4: Segreti e bugie
Caro Severus,
Spero che tu non ti sia offeso per come mi sono comportata mercoledì. E se ti sei offeso... posso capirti. Mi riesce difficile trovare giustificazioni per il mio comportamento. La verità è che nemmeno io capisco bene cosa mi sia preso, anche se forse "panico" è la parola più vicina a descriverlo. Non mi fraintendere, non è colpa tua. Ho passato con te <strike>un bel pomer</strike> un pomeriggio meraviglioso, e l'ho guastato, e non sai quanto mi dispiaccia. Da un po' di tempo a questa parte mi sembra che mi sfugga tutto di mano, e che qualsiasi cosa io faccia non cambi nulla, e mi prende un senso di impotenza e paura che è come avere qualcosa sotto la pelle che si spezza perché preme per uscire.
Dio mio! Penserai che non sono molto normale... Forse Petunia ha ragione. E so che sembrano le solite scuse, ma ti prego di credermi: ho bisogno prima di riconciliarmi con me stessa per essere in grado di aprirmi verso qualcun altro. Vedi già con poco come sono riuscita a comportarmi male con te? E tu di certo non lo meriti, Severus, perché se adesso c'è qualcosa che desidero è <strike>stare con te</strike> passare mille altri pomeriggi come quello di merc
Nei giorni seguenti, Severus Piton sperimenta una qualità di ansia mai provata prima. Da una parte, la fuga di Lily l'ha gettato nello sconforto. Dall'altra, ha buoni motivi di credere di non dispiacerle... almeno finché, appunto, non è scappata. Passa intere giornate intrappolato in questa spirale di pensieri. E' stato a fare delle commissioni a Diagon Alley, e non ha mai scrutato con tanta attenzione ogni singolo volto come quel giorno. Ma di Lily, nessuna traccia. Potrebbe semplicemente mandarle un gufo: ma al di là del fatto che è molto cauto sull'utilizzo di mezzi non babbani, c'è qualcosa che lo frena. Paura. Si scopre estremamente codardo in questo - preferisce tormentarsi e non sapere piuttosto che finire a sbattere contro un rifiuto netto. Se ne rende conto, e disprezza questa propria inedita fragilità. Quando, però, sono trascorse due settimane dal fattaccio e vede un gufo planare sulla sua scrivania, il cuore gli salta un battito. Possibile che...?
Caro Severus,
ti prego di scusarmi se mi sono fatto sentire poco o nulla negli ultimi mesi. So che ti sembrerà una giustificazione scontata, ma c'è un sacco di lavoro da fare al Ministero - ed è chiaro che, come tirocinante, non mi posso assolutamente sottrarre ai miei doveri. Tanto più che, sorpresa sorpresa, mi sono ritrovato qui quel coglione di Arthur Weasley che non mi perde d'occhio un istante (comunque è finito nel posto che gli spetta: all'ufficio per l'uso improprio dei manufatti babbani. Gli auguro con tutto il cuore di restarci).
(A questo punto, Piton ridacchia. E' quasi rassicurante che anche Malfoy abbia delle antipatie viscerali e in gran parte immotivate, lo rende molto più normale.)
La parte positiva di tutto ciò è che alla fine del mese questo tour de force si concluderà e potrò tornare per un po' a studiare per preparare la relazione conclusiva. Ironico: quando ero a scuola mai avrei pensato ai libri in maniera tanto entusiastica. Ma evidentemente si apprezzano le cose solo da una certa prospettiva. Avrò molto più tempo libero e, soprattutto, verrò spesso a Hogwarts: mi hanno dato l'autorizzazione a usare la biblioteca e l'archivio per motivi di studio, visto che devo raccogliere dati sulla storia della scuola dal punto di vista amministrativo. In definitiva, potremo di nuovo vederci spesso, sarà un po' come tornare ai vecchi tempi, credo. Ho un sacco di cose di cui parlarti, ma ormai vale la pena di aspettare di vederci faccia a faccia. Se però hai voglia di spedirmi un gufo nel frattempo, fai pure: mi fanno piacere le tue lettere, solo, ora come ora, non so se posso garantire una risposta. E' già un miracolo che sia riuscito a scrivere questo.
Ci vediamo presto,
<right>Lucius Malfoy</right>
Piton ripiega la lettera, redatta con la consueta calligrafia elegante e appuntita, e un lieve sorriso gli si dipinge sulle labbra. Già, non sarà male rivedere il vecchio Lucius una volta a scuola; almeno lui non dovrebbe riservargli delle sorprese.
perchè se adesso c'è qualcosa che desidero è <strike>stare con te</strike> passare mille altri pomeriggi come quello di merc
Lily fissa il foglio da un'eternità. Dovrebbe concludere la lettera. Era stata interrotta sul più bello una settimana fa e da allora non l'ha più presa in mano. Dovrebbe finirla, o meglio ancora ricopiarla per eliminare le cancellature, e far partire il suo gufo che staziona placido sulla magnolia in giardino.
Ma più la rilegge, più lo stomaco le si stringe in una morsa d'ansia. Cosa diavolo ha scritto? La strappa velocemente, per non correre il rischio di ripensarci, e i pezzi finiscono accartocciati sul fondo del cestino, sotto la scrivania.
"In fondo, è stato solo un bacio" dice a se stessa, a mezza voce. Ma che creda alle sue parole, è tutt'altra faccenda.
Narcissa Beardsley attraversa il binario 9 e 3/4 con passo fluido e deciso, portandosi dietro solo un bagaglio leggero: come al solito, il resto della sua roba viene spedito direttamente a Hogwarts. Sfoggia una gonna di tartan verde alta sopra il ginocchio, e una camicetta bianca. Ha tutto il tempo di paludarsi nella tunica d'ordinanza.
Fermi vicino alla locomotiva, Sirius Black, James Potter, Peter Minus e Remus Lupin stanno aspettando Lily Evans. Narcissa li sorpassa guardandoli distrattamente, mentre Black aggrotta le sopracciglia e commenta:
"La regina delle nevi quest'anno è in gran forma, vero?" Lupin lo guarda sarcastico.
"Hai esaurito le scorte, per caso? E' vero che le gambe sono notevoli, ma vive in simbiosi con Piton... Vorrai mica fargli un altro dispettuccio? Io me ne lavo le mani."
"Anche il culo non è male" continua imperterrito Sirius, con la serietà di chi sta parlando di trigonometria più che di forme femminili.
"Beh, non è mai stata una brutta ragazza" azzarda James, cautamente.
"E' quell'atteggiamento che la frega... pare che ce l'abbia solo lei."
"Solo lei cosa?"
"...Peter...ragiona..."
"Pure davanti è a posto, specialmente se tieni conto che è piuttosto magra."
"In genere il problema con quel tipo di ragazza è che, dipendesse da lei, dovresti stare a ringraziare il tuo Dio ogni minuto per il semplice fatto che lei ti concede di stare in sua presenza."
"Certo, e tu lo dici dall'alto della tua esperienza, no?"
"E' un dato di fatto."
"Di viso non so se mi piace."
"Sì, ma la bocca è notevole. Cioè, prova a immaginare di farti..."
"Cosa immaginate di bello?"
E' arrivata Lily, sorridente, solare, come al solito ormai da sette anni. Con Remus, è sempre la più entusiasta di tornare a Hogwarts.
"Immaginavamo come potesse essere averti qui. Ti pare l'ora di arrivare?" le dice James arruffandole i capelli.
"Babbanissimo traffico" ride lei "e fingerò di non conoscere a memoria i vostri discorsi da maniaci sessuali."
"Come vuole, principessa" dice Remus mimando un elaborato inchino e indicando il treno "modereremo il linguaggio e stenderemo per lei un tappeto rosso fino all'ultimo scompartimento del treno."
Piton e Narcissa hanno scovato, come ogni anno, uno scompartimento tutto per loro. La ragazza sembra un po' alterata.
"Capisci, Severus? Tutto questo patetico teatrino... Hanno aspettato che fossimo nel mezzo della vacanza, a migliaia di chilometri da casa, per darmi la lieta notizia. 'Avrai un fratellino, Narcissa!' Povera creatura, essere figli della vacca... già mi fa pena."
"Vacca" è il termine che Narcissa usa sempre per riferirsi alla sua matrigna; che Piton ricordi, non l'ha mai chiamata per nome.
"Severus, che hai?" dice Narcissa dando un piccolo calcio alla gamba di Piton "Sei distratto. A te è successo qualcosa?"
"Niente di particolare" dice lui, svagato. Sa che, come al solito, Lily e gli altri avranno occupato l'ultimo scompartimento in fondo al treno.
Credeva di essersene fatto una ragione, ma evidentemente non è così.
"Lucius Malfoy sarà a Hogwarts" dice dopo una lunga pausa, e riassume a Narcissa il contenuto della lettera. Lei lo ascolta con moderato interesse.
"E' una vita che non vedo Malfoy "commenta, guardando fuori dal finestrino "d'altra parte, da quando ha sposato la vacca mio padre ha la mania di fare questi viaggioni di famiglia all'estero. Per recuperare il tempo che ho passato in collegio, suppongo. Peccato che sia solo un grande sbattimento che peggiora la mia vita sociale, invece di migliorarla. E' pazzesco come quell'uomo riesca ad avere una volontà così debole e ad essere insieme tanto insensibile." Piton lascia che Narcissa si sfoghi; sopratutto oggi, non se la sente proprio di palarle di sé.
Il professor Kosma Kandinskij ha mani grandi e un po' tozze, si direbbe da contadino più che da scienziato. Per cui la pacca sulle spalle che Severus Piton riceve dal suo docente non è del tutto indolore.
"Forza, Severus. Quest'anno è il tuo anno. Puoi puntare ad avere il miglior M.A.G.O. della scuola."
"Prima aspettiamo di arrivare alla fine."
"Corretto, corretto" ride Kandinskij fregandosi le mani "è un bene essere prudenti. Ma nella ricerca..."
"... essere temerari è un dovere" dice una voce dietro di loro.
"Signor Malfoy" sogghigna Kandinskij "aveva nostalgia dei banchi di scuola?"
"Sì e no, professore. Sto andando da Silente, ma non ho resistito alla tentazione di passare prima di qua. Speravo di trovare qualche vecchio amico" sorride a Piton "e ho avuto fortuna."
"Ciao, Lucius." Piton sorride rilassato. Non si aspettava che Malfoy arrivasse già alla prima settimana di scuola.
"Posso rubarglielo un attimo, professore? Prometto che riavrà il suo erede designato prima di pranzo." Piton lancia uno sguardo interrogativo a Kandinskij, che fa spallucce.
"Basta che non diventi un'abitudine. Vai, vai Severus, in fondo è sabato."
Malfoy e Piton si incamminano fuori dai corridoi di Serpeverde, e Malfoy commenta:
"Onestamente, pensavo di ritrovarti Caposcuola. Non era così improbabile..."
"Mah, alla fine è meglio così" dice Piton alzando le spalle "preferisco non avere troppi impegni al di fuori dello studio, quest'anno."
"Sì, ho visto che Kandinskij ti ha già opzionato a tempo pieno" sogghigna Malfoy "tra un po' si riferirà a te chiamandoti 'il figlio che non ho mai avuto'."
"Già" ride Piton "o forse, è semplicemente contento di avere un successore così potrà andare in pensione. Ma tu? Mi avevi scritto di avere cose importanti da dirmi."
"Sì." Malfoy si guarda intorno e poi dice a bassa voce, ma con aria disinvolta: "Ti ricordi di Alistair Macnair, no? Sai che non è mai stato molto a posto... è un sadico, fondamentalmente. I suoi sono nostri amici di famiglia, e non sarebbe la prima volta che mio padre ha messo una buona parola in Ministero per coprire le marachelle del piccolo Alistair. Adesso, non so se il fatto che ormai Alistair sia 'personaggio sgradito' nella maggior parte dei bordelli di Notturn Alley centri qualcosa, ma l'ultima volta l'ha combinata grossa... pare che una donna babbana ci sia rimasta secca. Una prostituta che probabilmente nemmeno i Babbani piangeranno, ma sai che razza di casino a livello diplomatico sono cose del genere. Mio padre si è dovuto fare in quattro per mettere a tacere tutto, e mi ha chiesto di provare a parlare con Macnair... vedere se riuscivo a tirargli fuori una confessione coerente senza che avesse l'impressione di essere interrogato. In realtà, lui per primo è stato molto diretto. Mi ha detto..."
"Signor Malfoy, che piacere rivederla tra queste vecchie mura." Senza rendersene conto, sono finiti nei pressi dell'ufficio di Silente ed è proprio il preside ad essere apparso davanti a loro, la barba biancoargentea scintillante al sole di una delle ultime belle giornate della stagione.
"Preside, stavo giusto venendo da lei a firmare i documenti" dice Malfoy, cortese, senza scomporsi. L'espressione serafica di Silente dimostra come non creda affatto alle buone maniere di Malfoy, ma parla con gentilezza:
"Certo, Lucius. E' rincuorante vedere che c'è ancora qualcuno che ha il coraggio di tornare qui dopo il diploma, vuol dire che non è un posto tanto orribile, no? Per non parlare" aggiunge rivolgendosi a Piton "di chi pensa di rimanere." Piton fa una risatina nervosa.
"Tutti sembrano avere grandi aspettative per me. Devo cominciare a preoccuparmi."
"Vuol dire che ti meriti tanta fiducia, Severus. Lucius, vogliamo sbrigare quella pratica? Voglio sperare che ti fermerai a pranzo."
"Perché no. Ho un bel ricordo della cucina di Hogwarts - o sono state apportate delle innovazioni di cui non sono a conoscenza?"
"Le uniche innovazioni le abbiamo fatte in meglio, spero" sorride il preside, facendo strada a Malfoy verso il suo ufficio.
"Ho sentito dire che dall'anno prossimo cambieranno le regole sull'abbigliamento. Anzi, dicono che se fosse per Silente le avrebbe già tolte da un pezzo; ovviamente è quella mummia frigida della McGrannitt che remava contro. E sì che non è nemmeno troppo vecchia... dio che prurito!" si lamenta Narcissa con le dita infilate a grattare sotto l'orlo del calzettone. Incrocia lo sguardo ironico di Malfoy:
"A parte queste interessanti considerazioni, che mi racconti di bello? E' vero che ci sarà un lieto evento in famiglia?"
"E' vero, ma si può discutere sulle parole 'lieto', 'evento' e 'famiglia'" risponde Narcissa prendendo un boccone di roast beef "comunque, grazie per avermelo chiesto. Tu tra quanto tempo diventi ministro della magia?" Malfoy sogghigna e si rivolge a Piton, ma in modo che lo senta anche la ragazza:
"Severus, non mi avevi detto che la cortesia di Narcissa si sta sviluppando in maniera inversamente proporzionale al suo fisico. Fortuna che l'età della crescita è quasi finita."
"Ti piacerebbe, eh, Malfoy? Aspetta e spera" sorride acida Narcissa "Severus, è amico tuo, digli qualcosa."
"Eh?" cade dalle nuvole Piton. Stava fissando un punto oltre le spalle di Narcissa, in zona Grifondoro.
"Se cominciamo l'anno così..." sbuffa lei, scuotendo la testa e prendendo a forchettate l'insalata come se volesse trucidarla. Piton si sente punto sul vivo.
"Che dovrei dire? Io che c'entro? Scusa se pensavo per un attimo agli affari miei."
"E' vero, ci sono discorsi in sospeso che dobbiamo discutere tra uomini" interviene Malfoy mettendo giù le posate, al che Narcissa si alza e sbotta:
"Oh, non scomodatevi, voi due. Potete dirvi tutto quello che volete, tanto mi è passata la fame." Scavalca agilmente la panca e fila verso l'uscita, a testa alta e con un diavolo per capello. Passando davanti al tavolo dei Grifondoro, incrocia lo sguardo di Sirius Black che la squadra, valutativo, e a quanto pare la promuove a pieni voti. Normalmente, lo fulminerebbe con un'occhiata, e invece stavolta gli risponde con un sorriso carico di sottointesi tutt'altro che ostili. Così imparano, gli altri due.
"...e allora Macnair mi ha detto, testuali parole: 'Questo non è che l'inizio, Lucius. Perché nascondersi? Perché non essere liberi di essere quello che si è solo per il bene di una specie inferiore e debole? L'Oscuro Signore me lo ha detto, non me lo invento io.' E io: Oscuro Signore? Alistair, tu deliri. Ti rendi conto che quello che hai fatto ci mette in pericolo tutti? 'Non ci sarà più pericolo' mi ha detto lui 'perché grazie all'Oscuro Signore la stirpe marcia dei Babbani e dei loro amici sparirà dalla faccia della terra, e i maghi potranno finalmente usare il loro potere.' Ero molto scettico - sapevo che gli mancava qualche rotella, ma non l'avevo mai sentito preso da un simile delirio mistico. Ed è stato come se mi avesse letto nel pensiero, perché mi ha sorriso, ha preso la bacchetta e ha detto: 'Non mi credi, vero? Ma il Signore Oscuro è un maestro paziente. Potrà insegnare anche a te - sono sicuro che amerà insegnare anche a te.' C'era, sul muro della stanza, una farfalla... Macnair ha puntato la bacchetta e le ha fatto una Maledizione Imperius. 'Vola verso di me, farfallina', e la farfalla arriva. 'Fai su e giù', e fa su e giù. E alla fine l'ha ammazzata. Con... con un Avada Kedavra." Piton spalanca gli occhi. Malfoy è molto serio.
"Era solo un insetto, ma conosci Macnair abbastanza da sapere che non è una cima; non si è mai concentrato sullo sviluppo del suo potere magico, considerando che certe cose preferisce farle a mani nude... Ma né io né te saremmo comunque in grado di uccidere alcunché semplicemente puntando una bacchetta e dicendo 'Avada kedavra', lo sappiamo bene."
"Di certo non te lo insegnano a scuola."
"Sono maledizioni senza perdono. Arti Oscure. L'ho studiato: c'è una legislazione rigidissima, in merito. Ma allora chi ha istruito Macnair?"
"Non sei riuscito a farti dire altro?"
"No. Gli ho chiesto chi fosse questo maestro di cui mi parlava, ma lui si è limitato a dirmi: lo troverai quando lui vorrà essere trovato. E basta." Piton guarda incredulo Malfoy.
"Su... andiamo, Lucius. Le Arti Oscure saranno anche proibite per legge, ma sai meglio di me che le leggi, volendo, si aggirano. Non è poi così improbabile che Macnair abbia trovato qualcuno disposto a insegnargliele."
"Non è questo il punto! Macnair non ha solo imparato degli incantesimi, a far quello sono buoni tutti! E' diventato più potente, è come se fosse cresciuto fisicamente... insomma, certe cose o le hai o non le hai. L'ho sentito. In qualche modo, ha travalicato i suoi limiti; come, non lo so, e devo ammettere che questo pensiero non mi dà pace. E ti spaventa, vorrebbe aggiungere Piton, che ha visto ombre inquiete agitarsi sul fondo dello sguardo grigio e limpido di Malfoy. Ma non dice nulla. Gli risulta difficile credere che proprio Lucius si sia lasciato suggestionare; ma questo lo induce a pensare che ci sia in ballo qualcosa di veramente grosso, se è in grado di sconvolgere così il suo amico.
"Perché mi hai raccontato tutto questo?" chiede, alla fine. Il sole sta già prendendo la curva discendente del pomeriggio e c'è una striscia d'ombra sempre più grande nel cortile interno della scuola.
Malfoy lo guarda negli occhi, come a cercare una conferma che conosce solo lui, e dice:
"Devi aiutarmi, Severus. Devi aiutarmi a capire cos'è."
"E come? Cosa potrei fare di così utile?"
"Sono sicuro che sei in grado di distillare il Veritaserum."
Piton guarda Malfoy un po' sconcertato. La storia che ha appena sentito ha stimolato la sua curiosità, ma la prospettiva del rischio lo frena.
"Hai intenzione di darlo a Macnair?"
"L'idea era quella." Piton si passa una mano tra i capelli, a disagio.
"E' un rischio, Lucius. Ci vuole un'autorizzazione per usarlo, e anche per produrlo, se è per quello... prepararlo poi di per sé non è difficile, ma gli ingredienti sono molto rari."
"Posso trovarteli."
"...Kandinskij li avrà sicuramente..." soggiunge Piton sovrappensiero. Malfoy gli mette una mano sul braccio.
"Te lo chiedo per favore, non ti sto obbligando. Se non te la senti, pazienza. Ma in caso contrario, sappi che ti darò tutto l'aiuto di cui hai bisogno. Mi arrangerei, se non fosse che tu sei il miglior esperto di pozioni che io conosca."
"Ma sì, ma sì, è scontato che ti aiuto" conclude Piton un po' seccamente "dammi solo il tempo di calcolare quanto ci vorrà e quali ingredienti posso procurarmi."
Dopotutto, forse questo non sarà un anno scolastico dedicato solo allo studio.
Lo studio di Kandinskij è chiuso, e la camera del professore è giusto di sopra; Piton abbandona immediatamente il proposito di entrare di nascosto nel magazzino e di rubare gli ingredienti mancanti. Malfoy è riuscito a procurargli tutto, a parte due cose: bile di drago vecchia di almeno dieci anni e polline di loto nero dell'India - un fiore rarissimo in grado di garantire l'effetto vagamente allucinogeno della pozione. Kandinskij però li ha quasi sicuramente, e Piton avrà molte occasioni per metterci le mani. Tuttavia, è con un certo sollievo che riprende la sua ispezione notturna - in quanto Prefetto, ha pur sempre dei doveri - dato che l'idea di ingannare Kandinskij lo mette a disagio. Sa che dovrà farlo, se Malfoy non riuscirà a procurarsi gli ingredienti, ma intanto è felice di aver rimandato quel momento.
Finita la ricognizione, torna nella sala comune e si dirige verso camera sua, quando il passaggio segreto si apre e, con sua grande sorpresa, vede rientrare Narcissa.
"Cosa fai in giro a quest'ora?" le bisbiglia allarmato. Lei sobbalza.
"Beh, e tu?"
"Forse devo farlo, non ricordi? Sono Prefetto."
"Ma non sei molto bravo se non ti sei accorto della mia assenza fino a adesso, no?"commenta Narcissa in tono sarcastico. Non si stupisce della risposta irritata di Piton:
"Che tu lo voglia o no, sei tu quella in torto, non io. Dove sei stata?" Narcissa si avvicina con un'espressione di sfida.
"Se non avessi passato gli ultimi giorni a confabulare con il tuo amico Malfoy, sapresti che stasera avevo un appuntamento con Sirius Black." La ragazza osserva gongolante Piton che prima sbianca per la sorpresa, e poi diventa rosso per la rabbia.
"Sirius Black?" sbotta, ma sempre a bassa voce "Oh... Dio mio, Narcissa, non ho parole. Dillo che volevi farmi un dispetto e facciamola finita."
"Forse che sì, forse che no" lo canzona Narcissa facendo spallucce "può darsi che il mio mondo non giri intorno a te, Severus. Non posso tenere conto dei tuoi gusti e delle tue aspettative."
"E allora" dice Piton sforzandosi strenuamente di mantenere la calma "allora perchè?"
"Vuoi la spiegazione lunga o quella corta?"
"Spero che basti quella corta per chiudere il discorso."
"Ok. E' semplice: qualsiasi donna sana di mente vorrebbe farsi Sirius Black."
"Ho cambiato idea. Dammi la spiegazione lunga, io non ci trovo niente di sano nello sbavare su Sirius Black."
"Perché non sei una donna, fino a prova contraria. Per esempio, io potrei chiederti cosa ci trovi di tanto interessante in Lily Evans." Piton, per un attimo, si sente come se precipitasse.
"Cosa?"
"E' dall'inizio dell'anno scolastico che sembri non poter fare a meno di guardarla. Credi che non me ne accorga? Mica tutti sono ottusi come te."
"Come... vuoi ripetere?" chiede Piton, indeciso tra la furia e l'incredulità "Cos'hai oggi che ti comporti così? Rischi di tornare insopportabile come quando avevi undici anni."
"Lo so che praticamente tutti mi giudicano insopportabile" dice tagliente Narcissa "ma ho sempre pensato che tu sapessi andare oltre la superficie. Evidentemente ti sopravvalutavo." Un sogghigno trionfale curva le labbra di Piton.
"Mi pare di leggere tra le righe che l'appuntamento con Black non sia stato esattamente un trionfo, o sbaglio?" Narcissa serra le labbra, e poi dice:
"E' andata bene, invece. Ma non credo che ci rivedremo."
"Oh, che peccato. Come mai?"
"Diciamo che basti e avanzi tu ad avere sempre in mente la Evans" sibila Narcissa, puro acido. Ora è Piton a crogiolarsi nella rivalsa, ma effettivamente si sente in colpa per aver trascurato Narcissa. Quando lei sta per passare oltre, diretta al dormitorio, Piton ha come un'illuminazione.
"Forse dovresti dargli una possibilità." Narcissa inarca le sopracciglia, scettica.
"A chi? A Sirius?"
"Ma certo che no. Parlo di Malfoy. Sareste un'ottima coppia."
"Considera questo dettaglio: ogni volta che ci vediamo, tempo cinque minuti e ci siamo già sbranati di insulti, anche se devo ammettere che lui sa farlo con un certo stile. Cosa ti fa pensare che funzionerebbe?"
"Perché, che ti piaccia o no, anche tu hai quel tipo di stile" dice Piton, il più suadente possibile "appartiene al suo stesso mondo. E comunque mi ha parlato bene di te - non fare quella faccia, sai, i maschi talvolta chiacchierano tra di loro."
"Non ci credo."
"Perché dovrei mentirti?"
"Perché ti brucia talmente tanto che abbia passato la serata con Black che faresti di tutto purché l'evento non si ripeta. Sbaglio?"
"Beh, sì, in parte può essere vero. Ma non puoi dire che non mi preoccupo per te se quando provo a dimostrartelo reagisci così. Penso che meriti di più di uno buono solo a... a rendere invidiose quelle come Rebecca Parkinson o Isabelle Miller. Punta in alto, Narcissa. Ti conosco. Puoi farlo."
Narcissa si guarda la punta dei piedi, e la luce tremula del caminetto la fa sembrare come ondeggiante."
"E allora perché tu, Severus - perché non punti in alto anche tu?" chiede, piano.
"Lo faccio già. A modo mio."
"E' strano, indubbiamente. Molto strano. Insomma, prima arriva Macnair a dirmi quelle cose tanto deliranti quanto sospette. Poi, per una pallosissima relazione sull'amministrazione di Hogwarts metto le mani su queste cose ancora più sospette..."
"Cos'è?"
"Roba di trent'anni fa. Il risarcimento per la famiglia di una ragazza morta a scuola, probabilmente assassinata. Hogwarts rischiò di chiudere."
"E come era morta?"
"Era morta-e-basta. Cosa ti fa pensare?"
"Pensi che abbiano usato una maledizione come quella di Macnair?"
"E' altamente probabile. Arti Oscure, comunque. Coincide con l'espulsione di Rubeus Hagrid dal corso di studi, ho controllato gli atti."
"Conosco Hagrid. E' un innocuo bonaccione. Non potrebbe imparare le Arti Oscure nemmeno con molto impegno."
"Appunto. Non ti puzza di capro espiatorio? Ma, guarda un po', lo stesso anno il Prefetto di Serpeverde ha avuto un'onorificenza speciale per il suo contributo al caso. Studente brillante. Poi l'hanno fatto anche Caposcuola. Il massimo dei voti in tutte le discipline... eppure è come se con la fine della scuola fosse sparito. E' strano che uno studente così talentuoso e ambizioso dopo non si sia fatto un nome, no?"
"Strano, ma non impossibile. Come si chiamava?"
"Tom Riddle."
"Riddle è un nome babbano."
"Per la precisione, risulta figlio di un babbano e di una strega. Perché allora, pur essendo un mezzosangue, è finito a Serpeverde, dove peraltro si è fatto strada? Perché uno del genere, poi, non ha continuato? Lo so che è storia vecchia e concretamente non c'entra niente con la nostra ricerca, ma non posso fare a meno di pensare che l'essermi imbattuto proprio adesso in questo mistero abbia una sua logica, un collegamento con la storia di Macnair."
"Non pensavo facessi così tanto affidamento su presentimenti e sensazioni."
"Infatti di solito non è così. Potremo finalmente tornare nel mondo delle prove concrete quando finirai quella pozione. Mi dispiace esporti al rischio."
"Tranquillo. Stasera credo che avrò abbastanza tempo da passare in magazzino."
"Eccellente. Grazie, Severus. Se c'è qualcosa che posso fare..."
"Beh, non è esattamente per me, ma sì, ho un favore da chiederti. Invita fuori Narcissa per, che ne so, il ponte di Halloween."
"Narcissa Beardsley, dici? Cosa ti fa pensare che..."
"Quella ragazza ha un disperato bisogno di qualcuno su cui fare affidamento. Ha un carattere difficile, è vero, ma in realtà è molto sensibile."
"Dimentichi che ho già una fidanzata."
"Ah sì... quella in Francia. Mi hai talmente stordito a forza di parlarmene che, oh, non ricordo il suo nome."
"Juliette. Juliette Legrand."
"Ed è certo perché sentivi la mancanza di Juliette che per due mesi ti sei portato a letto Demetra Rosier. Questo limitandoci ai fatti salienti."
"Okay. Parliamoci chiaro: fisicamente, Narcissa è diventata uno schianto, ti ho già detto che su questo non ci piove. Ma dato che la conosci così bene, perché non ti ci metti tu? Credo che a lei non dispiacerebbe."
"No. No, è proprio per il fatto che ormai siamo troppo vicini che non funzionerebbe mai. Siamo come fratello e sorella, per usare una definizione trita e ritrita."
"Felix e Sabine Lestrange sono fratello e sorella eppure vivono pressoché come marito e moglie."
"Dio, Lucius, non puoi dire che non sia deviato."
"Va bene, era un esempio un po' estremo. Ma è solo che non credo più di tanto all'amicizia tra maschi e femmine. Prima o poi uno dei due vorrà sempre annusare l'altro più da vicino. Comunque, visto che me lo chiedi, farò un tentativo con Narcissa. Non si sa mai, giusto?"
"Non si sa mai."
Severus Piton allunga le braccia sopra la testa e si stiracchia. Lui e Lucius Malfoy sono soli, nella sala di lettura della biblioteca invasa dalla luce calda di un tramonto autunnale. Si direbbe una situazione idilliaca, eppure il ragazzo dai capelli neri è inquieto; meglio, si sente colpevole, come un ladro.
Perché è esattamente ciò che sta per diventare.
"Ora, io non so chi sia stato. Per essere sincero, non ne ho la più pallida idea. C'è un solo dato di fatto: qualcuno si è introdotto nel mio studio, di recente, e ne ha sottratto degli ingredienti molto pregiati, anche se in piccole quantità. Devo ammettere che non è la prima volta che succede - sembra essere un tipo di bravata molto popolare in certi ambienti" dice Kandinskij davanti a una classe ammutolita, e lancia uno sguardo omicida verso i Malandrini "tuttavia, dovrò prendere provvedimenti. Se togliessi punti a tutte le Case la situazione finale non cambierebbe... meglio andare sull'individuale. Un'insufficienza politica per tutti mi sembra una soluzione equa, no? Ognuno dovrà vedersela con la sua media dei voti." Un brusio costernato attraversa l'aula di Pozioni. Tra gli alunni dell'ultimo anno la questione della media finale è molto sentita.
Kandinskij fa una pausa, con un brillio negli occhi, e aggiunge:
"Per la verità avevo chiesto al preside che si sospendessero i festeggiamenti di Halloween, ma evidentemente lui vi considera ancora meritevoli di ingozzarvi di zucca e di farvi scherzi assurdi a vicenda" altra occhiata ai Malandrini "naturalmente, è scontato che, se salterà fuori il colpevole, qualsiasi provvedimento disciplinare verrà sospeso. Peccato non poter usare un po' di Veritaserum" soggiunge, come tra sé e sé "accorcerebbe i tempi e risparmierebbe a tutti molta fatica."
Piton suda freddo, e sente un tuffo al cuore. Tenta di mantenere un'espressione neutra, ma non riesce a guardare in faccia Kandinskij. Gli ingredienti sono nascosti dietro una mattonella mobile nel bagno dei Prefetti - un nascondiglio indicatogli da Malfoy - e aspettano solo di essere bolliti insieme. Per la verità, non è tanto l'idea di aver appioppato un'insufficienza a tutti a farlo star male, quanto la consapevolezza di aver tradito la fiducia di Kandinskij. La situazione non migliora affatto quando, alla fine della lezione, il professore lo prende in disparte e gli dice:
"Naturalmente, Severus, quello che ho detto prima sull'insufficienza... per te non vale. Sarebbe un peccato rovinare la tua media proprio adesso."
"Veramente" dice Piton, raggelato "preferirei essere trattato al pari degli altri."
"Ma non ha senso! Potresti avere questa cattedra non appena andrò in pensione, se esci con il massimo dei voti."
Piton abbozza un sorriso.
"Forse pecco di presunzione, ma non credo che, vista la mia media, un decimale in meno faccia poi molta differenza. Sarebbe molto peggio, per me e per lei, se si sapesse che ho goduto di un simile favoritismo. C'è sempre qualcuno pronto a farti le scarpe al minimo passo falso."
I festeggiamenti di Halloween, quest'anno, sono tanto sontuosi quanto atipici. Il calendario offre il 31 ottobre di giovedì, il che significa che il primo novembre, tradizionalmente dedicato al riposo, andrà a traino del weekend. Per questo, in via eccezionale, Silente ha concesso la possibilità di tornare a casa per i festeggiamenti, anche se in molti non se la sono sentita di affrontare il viaggio e sono rimasti a scuola. Piton è fra questi; tra l'altro, il suo incarico di Prefetto gli dà un motivo in più per restare. Narcissa, invece, è uscita per il suo primo appuntamento con Lucius Malfoy, sfruttando il proprio diritto di lasciare la scuola per le vacanze, previa richiesta.
I festeggiamenti nella sala grande finiscono intorno a mezzanotte, ma si protraggono ben oltre nelle varie sale comuni. Piton osserva i bagordi con un certo distacco; è già proiettato sul dopo, quando tutti saranno a letto sfiniti e lui potrà dedicarsi alla sua pozione.
Sono circa le tre di notte quando un'ombra scura sgattaiola, felpata, fino alla statua di Boris il Basito e bisbiglia "mille bolle blu" per poi entrare nel bagno dei Prefetti - uno dei luoghi più lussuosi cui gli studenti abbiano accesso, a Hogwarts.
Piton si guarda attorno, circospetto. La sirena nel quadro dorme e lui, con delicatezza come ha già fatto altre volte, gira la tela verso il muro. Anche se le sirene non parlano, sa quanto i ritratti tendano ad essere petulanti.
Al centro della stanza ricoperta di marmo bianco c'è una gigantesca vasca col fondo a mosaico, mentre lungo una parte c'è una fila di rubinetti dorati sovrastati da specchi. Una porta bianca, mimetizzata nel muro, conduce ai gabinetti. Proprio dietro a quella porta c'è una lastra di marmo su cui Piton deve solo posare tre volte la bacchetta perché si stacchi rivelando una nicchia poco profonda. Lì, per non compromettersi in caso di un'ispezione improvvisa, ha conservato tutto il necessario per il Veritaserum. Ma ha deciso che stanotte è il momento buono per prepararlo e dare un taglio a questa storia. Mette tutto in un sacchetto e sta per uscire quando, con sua grande sorpresa, qualcuno entra nel bagno.
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