| Tnas e risposta dell’organismo all’ansiaDecember 16 2006 at 9:40 PM | Piero (no login) |
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Vorrei ritornare su alcuni temi già trattati ma bisognosi di alcuni approfondimenti.
In uno dei siti sulla Tnas riportate delle risposte fisiche relativamente al livello di ansia prima durante e dopo la meditazione. Cito le parole sul sito:
(…) Nelle prove effettuate, i soggetti riposano per circa 20 minuti, senza praticare la T.N.Anti-Stress. Quindi praticano la tecnica per circa 20 minuti (invece dei 15 standard), durante i quali la GSR aumenta rapidamente, per poi riposare per altri 20 minuti senza praticare la TNAS.
Ecco i dati misurati minuto per minuto su un singolo soggetto ed il grafico.(…).
E qui viene presentato il grafico relativo ai valori della resistenza della pelle.
Dal grafico presentato risulta che la resistenza della pelle a partire dall’inizio della meditazione aumenta sino ad un picco dopo i 20 min e dopo la fine della meditazione decade sino a riportarsi ai livelli precedenti la meditazione.
E si continua: (…) Queste prove sono del tutto analoghe a quelle che furono effettuate nei primi anni '70 sulla tecnica MT, oggi costosissima. Riferimento: Le Scienze n.45, Maggio 1972.
I risultati ottenuti con la TNAS sono del tutto comparabili a quelli, a suo tempo ritenuti eccezionali, ottenuti dalla MT.
Tutto questo avviene volontariamente e sistematicamente e provoca un notevole rilassamento ed una forte riduzione dell'ansia. (…)
1) Prima domanda. L’effetto di rilassamento dura il tempo della meditazione?
E dopo? (nel blog avete parlato di un effetto della meditazione che dura mezza giornata e da qui la necessità di due meditazioni giornaliere, ma il riferimento forse non è al livello di ansia)
2) Seconda domanda e ne vorrei eventuale conferma da voi: credo che l’organismo della persona ansiosa (ansiosa da poco tempo o da tutta la vita) dopo aver fatto un certo numero (quante?) di esperienze “consapevoli” dello stato di rilassamento (ottenuto in questo caso con la Tnas ma potrebbe essere anche un altra tecnica…., anche se occorre dire che con la Tnas si ottengono risultati veramente notevoli), l’organismo, appunto (la mente), riesca con un certo “automatismo” ad accedere a questo stato di rilassamento, nel momento in cui necessita, senza necessariamente ripetere la tecnica di rilassamento (magari in una situazione in cui non è possibile praticare la Tnas, per strada, al lavoro…..). Come se instaurasse una sorta di “intelligenza emotiva” e si attingesse da questa intelligenza nel momento della necessità (in questo modo si instaurerebbe un meccanismo di guarigione che necessiterà di tempi opportuni). Vi risulta qualcosa del genere? che questo “meccanismo” possa instaurarsi?
(Questo ovviamente non vieta la pratica continuativa della Tnas che ha anche altri scopi….)
Un saluto.
Piero
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| | Author | Reply | Scientia (no login) | Re: Tnas e risposta dell’organismo all’ansia | December 17 2006, 5:13 PM |
Anzitutto bisogna distingere, come fece lo psicologo Cattell intorno al 1960, l'ansia di stato e l'ansia di tratto. L'ansia di stato è temporanea, dovuta di solito ad un evento o alla situazione in quel momento: per esempio chi deve dare un esame avrà un'ansia di stato più elevata del solito. L'ansia di tratto invece è più stabile e secondo Cattell può essere perfino considerata una componente della personalità (infatti il termine va inteso come un "tratto della personalità").
E' difficile che l'ansia di tratto cambi, a meno di trattamenti particolari, come può essere una psicoterapia, oppure la pratica di una tecnica efficace come la MT o la TNAS: nel caso della MT vi sono decine di studi fin dagli anni '70, che mostrano la sua efficacia e rapidità (anche in poche settimane) nell'abbassare sensibilmente l'ansia di tratto, il che costituisce un risultato veramente notevole. Proprio in questo periodo stiamo iniziando a fare una ricerca su questo, relativamente alla TNAS.
Tornando alla domanda sulla resistenza elettrica cutanea: questa essenzialmente misura fisiologicamente l'ansia di stato (che può essere misurata, con alta correlazione, anche con specifici metodi psicologici) e non l'ansia di tratto (meglio misurata con metodi psicologici, come l'ottimo STAI di Spielberger).
L'ansia di stato quindi decresce rapidamente e notevolmente durante la pratica della TNAS, come si vede dalle pagine web su www.eeg.it. Alla fine torna come prima o quasi, ma col tempo vi è un progressivo miglioramento (cioè essenzialmente si abbassa l'ansia di tratto). In realtà quei risultati sono stati ottenuti su persone abbastanza ansiose (di tratto), che praticavano la TNAS da poco. Persone con grande esperienza nella MT o nella TNAS partono già da alte resistenze cutanee, cioè 300 kOhm, per cui il risultato durante una seduta non darebbe risultati così vistosi (almeno rispetto a questo specifico tipo di misurazione, si intende).
Per fare un paragone un po' approssimativo, è come se una persona prendesse un'ora di sole ogni 3 giorni: l'abbronzatura presa nel primo giorno svanirebbe quasi tutta nei 2 giorni successivi, cioè la persona tornerebbe essenzialmente bianca, a parte un piccolo residuo di abbronzatura impercettibile. Dopo due mesi di questo "trattamento", tuttavia, quei piccoli residui si sommerebbero fino a rendere piuttosto abbronzata la persona. Il paragone con l'ansia di stato nella TNAS è evidente, dove però gran parte del rilassamento si perde in pochi minuti, e nelle ore successive resta solo un piccolo residuo: ma facendo 2 sedute al giorno, il piccolo effetto continua a sommarsi.
Forse questo risponde anche alla seconda domanda: la persona che pratica da anni la MT o la TNAS abbassa notevolmente la sua ansia di tratto. Tuttavia le sedute continuano a far bene: secondo Maharishi, tendono a portare la persona verso quello stato, chiamato con l'infelice nome (mistichegggiante) di "coscienza cosmica". E' anche vero però che l'ansia di stato (quella momentanea) può sempre peggiorare temporaneamente a causa di eventi stressanti: si tratta pur sempre di un'oscillazione tra maggiore e minore ansietà (di stato) che deriva dagli eventi, ma che avviene intorno ad una media molto più bassa di ansia (di tratto).
Spero di aver risposto esaurientemente o almeno in parte.
Fabrizio Coppola
Istituto Scientia
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