N.d.A.: Questa è una storia indipendente ed è una divagazione mentale su ciò che avrebbe potuto essere non è stato.
SPOILER: Nessuno. La storia è ambientata alla fine della 5^ serie di BtVS e mi riesce difficile credere che qualcuno non l’abbia ancora vista o non ne sappia nulla, ma se così non dovesse essere, allora spoiler a tutto spiano per la 5^ serie. Più il solito mini accennino ad AtS…
DISCLAIMER: I protagonisti appartengono agli aventi diritto e la sottoscritta non scrive a scopo di lucro.
Quanto al mio scherzo sullo scrivere su consiglio dell’analista… Mai stata tanto lucida e consapevole delle mie azioni.
RAITING: AU, G, oneshot
RINGRAZIAMENTI: al webmaster per l’ospitalità, alle persone che mi hanno appoggiato e a tutti i coraggiosi che vorranno leggere questa fanfiction.
Buffy Anne Summers
Amata sorella
Devota amica
Ha salvato spesso il mondo
1981-2001
« Di nuovo qui, eh Spike? »
« E dove sennò? »
« Spike… »
« Non azzardarti a dirmelo ancora, neanche per scherzo, hai capito Dawn? Ormai non vengo più qui per piangere, ma per rendermi conto che è vero, che è realtà. E oggi poi, sono venuto perché sapevo che ti avrei trovata qui »
La ragazza sorrise e quando lui allargò le braccia, non esitò a corrergli incontro e a stringerlo.
Lui era diverso dagli altri. Lui la comprendeva, l’aveva sempre compresa.
Si distaccarono appena e appoggiati a un sarcofago di pietra, nessuno dei due staccò gli occhi dalla lapide della cacciatrice.
« È da un po’ che non vedi gli altri, ormai… vero? »
« Sì. Finché non metabolizzano, preferisco evitare. Sai com’è, non si sa mai… »
« Posso capire, ma sappi che nessuno pensa minimamente che sia stata colpa tua »
« Lo so. Ma io so dentro di me che non è così e… Ho paura di essere scacciata, di essere guardata con rancore e rimprovero. Sono troppo affezionata a loro per sopportarlo. Ho bisogno ancora di tempo e credo che ne abbiano bisogno anche loro »
« Come desideri, ma- »
« Parlami di loro, vuoi? Parlami di Giles. Di Willow e Tara, di Xander e Anya… Come se la cavano? »
« Giles per diverso tempo ha pensato di tornare in Inghilterra. Ogni tanto allude ancora lievemente a una simile ipotesi, ma sono quasi certo che non lo farà »
« Cosa ti rende tanto sicuro? »
« Le piccole cose di ogni giorno. Uno che vuole davvero andarsene, non rimanda la partenza per aspettare che l’idraulico ripari un tubo rotto o perché un pacco di rune provenienti dall’Irlanda è andato perduto… »
Indicando con un cenno della testa la stele
« Credo che all’inizio non sopportasse l’idea di separarsi da Lei, ma che adesso cominci a dispiacergli l’idea di lasciare Sunnydale, quelli che considera i suoi ragazzi e anche quelle che in cinque anni ormai, sono diventate delle vecchie abitudini »
« Quindi resterà? »
« Direi proprio di sì »
Stringendosi più forte a lui
« Va avanti… Dimmi di Xander ed Anya »
« Se non ho capito male, si sposeranno in primavera. Hanno deciso di tenersi larghi a causa del lutto… Qui lo dico e qui lo nego, penso che in parte sia dovuto al fatto che il pivello fosse innamorato di Buffy un tempo, ma queste sono mie personali illazioni… Gli hanno proposto di trasferirsi in Nevada, ma ha rifiutato e adesso supervisiona i cantieri del nuovo liceo… »
« Stanno costruendo un nuovo liceo? »
« Già. E indovina un po’? Proprio su quello vecchio »
« Dico ma scherzi? »
« No, no »
« Certa gente non impara proprio mai… »
« A quanto pare… Parlando di liceo, cosa pensi di fare? Torni o resti a Los Angeles? »
« Non lo so ancora. Angel mi ha viziata in modo quasi vergognoso per tutto questo periodo e l’altro giorno mi ha detto che se voglio restare, non c’è alcun problema, anzi sono la benvenuta »
« Immagino. Piuttosto… Angel non era partito? »
« Sì, ma non è che non esistano i telefoni, là dove è andato »
« Non pensavo ci fossero i telefoni nei templi tibetani… »
« Chi ti ha detto che Angel è in Tibet? »
« Willow »
« Capisco… »
E scostandola per guardarla in faccia « Dawn… »
Riabbracciandolo « Non hai finito di dirmi di Xander e Anya »
« D’accordo, come vuoi… Anya lavora sempre al Magic-Box con Giles e mi è parso di capire che voglia un figlio… Non ci crederai mai, ma per la prima volta, provo seriamente compassione per quel ragazzo. Tutto il giorno a lavorare in un cantiere e poi tutta la notte a tentare di figliare… »
Dawn rise.
Sembrava tutto normale, sembrava che le nuvole nere stessero finalmente svanendo…
« Raccontami di Tara »
« Tara sta alla grande. Ha ripreso completamente l’uso della mano e il suo periodo di demenza è acqua passata. È stata in gamba. Senza di lei molte cose sarebbero andate a rotoli. È in parte merito suo se Giles ha deciso di restare e se Willow si è tranquillizzata »
« È stata molto dura per Willow, vero? »
« Sì, molto. Il mese scorso stavo quasi per chiamarti… »
Stavolta fu lei a scostarsi per guardarlo « Come mai? »
« Ho visto un’anfora particolare a casa vostra, dove continuano ad abitare Will e Tara »
« Che tipo di anfora? »
« Quel tipo di anfora… Ho pensato più volte di farla cadere accidentalmente a terra, ma mi sono chiesto se non sarebbe stato peggio dopo… La rossa si sarebbe impuntata e allora avrebbe davvero compiuto l’irreparabile, ma- »
« Ma? »
« Ma credo che abbia cambiato idea. Un paio di settimane fa, nella preziosa anfora ho visto che ci metteva un mazzo di fiori »
« Vuoi dire che… »
« Sì, Dawn. Anche lei si è messa l’anima in pace. Anche lei è passata oltre »
La ragazza annuì e scostandosi si avvicinò alla lapide.
Chinandosi davanti al marmo, sfiorò con le dita i fili d’erba « Sai, durante questi tre mesi, non c’è stato un giorno in cui non mi sia chiesta come sarebbero state le cose se io avessi agito in modo diverso e Buffy non fosse morta… »
« Sarebbe stato l’inferno in terra. Lo sai tu, lo so io e ne sono consapevoli anche loro. Puoi credermi »
Voltandosi a guardarlo « Ne sei sicuro? »
« Sì Dawn, ne sono sicuro. Se così non fosse, non sarebbero mai riusciti a voltare pagina. Ma l’hanno fatto. Hanno voltato pagina e dentro di loro, senza scavare neanche troppo in fondo, sanno che non avrebbero potuto resistere a lungo »
La ragazza sorrise speranzosa « Allora… »
« È ora di tornare a casa, Briciola »
E chinandosi al suo fianco « Non devi avere paura di nulla. Quello che è successo per quanto terribile, è stato giusto e tu non devi rammaricarti mai, Dawn. Mai. Hai capito? »
« Grazie, Spike »
Scuotendo la testa « Sono io che devo ringraziare te. Ma se vuoi farmi davvero felice, torna a L.A., prendi le tue cose e ritorna di volata »
« D’accordo »
Si rialzarono e si abbracciarono ancora una volta poi Dawn si scostò, gli rivolse un sorriso e voltò le spalle per andarsene, ma dopo pochi passi
« Dawn? »
« Sì? »
Il vampiro si guardò intorno cauto poi le si avvicinò.
Sembrava improvvisamente emozionato, i suoi occhi scintillavano ed era quasi fremente. Lei sorrise comprendendo e gli si avvicinò.
« So che non dovrei. Che già tante volte tu… »
La ragazza gli strinse le spalle, come per infondergli sicurezza « Non devi aver paura di chiedermelo, Spike, perché io non ho paura di accontentarti » affermò sorridendogli rassicurante e seducente al tempo stesso.
Il vampiro respirò profondamente, pur non avendone alcun bisogno, le strinse a sua volta le braccia e umettandosi le labbra « Dawn… »
« Sì… »
« Com’è stato spingerla giù da quella torre? »
« Oh, Spike. È stato semplicemente fantastico… »
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