Yuk! La mia prima fanfic compiuta post-HBP... anche se in realtà avrei potuto scriverla quando razzo volevo. No, non ci sono spoiler. Incredibile, eh? E' solo un divertissment (ammesso che si scriva così...), delle assai poco plausibili, e molto apocalittiche, "ultime pagine di Harry Potter". Una frescaccia, cioè. Ma che ci volete fare, è estate.
E Frontpage merda, comunque. Mai più.
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L'ultima parola
Per un attimo - qualcosa di misurabile solo in millisecondi, forse - nel mondo ci fu qualcosa di sbagliato.
Svariati strumenti riuscirono a registrare l'anomalia, ma non a spiegarla. Come se le leggi della fisica si fossero prese una brevissima vacanza, dopo un'eternità di efficienza e puntualità sul lavoro.
Tutte le ipotesi di spiegazione furono bocciate. Si pensò anche ad un errore, ma non poteva trattarsi di una coincidenza, dato che quella che uno studioso, in mancanza di un termine scientifico, aveva chiamato "vertigine della realtà", fu rilevata in ogni angolo del mondo. Si scrissero tesi di laurea sull'argomento. Alla fine il fatto, citato per qualche giorno in coda ai telegiornali - giacché non aveva avuto conseguenze di sorta - divenne per la comunità scientifica internazionale una sorta di cubo di Rubik: un rompicapo affascinante, ma tutto sommato inutile. O almeno, così speravano.
L'anomalia si era verificata il 15 giugno 1998 alle 4:17:37 ora di Greenwich.
Alle quattro in punto, succedeva questo:
***
Neville corre nell'oscurità più assoluta, incespicando quasi ad ogni passo, ma rialzandosi con una rapidità che non credeva di avere. Non ha nemmeno pensato che potrebbe accendere una luce con la sua bacchetta, ed evidentemente non ci hanno pensato nemmeno quelli che corrono davanti a lui. Dietro, crede di non avere nessuno. Lui stesso ha rischiato di venire sbalzato via dai rami del Platano. Si chiede se qualcun altro riuscirà più a passare, considerato che stava andando tutto a fuoco. Ricorda la faccia di Lupin sporca di fuliggine, gli occhi arrossati, che ringhia a lui e agli altri:
"Scappate, cretini! Non smettete mai di correre!" mentre orde di lupi mannari si riversavano sul prato, e uno si era già avventato su Ginny Weasley, spezzandone le ossa con la sola forza di un morso.
Ginny era finita pressoché tranciata in due, ed era ancora viva, ed il mannaro aveva cominciato a divorarla. Neville aveva osservato questo spettacolo impietrito, incapace di fare alcunché - lui che si era fatto strada in un esercito di Mangiamorte, Schiantando giù dalle scale Bellatrix Lestrange, e sfuggendo all'Imperius di Mulciber.
Ma Ginny mangiata viva era davvero troppo. Era dovuto arrivare lo schiantesimo di Lupin, provvidenziale, sebbene Lupin fosse allo stremo delle forze, drogato fino all'osso di Pozione Antilupo per non trasformarsi, per mantenere la lucidità di fronte ai suoi simili.
E ora Neville corre, lontano dal campo di battaglia di Hogwarts, spinto dalla sola adrenalina, che, in quel momento, non lo fa pensare a nulla.
***
"Che cos'è questo posto?" ansima Hannah Abbott, uscendo dalla botola alla fine del tunnel.
Blaise Zabini, dietro di lei, la scansa per uscire a sua volta.
"Lumos" dice finalmente Blaise, e si guarda attorno. "E' la Stamberga Strillante", stabilisce.
"Come fai a dirlo?" dice Hannah. Blaise indica le finestre.
"E' l'unico posto che mi venga in mente con le finestre sigillate." Vi si avvicina e dice: "Alohomora", ma l'incantesimo sembra non servire per le assi inchiodate, così comincia a forzarle con le mani.
"Che bel posticino" commenta Luna Lovegood, senza la benché minima traccia di ironia. E' appena uscita dalla botola e dietro di lei arranca Neville Paciock. Sono tutti stropicciati e pieni di abrasioni.
Hannah sgrana gli occhi, in preda al panico.
"Siamo tutti qui? Siamo solo noi?"
Neville abbassa lo sguardo.
"Credo che nessun altro sia riuscito a passare", dice.
Hannah sta tremando.
"Era l'unica via d'uscita" balbetta "ERA L'UNICA VIA D'USCITA! Che ne sarà degli altri?"
Blaise nel frattempo è riuscito ad aprire la finestra.
"Non era l'unica, sono sicuro" dice "smettila di sclerare, Abbott." Gli tremano le mani, ma la sua voce è ferma.
Tutti si assiepano alla finestra. Da lì si vede bene Hogwarts, sull'altopiano il castello sembra vivo, tremando nella notte, illuminato dalla luna, dal fuoco, dai lampi degli incantesimi.
Probabilmente anche la gente di Hogsmeade sta guardando da lontano, come loro. E come loro, è immobilizzata dalla consapevolezza che lassù stia succedendo qualcosa di apocalittico, definitivo.
"Harry e Tu... e... V-Voldemort" dice Neville "sono dentro?"
"Pare fossero scesi nei sotterranei" dice Blaise, asciutto. Lampi gialli e verdi si riflettono sul suo volto.
"Vuoi dire a Serpeverde?" dice Hannah, e Blaise sembra quasi infastidito quando risponde:
"Nessuno sa bene fin dove si spingano i sotterranei di Hogwarts. Non lo so dove siano finiti."
"Tutti sanno che Hogwarts è stata costruita sulle rovine di una civiltà sprofondata al centro della Terra. Può darsi che i sotterranei arrivino fino a lì" dice Luna, col suo solito tono di voce svagato, e aggiunge:
"Era in un articolo che ha pubblicato papà l'altr'anno."
"Oh, allora siamo a posto" dice Blaise, e a quel punto Neville sbotta:
"Vuoi piantarla di scherzare? C'è gente che muore, laggiù! E noi dovremmo tornarci!"
"A morire anche noi?" urla Blaise di rimando. "Vuoi davvero vanificare ciò ciò che Lupin e gli altri hanno fatto per te andando a farti ammazzare?" Parla piano, ora: "Cristo, ci sono i miei amici là dentro. Spero che tutto finisca in fretta. E' solo che è inutile farsi prendere dal panico ora. Quello che doveva succedere è già successo."
Improvvisamente, a Neville passa la voglia di guardare. Si scosta dalla finestra e si siede per terra, con la schiena appoggiata al muro. Anche lui vuole solo che tutto finisca in fretta; meglio, vorrebbe che non fosse mai cominciato. Si sente inutile, e piccolo, e stanco. Probabilmente, Bellatrix Lestrange si è rotta l'osso del collo cadendo. I suoi genitori sono vendicati. Ma questo, scopre, non gli provoca nessun sentimento particolare. E' successo, e allora?
A che pro?
Guarda alla sua destra, verso gli altri, verso i loro profili disegnati dalle luci lampeggianti. Vede lo sguardo vitreo di Blaise, i singhiozzi silenziosi, di gola, di Hannah, l'espressione imperscrutabile di Luna. Che è l'unica a parlare, dopo minuti di silenzio:
"Guardate" dice, "ora c'è solo il fuoco."
"E' vero. Le luci degli incantesimi si sono smorzate per poi spegnersi. Anche la bacchetta di Blaise, rimasta appoggiata su un mobile, si spegne come una candela.
"Non lo sentite?" continua Luna, sognante "E' come un'onda che si ritira prima di infrangersi di nuovo."
Sono le quattro, diciassette minuti e trentasette secondi.
***
Per un attimo, è come se mancasse loro la terra sotto ai piedi. Poi, Hogwarts si illumina di nuovo, ma si illumina da dentro, e il silenzio, in quel momento, è assordante.
E allora il castello scompare, e al suo posto c'è solo un enorme globo di luce che si allarga sempre di più, e i ragazzi nella stamberga lo vedono con chiarezza andare loro incontro, investendoli, come una fiamma fluorescente e senza calore. E solo allora arriva il boato dell'esplosione, e stavolta la terra trema veramente.
Dopo, il buio, e di nuovo silenzio. Sono le quattro, diciassette minuti, e trentotto secondi.
***
"E' finito", dice Luna, e gli altri sanno subito che è vero.
***
Forzano la porta per uscire. Più giù, in paese, molti sono in strada ad aguzzare lo sguardo verso l'altopiano, ora di nuovo al buio. Ma nessuno si muove.
"Forse" dice Neville "forse, dovremmo andare a vedere."
"Come minimo", dice Blaise. Tacitamente, è deciso che non ripercorreranno la strada dell'andata. Non vogliono correre il rischio di affrontare la visione di quello che i lupi mannari hanno lasciato, non subito.
Cominciano a salire silenziosamente il pendio, prendendo, dopo un po', la strada maestra. C'è odore fortissimo di erba umida, e fa quasi freddo. Dietro alle sagome delle montagne, il cielo si sta schiarendo appena.
"sarà sopravvissuto... qualcuno?" chiede Hannah, senza fiato, e non solo per la salita.
Ma nessuno risponde.
A mano a mano che salgono, con le gambe che sembrano di piombo e la testa così piena da non riuscire a pensare a nulla - se non al compito fisico di arrivare in cima - l'alba comincia a farsi strada tra le creste dei monti ad est.
E ancora non si vede niente.
Eppure, sono arrivati.
***
Hogwarts non c'è più.
***
I quattro ragazzi camminano, attoniti, sui bordi dell'immenso cratere che arriva fino alla Foresta Proibita, e che da lì sprofonda ad imbuto, verso il punto in cui c'era il castello. Ora non c'è più niente, al massimo pietre e tegole dei tetti.
Blaise comincia a scendere camminando sulle macerie, e gli altri lo seguono.
Hogwarts è implosa; rovinata su se stessa, collassata come un buco nero. Non c'è traccia nemmeno di cadaveri. E' come se tutto quanto fosse presente sul territorio della scuola fosse stato spazzato via, cancellato dalla storia. E non come se lì non vivesse più nessuno; ma come se nessuno vi avesse mai vissuto.
Infine, arrivano al centro. C'è una voragine, come una spaccatura di terremoto lunga e stretta. Luna si accovaccia sul bordo, raccoglie una tegola e la lascia cadere nella crepa. La si sente urtare contro le pareti più volte, finché il suono non sfuma, di nuovo, nel silenzio.
"La guerra è finita. E ci hanno lasciati da soli" dice Blaise, lo sconforto per la prima volta tangibile nella sua voce. Neville non può dargli torto: non ha mai visto nulla di più desolante di quel campo di battaglia.
"Non siamo da soli" dice Luna, la bocca sulle ginocchia piegate "ci siamo noi. Non si può essere da soli in più d'uno. E noi siamo in quattro."
"Vuoi dire... che questo è una specie di segno?" dice Neville, avvicinandosi a Luna ed evitando di guardare nel burrone. "Che siccome siamo solo noi quattro qui... un Grifondoro, una Tassorosso, una Corvonero ed un Serpeverde... Sta a noi ricostruire Hogwarts?" Si volta a guardare gli altri, con gli occhi lucidi. "Davvero c'è qualcuno di voi che vorrebbe che le cose tornassero com'erano?"
Nessuno sembra saper rispondere, per svariati secondi.
Poi Hannah Abbott dice, corrugando la fronte:
"Se è un segno, è che Hogwarts doveva morire."
"Certo. Ha senso" mormora Blaise, scambiando uno sguardo con lei.
"Tu che ne dici, Luna?" dice Neville mettendo una mano sulla spalla alla ragazza, che si gira verso di lui e dice:
"I bambini devono pure andare a scuola. Però mi sono sempre chiesta: perché proprio qui? Perché proprio così? Perché il Cappello non ci sceglieva in base al nostro colore preferito? Perché il Cappello ci sceglieva?"
Non c'è polemica nella parole di Luna. Solo la sua solita ovvietà.
"Perché... è sempre stato così?" ipotizza Neville. Luna sbatte le palpebre.
"Quindi?" chiede.
E si aspetta una risposta.
Che nessuno sa dare.
***
Tacitamente, si mettono sulla via del ritorno. Si sta facendo mattino pieno: presto arriveranno quelli del Ministero, i giornalisti, i curiosi. Gli esperti diranno che è stato lanciato un incantesimo talmente forte che per realizzarsi ha dovuto, per una frazione di secondo, risucchiare tutta la magia del mondo. Chi, in effetti, l'abbia fatto, nessuno lo saprà mai. Nemmeno Neville, Blaise, Luna e Hannah.
Ma solo loro c'erano. Solo loro hanno visto per raccontare. E ora - è l'unica certezza che hanno, per il momento - tutto ciò che possono fare è tornare nel mondo al di fuori di Hogwarts.
Hogwarts che non c 'è più. E' solo macerie e terra bruciata, il segno lasciato da una cosa passata. Come una ferita sulla faccia della terra, come una vecchia cicatrice.
This message has been edited by Poggy on Sep 2, 2005 8:44 PM This message has been edited by Poggy on Sep 2, 2005 8:43 PM
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