Scritto da Giulia “Kagome” kagome@tiscalinet.it.
Pubblicato il 15 Giugno 2003
Beta-letto da Esus e da Aramis. Ringrazio entrambe per l’enorme aiuto in fase di raccolta delle informazioni necessarie per la definizione del plot. :-* grazie!
Ah... chiedo scusa per le parolacce all'inizio del capitolo, ma erano necessarie ^^;
Disclaimer:
Harry Potter e Draco Malfoy non appartengono a me, ma a J.K.Rowling, e a vari editori tra i quali Bloomsbury, Scholastic, Warner Bros, Salani e così via. Mi piacerebbe se fosse il contrario, soprattutto per il biondino… però, mondo crudele, questa è la vita ^^.
Capitolo 10: ... e gli incubi di Draco.
«Cazzo!» Draco imprecava con tutte le parolacce che conosceva, nella sua stanza, camminando avanti e indietro – aveva il sangue al viso e le braccia al petto. Alla fine si bloccò vicino la parete e diede un pugno contro il muro, «Cazzo fottuto e maledetto...» continuò a imprecare. Quando Ginny aveva parlato, lui aveva avuto una subitanea visione di se stesso che baciava Potter... lo stomaco ancora gli doleva per i conati. E quel che era peggio... 'Porca troia... devo assolutamente riuscire a difendermi da quei Dissennatori del cazzo. Weasley aveva fottutamente ragione. Se al posto suo ci fosse stata Granger... o Potter... maledizione, Potter... non riesco nemmeno a pensarci, mi sarei sotterrato!'
Sapeva che la ragazza l'aveva detto apposta. Ma era perfettamente consapevole che non avesse torto... e proprio questa certezza lo bruciava. In quel momento sarebbe DAVVERO andato bene chiunque. Non riusciva a pensare ad altro. Sapeva bene che Potter non se lo sarebbe fatto dire due volte – se l'avesse visto in difficoltà, gli si sarebbe avvicinato per prestargli soccorso, come aveva fatto prima... Rabbrividì.
All'improvviso qualcuno bussò alla porta della camera, distogliendolo dai suoi timori.
«Chi diavolo è?» ruggì lui. La porta si aprì e comparve Hermione, con un'espressione indecifrabile stampata sul volto.
«Ci chiedevamo quando avresti smesso di bestemmiare e saresti tornato di sotto a fare la tua parte di lavoro.» gli disse. Evidentemente era stata dietro la porta a sentirlo imprecare per un po'. Draco sospirò e si mise seduto sul letto.
«Devo per forza venire?» chiese osservandola con aria stanca.
«Penso proprio di si. Oggi mi sembri esausto, e anche un po' isterico. Non capisco quale sia il tuo problema, ma purtroppo dobbiamo impegnarci tutti al massimo, hai visto quanto c'è da lavorare.» gli fece notare lei. Draco sbuffò e si alzò, seguendola di malavoglia.
Giunto nella biblioteca, la prima persona che notò fu Harry. Ovviamente averlo notato per primo non lo rese felice. Gli lanciò un'occhiata di sfuggita e se ne andò dalla parte opposta della biblioteca, prendendo in mano i primi libri che gli capitarono davanti e mettendosi seduto a gambe incrociate per terra. Cercò di concentrarsi sui libri e di dimenticare le parole di Ginny, ma sembrava molto difficile riuscire a farlo. Ogni tanto vedeva Harry passargli vicino e si spostava, istintivamente, cercando di stargli lontano.
«Malfoy?» chiese Ginny osservandolo con sguardo duro e freddo. Draco rabbrividì nel ricambiarlo, ma non abbassò gli occhi, «se hai deciso di fare ginnastica e non lavorare oggi puoi anche dircelo.»
«Che intendi dire?» disse lui alzandosi per l'ennesima volta perché Harry gli si era avvicinato e mettendosi seduto dall'altra parte della stanza.
«Ti alzi ogni cinque minuti, e sono due ore che stai osservando la stessa pagina dello stesso libro.» gli fece notare lei. Vide che il viso del ragazzo diventava di una leggera sfumatura rosata e che ricominciava a guardare sul libro, cercando di non far notare il suo imbarazzo, e trattenne una risatina.
'Maledetta... non avrei mai immaginato che fosse così velenosa,' pensò Draco rabbrividendo e cercando di prestare attenzione al libro di fronte a lui. Non fece caso a chi lo circondava finché non riuscì, finalmente a girare pagina. Alzati gli occhi dal libro, si ritrovò a incrociare quelli di Harry che si era messo alla sua stessa altezza. Sbiancò.
«Malfoy ma hai una ricaduta? Forse non saresti dovuto uscire, sei più pallido e nervoso del solito oggi...» gli fece notare lui. Draco impallidì ancora di più e cercò di alzarsi. Ma nessuno poté aggiungere una parola, perché un bellissimo gufo grigio entrò nella biblioteca, dalla porta principale, e planò accanto a Lupin. Draco lo vide per la prima volta in biblioteca – non si era accorto che li avesse raggiunti.
Lupin prese la missiva che il gufo conduceva, consentendo alla bestiola di tornare indietro, e strappò l'involto. Lesse la lettera con attenzione, poi puntò uno sguardo preoccupato su Sirius.
«Che succede, Remus?» chiese lui.
«Ci sono dei problemi. L'attacco che ho subito da parte di McNair ha allarmato Caramell. Mi ha fatto sapere di non uscire assolutamente questa notte e di fare molta attenzione nei prossimi giorni, perché triplicheranno le pattuglie di Dissennatori. Io non capisco per quale ragione Caramell si fidi così tanto di quegli esseri – in fondo, anche se ha fatto in modo che i Babbani non li vedessero, volendo potrebbero fare di testa loro. E' già successo, a Hogwarts... E il coprifuoco inizia alle otto di sera... ci sono ancora babbani in giro a quell'ora...» si bloccò nel sentire due identici grugniti provenire dalla sua sinistra. Vide che sia Harry che Draco avevano reagito con stizza alla novità.
«Harry perché sei così preoccupato? Tu sai benissimo come difenderti dai Dissennatori ormai...» disse Lupin, meravigliato. Non sembrava aver fatto caso alla reazione di Draco – probabilmente non sapeva del suo problema, pensò il ragazzo. Ma Harry non fece in tempo a rispondere.
«Ehi! Ho trovato qualcosa!» disse Ron, accigliandosi. Lo sguardo di tutti si puntò su di lui, mentre continuava, «Quello che il tipo di Notturn Alley ha detto a Malfoy mi ha insospettito. Sono andato a cercare questo libro...» mostrò la copia che teneva in mano, un volume di stampo molto antico, dal titolo "Talismani e Simboli Magici Leggendari". «Guardate che ho trovato... dunque... qui dice che la Torcia Verde è uno dei rarissimi manufatti che nessuno può dire con certezza siano mai esistiti, perché nessuno l'ha mai vista in realtà. Dice che esistono molte copie in tutto il mondo, realizzate da svariati artisti e maghi, ma nessuna di esse ha lo stesso incredibile potere dell'originale. Dice che nessuno ha mai visto dove si trovi l'originale...»
«Non aggiunge molto a quello che già sappiamo però, Ron... e come facciamo ad essere sicuri che sia la strada giusta?» ribatté Sirius, pensieroso, «in fondo non abbiamo la SICUREZZA che quello che Sinister ha detto fosse la verità. E non possiamo essere certi che quel libro dica il vero.»
«Hai ragione, Sirius... però è il primo libro dove troviamo un accenno diverso a qualcosa che parli della Battaglia del settimo anno, o di giochi di prestigio!» bofonchiò Ron. Sembrava deluso che la sua informazione non fosse ritenuta valida.
«Ron... tesoro non fare così,» Hermione si alzò e gli si accostò, abbracciandolo dall'alto e dandogli un bacio sui capelli, «non credo che Sirius dicesse che quello che hai trovato non va bene. Solo che non possiamo esserne certi. Dobbiamo trovare anche qualche altro indizio che ci porti verso questa direzione.» Sirius annuì e, all'improvviso, Draco sussultò. Si alzò e si avvicinò a Ron, chiedendogli di passargli quel libro. Ron glielo diede, un po' controvoglia e il ragazzo passò diversi minuti a fissare quelle parole.
«Invece ha ragione lui. Cioè questo libro... la Torcia Verde è nascosta in un posto dove da secoli nessun essere umano ha mai messo piede.» disse Draco. Notò che Harry si era avvicinato e andò a mettersi seduto dalla parte opposta della sala, su una sedia.
«Malfoy, ma... sei sicuro di quello che dici?» chiese Harry, mentre Hermione annuiva.
«Certo. Mi sono ricordato... di mio padre. Mi disse un giorno che Potter era uno stupido a ritenere di aver trovato la vera Torcia Verde nella tomba di Tom Riddle. Perché la Torcia Verde è nascosta in un luogo dove nessuno ha mai posto piede da più di mille anni. Un posto dove è impossibile accedere. Per questo era così sicuro che l'Oscuro Signore sarebbe tornato, che Potter non l'avesse ucciso.»
«Questo non c'è scritto lì... si ferma al punto in cui dice che nessuno sa dove sia la Torcia.» terminò Ron. Una volta tanto gli occhi nocciola del ragazzo coi capelli rossi l'osservarono quasi con... riconoscenza. Incredibile ma vero – Draco ancora non riusciva a capacitarsene. «Però che posto è? Riesci a ricordarlo?»
«Non saprei. Credo che mio padre me l'avesse detto, ma che io non ci abbia prestato attenzione.» disse riflettendo con se stesso, mentre si grattava una guancia con l'indice della mano destra. Poi notò lo scetticismo degli altri e si affrettò a continuare, «Ehi! Sono sicurissimo di quello che dico – mi ha anche spedito un po' dappertutto appena si sentivano notizie sulla possibile presenza dell'Oscuro Signore. Mi sono dovuto girare la Romania, la Bulgaria... sono andato perfino in Scandinavia, e non è stato divertente. Come ho fatto a scordarmene...»
Hermione sospirò, interrompendolo. Prese la sua bacchetta e spedì tutti i libri che erano sul tavolo nello scaffale dall'altra parte della libreria, quello dei libri già controllati. Tutti tranne il prezioso volume che stringeva Draco.
«Mi sembra troppo facile. Cercherò di non dubitare di quello che dici, Malfoy. Ma se avete ragione voi due... abbiamo buttato al vento due preziosi anni, e ciò non mi fa per niente piacere...» commentò Harry osservandoli, dubbioso. Stava per continuare ma Hermione lo interruppe,
«Non posso credere che stessimo cercando nel modo sbagliato. Che cercassimo informazioni sul perché la Torcia non avesse funzionato, e invece avremmo dovuto cercare di scoprire DOVE fosse la vera Torcia Verde... maledizione! Non ci posso credere...» la ragazza si allontanò da Ron, e si mise a girare per gli scaffali, controllando ogni fila finché riusciva a vedere. Ogni tanto borbottava qualche parola di stizza che nessuno poteva sentire.
Hermione passò molto tempo ad andare avanti e indietro mentre gli altri la osservavano, incuriositi dal suo tran tran. Quando alla fine si mise seduta aveva in mano sei volumi che posò sul tavolo, sospirando. «In fondo se abbiamo perso davvero due anni a cercare informazioni per una pista sbagliata possiamo anche perdere qualche giorno a tentare di seguirne un'altra. Ma... non è che ci sia molto materiale di ricerca...»
«Vedrò che cosa posso fare, appena torno al Ministero, Hermione.» cercò di tirarla su Remus. Lei gli lanciò un'occhiata riconoscente e iniziò a leggere "Luoghi misteriosi dell'antichità".
Draco sospirò... come sempre non si fidavano delle sue parole. Beh... già che gli avessero dato il beneficio del dubbio denotava un cambiamento, in fondo. E lui era davvero certo di quello che diceva... se fosse riuscito a ricordarsi qual'era il posto che suo padre gli aveva descritto ne sarebbe stato sollevato ma... quel nome non voleva decidersi a venirgli in mente. Si alzò dalla sedia dove era sprofondato un attimo prima e si avvicinò al tavolo per prendere uno dei volumi che Hermione aveva raccolto.
Continuarono a cercare per una buona oretta libri che trattassero il nuovo argomento di ricerca. Ogni tanto Hermione si alzava per andare a controllare la cena e ogni volta che Ginny tentava di farlo, Harry si alzava e la preveniva. Il pomeriggio sembrò volare e ben presto la luminosità iniziò a decrescere e ci si avvicinò al momento del coprifuoco.
«Ora che mi ricordo... ci sarebbe un altro problema, Remus.» disse Sirius all'improvviso – stavano cenando, e gli era capitata in mano la lettera che Caramell aveva inviato a Lupin. Fissò Draco con preoccupazione.
«Quale?» chiese l'uomo, osservandolo in modo interrogativo mentre ingoiava un boccone di riso al curry.
«Qui dice che triplicheranno le pattuglie dei Dissennatori. Harry non ha più problemi da quando gli hai insegnato come proteggersi, ma Malfoy ne ha parecchi,» iniziò. Spiegò rapidamente a Remus la situazione del ragazzo, mentre Draco cercava di non farsi notare e faceva finta di girare il riso nel suo piatto. Lupin rifletté molto attentamente.
«Ora capisco perché hai avuto quella reazione, eh, Malfoy?» chiese. Draco lo guardò di sfuggita ma non rispose. «Beh, prima di tutto dovremo rinfrescarci la memoria per il Patrono. Poi potrò spiegarti come ho fatto con Harry, come si fa per difendersi anche senza di esso.»
«Ma come facciamo? Non abbiamo Mollicci come a Hogwarts...» obbiettò Draco, «e inoltre...»
«Per il Molliccio non c'è problema. Tanto passeranno così tanti Dissennatori di qui a mezz'ora che non ci sarà bisogno di controfigure. Invece l'altro problema è un po' più preoccupante... suppongo che la tua seconda obiezione fosse che sei senza bacchetta,» Draco annuì e Remus sospirò. «E' un gran bel problema... vediamo un po'... che bacchetta hai?»
«Uh... salice, tredici pollici, corde di cuore di drago...» rispose lui. Lupin terminò il suo pasto e fece cenno di no a Ginny, che gli chiedeva se gradiva qualcos'altro. Appoggiò le dita sulla fronte e fece un momento mente locale.
«Dunque... la bacchetta di Harry è di agrifoglio... quella di Hermione di betulla... dunque... Ron la tua bacchetta è di salice?» chiese, posando uno sguardo interrogativo sul ragazzo dai capelli rossi. Notò subito che Ron era arrossito dietro le orecchie, e che sembrava un po' accigliato. Sorrise.
«S-si... salice, quattordici pollici, crine di coda di unicorno...» sembrava un po' titubante, e osservò Draco mentre elencava le caratteristiche della sua bacchetta, stringendo la tasca della tunica dove la teneva, «Pe-però non gliela presto...» disse, per togliere ogni dubbio.
«Ron, è un'emergenza. Ti rendi conto che se qualche Dissennatore lì fuori, in questi giorni, dovesse captare la presenza di Malfoy qui dentro per noi sarebbe la fine? La tua bacchetta è l'unica che ha qualche somiglianza con quella di Malfoy, quindi dobbiamo vedere se può essere compatibile.» disse Sirius, aiutando Harry a sparecchiare e facendo cenno a Ginny di non muoversi. Ron non sembrava molto convinto.
«Weasley, non è che a me faccia piacere prendermi la tua bacchetta, non preoccuparti, non te la rompo.» rifletté Draco, un po' ironico. Ron trattenne il respiro e gli si avvicinò, fissandolo negli occhi, dall'alto in basso – cosa che gli riusciva perfettamente essendo ben più alto di lui. Draco ricambiò lo sguardo finché Ginny non li interruppe.
«Suvvia Ron. Che vuoi che sia prestargli la bacchetta, in fondo domani si riprende la sua.» sentenziò lei, piuttosto acida e spazientita. Ron spostò lo sguardo da Draco alla sorella, passando dall'irritazione alla sorpresa – chissà come mai la ragazza era così velenosa, quel giorno.
«Gin... capisco che Harry si sia dimenticato del tuo compleanno, ma si può sapere che cos'hai oggi?» le disse. Lei distolse lo sguardo e puntò il muro dall'altra parte della cucina, ma non rispose. Poi si mise a smozzicare, distrattamente, la sua forchetta. Ron sospirò, e si voltò di nuovo in direzione di Draco, «Comunque, visto che ci tenete tanto, tutti... ecco. Divertiti pure.» quasi con stizza tirò fuori dalla tasca anteriore della tunica la sua bacchetta, e la porse a Draco.
Si divisero in due gruppi. Uno, composto da Remus, Harry, Draco e Ron – che non voleva perdere di vista la sua bacchetta – andarono nell'anticamera della cucina; gli altri tornarono in biblioteca a cercare informazioni.
Draco si meravigliò di quanto sollievo gli desse trovarsi lontano da Ginny. Evidentemente l'aria infastidita che la ragazza emanava, le occhiate feroci e le battutine velenose lo stavano logorando più di quanto avesse creduto possibile. Vide che perfino Harry sembrava più rilassato.
«Malfoy, come forse ricorderai per produrre un Patrono devi pensare a qualcosa che ti ha reso molto felice. Ora sono quasi le otto, e di sicuro i Dissennatori inizieranno a girare per le strade. Quindi cerca di concentrarti su un ricordo MOLTO felice...»
«Non che ne abbia così tanti...» mormorò lui, cercando di riflettere. Non poteva certo pensare ai bei momenti che aveva passato con Marion – gli facevano troppo male, e il Dissennatore avrebbe potuto sfruttare questa debolezza in ogni momento.
«Non credo che tu non abbia mai avuto un momento felice... forse adesso non ti viene in mente.» cercò di esortarlo Lupin.
«Ce li ho avuti... è che...» fece per dire lui, poi si bloccò. Non poteva certo spiegare quali fossero i suoi ricordi più felici e per quale ragione non potesse utilizzarli per il patrono.
«Potresti pensare a tutte le volte che riuscivi a farci togliere punti da Piton... o a quella volta che ci hai fatto togliere centocinquanta punti, al primo anno.» disse Ron. Draco lo fissò, pensieroso.
«In effetti sono ricordi piacevoli,» rifletté, sorridendo nel notare il lampo d'odio che aveva attraversato gli occhi dei due ragazzi alle sue parole, «ma non penso siano abbastanza soddisfacenti per il Patrono, Weasley.» Ribadì.
«Allora... potresti pensare a quella volta che, al settimo anno, mi hai sorpassato e hai preso il boccino.» disse Harry, davvero irritato. Evidentemente non gli faceva proprio piacere ricordare di quell'episodio. «Mi sei sembrato molto soddisfatto... in quel momento.»
«Uhm... buona idea, Potter... sai che quello è davvero un gran bel ricordo?» rifletté Draco, sottolineando il bel in un modo che diede i nervi a Harry. 'E' stato lui a ricordarlo... non può certo lamentarsi ora!' pensò il ragazzo, sorridendo. Ma il suo ghigno soddisfatto durò solo pochi istanti. All'improvviso iniziò a sentire freddo, come se una forza glaciale stesse penetrando nel suo spirito.
*Guardi, signor Malfoy, sta nevicando!* il limpido sorriso di Marion attraversò i suoi sensi, come un lampo. Sbatté le palpebre e scosse la testa, impallidendo.
«Eccoli...» si lamentò Harry trattenendo il fiato per un attimo e concentrandosi su due o tre respiri profondi.
«Di già?» chiese Lupin. In effetti era ancora un po' presto, mancavano diversi minuti alle otto. Ma evidentemente i Dissennatori non avevano proprio preso alla lettera la direttiva di Caramell. «Malfoy... cerca di concentrarti su qualcosa di piacevole.» disse poi, notando che Draco impallidiva sempre più.
Draco annuì, quasi senza rendersene conto. Erano tanti... li sentiva. Sarebbe stato difficile riuscire a controllare i suoi pensieri. Comunque si concentrò su quel giorno, quella bellissima partita di Quidditch... la sua Luminet era stata più veloce della Firebolt di Potter, aiutata anche da alcune gomitate piantate, con molta arguzia, direttamente nelle costole del suo diretto avversario. Era riuscito, gettandosi in picchiata, a superarlo di pochi centimetri, strappandogli il boccino dalle mani all'ultimo secondo.
Lo stadio era esploso, i Serpeverde si abbracciavano, i Grifondoro non sapevano capacitarsi di quanto fosse successo. E lui aveva visto, come un lampo... l'orgoglio negli occhi di suo padre. Si... Lucius era stato soddisfatto di lui, quella volta. Per la prima e unica volta in vita sua quando gli era arrivato davanti, rosso in volto, ansimante, ma col boccino in mano, gli aveva stretto con forza le braccia, quasi all'altezza delle spalle, e l'aveva scosso. L'aveva guardato con orgoglio... era stato il giorno più bello della sua vita a Hogwarts. Grazie a lui i Serpeverde avevano superato i Grifondoro in classifica.
Si, era vero. Ripensando a quanto fosse stato soddisfatto in quel momento, all'orgoglio di suo padre, alla delusione negli occhi di Potter, alla sua soddisfazione nel vederlo rallentare per le gomitate... riusciva a sentirsi meglio. Anche Lupin si avvide del colore che tornava sulle sue guance.
«Pare che questo ricordo sia davvero felice, Malfoy... concentrati su di esso e punta la bacchetta nella direzione da cui senti provenire l'attacco del Dissennatore. Speriamo funzioni... Expecto Patronum, ricorda.» gli disse Lupin, cercando di infondergli sicurezza e di non notare le occhiate feroci di Harry e Ron.
«So bene come si fa...» ribatté Draco acido, ancora preso dal ricordo. Tenne stretta in mano la bacchetta di Ron, sperando con tutto il cuore che avrebbe funzionato allo stesso modo della sua. Poi si concentrò sul ricordo della partita e disse, «Expecto Patronum!» ma dalla bacchetta non uscì niente.
«Riprova, Malfoy... è normale che non ci si riesca, al primo tentativo, se non si è abituati.» lo confortò Lupin. Draco provò a concentrarsi ancora di più sulla sua gioia e sulla sua soddisfazione. Almeno, distraendosi così, riusciva a non pensare a Marion. Provò a ripetere l'incantesimo un paio di volte, e finalmente dei fili argentati uscirono dalla bacchetta di Ron. Lupin lo guardò con orgoglio.
«Benissimo, Malfoy... questo è un inizio, un ottimo inizio.» disse, dandogli un'affettuosa pacca sulla spalla. Draco sorrise istintivamente al complimento prima di tornare a concentrarsi su quel ricordo. Riprovò qualche altra volta, ma il massimo che riuscì a produrre fu una densa nuvola argentata che attraversò tutta la stanza. Alla fine era così stanco che non sarebbe riuscito a produrre un altro tentativo nemmeno se si fosse trovato un Dissennatore davanti.
«Sono davvero contento... per essere la prima volta che ci provi dopo tanto tempo, Malfoy, hai ottenuto dei risultati sorprendenti, soprattutto contando che questa non è la tua bacchetta. Ma ora credo che tu sia stanco... se vuoi ti accompagno di sopra e ti faccio un incantesimo per farti dormire.» Remus lo osservava in modo quasi paterno, Draco annuì e si alzarono entrambi. L'uomo attese che il ragazzo ridesse la bacchetta al suo legittimo proprietario, poi si affrettarono entrambi su per le scale.
Arrivati in camera sua, Lupin fece sdraiare Draco sul letto e gli disse, «Ricordati di non scendere in cucina, stanotte. Anche se sto bevendo la nuova pozione c'è ancora la possibilità che, svegliandomi nel sonno, possa attaccarti. Questo nuovo metodo evita che perda del tutto l'aspetto umano e che la mia mente riesca a controllare quella del lupo, ma ne mantengo in ogni caso gli istinti...» sorrise nel vedere con quanta risolutezza il ragazzo annuisse, questa volta.
«La mia bacchetta... domani bisogna andare a prenderla, ma se ci vado potrei essere arrestato...» disse Draco, dando voce a un dubbio che lo attanagliava da parecchio.
«Non preoccuparti di questo adesso. Vedremo che cosa fare domani... potrebbe andarci Harry a prendere la tua bacchetta, o Sirius. Ora fammi fare l'incantesimo.» soggiunse Lupin, mantenendo un tono di voce calmo e rilassato. «Cercherò di schermare un po' questa stanza. Così non ti daranno molto fastidio. Ma non posso usare un incantesimo troppo potente, o potrebbero percepirlo degli Auror all'esterno.» poi l'uomo puntò la sua bacchetta su Draco e lo fece addormentare. Si alzò e uscì dalla camera, chiudendo la porta dietro di sé.
«Defendo!» disse, puntando la sua bacchetta sulla porta, e si allontanò.
*
Draco aprì gli occhi di soprassalto, e si ritrovò sul letto. Com'era successo che... ah si, era vero... il giorno prima Lupin gli aveva fatto quell'incantesimo per farlo dormire.
Si alzò e notò che aveva ancora i suoi vestiti addosso. Si sentiva strano... come confuso. Si avvicinò alla scrivania che campeggiava al centro della stanza e si mise seduto sulla sedia lì accanto.
Aveva un terribile mal di testa... oppure era qualcosa di diverso? Gli sembrava di sentire il cervello pieno di ovatta. Non riusciva a ragionare molto bene. 'Probabilmente l'incantesimo di Lupin continua a fare effetto,' pensava il ragazzo mentre cercava di scuotere la testa e focalizzare su un pensiero coerente. Ma non fece in tempo a trovare qualcosa di decente da pensare che la porta si aprì, per far entrare Harry.
«Perché sei qui, Potter?» chiese Draco, stupito. Harry non era mai venuto a vedere che stesse facendo, era strano che fosse lì. Oltretutto ancora più strano era che tenesse in mano il vassoio della colazione.
«Non si vede? Ti ho portato da mangiare,» fece Harry, mettendogli il vassoio sul tavolo. La scena sembrava quasi surreale... Harry era molto seccato, e suonava parecchio acido. Definitivamente, non era un comportamento che gli si addicesse.
«Oh... a che devo tanta grazia?» replicò Draco, bruscamente. «Non capita tutti i giorni di avere come servitore il fantastico 'Ragazzo Sopravvisuto', in fondo.»
«Se fosse per me, me ne sarei ben visto... ma Sirius è andato a riprenderti la bacchetta ed è appena tornato. Quindi Remus mi ha chiesto di venirti a svegliare. Dato che la colazione era pronta... te l'ho portata.» disse Harry, prendendo dalla tasca anteriore della tunica la bacchetta di Draco e porgendogliela.
Almeno una cosa buona... la sua bacchetta era tornata al legittimo proprietario, e lui non aveva corso rischi. Grandioso...
Il ragazzo iniziò a mangiare la sua colazione, mentre Harry bighellonava per la stanza, controllando tutto quello che era stato rimesso in ordine da Hermione due giorni prima. Arricciò il naso di fronte al letto ancora sfatto e ci si mise seduto sopra, continuando a guardarsi intorno. Draco lo seguiva con lo sguardo, infastidito. Non gli piaceva che qualcuno giudicasse il lavoro che aveva svolto qualche giorno prima, e soprattutto non voleva che fosse Potter a farlo.
«Ti diverti a guardarti attorno?» iniziò a dire, ma non poté sentire la risposta. Un'ondata di freddo glaciale iniziò a invadere il suo spirito, come se un vento gelido avesse invaso il suo cuore. Impallidì – sapeva bene che cosa tutto ciò volesse dire. Gemette per lo sforzo di mantenere un atteggiamento normale e si girò verso la sua colazione. «Ma non dovevano comparire solo dopo le otto?» bofonchiò cercando di concentrarsi su un bel ricordo, come Lupin gli aveva ricordato il giorno prima. Ancora una volta la risposta di Harry gli suonò lontana, come proveniente da un altro mondo. Rivide davanti a sé il volto sorridente di Marion, l'imbarazzo della ragazza nel vederlo sfogliare i suoi fumetti, la bottiglia che si stappava e il tappo che volava lontano.
*Evidentemente nessuno di noi due si sposerà entro l'anno,* diceva la sua stessa voce, nel suo cervello.
*A me non è mai capitato, signor Malfoy. Forse vuol dire che non mi sposerò mai...* era troppo, troppo per poter resistere. Non riusciva a trovare nessun bel ricordo che potesse superare questo strazio. Fu colto da uno spasmo, e si accasciò sulla sedia. Notò con un'infinitesimale parte della sua coscienza che Harry gli si era avvicinato, e sentiva la sua voce cercare di raggiungerlo, in lontananza.
'Maledizione... no!' fu l'unico pensiero cosciente che attraversò il suo cervello.
*Signor Malfoy... ha la bocca sporca di cioccolato.*
*Anche lei. Dov'è, qui?*
Draco aprì gli occhi. Il volto di Harry che lo guardava e gli parlava sembrava sfumare in quello di Marion di fronte a lui, rossa per l'imbarazzo, la bocca sporca di cioccolato, la mano stretta nella sua. Vide che la ragazza cercava di scostarsi e non rifletté; la attirò a sé e, di scatto, posò le labbra sulle sue.
Le sentì, all'improvviso... morbide, calde... anche se serrate per la sorpresa. Con rinnovato fervore abbracciò la ragazza più forte e la costrinse ad aprire la bocca, forzandola a sentire il suo sapore. Una valanga di emozioni lo avvolse... con una leggera spinta vinse la sua resistenza e la fece adagiare per terra, sotto di lui, mentre continuava a baciarla. Poi, decise di averne abbastanza della bocca, e iniziò a esplorare con le labbra la sua mascella e a scendere verso il collo.
«CAZZO! MALFOY TI VUOI SVEGLIARE??» urlò una voce, nel suo orecchio. Quella voce... quella voce...
Draco aprì gli occhi, e vide, con sorpresa, il pavimento della camera nella quale aveva iniziato a vivere con Harry e il suo gruppo. Che ci faceva sul pavimento? E soprattutto... gli sembrava di essere sul... morbido.
«Dio ti ringrazio! Ti sei svegliato...» disse una voce nel suo orecchio. Quella voce... gli suonava familiare. Molto familiare. TROPPO familiare...
'Non è vero...' pensò, non osando muoversi.
«Se di grazia vossignoria volesse levarmisi di dosso, avrei intenzione di alzarmi, il pavimento è duro.» continuò la voce nel suo orecchio, cinica e seccata. Lentamente, molto lentamente, Draco alzò la testa e la girò verso il suo interlocutore. Sul pavimento, proprio sotto di lui, un paio di feroci occhi verdi lo fissavano, con astio.
Nota dell’autrice:
Ed eccoci alla fine del capitolo dieci! ^_^
Hihi... ^^ Lo so, sono cattiva... siete ancora vivi? ^O^
/me evita i pomodori
/me evita le zucche
/me evita... O.O il frigorifero O.O;;;;;;; che passa...
Hei gente! Andateci piano!!!! ;;; AIUTO!!!!!!!
Ricordatevi di commentare! Continuerò solo se riceverò tanti bei commentini ^_^ e mi sembra vogliate tutti sapere quale sarà la successiva reazione degli occhi verdi inferociti ^O^;;;;;;;;; e anche quella del povero biondino indifeso... almeno mi pare di arguirlo dai coltelli puntati... ;
Ehm... onde evitare fraintendimenti vorrei far notare a tutti che la mia base d'ispirazione per questo capitolo è stata quest'immagine: www.webpost.net/gl/glayish/hslashd3.JPG è molto bella, ma consiglio i puritani di non aprirla ;P
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