IL GOLEM
3 - L'inizio
I spoke into his eyes,
"I thought you died alone,
a long long time ago"
"Ah no, not me
I've never lost control
You're face to face
with the man who sold the world"
David Bowie, The man who sold the world
"Sapevo che ti avrei trovato qui. Nel posto meno probabile di tutti, così chiassoso e colorato e puzzolente."
Severus Piton sulle prime non l'aveva riconosciuta. I capelli lunghi fino a metà schiena, un po' più magra, vestita con jeans e maglietta. Lui aspira a lungo dalla sigaretta prima di risponderle.
"Calcutta non è così brutta come la si dipinge. Come mi hai trovato, piuttosto?"
"Un caso fortuito. Il mese scorso ho accompagnato il mio fidanzato nel suo pellegrinaggio al tempio magico ai piedi del Lhotse, e mi hanno detto che un altro inglese era passato di lì, non molto tempo prima. Ho fatto qualche domanda in più e, a quanto pare, ho avuto l'intuizione giusta" dice, accennando alla carnagione di Piton, che ancora porta le tracce di un'abbronzatura d'alta quota. Piton la guarda senza dire nulla, e Pansy soggiunge:
"Comunque suppongo che tu ti sia tenuto informato sulla situazione inglese, negli ultimi due anni. Che Potter diventi il più giovane Ministro della Magia da cinque secoli a questa parte ormai è una certezza."
"Lo so. Buon per lui."
"Ha dichiarato pubblicamente di aver smesso di darti la caccia."
"So anche questo. Buon per me, dovrei dire. Bah. Chi se ne frega, piuttosto."
"E che il processo a Narcissa e Draco Malfoy è stato riaperto, lo sai, questo? Ci sono buone probabilità che ottengano gli arresti domiciliari entro l'anno."
Piton spegne il mozzicone, e guardando il traffico in strada dice:
"Tu in realtà non hai commesso nessun reato. Potresti rimpatriare." Pansy fa spallucce.
"Non ne avrei motivo" dice, "io ci sono andata in Giappone. Il mio fidanzato è Shin'ichi Tokugawa."
"Però. E allora come mai sei venuta fino a qui? Devi sceglierti il corredo del matrimonio?"
Pansy lo guarda strizzando gli occhi castani, una sua espressione tipica che la fa assomigliare ad un furetto - qualcosa di piccolo ma niente affatto innocuo.
"Effettivamente pensiamo di sposarci, sì" dice "e i Tokugawa sono per il Giappone quello che un tempo erano i Black per l'Inghilterra. Quasi una famiglia reale dei maghi. Shin'ichi è il primo in linea di successione."
"Lo avevo immaginato."
"Allora, prima di fare qualcosa di definitivo, volevo capire se è davvero possibile rifarsi una vita, dopo aver abbandonato a se stesse le persone che si amavano."
Piton fa un sorriso sghembo, giocherella con la scatola dei cerini tra le dita.
"Non saprei, Pansy. Suppongo che ci si faccia il callo. Certe cose che sembrano così disgustose quando riguardano gli altri diventano molto più accettabili quando coinvolgono te in prima persona, no?"
Pansy posa la sua menta ghiacciata, e guarda di nuovo Piton fisso negli occhi.
"Grazie. Sospettavo fosse così."
"Felice di esserti stato d'aiuto. Allora mi perdonerai se me ne vado."
"Non mi chiedi nemmeno come sia arrivata dal Lhotse a qui?"
"E tu non ti chiedi se non mi sia fatto trovare?" dice Piton, già in piedi. Pansy inarca le sopracciglia.
"E perché mai avresti dovuto?", chiede.
"Per vedere come andava a finire, è ovvio."
La saluta con un cenno, e sparisce tra la folla.
Pansy finisce la sua bibita. Tornerà in Giappone e non penserà più a Draco. Sarà un ricordo visibile ma non più doloroso, come una vecchia cicatrice.
***FINE***
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