Eccomi qui infine, in paro con la tua storia, con tempo libero a sufficienza per scrivere ed anche un paio di settimane di ferie…
Strane cose accadono nel mondo, eh?
Invece mi spiace per te. Altra partita a tennis sotto l’acqua?
No, niente tennis subacqueo, è stata colpa dell’untore di mio fratello. Di nuovo.
Delle volte mi chiedo se non sia una cavia per un qualche laboratorio…
Siccome capisco quello che hai passato, per stavolta ti grazio per il massacro e/o la parodia
Poi non dire che non sono buona.
Sai, stavo rileggendo qualche appunto che mi ero fatto e mi sono accorta che in tutto questo ancora non ho fatto fuori Kennedy… sto pensando di rimediare all’errore, ed il tutto senza neanche usare il first evil.
Non immaginerai mai di cosa tratta
Scommettiamo di si?
Sono sveglia, io, sai? E non è che il titolo lascia molto da immaginare
Stai dicendo che i miei titoli non sono originali Sol? Eh? Stai insinuando quello?
E, infatti, ecco finalmente la prima cacciatrice. Prima o poi, dovevano arrivare.
Qualcuno da usare come carne da cannone lo dovevano pur trovare, no?
Ma cara, i tuoi osservatori sono dei parvenu, dei nuovi arricchiti, con appena un millennio di esperienza con le cacciatrici alle spalle
Altro che gli uomini delle caverne con la scimmiona. I tuoi sono modernissimi, in confronto.
Già trovo difficile pensare ad un’organizzazione che si mantiene per un periodo così lungo (ammettiamolo, a parte la chiesa che poi diventerà la chiesa cattolica nessun’altra organizzazione è durata un millennio o più, gli stessi stati hanno cambiato forme di governo….) mi ci mancava solo una organizzazione vecchia di tre o quattro millenni… facile da gestire, veramente…
Apprezzo molto l’idea dei vichinghi. Sarà che è un popolo che mi sta simpatico. Erano sì pirati, ma anche grandi esploratori e viaggiatori.
Adesso, quello che mi chiedo, è come la storia delle cacciatrici si unirà a quella degli osservatori. Non è così scontato come sembra. Abbiamo il gruppo di cacciatori che incontrano questa ragazzina superdotata di un popolo con cui i contatti erano abbastanza aleatori e spesso basati sul rapporti ostili.
Ci sono problematiche da risolvere e non poche. Devono passare dal concetto che la guerriera è un fenomeno (probabilmente di origine maligna), al fatto che quelle come lei sono una costante, se no dal loro punto di vista sono inutili. Devono sapere dove trovarle, convincerle…
Ne hai di storie da scrivere.
In effetti ne ho già un’altra in cantiere sull’argomento.
Molto carina in effetti e risponde ad una delle tue domande.
Vago lo so, ma non voglio lasciar trapelare la trama. Con le storie brevi c’è poco da poter rivelare.
Raddoppia almeno il peso dell’orso. Meglio ancora, triplica. Orso bruno, ceppo nordico, gigantesco… se è circa cento chili, è solo un orsetto. E’ più probabile che galoppi intorno ai trecento chili.
Ho fatto ricerche (superficiali lo so, ma ricerche comunque ) ma non ho trovato da nessuna parte una spiegazione decente sugli areali medievali delle varie sottospecie (?) di orso bruno che popolavano l’Europa nel medioevo, così mi sono basata sul ceppo moderno che popola l’europa centrale.
Ma hai ragione tu. Quello nordico è più imponente ed ai fini della storia certamente migliore.
E se faccio migrare demoni da un universo alternativo all’altro di certo potrò spostare un orsetto da una regione all’altra dello stesso mondo
A proposito, che sarebbe successo a quelle cacciatrici che si attivavano tra popoli dove i fenomeni finivano giustiziati? Non è che la scoperta delle cacciatrici è stata tardata di qualche secolo perché magari molte sono finite lapidate?
Ti piacerebbe saperlo eh?
Comunque hai sottolineato una delle cose che più mi affascina degli umani.
Il diverso trattamento che uno stesso tipo di fenomeno riceve da cultura a cultura.
Spettacolare solo il trattamento degli epilettici, (per dirne uno), i quali vengono visti come messaggeri degli dei, invasati del maligno o semplicemente malati a seconda del luogo e del tempo in cui si sono trovati a vivere…
Assolutamente sì. Surreale nel senso buono del termine. Anzi, senso buonissimo. Adoro quella conversazione. E’ perfetta. E adoro Harry e la sua imbecillità. E adoro Draco, cosa che mi riesce abbastanza difficile, visto che il mio giudizio nei suoi confronti si può sintetizzare con un ‘cretino’.
Cosa ti aspettavi da un figlio di aristocratici a cui è stato inculcato fin dalla nascita il fatto di essere il migliore per il solo diritto di sangue, non ha mai dovuto crescere ed è ricco sfondato?
Davvero, mi è piaciuta in modo esagerato
Fossero tutte così, le storie Harry/Draco, diventerei una patita della coppia.
E’ bello sapere che ho questa influenza su di te.
Penso che scriverò qualcosa altro su HP. Forse anche una storia seria.
Lasciamo perdere, che ultimamente sono sotto shock!
Io povera fanciulla innocente che per qualche strano motivo si è addentrata da poco in un fandom in cui il 99,999% delle storie è slash!
Ho visto cose che occhi umani NON dovrebbero vedere e menti umane NON dovrebbero neppure concepire.
Perlomeno non i miei occhi e non la mia mente. Rimarrò traumatizzata a vita
Di tanto in tanto leggo qualcosa ma non duro mai molto.
Voldemort ed i suoi mangimorte mi annoiano, quasi quanto le storie d’amore adolescenziali tra i protagonisti.
Per la verità sto parlando di Kingdom Hearts
Sai, questa storia in cui tu sottintendi Kingdom Hearts ed io capisco HP, deve finire
Già il fatto che la stragrande maggioranza dei personaggi è maschile, le donne sono davvero un’infima minoranza, avrebbe dovuto mettermi in allarme preventivo.
Già, quello è un indizio da non sottovalutare.
Ma siccome sono ingenua, ho pensato solo che la cosa mi stava benissimo. Non ho mai amato particolarmente i personaggi donna, e quelli che mi piacciono sono quelli che presentano caratteristiche decisamente maschili, tipo Faith. Quindi sono partita con l’idea che era fantastico avere intorno solo uomini.
Buonanotte
Inquietante vero quello che possono fare i fan pur di avere una storia di amore in mezzo ad una storia.
Considera che ho tentato di scriverne una. Mi sono arenata al secondo capitolo…
Eh, ci manca la stoffa del Vero Eroe, è questo il problema. Se la salvezza del mondo dipendesse da noi, e per caso trovassimo che la minaccia ci sta simpatica, la vedo grigia per il mondo.
Se la mia sopravvivenza è garantita…
E questa è la riprova. Se la sopravvivenza è garantita, perché dar fastidio a gente che ti sta simpatica? Concordo. Assolutamente.
Silea, rassegnati. Non siamo eroi, neppure con la e minuscola.
Sai stavo leggendo un libro qualche tempo fa.
Si apre con la scena di una principessa (hai capito bene) in visita ufficiale a Parigi.
Tra il pubblico una delle presenti si accorge di un cecchino su un tetto.
Per farla breve si getta molto guardia del corpo sulla principessa, salvandola, ma rimanendo colpita tre volte.
Le vere guardie del corpo finalmente entrano in azione e caricano la principessa e la tizia in autoambulanza e le portano in ospedale.
Il capo delle guardie, qualche minuto avanti alla seconda autoambulanza sta informando il dottore del pronto soccorso dell’arrivo della tizia che ha salvato la principessa.
Al che il dottore.
“E’ un eroe?”
La guardia, un po’ stupita.
“Si.”
“Merde, odio gli eroi.”
Replica il dottore. La guardia, un crostone imponente se lo squadra malissimo ma il dottore prosegue come se nulla fosse.
“Odio gli eroi, tendono sempre a morire.”
La sola cosa che non me lo rende decisamente odioso, è che comunque le assurdità che persegue, le persegue con grande capacità.
Premi gli sforzi? Anche senza risultati apprezzabili?
E poi, chiamami sentimentale, ma la sua amicizia con Roxas è davvero commovente. Idiota, ma commovente. Per un essere che non dovrebbe avere sentimenti, uccidersi per un amico è una bella prova di affetto.
Certo, non aiuta molto il fatto che lui è una delle cause che porta alla fine di Roxas
Sai ogni volta KH diventa sempre più complesso.
E’ un po’ come Riku, ma Riku è più astuto. Lui per un amico non si uccide. Rapisce, tortura e uccide altri.
Riku su che ha capito tutto della vita
E poi mi hanno pure chiesto perché l’ho ammazzato!
Certa gente non ha proprio buon gusto.
Quando tu ammazzi qualcuno, io in primis mi godo la descrizione del massacro, e poi apprezzo le motivazioni a prescindere o meno della mia condivisione.
Vero? E sì che io sono brava a uccidere. Faccio belle cose, mica ammazzo la gente in modo pacchiano. Morire è una cosa importante.
Non mi capisce quasi nessuno
Guarda tutti vogliono che finisca a tarallucci e vino.
Sai che mi è venuta voglia di scrivere una storia di amore, pensavo ad una Buffy Spike, giusto per renderli miserabili e farli fuori alla fine? Altro che Giulietta e Romeo li tratterei peggio.
Sarebbe divertente leggere le recensioni di una cosa simile.
La potrei intitolare “Scorpioni”.
Renderebbe.
Già stavo pensando alle applicazioni, non sono male come idee, io già avevo in mente qualcosa di simile, per farli guadagnare. Vedremo come si evolverà la cosa
E poi che ha mai detto che il mio concilio non possieda una supply chain, un quality manager ed un efficace reparto di R&S….
Ehi, se hai bisogno di consigli su nuovi campi di sfrutt… applicazioni, io sono qui
Se mi ci metto d’impegno, sono sicura che riesco anche a trovare usi che non causano vittime.
Forse non sono quelli più economicamente fruttuosi (anche se, quando beccano la cura per la cellulite, ci guadagnano più che a produrre armamenti), ma sono sempre ottimi per l’immagine. Vuoi mettere vaccini a costi abbattuti, organismi depuratori, colture che danno più raccolti l’anno senz’acqua?
Ovviamente, non per l’immagine degli osservatori, che sono segreti, ma delle società che controllano.
Ma qui lascio a te, che te ne intendi decisamente di più.
L’immagine per le aziende è importante.
Probabilmente un bel centro studi su vaccini e roba simile sarebbe utile…
Eh. Che ci vuoi fare?
Ormai non puoi fare altro che ammetterlo. Sei una barbara!
Il tuo desiderio recondito è quello di mettere mano a un’ascia, metterti addosso una pelle d’orso, un elmo con le corna, dipingerti la faccia di blu e andare a fare macelli.
Però. Che scenetta deliziosa ^___^
Ma non posso usare qualcosa di più efficiente di un’ascia per fare il macello?
Una mazza ferrata? Un’alabarda?
Ti concedo una balestra, va.
La balestra è un po’ lenta da ricaricare ma vedrò quello che si può fare.
Roxas ha una caratteristica che lo esclude categoricamente da qualsivoglia possibilità di essere anche remotamente un eroe. Si fa domande. Sai quelle cose tipo: ‘Cosa sono, perché sono fatto così, che cazzo sto facendo?’
E non è che si limita a farsele. Agisce di conseguenza.
Non è la Buffy della situazione che, ogni tanto, giusto per dare il contentino e far vedere che era un personaggio complesso, tirava fuori qualche pensiero per il tempo di una puntata, per poi dimenticarlo prontamente la puntata dopo.
Roxas parte alla carica, pianta tutti e scappa di casa. Infatti fa una fine orrenda non perché affronta un nemico fortissimo, o perché passa dalla parte dei buoni e viene sacrificato da buon cattivo redento, come da copione. La fa proprio perché corre dietro alla sua curiosità.
Tra l’altro, se ne strafrega di chiunque e non è esattamente docile. Fa solo quello che vuole.
C’è un motivo per cui mi è simpatico, e non è esattamente la sua indole brillante e salottiera.
Come eroe intendo il light-side di Roxas.
Comunque hai fatto uno splendido lavoro con lui.
Mi è piaciuto tantissimo i vari passaggi che gli hai dedicato in questo capitolo.
Questa è fantastica poi:
Roxas ha l’abitudine di scoraggiare confidenze indesiderate e spiritosaggini con i keyblade. Secondo il suo modo di fare, oggi è stato straordinariamente tollerante. Ha persino avvertito di non tormentarlo ancora. Un segno di considerazione insolito. Non è il caso di sfidare la fortuna.
E ci ha messo appena un decennio ad arrivarci. Un vero fulmine.
Ed anche tu hai ragione.
Io ci penserei su bene prima di affidarmi al buon senso di Zexion.
Chiariamo subito. Per me è il personaggio più interessante. Per via di una combinazione di carattere, ruolo, storia personale ha tutta la mia simpatia e quelle cose lì, e non posso escludere a priori che nella sua situazione mi sarei comportata come nello stesso modo, ma onestamente non so fino a che punto ha fatto le scelte migliori, nella vita. Hai presente la cosiddetta sete di conoscenza? Nel suo caso raggiunge livelli compulsivi. Per tacere poi del suo infallibile senso di misura e della prudenza.
E tieni conto che è il più sveglio del branco.
Non hanno mai avuto speranza, poveri
In effetti risultano molto molto confusi.
Insomma i Nobody somigliano sempre di più a schegge impazzite ad ogni capitolo che passa. Altissime velocità, direzioni e versi del tutto casuali e per nulla calcolati.
Ci sono quelli che vogliono il Cuore.
Quelli che vogliono vivere.
Quelli che ancora non lo hanno capito…
Beh, devo dire è un interessante situazione. Complessa, incasinata e passibile di così tanti finali, di cui il 99,99% finiranno in tragedia per loro.
Due grandi dialoghi del capitolo lo sottolineano splendidamente:
“Marluxia, il tuo mondo esiste ancora? Esiste ancora qualcuno come te, nell’universo?” chiede Axel.
“No, a quanto ne so. Forse qualche superstite sparpagliato in giro. La mia gente non possedeva una tecnologia sufficiente a tenere a bada gli Heartless.”
“E adesso sei diventato una delle cose che ha distrutto il tuo mondo. Come ti fa sentire, questo?”
“Mi fa sentire bene. Lieto di non avere fatto la stessa fine.”
Axel scuote la testa, poi afferra un sasso e lo getta con tutta la forza verso il mare.
“Qualche volta, credo che tu sia il più mostro di tutti noi.”
“Dovrei lamentarmi perché sono vivo, mentre tutti gli altri no? Non avrei cambiato la loro storia, se fossi morto anch’io. Non ho distrutto il mio mondo, non ho aperto le porte dell’oscurità, non ho chiesto di diventare un Nobody. E’ capitato, ma l’alternativa era morire, quindi mi ritengo fortunato. Non voglio rigettare anche questa fortuna e non posso provare rimorso per qualcosa di cui non ho avuto nessuna responsabilità.”
“E quello che hai fatto dopo? Quello lo hai deciso tu.”
“Allora è anche più insensato mettersi a piangere, proprio perché sono mie decisioni. Mie, anche quando decido di obbedire a Xemnas. Lamentarsi per quello che siamo non serve, lamentarsi per quello che facciamo è paradossale, se poi continuiamo ad agire nello stesso modo. Semmai, sarebbe sensato smetterla con questo carnaio.”
Ed in questo caso devo dare ragione a Marluxia.
Il problema di Axel e di molti degli altri è che si considerano tutti identici. Non lo sono. Non reagiscono allo stesso modo agli stessi stimoli. Quindi sono diversi. E dubito fortemente che un approccio simile riuscirà a portare da qualche parte.
E poi:
“Voi non avete ancora capito bene cosa siete diventati e cosa significa. Siamo confinati nel mondo buio. Fuori da lì, chiunque vuole la nostra pelle. Volete vivere sempre nascosti, sempre come fuggiaschi o bestie braccate?”
“Axel, questo è demenziale. Abbiamo eserciti, abbiamo flotte. Li usiamo per distruggere mondi. Perché invece non usarli per prenderci il nostro spazio?”
“Conquista?! Andiamo, noi non conquistiamo mondi. Che ce ne faremmo?”
“Distruzione? A che serve? Nessuno ci concederà mai il diritto di esistere, nessuno ci dovrà mai nulla, siamo noi a doverlo imporre. Potremmo difenderci dagli attacchi, obbligarli a riconoscere la nostra esistenza e a lasciarci in pace, ricostruire la nostra vita. Ognuno di noi ha il potere di distruggere un universo, eppure ci nascondiamo come topi in una fogna. Non siamo come loro, sono i primi a dichiararlo, e hanno ragione. Non lo siamo. Allora perché dovremmo adeguarci a quello che loro considerano giusto? Perché dovrebbe anche solo importarci di quello che considerano giusto, invece di cercare un nostro modo di vivere, giusto per noi? Conquistare mondi non ha senso, hai ragione. Non serve. C’è spazio sufficiente per tutti, negli universi. Moltissimi mondi come questo, vuoti di vita senziente, privi di Cuori, invece di arrancare in un mondo dove ogni singolo giorno è una scommessa.”
Axel ha sempre più l’aria di un fanatico fondamentalista.
Dubito che ci sia una soluzione facile al loro problema, ma questi stanno tutti in alto mare.
(Come era quella frase… “For every complex problem, there is a solution that is simple, neat, and wrong. H. L. Mencken”)
I nobody sono messi peggio dei tuoi osservatori. In un certo senso, sono l’opposto.
Gli osservatori sono convinti di avere la verità rivelata che il resto del mondo deve accettare.
I Nobody accettano senza mettere in discussione quello che viene detto che sono, e hanno addosso un complesso d’inferiorità da far paura. Una cosa che viene voglia di prenderli su, sbattergli il muso contro uno spigolo e urlargli: “SVEGLIA!”.
Credo che il modo migliore per definirli è confusione allo stato selvaggio. Hanno una tale capacità di fare la scelta sbagliata nel modo peggiore che non riescono neppure a innervosirmi. Rimango solo di sasso.
Si sono messi in 13 contro non so quanti fra mondi e dimensioni.
Non so se chiamarlo coraggio, idiozia, disperazione, sindrome di Don Chisciotte… Credo che non esiste neppure un termine adeguato a descrivere una cosa simile.
Beata a te. Personalmente cominciano ad irritarmi. E’ come se stessero seguendo una strada a senso unico in cui ogni cento metri c’è un cartello gigante, ben illuminato che dice “Tragedia, sempre dritto…”)
Solo che mi sento anche di capirli. Questa cosa delle emozioni per me è del tutto inaccettabile.
E’ un po’ il principio cardine del gioco. Siccome i nobody, non hanno cuore, non hanno emozioni. Siccome non hanno emozioni, allora non sono niente e non hanno diritto di esistere. Addirittura, dicono che non esistono, quindi li si può giustiziare a vista.
Questa mi ricorda tanto la storia della gente con l’anima e di quelli senza…
E hanno un bel dire, niente da fare. I protagonisti sono piantati su questo principio e non se ne smuovono di un millimetro.
Poi, se giudichi dal comportamento, i nobody sembrano assolutamente normali. Si arrabbiano, si spaventano, sono felici, hanno antipatie, simpatie e tutto il resto.
E no. Fingono. Non lo sanno, ma in realtà stanno fingendo, e non perché recitano deliberatamente, ma perché l’elaborazione delle loro emozioni avviene sulla base dei ricordi. Quindi, anche se il risultato è del tutto identico, per definizione fingono.
Ma se non c’è modo di distinguere, come diavolo fanno a dirlo?
Onniscienza?
E comunque, se anche fosse vero che non hanno emozioni?
Non vuoi una risposta vero?
Così, distruggono mondi per ottenere qualcosa che i mondi, quelli che loro distruggono, dicono che devono avere perché, se no, non devono esistere.
In questo modo si fanno male tutti.
E’ una cosa completamente folle
Non posso che concordare .
Comunque non è la sola cosa disturbante in questa storia. Ad esempio, anche il concetto che i mondi devono essere chiusi e separati, lo trovo davvero tremendo.
Avranno paura delle contaminazioni?
Sono stupidi?
Comunque, per tornare all’ultimo capitolo.
Una menzione speciale va a Larxene.
Mi piace come personaggio.
Soprattutto per come si comporta con Roxas…
Larxene si alza e va a inginocchiarsi di fronte a Roxas, in modo che i loro occhi siano allo stesso livello.
Il ragazzo si ritrae impercettibilmente.
Ha paura che lo tocchi. Non gli piace essere toccato.
Lei non lo sfiora neanche.
Ma anche la sua dimostrazione di potere:
La ragazza si irrigidisce e stringe gli occhi. Un lieve crepitio, e l’atmosfera si carica in risposta alle sue fluttuazioni umorali.
E, in un istante, tutto torna alla normalità. Larxene sorride e la sua postura perde la tensione.
Anche Marluxia mi sta simpatico. Molto pragmatico.
“E allora? Se sta bene a noi, a chi altro deve importare? E’ mezza vita fino a quanto tu pensi che lo sia. Mi sono stancata di questi piagnistei. Ho più potere ora di quanto non ne avevo prima. Non invecchio. Ho visto cose che sul mio mondo neanche ci sognavamo. Queste sono buone cose. Ottime cose. Ho perso qualcosa, e ho guadagnato qualcosa. Ci posso anche stare, e comunque non posso farci niente. Tanto vale che mi rassegni e mi goda i vantaggi.”