Wes aveva finito con quei libri. Sebbene alcuni fossero scritti in inglese, magari un po’ astruso ma sempre facile da interpretare, la maggior parte erano in latino, ed un paio presentavano dei codici cabalistici piuttosto complessi.
Aveva impiegato quasi due giorni per tradurli ed interpretarli, nonostante l’ aiuto, in verità più morale che pratico, della stessa Cordelia.
Wesley allontanò il libro, spingendolo verso la catasta di volumi che giacevano disordinatamente sul tavolo, e si allontanò stiracchiandosi. Non capitava spesso che si sentisse così frustrato e deluso dopo una ricerca.
Era già capitato, certo, ma, tranne che in un paio di occasioni, in cui le informazioni che continuavano subdolamente ad eluderlo erano chiaramente di importanza vitale, non si erta mai sentito così.
Qui invece la situazione era diversa.
Leggere quei libri era stato impegnativo, ma non era stata veramente una sfida per le sue capacità, almeno non quanto tradurre iscrizioni dal sumero.
Il punto era un’ altro. Quei testi erano completamente inutili. Non facevano affatto luce sulle ragioni del massacro, come neppure sul motivo per cui si trovassero là, in una fabbrica di droga sita in un’ elegante magione in uno dei più esclusivi sobborghi della città.
Scoprire l’ inutilità di un testo era sempre una delusione per Wesley, grande o piccola in base all’ aspettativa che riversava sul volume stesso.
Quando li aveva rinvenuti aveva immediatamente ritenuto quei libri la chiave di volta della vicenda, scoprendo solo successivamente che si trattava, in fin dei conti, di testi piuttosto dozzinali e comuni.
Ciò che più paventava era sempre stato trovare un problema che non fosse in grado di comprendere, spiegare, ed in ultima analisi risolvere, tramite le sue letture.
Odiava letteralmente quella situazione, e, anche se lo avrebbe sempre negato, lo spaventava più di ogni altra cosa.
Significava essere inutili. Insignificanti.
Come si era sempre sentito senza i suoi libri.
Perché Wesley W. III era sempre stato un bambino, e poi dopo un ragazzo, ed infine un uomo, sveglio ed intelligente. Ottimo studente, gran lavoratore, profondo conoscitore delle più varie tematiche. Un‘ erudito.
Tuttavia non era mai stato un genio.
Benché intelligente, il suo solo intelletto non avrebbe mai brillato fulgido fra tutti. Solo l’ assidua applicazione gli aveva permesso di primeggiare in quel modo.
Senza i suoi libri sarebbe stato l’ eterno secondo, e forse nemmeno quello.
E ne aveva paura.
Proprio come Cordelia desiderava essere al centro dell’ attenzione.
Anche a costo di apparire spocchioso, saccente e pedante.
Meglio che essere insignificante.
Udì la chiave ruotare nella toppa, e un’ attimo dopo vide Cordelia apparire dalla porta del soggiorno, reggendo un paio di involti.
Controllo all’ interno e gli porse un poco invitante sandwitch ‘all’ inglese’ prima di sedersi ed attaccare la sua cena coreana dietetica.
“Scoperto qualcosa?”
“Macché. Questi libri sono inutili” Enfatizzò la sua frase chiudendo di scatto il grosso librone che era rimasto aperto dinnanzi a lui. In realtà non voleva sporcarlo con le briciole del suo pasto. Per quanto inutile, un libro era pur sempre un libro.
“Notizie di Angel?”
“Ancora nulla”
Cordelia non la prese molto bene. Non le era mai piaciuto affrontare i casi da sola. Cristo santo, in fondo era pagata solo come segretaria.
La porta, che Cordelia aveva dimentica accostata, si aprì nuovamente.
Entrò proprio Angel, la faccia scura come non la vedevano da tempo.
“Finalmente ti degni di farti vedere. Per tua informazione il titolare sei tu, e dovresti essere tu ad occuparti anche delle indagini”
“Di cosa stai parlando?” Il tono usato dal vampiro per replicare alla ragazza era a metà fra l’ esasperato e l’ arrabbiato. Era chiaro che non aveva passato una bella serata, così Wes decise di non esacerbare ulteriormente le sue reazioni.
“Cordelia ha avuto una nuova visione. Di quelle forti. Su alcuni omicidi ad Ermosa, una settimana fa. Abbiamo iniziato ad occuparcene, ma per ora non abbiamo ottenuto niente”
“Mi aggiornerete dopo, ora vado a riposare. Voglio andare a Sunnydale domani”
Cordelia, che pure era parsa placarsi, ora esplose.
“E con la ‘nostra’ indagine come la mettiamo? Se la tua ex si comporta da stronza non me ne frega niente, tu devi aiutare noi con questa faccenda! Capito?”
“Cordelia, dimenticami!
Per una volta lasciami perdere. Non hai idea in che casino sia finito, e devo trovare il modo di venirne a capo. Presto. Per quel che mi riguarda il vostro caso potete risolvervelo da soli, oppure lasciare perdere e aspettare che abbia il tempo per…”
Il telefono squillò interrompendo sul nascere quella che stava per diventare la più violenta discussione degli ultimi mesi.
Malgrado la sostanza dei fatti non cambiasse Wesley ne fu contento, anche se una piccola parte di lui ne era leggermente delusa. Per una volta lui non sarebbe stato nel centro della discussione potendo così intervenire da mediatore e paciere, assicurandosi così ulteriore attenzione. Non sarebbe stato parte del problema, ma della soluzione.
Ma questi egoistici pensieri rimasero appena abbozzati al limite della sua consapevolezza, subito trasportati via dall’ attenzione rivolta all’ argomento della telefonata.
Angel rispose al telefono al primo squillo.
Era Donnie, ed almeno lui sembrava aver fatto dei progressi.
“Ciao Donnie, dammi delle buone notizie, ne ho proprio bisogno”
“Non so se siano buone, comunque posso dirti cosa ho scoperto qui a Sunnydale”
“Pendo dalle tue labbra”
“Ho cercato di ricostruire i movimenti della tua amica nel periodo che mi hai indicato, cosa tutt’ altro che facile visto che sembrava essere stata inghiottita dalle terra”
Ci sei andato più vicino di quanto non pensi Donnie, visto che si è finta morta per vari giorni.
“Comunque sono stato facilitato dal fatto che qui in città è una specie di celebrità, e la conoscono tutti quelli di un certo ambiente. Pare che passi gran parte del suo tempo da un certo Spike, un tipo strano che abita vicino ad un cimitero…”
Non vicino, Donnie. Dentro. Fa una bella differenza. Non che sia una novità, ne che mi faccia piacere quello cha mi hai detto fino ad ora.
“… così ho pensato di controllare se questo tipo ha un’ auto. Siccome non sono riuscito a sapere il suo vero nome, ho cercato tutte le auto che avessero preso delle multe nei pressi del cimitero, visto che ho scoperto che lì è tutto in divieto di sosta…”
Donnie, tanta fatica per controllare l’ auto che sto usando in questo momento. Non ci porterà da nessuna parte.
“… e sai qual’ è la cosa strana? Diverse auto sono state multate più volte, ma mai tutte insieme. E c’ è di più, le targhe non corrispondono, non sono intestate. Sono false”
“Cosa credi che significhi?”
Angel era tutt’ altro che stupido, ma a volte seguire il filo logico di Donnie diventava difficile, soprattutto quando parlava di registri automobilistici, multe e targhe d’ auto, così come di tutto quelle scartoffie che gli piaceva tanto consultare. Tutte cose così lontane dal suo modo di pensare. Così avulse dalla sua realtà.
“Che il ragazzo, il nostro Spike, è un tipo astuto, che usa più macchine e ne lascia sempre solo una vicino a casa”
“Conosci i modelli delle auto?”
“No purtroppo sui moduli per le contravvenzioni non compaiono informazioni sul veicolo oltre alla targa, e ovviamente essendo false non c’ è un registro su cui controllarle. Adesso te le detto, sono tutte auto della California…”
Angel prese nota, e con la memoria ripensò al n° di targa della De Soto. Non gli sembrava fosse nella lista. Anzi in realtà non gli sembrava neppure fosse della California, ma non ci avrebbe scommesso. Non era un problema, avrebbe controllato più tardi.
“Hai altro per me?”
“Sì, pare che il nostro amico sia andato fuori città con una di quelle auto per un paio di giorni. Ho fatto un rapido controllo incrociato nel database della polizia stradale e nei giorni 15 e 16 di questo mese risulta un’ altra contravvenzione, stavolta per eccesso di velocità, sulla superstrada 27, km 213, direzione nord, più o meno nei pressi di Palo Alto”
“E’ tutto?”
“Già, ci sto ancora lavorando. Vorrei scoprire anzitutto se ms Summers era con questo Spike, e magari se ci riesco anche a sapere dove sono andati. Spero di riuscire a mandarti quel rapporto, domani o giù di lì. Ti terrò informato”
“Fa attenzione”
Donnie riagganciò. Non aveva scoperto molto, ma era già qualcosa. Aveva un nuovo punto da cui partire. E poi sarebbe arrivato il momento di parlare con Buffy. Ma prima doveva fare una telefonata urgente. Anche lui sapeva indagare, anche se se la cavava meglio in ambiti meno tradizionali rispetto al collega.
Si guardò attorno.
Wes era ancora seduto al suo posto, con quel disgustoso panino appena iniziato in mano, intento a cercare di carpire qualche informazione sul caso ‘Buffy’, aspettando anche per parlargli. Cordelia invece doveva essersi risentita ed aveva lasciato la stanza. Meglio così. Visto che doveva andarsene subito avrebbe evitato un’ altra scenata isterica.
“Novità interessanti?”
Pareva proprio che Wes fosse incapace di farsi gli affari suoi. Ma doveva capirlo, in fondo, sebbene scacciato, licenziato per essere precisi, era sempre un osservatore, e come tale la cacciatrice era un soggetto prioritario. Non sarebbe bastata la lontananza, e neppure il disprezzo che lei sembrava nutrire per lui per spegnere il suo interesse.
“Nulla di importante. Piuttosto informami brevemente sul vostro caso. Appena finito con quest’ altro verrò a darvi una mano, ma adesso devo proprio partire”
Sunnydale lo stava aspettando.
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