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IX

April 10 2004 at 11:43 PM
  (Login _Jade_)


Response to L'attesa di Elektra [HP]

 
Avrebbe voluto che Caroline le facesse adesso quella domanda.
Nervosa? Eccome. Eccitata per la missione? Anche.
Preferiva stare al di sopra delle parti, lo aveva sempre fatto. Farsi coinvolgere in uno schieramento piuttosto che con un altro era una cosa che detestava fare. Quella sarebbe stata la prima e l’unica volta, se lo era già ripromesso. La sua fedeltà andava agli Auror, ai suoi amici, e…
Alex si sorprese a sorridere. Sì, andava anche a lui, che in quindici anni di lontananza, di missioni, di viaggi e di storie senza importanza, era sempre rimasto nel suo cuore e nella sua mente.
La strada era ancora lunga, e il castello designato per il simposio irraggiungibile con mezzi di trasporto, magici e non. Come a Hogwarts, era impossibile Materializzarsi e Smaterializzarsi entro la cerchia delle mura. Questo avrebbe reso molto difficile trovare una via di fuga, pensava Alex, ma quella via di fuga se la sarebbe aperta da lei. Mezzosangue o no, se la sua vita dipendeva da quanti vampiri avrebbe ucciso, non se ne sarebbe fatta un gran cruccio.
Si fermò su un’altura che dominava la vallata sottostante. Il castello era lì. I vampiri, accorsi da mezza Europa, aspettavano di entrare, e illuminavano quella buia notte senza luna con la luce delle loro fiaccole.
Alex mormorò un incantesimo, e spense la luce che emanava la sua bacchetta, immergendosi nell’oscurità. Calò il cappuccio del suo Mantello dell’Invisibilità sugli occhi, e forte di quel vantaggio si intrufolò tra i vampiri già riuniti.
Erano nervosi, e li capiva. Non era una decisione da poco.
Sbarrò gli occhi quando si trovò di fronte Ragnor, l’essere che insieme a Gabriel aveva decretato il suo destino. Certo che aveva un bel coraggio a farsi vedere… Alex si domandava per chi avrebbe parteggiato stavolta quella banderuola.
In lontananza si sentirono riecheggiare i dodici rintocchi della mezzanotte. Era il segnale convenuto per dare inizio al simposio, e tutti fecero il loro ingresso nella sala. Le torce che tenevano in mano servivano ad alimentare il braciere al centro della sala, una sorta di rito per non dimenticare che, alla fine, venivano tutti da un’origine comune.
Alex si appoggiò a una parete in fondo alla sala, senza emettere alcun suono. Quando anche la sala fu silenziosa, uno dei vampiri rumeni che avevano indetto la riunione prese la parola.
“Non sprecheremo tempo a ricordare perché siamo qui. Ricorderemo solo che entro l’alba dovremo avere una risposta comune da dare a chi ce la chiederà.”
E con queste parole, il simposio iniziò.

“Perché dovremo schierarci con Silente?”
“Lui non è come quella donna!”
“Voldemort chi ha promesso di farla uccidere! Quella maledetta ha marchiato tutta la mia famiglia, deve pagarla!”
“Se vincerà la guerra, ci aiuterà!”
“Non ha mai fatto niente per noi!”
“Lord Voldemort ci ha garantito la libertà e l’autonomia!”
“Sì, schieriamoci con lui!”
“L’ultima volta è stato sconfitto, e da un moccioso di neanche un anno! Perderà anche stavolta!”
“Stolto! Il Signore Oscuro è molto più potente ora!”
Alex dopo due ore di urla e varie proclamazioni di fedeltà a questo e quel mago, non ne poteva veramente più. Di questo passo, non si sarebbe mai giunti alla conclusione.
Poi, sentì una frase che la risvegliò dal suo torpore.
“Voldemort a noi ha mandato i suoi emissari! Chi ci ha mandato il vegliardo? Nessuno! Ecco quanto ci rispetta!”
Ecco, era arrivato il momento di intervenire nella discussione.
Ok, Alex, ora o mai più.
Fece scivolare il mantello alle sue spalle e riapparve nella sala, movendo qualche passo in avanti.
“In verità, Silente ha mandato me.”

Il vampiro che aveva appena parlato rimase a bocca aperta, senza proferir suono o parola.
Il rumeno che aveva aperto le discussioni si fece avanti e si rivolse ad Alexandra.
“Chi sei?”
“Alexandra Elektra Black. Ex comandante della Legione Felix e assistente direttrice del Dipartimento degli Auror in Inghilterra.”
“Un Auror? Silente ci ha mandato un Auror in gonnella?”
Alex lanciò un’occhiata talmente carica d’odio verso il vampiro che aveva parlato che questo si risedette subito e non osò più dire una parola.
“Non fate altro che ammazzarci come cani, perché dovremmo ascoltare una come te?”
“Noi eseguiamo degli ordini, e basta. E se la sottoscritta ora è ibridata con la vostra genia lo deve solo ad una vostra imboscata mentre io ed altri compagni stavamo compiendo una missione di soccorso. Anzi” si interruppe, indicando con il braccio Ragnor “nello specifico lo devo a lui. Ciao, Ragnor, come va la vita?”
“Non attacchiamo gli Auror, se non provocati. Questo è scritto nel nostro codice, da secoli.”
“Beh, ero un aristh, una recluta, all’epoca… ma non stiamo parlando di me. Parliamo piuttosto di quello che volete fare voi.”
“Dicci che cosa vuole da noi Albus Silente.”
“Che lo sosteniate. Che vi mettiate dalla sua parte contro Voldemort. So che alcuni di voi hanno già avuto incontri con Voldemort in passato, e altri li hanno avuti in questi giorni. Vi avrà promesso quello che volevate sentirvi dire, immagino. Basta marchiature, libertà, autonomia, nessun mago o strega che vi avrebbe potuto nuocere… Le ha mantenute l’ultima volta, prima che un bimbetto imberbe lo riducesse a uno spettro?”
Silenzio.
“Harry Potter l'ha sconfitto. Potter fa parte delle schiere di Silente, l’unico che Voldemort tema. E la parola di Silente, a differenza di quella di Voldemort, ha ancora un valore.”
“E dovremo fidarci di un vecchio pazzo?”
“Sono la prima a definire Silente un vecchio pazzo, che si fida dove molti altri non lo farebbero neanche morti. Ma è un vecchio pazzo potente. Rispettato. E pericoloso, se siete suoi nemici.”
“Suona minaccioso.”
“È solo un dato di fatto. Se ci riuscite, ditemi il nome di un mago che è riuscito a sconfiggerlo.”
Ancora silenzio.
“Vi risparmio la fatica, non c’è. I nemici di Silente sono sempre stati annientati, e non lo dico io, lo dice la Storia.”
“Perché ha mandato te?”
“Perché pensava che una strega mezzosangue vi sarebbe risultata più accetta.”
“E lo è.”
Alex non credette alle sue orecchie.
Quella era la voce di Lucius Malfoy.

“Ciao, Alexandra” disse Lucius arrivando alle spalle del vampiro con cui stava parlando. Dietro di loro, i Mangiamorte al gran completo. Alex nonostante i cappucci riconobbe Narcissa e Bellatrix, Tiger, Goyle, e infine quell’inetto di Minus, che ora aveva una mano d’argento.
La mano di Alex saettò a prendere la bacchetta, ma tutti loro lanciarono uno Schiantesimo contro di lei prima che riuscisse a mormorare un incantesimo di difesa, ed Alex cadde a terra come fulminata.

Quando rinvenne, aveva catene ai polsi e alle caviglie.
Aveva cercato di rimettersi in piedi, o almeno seduta, ma andava al di là delle sue forze. Si sentiva così debole… a giudicare dal sapore amaro in bocca, avevano provveduto a quello con una pozione.
Grazie ai suoi sensi riusciva a vedere anche se immersa nel buio quasi totale. Doveva trovarsi in una delle segrete del castello. Come uscire da lì viva e incolume rappresentava un enorme problema.
Con sé non aveva niente. Lucius doveva aver dato ordine di portarle via ogni cosa potesse usare come arma, quindi la sua spada, il pugnale, gli amuleti. Scaltro. Di solito i maghi, tolta la bacchetta, tendevano a sottovalutare quel genere di strumenti di offesa e difesa.
La testa le faceva un male d’inferno, e sollevando le mani per sfiorarsi la fronte si accorse che erano sporche di sangue.
La porta si aprì, e un fiotto di luce colpì Alexandra negli occhi, strappandole un lamento. Quanto odiava quell’effetto collaterale dell’ipersensibilità alla luce. Chi era entrato chiuse subito la porta alle sue spalle, e avanzò verso di lei tenendo in mano la bacchetta, da cui scaturiva un leggero fascio di luce. Con la mano libera, si levò il cappuccio della tunica da Mangiamorte, e continuò ad avvicinarsi a lei.
Alex passò in rassegna le foto segnaletiche dei Mangiamorte, presunti e condannati, ma non riusciva a collocare quell’uomo alto e pallido, con capelli neri e occhi profondi dello stesso colore.
Perfetto, si disse Alex. Aveva sperato, anzi, si era augurata un migliaio di volte, che quando sarebbe morta sarebbe stato in battaglia, in una battaglia epica contro il più malvagio e crudele dei Signori Oscuri. Non avrebbe mai pensato che sarebbe finita ammanettata mani e piedi, troppo debole anche solo per alzarsi, e completamente alla mercé dei suoi avversari.
Che disonore.
L’uomo però fece qualcosa di inaspettato. Sollevandola gentilmente per le spalle, l’aiutò a mettersi seduta contro il muro. E con la bacchetta che aveva in mano, dopo aver reso luminosa la stanza con una magia, guarì il taglio profondo che Alex aveva in testa.
“Macnair… Il solito animale” mormorò. “Ha colpito quando eri già sul pavimento priva di sensi, senza nessun motivo.”
“Chi sei?”
“Non lo sai, Alexandra? Strano. Dovresti.”
Dovrei? Ad Alex quell’uomo dal viso pallido e scavato non diceva niente. Poi, nella stanza entrò un’altra persona.
“Ciao, amore” disse Bellatrix levandosi anche lei il cappuccio.
Alex sbarrò gli occhi guardando di nuovo in faccia il Mangiamorte che l’aveva guarita.
“Ciao, gioia.”
Se Bellatrix si era ripresa alla svelta tutto o quasi tutto quello che Azkaban le aveva tolto, lui portava ancora i segni del carcere in viso. Forse aveva deciso così, per ricordare. Rodolphus Lestrange amava cose di quel genere.
“Sorpresa, Lexie? Anch’io ho avuto un attimo di vacillamento nel rivedere dopo nove anni mio marito Rodolphus… Ma ora siamo di nuovo insieme, e nessuno ci separerà di nuovo…”
Rodolphus Lestrange. Catturato e condannato nel 1982 con l’accusa di essere un Mangiamorte e di aver torturato con la Maledizione Cruciatus Frank e Alice Paciock. Altre informazioni: da ritenersi pericoloso sempre e comunque; Voldemort si serve di lui durante gli interrogatori; esperto nell’uso delle Maledizioni senza Perdono, chi viene torturato da lui raramente sopravvive; asociale sul limite della patologia, l’unico rapporto è con la moglie Bellatrix Black con cui ha un rapporto esclusivo e molto stretto…
Bellatrix era l’unico punto debole di quell’uomo apparentemente invulnerabile. Doveva ricordarlo.
“Certo, rivederti non era nei nostri programmi. Tantomeno in quelli di Narcissa. Ma si rimedia subito, vero Rod? Sono sicura che mia sorella alla fine della nostra chiacchierata sarà solo felice di darci i nomi di chi fa parte di questo maledetto Ordine che ha come capo Silente.”
“Vuoi iniziare tu, Bella? Per me è indifferente.”
“E togliere a te questo piacere e a me il divertimento di questo spettacolo? Mai. Ma ricordati… lasciala in vita. Dopo di noi c’è anche Lucius.”
“Molto bene. Allora, Alexandra, vogliamo iniziare?”




    
This message has been edited by _Jade_ on Apr 10, 2004 11:50 PM


 
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