Ciao
volevo sapere se sapete che differenze ci sono tra la meditazione advaita e la nostra. Mi sembra che il movimento di maharishi derivi proprio dal vedantismo advaita o sbaglio? Però le due meditazioni sono diverse, probabilmente la nostra e quella di Maharishi vengono viste come versioni semplicistiche e occidentali della vera dottrina Advaita. Corretto?
Curioso che uno dei maestri della meditazione Advaita si chiami Maharshi...senza la "i"!
Vi lascio un pezzo di dialogo con, appunto, Bhagavan Sri Ramana Maharshi che trovate qui
http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/filosofiacomparata/cabala_vedanta.pdf
Ecco la parte dove parla della meditazione:
12. Ci sono altri metodi per spegnere la mente?
Non ci sono altri metodi adeguati oltre l'autosservazione. Benché anche con altri metodi possa sembrare di aver placato
la mente, essa poi risorgerà. Anche attraverso il controllo del respiro la mente si tranquillizza, ma rimane tale solo finché
il respiro rimane controllato, e, non appena termina tale controllo, anche la mente si rimette in moto spinta dalle impressioni
residue. L'origine è la stessa sia per il respiro che per la mente. Il pensiero, in verità, è la natura della mente. Il concetto
di "io" è il primo pensiero della mente, e questa è l'egoità. E' da ciò da cui nasce l'egoità che origina anche il respiro.
Quindi, quando la mente diventa tranquilla, anche il respiro diventa controllato, e quando il respiro viene controllato la
mente si placa. Ma nel sonno profondo, benché la mente si fermi, il respiro non cessa. Questa è la volontà di Dio, affinché
il corpo sia preservato e gli altri non credano che si sia morti. Nello stato di veglia e nel samadhi, quando la mente
diventa tranquilla anche il respiro diviene regolare. Il respiro è la forma concreta della mente. Fino all'ora della morte la
mente mantiene il respiro nel corpo, e quando il corpo muore la mente porta via con sé il respiro. Per questo l'esercizio
del controllo del respiro è solo un aiuto per placare la mente (manonigraha); esso non la distrugge (manonasa).
Allo stesso modo le altre pratiche della meditazione sulla forma di Dio, la ripetizione dei mantra, le restrizioni sul cibo
ecc. sono solo aiuti per placare la mente.
Attraverso la meditazione sulle forme di Dio e la ripetizione dei mantra, la mente diviene concentrata. La mente si risveglierà
sempre. Come quando un elefante viene incatenato ad un tronco e non può far altro che spostarsi per quanto lo
permette la catena, così quando la mente è occupata con un nome o una forma essa si manterrà solo su quella. Quando
la mente si espande su infiniti pensieri, ogni pensiero è debole ma quando i pensieri svaniscono la mente si concentra e
si rafforza; per questo una mente auto osservante diviene docile. Di tutte le regole ascetiche, quella relativa all'assumere
cibo sattvico in quantità moderate è la migliore; osservando questa regola la qualità sattvica della mente aumenta e questo
aiuterà l'autosservazione.