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V

June 27 2003 at 12:40 AM
  (Login solichan)
Avvoltoi


Response to Parte 2

 

Il cielo era parzialmente coperto dalle nubi che lo tingevano di un rosso intenso, e si stemperava in rosa, arancione, giallo, man mano che il Sole si avvicinava alla linea d’orizzonte.
Angel era seduto a fumare sui gradini del giardino, con lo sguardo fisso al cielo.

“Sapevo che saresti stato qui.” disse Spike avvicinandosi “Non ho mai capito che ci trovi in uno spettacolo simile.”
“E’ bello.”
Spike diede un’occhiata al cielo. I colori non avevano molto significato per loro, ma percepivano bene le frequenze infrarosse, che trasformavano le nubi in ammassi fluidi e turbinosi, continuamente mutevoli, illuminati da vampate accecanti e macchiati da sacche di oscurità.
“A me fa venire i brividi.” mormorò, distogliendo lo sguardo.
Angel si mise a ridere.
“Sono solo nubi. Acqua e cristalli di ghiaccio. Che paura possono fare? Non cercare sempre significati nascosti dove non ce ne sono.”
“Come con il tuo comportamento verso Drusilla?” esclamò Spike “Anche in quel caso sto solo immaginandomi qualcosa che non c’è?”
Angel stese le gambe, sfiorando la zona di luce, e si appoggiò all’indietro.
“E cosa ci sarebbe, secondo te?” gli chiese.
“Secondo me, uno dei tuoi tanti esperimenti con le vite altrui. Stai diventando monotono, amico. E ripetitivo. Non ti stancherai mai di questa storia? Se la cosa ti fa piacere, continua con me, ma lascia stare lei. ”
“Sei diventato il portavoce di Dru, adesso?”
Spike si sedette per terra, sforzandosi di mantenere la calma. Era venuto lui a cercare Angel, offrendogli una facile occasione per divertirsi alle sue spalle, e gli sembrava che negli ultimi tempi troppe persone si divertissero a sue spese.
Stava diventando lo zimbello della casa.
“Quello che è successo ieri sera…”

Angel spense la sigaretta.

(Eccolo, il problema)

… quello che era successo la sera prima…
… quando Spike aveva ritrovato Drusilla sul tetto, apparentemente intenta a parlare alle stelle…
… e lui l’aveva portata a ballare…
… ed erano scappati dalla cacciatrice…

(E ho scoperto che Juliana odia Spike)

… aveva addosso il suo odore. E quello della rabbia e del sangue…

(Un dato da tenere a mente)

… poi era successa una cosa strana, con Spike tornato a casa in preda all’affanno, e fuggito subito dopo, sentendo le parole che Drusilla gli aveva rivolto.
Perché per quanto lui potesse provocarlo o ferirlo, non era nulla, rispetto a quello che poteva fare anche una sola parola di Dru.
E Drusilla sembrava avere deciso che Spike non le andava poi così bene. Aveva riso nel vederlo uscire dalla sala, una risata priva di follia e piena di odio.
Odio per Spike? Questa era una novità. Ma non poteva sbagliarsi. Era odio, quello che aveva vibrato nella voce della donna.
Drusilla era pazza, e imprevedibile, ma se c’era una costante nella sua vita, quella era William. Neppure per un istante aveva smesso di amarlo. Neppure quando faceva l’amore con lui, smetteva di pensare a Spike.
Lui era suo sire, suo padre e ragione della sua esistenza, ed era naturale che fosse al primo posto. Questa era una cosa che nessuno avrebbe potuto cambiare, e lei lo amava in un modo che non avrebbe mai riservato ad altri, ma non lo amava più di Spike…

“L’hai portata a tiro di una cacciatrice.” continuò Spike.
“Nessuno si è fatto male. Io sto bene, tu stai bene, Dru sta bene. E forse per qualche giorno non andrà a passeggiare sui tetti.”
“Ottimo rimedio. La fai uccidere tu, così non può più farlo da sola. Lo vedi in che posto viviamo. Quanti di noi non tornano più a casa? E di quanti non sai che ne è successo?”
Doveva ammettere che Spike era tenace, in certe situazioni. Si attaccava ad una questione, e non vedeva il resto.

(Ostinato. E fedele. Come un cane)

“Will, lei si ritrova chiusa qui dentro, a sognare la vita che gli altri stanno vivendo. E’ vero, siamo arrivati a portata di una cacciatrice. Può capitare a tutti noi. In qualsiasi momento. E’ il suo territorio. E’ territorio di un sacco di cose diverse, quasi tutte pericolose.”
“E allora andiamole a cercare.”
“No… ma cosa dovremmo fare? Barricarci in casa sperando che non vengano a scovarci? Che non ci cada mai un fulmine addosso? Non fa differenza, come muori. E’ il modo in cui vivi che importa.”
Spike avrebbe riso, se la cosa avesse riguardato qualcun altro.
“Capisco. Lo fai per lei. Per salvarla dalla triste vita accanto a me.”

… doveva esserci un motivo di quell’odio. Spike poteva anche credere che fosse lui la causa del comportamento di Dru, o fingere di non essersene accorto, ma le cose non sarebbero cambiate…

“Perché resti qui?” gli chiese.
Spike lo guardava con quell’aria di irritazione con cui nascondeva la sua incapacità di mettere ordine nei propri pensieri, e che faceva solo crescere il desiderio di accanirsi su di lui, proprio a causa della sua debolezza.
“Una volta non eri così silenzioso, Spike. Allora, perché resti? Puoi andartene quando vuoi. Chi ti ferma?”
“E tu? Perché resti?”
“Ah… così mi deludi… Mi rivolgi contro la mia stessa domanda? Un po’ di originalità… Vattene, se ti fa tanto schifo restare. Porta via Drusilla.”

Spike sbuffò. Ma ancora nessuna risposta.

“No, eh?” continuò Angel “Ti lamenti del posto… però non ti muovi. A questo punto mi chiedo che hai da lamentarti. Magari qui c’è qualcosa che cerchi, o magari qualcosa che vuoi, o qualcosa di cui hai bisogno.”

Stavolta il giovane si innervosì, e gli rispose in modo precipitoso.
“La questione non sono io. E’ Dru. Sta male, e tu con i tuoi giochetti non migliori la sua situazione. “
“Dimmi un po’, Spike, bambino mio, mi hai mai visto fare a Drusilla qualcosa che lei non volesse? Mi hai mai visto picchiarla? O costringerla, in qualche modo? Pretendi l’esclusiva di Dru? Fa in modo che sia tanto soddisfatta di te da non desiderare nessun altro.”
“Secondo te è in grado di scegliere?”
Angel si strinse nelle spalle.
“Secondo me, se può farlo, allora tu non hai niente da lamentarti. Se non è in grado di farlo, se non ha la forza di farlo, allora non può lamentarsi lei di quello che le succede.”
Per un attimo, Spike abbassò gli occhi, tormentando i polsini della sua camicia.
“Quindi la vita è solo questo? Cercare di non farsi fottere?”
Angel sorrise, stavolta senza nessuna ironia.
“Spike, la vita è solo una possibile condizione dell’esistere.”


 
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