Salve,
questa è una delle domande ricorrenti e sinceramente non possiamo permetterci di perdere energie e tempi per giustificare le fantasie patologiche di alcuni commentatori, le cui accuse sono chiaramente basate sul nulla o al massimo su calunnie gratuite e fatti inventati di sana pianta. Già agli inizi della TNAS, sei anni fa, avevamo commentato proprio questa pagina web, il lungo thread è questo:
http://www.network54.com/Forum/250739/thread/1061241955/Meditazione+Trascendentale+e+Meccanica+Quantistica
Può effettivamente rimanere il dubbio sul perché qualcuno si prenda la briga di parlare così male della MT, per quale motivo, con quali scopi. Questo forse è l'unico punto degno di essere preso in considerazione. Poiché però sarebbe troppo lungo da trattare, preferisco riportare alcuni stralci dal libro "La Rivoluzione Prossima Ventura", che uscirà tra un mese (metà Settembre 2009), proprio su questi argomenti. Poiché questa spiegazione sembra proprio rispondere alla domanda in questione, copio alla lettera dalle bozze finali del libro (ovviamente ancora inedite, nel senso che non sono mai state rese pubbliche finora) saltando alcuni punti qua e là. Faccio anche presente che una bella risposta verrebbe dall'intervista fatta a Maharishi dalla BBC nel 1969, che nel libro è in gran parte riportata.
Fabrizio Coppola
Dal libro LA RIVOLUZIONE PROSSIMA VENTURA
(Edizioni Età dell'Acquario, Settembre 2009)
DAL CAP. 4:
Paragrafo: Le ricerche scientifiche negli anni 70
Nel 1970 furono pubblicate le prime ricerche scientifiche
riguardanti gli effetti della meditazione su varie riviste acca-
demiche di medicina e psicologia, soprattutto a opera di due
medici dellUniversità di Harvard, Robert Keith Wallace ed
Herbert Benson. La credibilità scientifica appena conquistata
aiutò ulteriormente lespansione di queste tecniche.
[...] I dubbi iniziali sembravano
essere superati rapidamente dalla maggior parte dellopinione
pubblica e lespansione di queste tecniche sembrava
inarrestabile: il 13 ottobre 1975 il settimanale più importante
del mondo, il «Time», dedicò lintera copertina a Maharishi
Mahesh Yogi, il guru dei Beatles, con il titolo: Meditation: The
Answer to All Your Problems? («Meditazione: la risposta a tutti
i tuoi problemi?»). [...]
Paragrafo: Le critiche tra gli anni 60 e 90
I metodi di origine orientale avevano attirato non solo attenzione
e interesse, ma anche critiche e sospetti. La reazione
principale fu quella di coloro che vedevano queste tecniche
come pratiche spirituali in contraddizione con la religione
cristiana. In realtà i maestri che diffondevano queste tecniche
le avevano sempre distinte dalle pratiche religiose, come
ad esempio aveva fatto Maharishi nella sua intervista al-
la BBC, Radio 4, del 14 ottobre 1969 in Inghilterra, ma il dubbio
si insinuò nellopinione pubblica e a partire dal 1975 la
fase di espansione conobbe un rallentamento. Non mancarono
inoltre critiche e reazioni da parte di alcuni psicoterapeuti,
che si vedevano «scavalcati» dalla diffusione di pratiche
semplici, poco costose e perfino efficaci nel risolvere problemi
riguardanti stress, ansia o piccole nevrosi.
DAL CAP. 4:
Paragrafo: Leffetto Maharishi
Nel 1976 il movimento iniziò a parlare di effetto Maharishi,
cioè di un presunto fenomeno statistico secondo cui la diffusione
della MT portava inaspettati miglioramenti a livello
sociologico, come la diminuzione del tasso di criminalità, del
numero di incidenti e di malattie, e perfino il miglioramento
delleconomia. Bastava, secondo il movimento, che lun per
cento della popolazione di una città praticasse la MT, affinché
le tendenze sociologiche migliorassero sensibilmente.
Tali affermazioni erano documentate da una ricerca effettuata
dal movimento stesso (Borland, Landrith III, 1976), ma apparivano
poco credibili a gran parte dellopinione pubblica.
Solo nel 1981 una ricerca simile (Dillbeck et al., 1981) fu pubblicata
da una rivista accademica indipendente e a essa seguirono
altri articoli (ad esempio Dillbeck et al., 1987). Ma
ormai era troppo tardi per lasciare sullopinione pubblica un
segno forte su questo tema.
Nel 1976 il movimento aveva anche iniziato a pubblicizzare
certe tecniche superiori alla MT che avrebbero potuto
creare un effetto Maharishi perfino più potente: gli avversari
derisero come «parapsicologiche» tutte queste pretese. Così
tra il 1975 e il 1976 si erano formati almeno tre nuclei di avversari
della MT: coloro che continuavano a vederla come
una religione (problema di cui parleremo nel capitolo 9); coloro
che non credevano alleffetto Maharishi; coloro che non
credevano alle nuove tecniche superiori proposte dal movimento,
che sembravano perfino di natura «paranormale».
DAL CAP.9
Paragrafo: Ostacoli alla diffusione della meditazione
A questo punto non ci resta che augurarci che le tecniche
di meditazione incontrino una diffusione sempre più vasta,
in modo da creare quella «rivoluzione» pacifica e silenziosa
di cui la società contemporanea sembra avere tanto bisogno.
I tempi sono cambiati: la sfiducia, i sospetti e le resistenze
che esistevano anni fa nei confronti di queste tecniche sono
fortemente diminuiti, soprattutto nella società civile, ma anche
anche negli ambienti medici e psicologici. Si è ridotto anche
lo spiacevole problema dei tradizionalisti cristiani che
continuano a considerare queste tecniche come pratiche religiose
pericolose per la loro fede: si tratta di un atteggiamento
inopportuno, considerati i benefici che tali metodi possono
portare alla vita delle persone e della società. Mi auguro
che tale resistenza continui a diminuire fino a esaurirsi presto,
cosicché queste righe diventino le più inutili dellintero
libro. Daltronde vi sono stati sacerdoti cattolici e di altre religioni
che ingenuamente hanno voluto imparare e praticare
tecniche di meditazione, traendone grande beneficio. Non si
capisce quindi perché debba continuare a esistere questo ingiustificato
veto da parte di alcuni rappresentanti del clero
(fortunatamente pochi).
Riprendiamo allo scopo la storia della meditazione trascendentale,
che avevamo già esaminato in gran parte nei capitoli
1 e 4, per tornare al 1975, lanno della massima popolarità
per Maharishi Mahesh Yogi. A quel tempo non solo certi sacerdoti,
ma anche molti fedeli si schierarono acriticamente
contro di lui. Poco prima della sua comparsa sulla copertina
del «Time», egli intervenne in un popolare programma televisivo
chiamato «Merv Griffin Show»: fu atteso fuori dagli
studi di Los Angeles da centinaia di «fondamentalisti» cristiani,
con cartelli del tipo: «Il Signore è Gesù, non Maharishi».
Non si capisce però chi avesse detto che il Signore doveva
essere Maharishi. [...]
Alla dimostrazione di Los Angeles Maharishi rispose
semplicemente che il suo movimento non era riconducibile o
paragonabile a una religione, come daltronde aveva già detto
e ribadito fin dai primi anni 60. Tuttavia le azioni e le influenze
dei «fondamentalisti» furono così forti che nel 1977
un tribunale del New Jersey stabilì che la meditazione trascendentale
di Maharishi doveva essere considerata una religione.
Di conseguenza il suo insegnamento nelle scuole pubbliche
fu vietato [...]