ciao a tuti,
ncora na volta ve domando de butar xo do righe de protesta e proposta da scrivare a corriereveneto@corriereveneto.it par rispondare a sta letara che vedi soto.
Sta qua la xe la me risposta.
Salve,
la presente per rispondere al direttore Ugo Savoia in merito alla questione della lingua veneta.
E' pur vero che esistono differenze tra i vari dialetti veneti, ma ne è riconosciuta l'appartenenza unitaria alla lingua veneta.
La nostra lingua è difatti un diasistema nel senso di "sommatoria, matrice componenziale, di una serie di sistemi tra loro convergenti in alcuni parametri e divergenti in altri' concetto introdotto dal sociolinguista Uriel Weinreich, dovuto al policentrismo della nostra regione. La stessa cosa, tanto per capirci, vale per la lingua catalana o quella basca.
La differenza è che manca tutt'oggi un "veneto standard", per l'incapacità dei veneti di superare le divisioni campanilistiche a favore di un risultato comune (cosa che come sappiamo sembra una caratteristica del nostro Popolo, che vive lo stesso problema in economia e politica).
Nell'attesa che si arrivi a questo, nulla toglie che già oggi non si possa dare tutela a tutte le varianti presenti sul territorio (veronese, veneto centrale, sinistra piave, destra piave e veneziano) secondo un modello "federale"che potrebbe essere un esempio ance per altre realtà.
Buon lavoro
Patrik Riondato
Associazione Veneto Nostro
> > CORRIERE DEL VENETO Domenica 11 gennaio 2004-01-11
>
> LETTERE
> Risponde Ugo Savoia
>
> Lingua veneta: sì, ma quale?
>
> Caro direttore, il signor Lucchese di Venezia, nella lettera pubblicata ieri
> dal Corriere del Veneto a proposito dell'intervento del presidente della
> Provincia di Treviso Luca Zaia, chiede quale sia il popolo veneto di cui
> Zaia parla. lo pongo una domanda forse più semplice, alla quale mi
> piacerebbe che qualcuno desse risposta: qual è la lingua veneta per la quale
> il nuovo Statuto regionale dovrebbe prevedere il principio di salvaguardia?
> Luisa Fantoni, Verona
>
> Gentile signora Fantoni, , il tema della lingua è già stato trattato
> ampiamente dal Corriere del Veneto nei mesi scorsi, basterebbe ricordare il
> bellissimo intervento che fece il professor Silvio Lanaro al riguardo. Il
> Suo dubbio, comunque, è legittimo. Quale lingua veneta si vuole
> salvaguardare? Il veneziano o il trevigiano, il padovano o il veronese, il
> bellunese, il vicentino o il rodigino? Sono tutte pariate che si somigliano
> si, ma molto differenti l'una dall'altra per lemmi, fonemi, influenze
> esterne.
> Forse questo andrebbe chiarito