Mi chiamo Brenthan Tycho e se state leggendo quest’ opera significa che sono morto, quando non lo so di preciso dato che la mia vita è stata lunga e travagliata e, nel momento in cui scrivo queste righe, ancora non so come si concluderà.
Quella che avete tra le mani, o forse state leggendo sul monitor di un computer o in chissà quale altro modo che neppure posso concepire, è infatti un’ opera per forza di cose incompiuta, che riprende idealmente il filo logico della mia fatica precedente, persa prima che fosse consegnata alla stampa, e che dunque mai vedrà la luce.
Ma scusate, sto divagando.
Sono nato allo scadere degli ultimi decenni della prima metà del diciassettesimo secolo, grandiosa epoca in cui molto fu discusso ed ancor più fu scritto ed il mio nome, pur oscuro e dimenticato com’ è fra quello di tanti pensatori illustri, forse sarebbe stato consegnato diversamente alla storia se mai avessi incontrato Arius, se la mia opera dimenticata fosse giunta nelle mani dei miei pari. Ma forse m’ illudo e nessuno m’ avrebbe rimembrato comunque.
Sta di fatto che un giorno un uomo bussò alla mia porta, e venne a trovarmi per tre notti consecutive, parlando e raccontandomi di cose mirabolanti che, stando a sentire i suoi bizzarri racconti, aveva visto in epoche e paesi lontani.
Egli, si chiamava Arius e come certamente avrete capito fu, tecnicamente parlando, il mio assassino, non era un uomo istruito eppure le sue parole avevano la forza ingenua della verità e mi raccontavano in modo vivido e straordinariamente coinvolgente di cose che io aveva solo letto nei miei molti libri, ma che non avevo e mai avrei potuto ammirare con i miei occhi.
Alla fine, la terza notte, mi morse e spense la mia vita mortale, rendendomi un vampiro, illudendosi così che diventassi il suo compagno, il suo maestro addirittura, che potessi mettere ordine e spiegare tutte le affascinati esperienze che aveva vissuto, ma che non sapeva interpretare.
Inutile dire che si sbagliava.
Tuttavia non è questo il momento per parlare di Arius né di me. Questa breve prefazione voleva spiegare semplicemente in cosa consiste lo strano scritto che avete fra le mani, ma m’ avvedo ora di essermi di parecchio allontanato dall’ originale proposito. Vogliatemi scusare anche per il vetusto ed involuto stile di scrittura, retaggio o forse reminescenza del mio antico passato sul quale sono andato poc’ innanzi interrogandomi, e che deve avermi certamente influenzato. Non temiate, ho ben saputo adeguare il mio stile alle necessità della scienza con quella che, certamente lo è, una prosa ben più asciutta e, questo lo spero, forse anche gradevole da leggere.
Quest’ opera è, in sostanza, una raccolta di osservazioni, alcune maturate in secoli di inesauste ricerche e raccolte di informazioni, ma la maggior parte, il vero nerbo di questa mia fatica, al tempo stesso coronamento e termine della mia vita, sono le osservazioni compiute nel corso del novecento ed in questo primo scampolo di nuovo millennio.
Tali osservazioni non sono riservate alla natura, alla scienza od all’ uomo, ma riflettono un ambito di studio molto più sinistro ed oscuro, da pochi investigato e mai con il dovuto rigore. Tentativi pure sono stati fatti, ma spesso o mancavano i mezzi, sia intellettuali che materiali, oppure le conoscenze facevano difetto, tanto che ho l’ ardire di definirmi pioniere in questo campo di studio, forse per alcuni tanto ristretto da apparire insignificante.
Di fatti mio obiettivo è gettare luce nelle tenebre ora dominate da superstizione e false credenze, illustrando la realtà, per il poco che posso riuscire a conoscerne, di ciò che riguarda il mondo del paranormale o sovrannaturale, secondo queste terribili quanto inadeguate diciture.
Mia volontà è mostrare, con piglio di scienziato ove possibile, e ove ciò risulti proibitivo quantomeno con la mente libera ed aperta propria dell’ uomo di scienza, il poco che so sulla natura mia e dei miei simili, sui vampiri e su ogni altro fenomeno rifiutato, e con ragione debbo dire, dalla scienze ufficiali, e da loro etichettato come superstizione.
In realtà, come ben so, tali fenomeni esistono, ma sono ben diversi da come la tradizione, cui pure molti dei pochi che sanno ripongono le loro speranze, li descrive.
Le mie invece sono sistematiche osservazioni, volte ad illustrare, ed in certuni isolati casi, anche a correlare ed infine a spiegare, alcune stranezze che ho visto, studiato e indagato per decenni. Certo, il rigore nelle procedure da me utilizzato non è sempre costante, e più di una volta temo, il metodologo rigoroso, sia esso scienziato sociale o naturale, perché tali sono gli ambiti che mi sono sforzato di indagare, inorridirà per un mio procedere, ma lo invito a ricordare che i soggetti sono tutto fuorché collaborativi e che mi sono sempre sforzato di agire per il meglio pur non sempre riuscendovi.
Spero dunque nell’ indulgenza dei lettori che avranno il coraggio di scorrere i capitoli successivi.
Oltre a tali osservazioni, trovano posto nel mio volume anche alcune riflessioni, talune delle quali del tutto personali, che non mi sono sentito di escludere, in quanto so che mai nessun’ altra mia fatica scamperà all’ oblio, e ritengo sia importante spiegare come io, Brenthan Tycho, sono giunto a scrivere quest’ opera. Perdonatemi dunque se in talune parti ricomparirà questo mio tedioso favellare, od almeno tracce di esso, e se vi annoierò con le mie vicende, ma temo di non poterne fare a meno.
Vostro Brentham Tycho
Sunnydale, 26/05/2003
This message has been edited by theFIERCE on May 27, 2003 1:46 AM
|
|