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Anime gemelle©

June 9 2003 at 10:34 PM
  (Login solichan)
Avvoltoi


Xander era gongolante.
Non c’era altro termine per definirlo.
Seduto a gambe incrociate su uno spuntone di roccia, osservava la scena che si svolgeva in quella specie di anfiteatro (o tempio, o chiesa, o qualunque cosa fosse) sotto di lui, e le due figure in tweed e pelle nera che parlavano concitate, in modo assai poco consono alla loro dignità.
Se il suo sorriso si fosse allargato ancora un po’, probabilmente la faccia gli si sarebbe spaccata in due.
Aveva anche delle buone ragioni, ma Angel trovava la sua espressione di autocompiacimento decisamente irritante.

“E credi che durerà?” chiese tetramente.
Il ragazzo annuì convinto.
“Conoscendo Giles, facciamo tempo a morire tutti di vecchiaia, te compreso, prima che si stanchi. Quell’altro mi pare proprio uguale… Mi sa che possiamo smettere di preoccuparci della Bocca dell’Inferno.”

Buffy, sdraiata scompostamente in terra dietro di loro, emise una specie di miagolio e si mise a sedere, ma i due erano troppo intenti a osservare quello che succedeva per badarle.
“Sono morta.” borbottò la ragazza.
“Non sei morta. Hai bevuto un po’ di acqua fangosa e sei svenuta.” disse Xander distratto, poi si rivolse a Angel “Eddai, che è andato tutto a meraviglia! E tu che avevi fatto tante storie. Giuro che la cosa più difficile è stato convincere te a scendere qui.”

Angel lo fissò con aria lugubre.
Ma tanto neppure lui avrebbe potuto svilire il ragazzo raggiante.
“Che hai da fare quella faccia? Sembra che ti sia morto il gatto. Non ti rendi conto che abbiamo adempiuto al nostro compito?”
“Fare i ruffiani?”
“Abbiamo sventato l’apocalisse! E per una volta non è morto nessuno. E poi guardali! Sono così felici. Mai visto nessuno andare d’accordo tanto in fretta. Non ti si scalda il cuore?”

In effetti…

“Ho il vestito sporco…” mugolò Buffy, guardandosi tristemente la gonna.
“Si, si… Non preoccuparti. Lo si lava.” disse Angel distratto, poi si rivolse a Xander “Sembrava una tale cazzata…”
“Ma dai. Di mezza età, brutti, fissati… depressione galoppante… complesso di persecuzione associato a quello di superiorità… nessuno che gliela da… Era lampante. Quei due sono fatti l’uno per l’altro! Bisognava solo farli incontrare. Adesso che sono insieme vivranno felici e contenti in mezzo ai loro libroni, gli passeranno tutte le ansie millenaristiche, e soprattutto la pianteranno di rompere i coglioni a mezzo mondo.”

… Angel doveva proprio ammettere di non avere mai visto il nonno tanto felice. Anzi, aveva inserito la cassetta del Re Leone nel videoregistratore, cacciato il telecomando in mano a Colin con l’ordine tassativo di non disturbare, poi aveva portato sul tavolo una quantità enorme di rotoli, tomi e pergamene.
Ora era semisepolto con Giles sotto il cumulo polveroso.

All’inizio l’Osservatore non voleva seguirli. Ma con la storia che dovevano salvare Buffy, e Sunnydale, e forse il mondo…
E poi, dopo il primo attimo di diffidenza…

… le voci dei due si alzavano e abbassavano…
Al momento la conversazione verteva su un’importantissima questione.
Erano più significativi come segni della prossima fine del mondo la forma delle onde anomale in Papua Nuova Guinea, o il comportamento migratorio delle cavallette del Benin?

Per ora si limitavano a comparare le rispettive conoscenze, ma era chiaro che la ‘conoscenza’ non si sarebbe fermata a profezie e libri antichi. Quasi distrattamente, una mano del Maestro si era posata amichevolmente su una spalla di Giles.

Tutto sembrava andare per il meglio, ma Angel non aveva intenzione di abdicare dal suo pessimismo senza combattere.
“Se fossimo arrivati un minuto più tardi, il Maestro sarebbe già stato fuori di qui e…”
“Se… se… se… Tanto non è successo nessun ‘se’. Tu stai solo cercando un motivo per non darmi ragione!”

Angel sospirò. Eh si. Detestava proprio ammettere che Xander aveva avuto ragione.

“Come siete carini.” mugugnò Buffy con voce strascicata “Siete venuti a salvarmi. Nessuno era mai venuto a salvarmi…”
Nessuno le diede retta.

Xander lanciò un’ultima occhiata a Giles e al Maestro e si alzò. Ormai lì non c’era più nessun bisogno della sua presenza.
“Dai, usciamo.” esclamò “Questo posto sa di muffa, e possiamo lasciarli soli. Vedrai che in questo modo il tuo Maestro risolve anche i suoi problemi di pelle.”

Niente lo faceva sentire meglio che avere ragione.

Tirò in piedi Buffy e la spinse verso l’uscita della caverna.

“E adesso che facciamo, genio?” gli chiese Angel.
“Scarichiamo Buffy a casa e poi andiamo a berci una coca-cola.”
Angel inarcò leggermente le sopraciglia.
“Una coca-cola?”
“Beh, tu beviti quello che vuoi. Io sono ancora minorenne e devo limitarmi.”

Xander fece per avviarsi lungo la galleria. Angel non si muoveva.
Sembrava ci fosse ancora qualcosa a roderlo.

“Xander…”
“Si?”
“Se mi sbatti ancora una croce in faccia, ti ficco un paletto nel culo.”
Xander alzò le spalle.
“Mi sa che è piaciuto più a te che a me. Tu sei un masochista.”

Chissà perché, Angel ebbe la strana sensazione che Xander non fosse innocente come voleva far credere.

Visto che per stanotte non aveva niente di meglio da fare, poteva sempre cercare di scoprirlo.


Fine

© 11/08/2002

 

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