innocua di quella di indossare pantaloni a vita bassa o mutande ben in vista. Una moda nefasta che impedirebbe di comprendere il valore, decisivo per la crescita di una persona che voglia essere «protagonista della propria vita», di essere educato ed esercitato, a casa, a scuola, nel sociale, al piacere e alla inevitabile necessità di doversi misurare, mentre cresce e per crescere, con difficoltà e prove da superare. Prove che le prime imprese scolastiche rappresentano nella vita dei ragazzi. E infatti «allagare» poiché ci si sente «allagati» incapaci di responsabilità, in preda ad angosce che non dovrebbero più far parte del bagaglio esperienziale, emozionale, educativo, formativo degli allievi della scuola del duemila, potrebbe simbolicamente rappresentare una maniera di comunicare un «pieno» di «vuoto» formativo, rappresentativo, istituzionale raggiunto ormai dalla scuola, seconda agenzia educativa alla quale ogni ragazzo accede dopo essere stato accolto e allevato nella sua famiglia. Come dire che se non si coglie, di fronte a questi «allagamenti», finalmente l’opportunità di ricusare e superare vecchi e obsoleti sistemi di rapportarsi, valutare, formare, preparare alla vita i ragazzi, l’occasione è veramente perduta.
Poiché questi sono tempi nei quali l’esclusivo, validissimo, decisivo ruolo umano e umanistico dell’insegnante, proprio a livello comunicativo, viene già virtualmente surclassato da macchine onniscienti, onnipresenti. Penso ai computer, penso a Internet. L’insegnante è l’umana guida all’umano sapere. E’ colui che può accendere, nel cuore di ogni suo allievo o allieva non soltanto «l’amore per sempre» per ogni materia che insegna, ma «l’amore per sempre» per la ricerca, per la formazione. Può suscitare il rispetto per il progresso delle scienze e di ogni artistica, creativa sperimentazione del vivere, dell’agire, del pensare umani. L’insegnante è colui che accompagna, consente l’acquisizione di strumenti atti a fare cultura, la cui conoscenza, e l’uso dei quali consente, nel laboratorio scuola, di esprimersi e di diventare protagonisti ai ragazzi. Non è colui che giudica, attraverso i voti! Rappresenta l’autorevolezza in merito alle competenze che l’allievo ha raggiunto e non è colui che semina la paura attraverso il voto del giudizio. E’ maestro di vita non di tormenti. Non «allaga» l’anima affinché gli allievi allaghino le scuole. Educa alle leggi al punto che i suoi allievi potranno scegliere, imitandolo, il rigore, l’applicazione, la formazione, la disciplina del sapere. Per il piacere che provano esercitandosi nelle prove, anche dure, anche forti, anche continue, che i loro insegnanti, che la loro scuola, proporrà loro, ogni giorno. Così, caro allievo, se la scuola ti appartiene, se hai collaborato a costruirne le regole e a difenderne la struttura; se la senti tua, non la allagherai mai. La difenderai, ci andrai volentieri e non ti sentirai mai in pericolo di essere giudicato o escluso. Bisogna, insomma, educare i giovani ad amare la scuola e il sapere. E a gustare, con coraggio, la fatica delle prove della vita.

Ciao!!

 
Scoring_Disabled_MsgRespond to this message   
AuthorReply
Axiom
(no login)

...

No score for this post
October 26 2004, 10:09 AM 

Che papiro tuttavia interessante.

Beh, la semplice ed inflazionatissima frase "tutti gli uomini sono stati bambini ma pochi se ne ricordano" mi sembra tornare di grande attualità per un Alberto che mi sembra aver perso di vista questa piccola enciclopedia di vita di poche parole.

Certo, dal mio punto di vista mi sento di sottoscrivere i nobili e pieni di buone intenzioni concetti da te espressi, ma allo stesso tempo non posso dimenticare il mio professore di economia aziendale che dopo scuola aveva lo studio di commercialista ed in classe ci faceva giocare a trivial pursuit mentre lui faceva le dichiarazioni dei redditi ai suoi clienti; o magari qualche professore sempre nervoso perchè sottopagato che si lamentava di continuo e poi dava ripetizioni al nero per 30.000 lire l'ora; ma non posso nemmeno dimenticare altri prof che sono per me stati maestri di vita e conoscenza.

Insomma, chi non ha mai fatto ragazzate? a volte le ragazzate diventano più grandi delle intenzioni, ed io non mi sento di condannarle in un ambiente che propone una classe insegnante feudale e mai meritocratica, con immani conseguenze su un livello scolastico infimo ed aziendalizzato.

Si alle buone intenzioni, ma rendiamoci conto anche di come stanno le cose.

 
Scoring_Disabled_MsgRespond to this message   
Current Topic - Quei ragazzi allagati dalla paura!
  << Previous Topic | Next Topic >>Ritorna all'indice  
Create your own forum at Network54
 Copyright © 1999-2008 Network54. All rights reserved.   Terms of Use   Privacy Statement  
web partner: www.informasesso.com/forum