ne ho scritti 4 capitoli! vi posto il primo: ditemi voi quando devo mettere il secondo ecc, o se devo mandarli direttamente a Fra... aspetto le vostre coi vostri maritini! vvtb!
Capitolo I
Era una nottata calma e splendente. Le lucine del porto di Tortuga scintillavano su un mare nero come l’inchiostro e io guardavo questo spettacolo al chiaro di luna. La luna… la luna sembrava un grosso piatto da torta d’argento massiccio, come quello che avevo ereditato e che ero subito stata costretta a vendere. Ero stata costretta a vendere tutti i beni della mia famiglia per pagare i debiti di gioco di mio padre, mercante fallito, che era morto l’anno prima. Gia un anno… già un anno che lavoravo in quella piccola bettola in città, un anno che vedevo passare marinai ubriachi, tutti dalle facce scure e uguali… avevo dovuto imparare a vivere, a lavorare, avevo dovuto crescere in un anno. A 19 anni, pensavo ormai come una donna di 30. Mi guardavo allo specchio opaco dietro al bancone e non vedevo gli occhi brillanti, il sorriso fresco che avevo fino a un anno prima. Ero sempre stata minuta, e dentro il vestito da lavoro scomparivo. Mi sentivo vecchia prima che fosse arrivato il tempo di essere vecchia. Fino a quella sera.
Guardavo il mare dal balcone, come ho detto, e vidi approdare a uno dei moli una piccola nave veloce. Non aveva bandiera, come tutte le navi pirata che arrivavano a Tortuga. Sapevo cosa venivano a fare, avevo visto quella scena milioni di volte. Se avevano fatto qualche bottino, venivano a spenderlo a Tortuga in vino e donne, come di routine. Se avevano in programma di fare qualche bottino, invece, reclutavano uomini. E sembrava che la nave appena arrivata fosse di quest’ultima razza. I pirati che ne scendevano avevano un’aria troppo mesta per avere anche dei soldi in tasca… appena messo piede sulla terra ferma, si dispersero come un piccolo sciame per le viuzze del porto e vidi che due di loro venivano verso la locanda dove servivo io, il Cigno Rosso. Erano i primi clienti della serata, c’è sempre poco movimento in quella stagione… il padrone della locanda, il signor Clibburn, diede loro una stanza al secondo piano, giusto accanto a quella dove dormivo io. Così, dal mio balcone, attraverso la finestra aperta sentivo i loro discorsi urlati. Chissà perché, i pirati urlano sempre. Nei dieci minuti successivi, la mia vita cambiò. Ma andiamo con ordine. Il dialogo dei miei vicini di stanza, fu più o meno questo:
“Due dobloni… una miseria!” – “Il Capitano ha stretto la borsa! Dice che deve reclutare uomini, che gli servono almeno altri venti marinai per mettersi alla ricerca di quell’isola! Clibburn glieli ha già trovati…” – “Clibburn ne dovrà cercare un altro… io domani mattina non torno alla Perla, mi imbarco su un mercantile. È troppo rischioso e il gioco non vale la candela… la ricompensa sarà sicuramente una miseria!” – “Tu dici che non conviene? Ora che ci penso, Rudger sta per partire con un carico di sandalo e cotone… vuole contrabbandarli a Port Royal! Potremmo imbarcarci con lui… Sparrow farà a meno di noi!”. Rientrai nella mia stanza… un fulmine mi aveva attraversato il cervello… un certo Jack Sparrow aveva un grosso debito di riconoscenza nei riguardi di mio padre: mio padre quando erano ragazzi aveva salvato dalla forca un pirata da quattro soldi che si era spacciato per un ufficiale della marina militare britannica, facendolo evadere perché “gli stava simpatico”. Erano queste le parole esatte con cui mio padre mi aveva raccontato tante volte la storia… “era un tipo simpatico…”. C’era solo da sperare che lo Sparrow di cui parlavano i due marinai fosse il Jack Sparrow di mio padre, che aveva fatto carriera diventando Capitano… se così era, quella era l’occasione della mia vita di scappare da Tortuga! Di lasciare la locanda per sempre… mi avevano raccontato che a nord c’era una colonia inglese da dove avrei potuto imbarcarmi su una nave, attraversare l’Oceano e raggiungere in Inghilterra mio fratello! Mio fratello Peter era partito 10 anni prima per il “vecchio mondo” per sposarsi con la sua bella, inglese. Da allora non avevo pensato ad altro che a cercare un modo per raggiungerlo… e questa era l’occasione d’oro!
Entrai nella stanza di George, il garzone, e gli “presi in prestito” dall’armadio un paio di pantaloni bucati e una vecchia camicia incolore. Poi sgraffignai un paio di forbici e mi tagliai i capelli all’altezza delle orecchie. Tutte le brave fanciulle di questo mondo sanno che per imbarcarsi su una nave pirata occorre prima travestirsi da uomo, al fine di evitare “situazioni spiacevoli”, come le chiamava Magda, la mia vecchia balia, una simpatica donnona baffuta che riusciva difficile immaginare in una di quelle temutissime “situazioni spiacevoli”, visto il suo “gentile aspetto”…
Così quella magica notte io, Teresa Wimbledon, scappai dalla locanda, dalla mia prigione, calandomi dal balcone per non attirare l’attenzione del signor Clibburn. Cinque minuti dopo, ero al molo, davanti alla “Perla”, come l’avevano chiamata i due uomini.
“C’è nessuno? Yo-oh! Ci sono marinai di guardia?”. A dire la verità, più che una guardia, a giudicare dai rumori che venivano dallo scafo, sembrava che a bordo ci fosse una festa di paese. Sentivo schiamazzi, grida, risate isteriche, indizi di alto tasso alcolico e allegria. Un vecchio pirata con la barba e una faccia gioviale si sporse dal ponte urlando “Cosa vuoi ragazzo?”. Almeno questa era fatta… mi aveva scambiato per un ragazzo! “Devo parlare con il tuo Capitano!”. “Il Capitano dorme, torna domani!” urlò l’uomo, mettendosi a ridere mentre mi rispondeva. Nello stesso momento un fragoroso scoppio di risa giunse anche da sottocoperta e una voce maschile impastata di vino gridò: “Dormire? Non scherziamo! Fallo salire, dai, che ci divertiamo!”.
tesoroooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
non puoi immaginare..ho appena finito di leggere il tuo primo capitolo..e ti dico che mi hai emozionata e mi sono appassionataa leggerlo fin dalle prime righe...e' belliscimooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
e' stiloso..originale..mi piase proprio tanto............wow...........non vedo l'ora di leggere il seguito...io dovro'pensare qualcosa x il mio..ma attualemte la testa non vuol saperne..............sniff......................complimentissimi..........sei un genio.....................tvtrbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb
ly;-)
P:S.ma davvero non immaginavo che potessi essere cosi' brava nello scrivere....bravissima ....sono sincera..credimi...........................
TESCIORO VIPERETTA..FAI SALIRE CHE SCI DIVERTIMAMO...HIC...IO MI DIVERTO........EHM...............JOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
MA CHI ERA AL SCITOFONO???............SCIONO IO IL PADRONE DI CASCIA................HIC..................................................
JACK SPARROW........QUELLO DEL ROMANSCIO................SI NE HO FATTA DI CARIERA...........DAPIARATA E SACCHEGGIATORE ..PUZZONE...MOLESTATORE..AH..PROTAGONISCTA DI ROMANSCI..............EHM..........VEDO UN PROFITTO X ME..............HIC.....................RRONF.........ZTTZTZTTTTTTTTTTTTZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ..RONF............HIC
JACK..E' CROLLATO..DAL SONNO.......
grazie tesoro! ^///////////^ il mio Jackino bello! :__) non è che sia mai stata un mostro, ma è da quando sono piccola che scrivo storie x passatempo, mi diverte tantissimo! tvtb!
Capitolo II
Come avevo immaginato, a bordo c’era una specie di festa. Marinai ubriachi e botti di ruhm rovesciate ricoprivano il ponte, “signorine dall’aria sospetta”, come avrebbe detto Magda, correvano di qua e di là per la nave ridendo, inseguite dal pirata di turno. Sottocoperta, una piccola banda di musicisti di strada suonava una musica allegra e una manciata di uomini mangiava, e soprattutto beveva, intorno a un tavolo di legno, intonando a tratti canzoni marinare sconce. A capotavola, stravaccato comodamente su una vecchia poltrona sfondata, sedeva il Capitano. Fin dal primo momento, non ebbi alcun dubbio: il Capitano era lui.
Era circondato da tre o quattro di quelle “signorine” di cui sopra, che sembravano occupatissime a riempirgli la coppa di rum, legargli i folti capelli neri in buffe treccine o semplicemente guardarlo con occhi adoranti, sospirando… (“Il filibustiere più popolare nei bordelli di Tortuga!” pensai tra me…) onore al merito, non era sgradevole come gli altri pirati che avevo conosciuto. Avresti anche potuto dire che era bello se non avesse avuto un’aria pesantemente losca. Mi guardò qualche secondo attraverso le palpebre semichiuse per l’alcool. Poi mi sorrise beffardo e mi chiese a voce alta, in modo che sentissero tutti i presenti: “Cosa cerchi ragazzino?”. Con aria sicura, sfidai i suoi occhi, che si erano improvvisamente illuminati scuotendo via la sonnolenza. “Voglio imbarcarmi sulla Perla… ti chiami Jack Sparrow?”. Tutti gli uomini intorno al tavolo avevano smesso di ridere e parlare e seguivano il nostro dialogo con interesse. Una situazione piuttosto imbarazzante.
“No.”… un brivido gelato corse lungo la mia schiena… non era lui? Abbassai lo sguardo: il suo viso era impassibile ma i suoi occhi sui miei scottavano. “Mi chiamo CAPITAN Jack Sparrow. E le domande a bordo della Perla Nera le faccio io, se non ti dispiace! Vorresti imbarcarti? Niente da fare, figliolo, il signor Clibburn mi ha già trovato i venti uomini che mi servivano…”. Rialzai la testa, speranzosa: “Vengo proprio dalla sua locanda! Due dei tuoi vecchi uomini diserteranno, li ho sentiti dire che vogliono partire con Rudger e…” – “MALEDETTI PIRATI! Traditori… proprio adesso… avvicinati ragazzo, fatti vedere bene… avanti prima che faccia giorno!”. Mi diressi verso la poltrona sfondata, con gli occhi di tutti puntanti addosso… ero rossa come una fragola! Jack si alzò in piedi di fronte a me, non era alto né particolarmente robusto ma mi superava di una spanna buona. Mi lanciò un’occhiata perplessa, poi mi girò intorno scrutandomi inquisitorio da capo a piedi… sudavo freddo, avevo paura che si accorgesse in qualche modo che non ero precisamente un ragazzo. Alla fine tornò piantato davanti a me e scosse la testa con un sorriso ironico. “Mi dispiace, Grillo. Mi sembri un po’ gracilino, un po’ deboluccio… non fai al caso mio.”. Gli uomini intorno alla tavola sbuffavano e ridacchiavano… in effetti dovevo sembrare piuttosto ridicola. “NON PAGARMI! Dammi solo da mangiare e da dormire, lavorerò gratuitamente come mozzo, non ti costa nulla! E quando la missione è finita, mi lasci in una colonia inglese da cui possa partire per l’Europa! Ti prego…” avevo quasi le lacrime agli occhi. Jack sembrava perplesso. Forse mi trovava un po’ poco “virile”… “Saresti un peso morto. Scommetto che non riesci neanche ad arrampicarti per fare da vedetta!” – “Questo NON è vero!! Sono agilissimo e…” mi tremò la voce… le carte erano quasi tutte scoperte, me ne restava solo una da giocare, pregando perché fosse più alta della sua: “sei in debito con me. Sono il figlio di Geremia Wimbledon!”. Immediatamente, tutti i presenti smisero di ridere. Jack abbassò lo sguardo, per la prima volta dall’inizio della conversazione. Io ero trionfante! Corrucciò il viso pensieroso, mentre i suoi occhi scuri e vivi sembravano cercare una risposta nelle travi del pavimento. “Una vita per una vita. Giacché mi è stato detto che tuo padre è morto, renderò il favore a te. Sei dei nostri!”. Stavo per saltargli al collo dalla gioia. Jack fece un cenno al vecchio marinaio coi baffi che mi aveva vista dal ponte (scoprii che si chiamava Gibbs) e lui mi portò a fare un giro per la nave e mi mostrò la mia cuccetta. Ma decisi che per quella notte avrei dormito sul ponte, con lo sguardo rivolto a Tortuga, per dire addio alla mia città… nella speranza di non dover tornare mai più. Così presi una coperta e mi ranicchiai contro le scalette a poppa, con la schiena appoggiata al muro di quella che avrei scoperto essere la cabina del Capitano. Stavo per chiudere gli occhi quando arrivò alle mie narici una consistente zaffata di rum: Jack si era accovacciato accanto a me, con la mano amichevolmente appoggiata sulla mia spalla. Con il suo sorriso beffardo e luccicante di denti d’oro, mi disse: “Fai ciao ciao? Ciao ciao porto. Addio lucine. Ci piace perché la vita è fatta per noi!”… era completamente andato. “Grillo, no problema, io ti posso anche chiamare Grillo, o Scricciolo, o Cricri, dannazione, ma tu non mi hai detto come ti chiami…” – “Peter” – “Peter Scricciolo Wimbledon” ripeté… poi biascicò qualcosa di incomprensibile a proposito di un altro tizio di nome Peter che a suo dire aveva infilzato, mentre la sua testa si abbatteva pesantemente contro la mia spalla. Gibbs, che aveva assistito all’idilliaco quadretto, si mise a ridere e disse semplicemente: “Tu per le braccia, io per i piedi”… evidentemente era una manovra piuttosto frequente sollevare il vecchio Jack di peso e metterlo a nanna, per i suoi marinai. “Oh-issa! Puff… ogni giorno che passa… mi sembra che pesi di più! Lo tieni? Bene, tira un calcio alla porta della cabina… ok, entra all’indietro, appoggialo lì, perfetto! Uff! Non ho più l’età per accudire gli ubriachi!”. Jack emise un grugnito che avrebbe potuto, con un po’ di fantasia, essere interpretato con “sono lucid… sobrio” e un istante dopo si mise a russare rumorosamente. “Beh, la prossima volta che è in questo stato, sai cosa devi fare! Te lo carichi in spalla e lo depositi QUI.” – “Ma domani starà bene?” – “Tra un paio d’ore sarà come nuovo… cioè… come è di solito. Non è mai PERFETTAMENTE equilibrato. Ma in piedi di solito ci sta. Vai a dormire ora, non preoccuparti Grilletto!”. E questa fu la mia prima serata a bordo della Perla.
mi sto appassionando..mi piace un kasinissimoooooooooooooooooooooooooooooooo
braviscimiscimaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
non vedo l'ora di leggerlo toto..complimenti stellina..
ly;-)
tvtb
pasiensa, pasiensa! sono a metà del sesto capitolo, anche io mi sto appassionando! ma mica vi posso postare più di un capitolo al giorno, eh no, eh! facciamo a puntate! cioè, se volete io posto anche tutto man mano che scrivo, ma non viene troppo pesante da leggere tutto insieme? vvtb!
grazie tesoro! mi sto divertendo da matti a scriverla, anche perchè sta vendendo fuori movimentata! gli altarini non sono stati proprio scoperti, in compenso la teresina si sta facendo le ossa! yeah! e ho già in mente un gran finale a sorpresa... frrrrr!
tra un paio di giorni vedrete la nostra teresina (per il momento ancora "peter") alle prese con un abito di pizzo e un pirata ubriaco che si crede di aver davanti una tale Clarisse!
GIA' DI QUALE PIRATA SCTIAMO PARLANDO.......EHM....MODESCTAMENTE.............LA FAMA DI CAPITAN JACK....NON SI PUO' SSMENTIRE.............EHM.PISSO?NERO?UHMMMMMMMMMMMMMMM
LA MIA DOLSE SCARLET...............
JACK**
ROSCIA???UHM...MOLTO ACCATTIVANTE...........LOINDOSCIAVA DRUSCILLA.......A TORTUGA DUE SCETTIMANE FA.....UHM..DRUSCILLA..DEVO ANDARE A TROVARE QUELLA FANSCIULLETTA ..MI SCIA CHE SCI SCENTE MOLTO SCIOLA.............
CAPITAN JACK..PORCELLINO...........*
Jemmaaaaaa sei una scrittrice!!!!!Sì...nn ci sono altre parole per descrivere il tuo talento...davvero,nn scherzo...mi piace troppo il tuo racconto..molto molto avvincente!!!
COMPLIMENTSSSSS COMPLIMENTSSSSSS!!!!!!nn vedo l'ora di sapere che succederà con quel pisso rosa in mezzo....
dovrai aspettare fino a domani perchè è nel quarto capitolo! ecco il terzo! tvtb!
Capitolo III
Il mattino dopo, come Gibbs aveva previsto, Jack era in ottima forma. Venne lui stesso a tirarci giù dalle cuccette a forza di scrolloni, imprecando allegramente. Era veramente carico. Saltellava qua e là impartendo ordini a destra e a manca, l’ancora su, l’argano lì, le vele così, i remi colà… non ci capivo assolutamente niente! Non avevo esperienza come marinaio… Jack se ne accorse quasi subito, lanciandomi un eloquentissimo sguardo a metà tra la pietà e il disprezzo mentre cercavo di liberarmi da una cima che mi si era annodata non so come intorno alla caviglia… “Ehy, Ranocchio… mi serve quella fune… forse è meglio se mi dai una lustratina alla Perla e se ti occupi della cambusa…”: stavo morendo dall’imbarazzo.
Poche ore dopo eravamo in mare aperto e Tortuga non era neanche più in vista. Ricordo che quella mattina Jack mi diede per la prima volta le chiavi della sua cabina per farmi “dare una sistematina”… alla faccia della sistematina! Pulire quella stanza è il compito più ingrato che possiate immaginare: è ancora un mistero della fisica come un uomo solo possa produrre tanta sporcizia. Il pavimento era un labirinto di bottiglie vuote, avanzi di cibo, stracci, coperte, ninnoli, conchiglie e accessori femminili… mai vista una tale quantità di nastri, nastrini, mollette, forcine, giarrettiere, fibbie, colletti di pizzo, calze, calzini di seta… tutti oggetti perduti da questa o quella ospite nel corso degli anni. Una malcapitata chissà quando deve essere addirittura tornata a casa in SOTTANA, perché sotto il sofà trovai anche un vestito impolverato! Un bel vestito elegante di pizzo e raso chiaro, lungo e scollato, con grandi stampe floreali… raccattai tutte queste cianfrusaglie dal pavimento e cercai per ogni cosa una sistemazione nell’armadio o nella cassetteria. Fu una LUNGA mattina. Poi preparai il pranzo, e devo dire che tutti furono abbastanza soddisfatti… ero una brava cuoca, dopo un anno di Cigno Rosso… “Bravo Scricciolo! Non c’è male! Forse abbiamo trovato qualcosa che sai fare… sei addetto alle pulizie e alla cambusa!” – “Grazie Jack” – “Se non ti dispiace…” – “GRAZIE CAPITANO!” – “Già molto meglio… fai progressi di minuto in minuto!”, così dicendo mi batté sulla spalla una pacca amichevole, ma così amichevole che per poco non mi rovesciava per terra.
A metà pomeriggio un forte vento gonfiò il mare. Pesanti cavalloni si infrangevano contro lo scafo della Perla, sollevandola e abbassandola ritmicamente. Iniziai a sentirmi male. Joannes, un indio mio vicino di cuccetta, si accorse che il mio viso aveva assunto una delicata tonalità tendente al verde pisello. “Capitano, un uomo sta male!”: Jack era basito. Erano anni che non gli capitava di vedere un suo pirata soffrire di MAL DI MARE! Una cosa inconcepibile… praticamente una bestemmia! Jack era in grado di restare immobile e saldo sulle sue gambe durante qualsiasi tempesta e qualsiasi mareggiata, senza averne nessun fastidio. Ma più avanti ebbi modo di verificare che a terra era tutta un’altra storia… a terra Jack non era mai a suo agio: sembrava sempre goffo, nervoso, intimidito… alcuni dicevano che era perché anni prima si era un po’ scottato il cervello restando al sole troppo a lungo, altri dicevano che era semplicemente ubriaco… io ho una mia teoria: credo che Jack soffra di mal di terra. Credo che si sia talmente abituato al moto ondoso da avere il Baricentro Oscillante, il BO. A suo tempo gli ho anche esposto questa teoria del BO, e non l’ho mai visto ridere tanto… ma questo è successo molto dopo.
Eravamo rimasti alla mia nausea: Jack uscì veramente di testa, era arrabbiatissimo! “Un pirata col mal di mare? E dove si è mai vista una cosa del genere? Accidenti a te, un marinaio buono solo a pulire e a cucinare, e che soffre il mare! Se mi portavo una di quelle graziose fanciullette di Tortuga era meglio!”. Se non fosse che ero lì lì per vomitare l’anima, si potrebbe dire che la situazione era divertente… perché Jack non sapeva che effettivamente si ERA portato dietro una graziosa fanciulletta di Tortuga. Dopo una lavata di testa e circa 10 minuti di minacce ininterrotte sul tono “ti butto a mare, ti do in pasto ai pescicani, ti appendo all’albero maestro, ti regalo ai pirana…” e così via, fui affidata alle cure di Joannes, che con molta premura mi “curò” spingendomi la testa in un catino di acqua fredda una ventina di volte… lo stesso Joannes, quella sera, mi raccontò come mai Jack aveva assoldato venti uomini in più. Doveva setacciare tutto il mar dei Caraibi per trovare un’isoletta. Un’isoletta sulla quale era stato abbandonato per ben due volte e da dove per ben due volte era scappato, si diceva, la prima volta su una zattera fatta di peli e tartarughe, la seconda grazie alla sua intuizione geniale di dar fuoco alle palme dell’isola, attirando così la sua fedele ciurma, che lo stava cercando. La vita di Jack era piena di storie più o meno credibili di questo tipo. Comunque Jack voleva ritrovare quell’isola, di cui non ricordava assolutamente le coordinate, perché riteneva che nel deposito di rum abbandonato che dei contrabbandieri avevano usato qualche volta su quell’isolotto, ci fosse la mappa per arrivare a un tesoro di inestimabile valore. Durante la sua prima permanenza sull’isola, aveva notato delle carte, ma sospetto che fosse stato distratto dal rum e non le avesse esaminate. La seconda volta era stato “impegnato”, a suo dire, e nessuno sa di preciso cosa intenda. Ci sono forti sospetti che non fosse solo. Ma questa misteriosa ragazza con cui Jack era stato abbandonato, il deposito doveva averlo esplorato a fondo perché aveva ritrovato i fogli. Non ne aveva fatto parola con Jack lì per lì perché la cosa fondamentale era scappare dall’isola. Ma alcuni anni dopo si erano rincontrati e lei gli aveva parlato delle carte, descrivendogli quello che si ricordava. E Jack era giunto alla conclusione che dovevano essere la mappa per trovare il leggendario “Occhio di drago”, il rubino più grande del mondo, di cui da secoli si erano perse le tracce. E così adesso doveva passare al pettine i Caraibi per ritrovare l’isolotto e le cartine. Joannes aveva appena finto di raccontarmi questa storia che ci accorgemmo della presenza di Jack, dietro di noi. “Esatto, è andata proprio così. Dannata Elizabeth. Interessata solo a saltarmi addosso, quella lì… Se quel giorno si fosse preoccupata di mostrarmi i fogli, invece di mettersi a bruciare il r… ehm, prima che io facessi il falò che ci avrebbe salvato la vita, adesso non saremmo qui a battere ogni indecoroso fazzoletto di mare per trovare quell’indecoroso sputo di terra!”.
'ppetta'ppetta...ehm...lo so ke mi odierete...un attimo!!!Anzi...uff...calma!!!Devo assolutamente mettermi in pari...ma forse è meglio che posti il quarto...altrimenti io entro oggi non mi metto in pari con la peste in giro per casa...sarei distratta!!!Uff...posta pure, Ory...tanto non spariscono...grazie...allora......continuiamo...
ecco il famoso cap4! stasera ho scritto il 7, che contiene tra le altre cose la descriozione accurata di tutte le fasi della sbronza di Jack e... un magicomagicomomento! ORYYY! ti devi aggiornare! sei indietro con le letture! io non continuo oltre a postare finchè non leggi! (crudeltà...>:>)
Capitolo IV
Il tempo a bordo della Perla passava in fretta. Alcuni mesi dopo, avevo imparato a cucire reti e vele e ad arrampicarmi sugli alberi per fare la vedetta. Ma all’orizzonte non c’era mai l’isoletta e Jack era sempre più nervoso. Aveva tracciato meticolosamente ogni possibile rotta sulla carta geografica, toccando terra solo ogni tanto per gli approvvigionamenti e per “far fare qualche razzia ai ragazzi, così si tengono in allenamento…”. Mi ero affezionata a ogni uomo di quella ciurma, erano tutti bravi pirati. Ma con Jack… c’era qualcosa che mi rimbalzava nello stomaco ogni volta che lo vedevo. Più passava il tempo, più io conoscevo lui, e meno lui conosceva me. Non avrebbe mai potuto sapere quello che stava succedendo. Dal suo punto di vista, io ero Grillo, Ranocchio, Scricciolo, o Peter, a scelta. Comunque ero un mozzo debole e un po’ incapace, imbarcato per riconoscenza, con cui era piacevole fare quattro chiacchiere ogni tanto. Dal mio punto di vista, lui aveva smesso di essere il mio Capitano, aveva smesso di essere il mezzo per raggiungere mio fratello. Era diventato semplicemente Jack. Un ubriacone bugiardo che si divertiva a raccontarmi un marea di frottole strampalate sulle sue passate avventure piratesche e amorose, offendendosi se davo segno di non credergli. Ma nonostante avessi davanti così chiaramente i suoi limiti, lui mi sembrava a suo modo perfetto. Le uniche vere Perle Nere al mondo erano i suoi occhi mobili e vitali, che in ogni istante si posavano con curiosità ora sul cielo, ora sul mare, ora sui tramonti fiammeggianti sull’orizzonte verso cui guidava la nave. Quella sua risata contagiosa, la sera, mi scaldava il cuore. E lui non poteva non accorgersi di nulla. A volte si trovava inaspettatamente a intercettare un mio sguardo e gli sembrava di intuire che “gatta ci covava”, come avrebbe detto Magda. Lo sentii parlare con Gibbs, un pomeriggio, sul ponte: “Grillo, il mozzo, è strano ultimamente. Sembra pensieroso. Tienilo d’occhio.”. Sospettava di me! Ma come poteva immaginare la verità?
Una sera come tante, Jack e alcuni della ciurma avevano alzato un po’ il gomito col rum e si raccontavano a vicenda le solite panzane sulle loro imprese. Il bello è che tutti sapevano che gli altri stavano mentendo, ma lo trovavano lo stesso divertente. Era uno spettacolo buffo e cercavo di non perdermi mai queste serate. A volte Jack riusciva a far bere persino me, che prima non avevo mai toccato una goccia di alcol! Quito, un nano della ciurma, stava raccontando di quella volta che avevano tagliato la lingua a Cotton, infarcendo la storia di frottole così grosse da far imbarazzare lo stesso lo stesso Cotton quando Jack collassò sul fianco, come sempre quando la quantità di rum nel suo corpo diventava superiore alla quantità d’acqua. Gibbs sospirò. “Vai tu, Grillo?” – “Non preoccuparti, ci penso io.”. Ero diventata abbastanza forte da caricarmi il peso di Jack ubriaco sulle spalle, così caracollai instabile fino alla sua cabina, imprecando come un vero pirata, e buttai il mio sacco di patate sul letto, sbuffando esausta. Restai a guardarlo finché il suo petto magro non cominciò ad alzarsi e abbassarsi con regolarità: Jack si era addormentato. Nel sonno, mormorò piano “i cavalloni dell’oceano…”. Sorrisi del mio strano amore e mi alzai: feci per andarmene ma dall’anta aperta dell’armadio attirò la mia attenzione quel bellissimo vestito da donna che avevo trovato sul pavimento il primo giorno. A quel punto mi prese il capriccio di provarlo: erano mesi che non mi vestivo da donna e che dovevo stare attenta a non essere vista ogni volta che mi cambiavo… ero stufa degli abiti da maschio! E poi volevo metterlo giusto per vedere come mi stava… solo un attimo, non avevo mai avuto un vestito così bello! Lanciai uno sguardo furtivo a Jack: dormiva come un bambino. Via libera. In fretta e furia, mi liberai di camicia e calzoni e mi infilai l’abito. Poi presi uno dei tanti fermagli che avevo trovato in camera di Jack e raccolsi i capelli, che in quei mesi mi erano cresciuti fin sotto le spalle. Dopodiché mi guardai al vecchio specchio incrinato dietro l’armadio: Magda sarebbe stata fiera di me! Sembravo una vera donna di classe! E non mi sentivo più spenta come al Cigno Rosso. Stavo bene. Ero più robusta, abbronzata, allegra, e i miei occhi brillavano come una volta. “Clarisse?”. Soffocai a malapena un urlo. Era stato Jack a parlare: si era tirati su sui gomiti e mi guardava nella penombra. Ero nei pasticci. “Clarisse, sei tu? Avevi lasciato qui il vestito… sei ancora più bella di come ti ricordavo!”: i denti d’oro scintillarono nel buio dal sorriso di Jack. “Dannazione Teresa, pensa, pensa, PENSA!”: dovevo trovare un modo per levarmi da quella situazione. E in fretta. Agguantai i miei vecchi stracci da maschio e feci per uscire dalla cabina, ma Jack allungò il braccio e mi afferrò il polso. “Che ho detto? Perché vai via?”. Ebbi un’illuminazione improvvisa e gli sussurrai: “Stai sognando, tesoro!”. Jack mi lasciò il polso e sospirò addolorato. “Ah. Mi sembrava troppo bello. E immagino che se provassi ad abbracciarti tu scompariresti in una nuvola di fumo, come tutte le cose buone nei sogni…”. Era veramente veramente veramente ubriaco. Meglio così. Stavo per aprire la porta quando il pensiero della sua voce triste e rotta mi bloccò. Mi chinai vero il mio Capitano e gli sfiorai appena le labbra con un bacio, mentre intorno a me ogni altra cosa si fermava. Mi fissò stupito. “Questo è veramente uno strano sogno. Prima eri Clarisse, ora mi baci e ti trasformi nel mio mozzo fatto donna! Eh, Grillo starebbe meglio così, che come ragazzo non vale davvero un granché…” biascicò lui ridacchiando e cercando di strapparmi un altro bacio. Prima che ci riuscisse, mi allontanai e corsi fuori dalla cabina, rintanandomi dietro la scaletta. Mi cambiai e nascosi il vestito in un angolo. Mentre tornavo indietro verso le cuccette, sentii Jack urlare “sparita in una nuvola di fumo!” e poi più niente. Probabilmente si era riaddormentato. Mi infilai nella cuccetta e scoppiai in lacrime.
Ahhhhhhh ma è fantasticooooooo!!!!!!sei super bravissimisssima!!!!
Povera teresina...pian piano si sta innamorando e deve tenersi tutto dentro perchè jack nn sapere che lei nn è chi pensa...CHE SITUAZIONE TREMENDA!
Mi emoziona tantisssimo il modo in cui scrivi Jemma..così diretto e molto d'impatto!...."posso avere l'autografo signorina?..sono una sua grandisssima fan!!!!"
Angie devi assolutamente trovare in qualche modo il tmepo di leggere tutti i capitoli perchè nn so quanto resisterò....
la mia povera teresina... ma poi vedrai che ridere, quando arrivano will e liz!
°__° <= WILL
^__^ <= LIZ
poi scoprirai perchè nel cap 7!
aiutino? il titolo del romanzo da cui è tratta la citazione è composto da due parole ed è considerato un classico della narrativa PER L'INFANZIA... tvtb!
dov'è la citazione di peter pan? oddio... ho messo una citazione senza accorgermene? °__° no, ma altrettanto famoso, sono stati fatti anche dei cartoni animati, l'ha scritto una donna. la citazione nel mio capitolo è una frase che il/la protagonista del libro x bambini dice in una circostanza simile... solo che non è su una nave ma su un'isola!
tesoro! ma... finché Ory non legge, io faccio sciopero del sindacato delle terese! dai Lavy! non ti sentire ignorante, il libro è molto famoso ma l'episodio a cui è riferita la citazione non è dei più conosciuti... cmq, altro aiutino: la protagonista di quelle libro x bambini è una femmina! e in una scena del libro, mentre è "su un'isola deserta" con dei suoi amici nel sonno sussurra "i cavalloni dell'Oceano", come fa Jack! più di così posso solo dire il titolo! vvtb!
non ti permetto di dire che sei una schiappa!!!! non è l'isola del tesoro! (anche perchè l'isola del tesoro sono 4 parole e il protagonista è maschio... ), però è altrettanto famoso, 2 parole, protagonista una femmina, la Lavy l'ha voluto sapere stamattina! le altre sono in gara!
Ory, aspetto solo te per postare il resto... finora il più bello è il capitolo 7 ma ho in mente il finalone!
nn mi viene proprio in mente niente sai jammy... :____(
cmq è vero che fa schifo la mia,nessuno la legge su splinder...significa che è meglio che smetta di scriverla...nn la legge nemmeno l'angie...quindi..... :________(
VVTTTTTTB...
non provare a smetterla o ti mando Jack a bucarti le gomme della macchina! (ti minaccio a fin di bene... ) se ti consola, QUELL'INFAME CATTIVISSA CRUDELISSIMA Ory non ha ancora letto neanche la mia! BESTIASSA!
CAPITAN JACK SPARROW..QUESCTE COSCE AD UNA DOLCE FANSCIULLETTA NON LE FA..EHM..FA BEN ALTRO..EHM..INSCIOMMA VIPERETTADI UNAMOGLIE..COSCIA TI PASCIA PER QUELLA MENTE CONTORTA??
EHM..FANCCIULLETTA CLO..EHM VOGLIAMO COMPORRE A VENTI DITA????
HO DITA OVUNQUE ..EHM..QUANDOSCIONO CON UNA BELLA FIGLIOLA..HIC..!
JACK*
misteriosamente in certe situazioni le dita di Jack diventano per la precisione 32... TENTACOLARE! eheh, dovrese vedere cosa vi combinerà la teresina prossimamente! MA... scioper bianco finchè Ory non legge! ^__^
EHM..MA LA FANSCIULLETTA MORA CON GLI OCCHI ASCIURRO MARE ...AL TRAMONTO..CON DUE..BELLE.............MMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMM
SCI VEDESSCI COSA GLI COMBINO IO QUANDO LA INCONTRO..ANSCI..PERCHE'NO..VISCTO CHE SONO PER STRADA VADO A FARLE VISCITA..SCI SCI..ME GUSTA MUCHO..NOTTE..VIPERETA...
JACK SPARROW*
amore ti ricordo che teresa ha gli occhi scuri ed è il mio alter-ego, quindi ACCOMODATI!!! oddio Sharon... quella foto si che sbavaz! senonchè mi ricorda troppo mio cugino lì! -__-
SHEX SHEX..FA PURE RIMA OLE'...
MAMI VUOI MORTA PER CASO????
CON STE'FOTO DA DEPPVIULENZAAAAAAAA
PIETA'..I MIEI ORMONI IMPAZZITIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
TVTRBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB
LY,-)
ANCORA NEANCHE PENSATA..EHM..SONO IN UN PERIODO..DI ABORTO MENTALE..PER QUALSIVOGLIA COSA CHE IMPEGNI LA MENTE..DOPO UN ANNO PASSATO A FARE LEZIONI..CORREGGERE COMPITI PROGRAMMARE LEZIONI ..FARE CORSI DI AGGIORNAMENTO ED ALTRO..EHMM...NU GNA ' FACCIO..CCHIU''''''
PARDON...VVTRBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB
LY;-)
MAI ARRENDERSI..MAI..POI IO HO LETTO QUELLO CHE MI HAI MANDATO E MI E' PIACIUTO MOLTISSIMO..SEI BRAVISCIMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
TI VOLGIO UN GRANDISSIMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO BENEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
LY,-)
OVVIO che la devi continuare! dai dai dai! dove siamo rimasti? Mi pare che lei avesse accettato di imbarcarsi per vendicare il padre e più tra le righe x "scafuddarsi" (Axy docet... -__-) Jack, dopo un divertentissimo duello di spada, right? E MO? vojamo ancoa! io mi sto stufando del mio sciopero bianco, anche perchè ho scritto fino al cap 10 e non vedo l'ora di farveli leggere! domani e dopodomani tanto la Ory non c'è, e quindi ovviamente non legge... se volete intanto posto il cap 5 x voi!
Capitolo V
“Sveglia, Capitano! La colazione…”. Il rito mattutino della colazione di Jack era sempre il momento preferito della mia giornata. Adoravo il suo modo di stropicciarsi gli occhi, di lanciarmi uno sguardo intontito, di addentare avidamente il pane e la mela che gli portavo ogni giorno. Quello di “svegliare il Capitano” era veramente un compito gradevole: capivo cosa intendeva mio padre quando diceva che “era un tipo simpatico”. Ma quella mattina non fu divertente come al solito. Vi ho già parlato di quello che era successo la notte precedente.
Jack aprì gli occhi e con una smorfia allontanò il vassoio di legno che gli porgevo. “Non ho fame, Ranocchio”. Si alzò dal letto e fece per andare alla porta, poi si bloccò e chinò il capo nella mia direzione. “Scricciolo… hai visto qualcosa di strano in giro stanotte?” – “Non saprei, Capitano, dormivo…”: il gelo mi attanagliava la gola. “Ho idea che ci sia una donna a bordo.” – “Una donna? Impossibile Capitano! Porta spaventosamente male av…” – “Avere una donna a bordo, lo so. Ma ce n’è una ti dico. Una bella donna. Stanotte è stata qui e mi ha baciato appassionatamente!”. Non so come ho fatto a trattenermi dal ridere. Jack ha la buffa abitudine di gonfiare tutto. Stava raccontando il mio timido bacino come se fosse stato chissà cosa. “Capitano… eri ubriaco ieri sera!” – “Cionondimeno, lei era qui ti dico! Ho ancora il suo sapore sulle labbra! E me la ricordo perfettamente, come se ce l’avessi davanti adesso!” – “E com’era questa ragazza che hai visto?” – “Beh… strana… si trasformava, era in continua metamorfosi… prima sembrava qualcuno, poi qualcun altro. Era contemporaneamente tutte le ragazze che ho conosciuto nella mia vita. Era… forse era sullo scuro, alta, o forse no. Un po’ magra ma ben fatta… indossava un elegante abito da principessa e aveva una collana di perle, sì! Ci giocava con le dita! E un neo vicino alla bocca, e le fossette e…”. Vi giuro, non so come mi sia trattenuta dallo scoppiargli a ridere in faccia. Tutti i particolari che si stava inventando per infiocchettare la sua storia non stavano né in cielo né in terra e la situazione era così buffa e paradossale che mi faceva quasi pena, il povero diavolo! “Credimi Jack, sarà stato un sogno… eri MOLTO ubriaco ieri sera” – “Un sogno… è esattamente quello che mi ha detto lei! E poi è sparita in una nuvola di fumo… sì, forse era solo un sogno… che mal di testa… mi sento come se un branco di scimmioni impazzite mi stesse ballando il rondò intorno al cervello… ti ho mai raccontato di quella volta che un branco di scimmioni impazziti mi assalì e mi rubò un medaglione maledetto?” – “Tu no, ma me l’ha raccontata Gibbs. E nella sua versione dei fatta la scimmia era UNA e di dimensioni risibili…” – “Tu osi mettere in dubbio la parola del tuo Capitano? Ma io ti faccio a fette, ti infilzo come uno spiedino, ti butto a mare, ti strappo le budella, ti…” e così via… era tornato il Jack di sempre.
La lunga e vana ricerca, però, lo stava facendo diventare matto. Era sempre più nervoso, stanco, frustrato… lo sentivo borbottare “mi ci hanno fatto governatore due volte e non mi ricordo neanche le coordinate…”. Era proprio a terra. E anche la ciurma lo era. Finché pochi giorni dopo non gli venne un’idea luminosa: stavamo giocando a dadi sottocoperta e un lampo gli attraversò gli occhi. “Non l’ho vista solo io quell’isola! Dannazione, altre persone mi ci hanno scaricato o mi ci hanno portato via… Elizabeth non conta, perché è una donna, quella era solo preoccupata di ubriacarsi e saltarmi addosso, figurati se si ricorda due misere coordinate… gli sporchi bugiardi traditori stanno bruciando all’inferno, o marcendo nelle prigioni del Governatore Swann… Norrington e il Governatore stanno dando la caccia a ME, non mi sembra una buona idea mettermi a dare la caccia a LORO. Voi, incommensurabile branco di pirati cialtroni, eravate troppo impegnati a farvela sotto per memorizzare una rotta. Andando per esclusione che ci rimane? Ma il caro vecchio Will Turner! Lui ha sangue pirata nelle vene, qualcosa in due riusciremo a ricostruire!”. Jack era entusiasta. “Signor Cotton, mi serve il tuo pappagallo! Devo scrivere una lettera a una mia vecchia amica!”.
Cinque minuti dopo, venne timidamente da me, penna carta e calamaio in mano, chiedendomi a testa bassa: “Grillo, non è che tu sai scrivere? Ecco, ti detto, allora:
Cara Annamaria,
non puoi neanche immaginare quanto mi manchi. Credimi, sono immensamente dispiaciuto di averti abbandonata da sola su quella nave della marina britannica, quando l’arrembaggio non ha funzionato… mi sono semplicemente attenuto al codice… ma ho saputo che te la sei cavata benissimo, sai, le voci corrono. Sei già a piede libero, vero? Ero sicuro che la mia Zuccherina Di Canna non si sarebbe fatta impiccare! Ti scrivo per dirti che la vita è un triste susseguirsi di fatti privi di significato, senza di te, e che ti rivorrei al mio fianco alla barra. Non puoi immaginare quanto spesso io ti pensi, quando guardo un tramonto, non puoi immaginare quanto io soffra ora che non sei qui con me… ti chiederai perché ti scriva solo dopo un anno! Ebbene, non avevo il coraggio di cercarti prima… pensavo che non mi avresti mai amato abbastanza da perdonarmi… ma poi mi sono convinto che il tuo cuore è così buono che mi perdonerai anche questa volta e che tornerai da me… perché io ti amo tantissimo, lo sai, Zuccherina Mia Di Canna? Ti aspetto sulla Perla, fammi avere tue notizie, sono terribilmente in ansia per te…
Tuo Per Sempre
Jack
PS: già che sei sulla strada, non è che puoi passare da Port Royal e rapirmi Will Turner? Grazie Zuccherina!”
“MI FAI SCHIFO! Cosi non gliela scrivo, scordatelo! È la più insulsa serie di ridicole melensaggini che abbia mai sentito! Ma che faccia hai! L’hai abbandonata in bocca all’esercito inglese, ti sei completamente disinteressato a lei, e ora le commissioni un rapimento?! E pensi che accetterà?” – “Naturale che accetterà. La formula ‘la vita è un triste susseguirsi di fatti privi di significato senza di te’ è il mio cavallo di battaglia. Funziona sempre, Grillo. È così che devi fare quando vuoi conquistare una donna, cosa credi? Dai retta a un maestro!” – “Sei il più schifoso bugiardo canaglia avanzo di galera di un sordido pirata che io abbia mai conosciuto in vita mia…” – “Grazie Scricciolo! Mi ammiri già fino a questo punto? Mi sento lusingato di essere il tuo maitre-a-pensèr!”. A dire il vero, non ero indignata solo per il contenuto a dir poco imbarazzante della lettera. Sentivo uno strano fastidio, forse una specie di fitta di gelosia nei riguardi di quella ragazza che certo non aveva dovuto inventarsi di essere un sogno pur di baciare Jack…
Comunque quella vergognosa lettera fu spedita la sera stessa tramite il vecchio pappagallo di Cotton, che tra le altre cose svolgeva egregiamente il compito di piccione viaggiatore. “Bene” disse soddisfatto Jack: “Le do una settimana di tempo. Poi la vedremo tornare strisciando con Will Turner a seguito”.
Una settimana dopo, come Jack aveva previsto, il pappagallo di Cotton portò la risposta di Annamaria: fui incaricata di leggerla. Eccola qui:
“Ignobile traditore,
sei la feccia dell’umanità, sei un criminale, sei un assassino. Ho rischiato il collo per la tua pidocchiosa vigliaccheria. Spero che tu venga divorato dalle tue stesse zecche e che le fiamme dell’inferno ti inghiottano. Spero che degli scorpioni velenosi ti mandino a marcire sottoterra. Ma nel frattempo, ti consegnerò Will Turner, per un prezzo adeguato, s’intende… se il ragazzo ti serve, una ragione ci sarà, e io voglio un quarto del bottino derivato da quella ragione. Niente di meno. Mi imbarcherò sulla Perla, così non potrai negarmi quello che mi spetta… vediamoci dopodomani sulla spiaggia fuori Port Royal.
Ti odio, prego ogni notte perché tu faccia naufragio
Annamaria”
Jack gongolò soddisfatto. “Capitano… ha detto che ti vuole MORTO!” – “Quanto sei ingenuo, Grillo… chiunque potrebbe leggere tra le righe che questa donna mi ama ALLA FOLLIA! A proposito di leggere… non è che potesti insegnarmi? Io ti darò delle lezioni di S.I.S.” – “D’accordo, ma che cos’è la S.I.S.?” – “Sta per Scherma Ignominiosamente Sporca. Vuol dire che ti insegno a combattere come un vero pirata. Dovrai diventare un uomo prima o poi, no?”. Sorrisi tra me, “sarà molto dura farmi diventare un uomo…”, pensai. Ma la cosa iniziava a farsi interessante.
Lo sto leggendo alla mia sorellina ... le piace tantissimo !!
sei grande sisteeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeer
TVTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTB
AVETE NOTATO CHE OGNI VOLTA CHE NEI SUOI FILM QND FUMA
ASPIRA CON LA BOCCA E TIRA FUORI PRMA CON LA BOCCA E POI CON IL NASO ?
SMACK
E' UNO SPASSO ENORME..ED E' BELLISCIMA..DAVVERO..SEI DAVVERO INCREDIBILMENTE BRAVA..CMQA PARTE LO STILE ORIGINALISSIMO..SI EVINCE CHE LA PASSIONE PER JACK..TI BRUCIA DENTRO..DAVVERO..MI EMOZIONA TUTTO CIO'..GRANDE!!!!!!!!!!!!!
EHM..CMQ NON SAPEVO CHE IL MOMENTO PREFERITA DA JACK ..FOSSE QUELLO DELLA COLAZIONE..MA CONCORDO..SUL FATTO CHE SVEGLIARLO E' UNA GODURIA...GRAZIE E' FANTASTICO PURE STO' CAPITOLO ...TVTRBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB
LY;-)
finora il mio preferito è il capitolo 7, ho scritto fino al 12 ma gli ultimi due non mi piacciono molto, dovrei riscriverli... mi piacciono perchè c'è un momento un po' drammatico insieme a degli stacchetini comici, poi vedrete, povero WIll! °__° però, visto che il mio pubblico siete voi, un consiglio: a voi piacerebbe se Jack venisse a sapere che c'è VERAMENTE una donna a bordo, insomma, che ne avesse la CERTEZZA, senza sapere che è Grillo? oppure preferite che non sia sicuro fino alla fine? (momento catartico... )
DILEMMA.....ATROCE DILEMMA....PIU' DIFFICILE DELLA SCELTA DI BRIGET JONES..A PROPOSITO DI QUALE TIPODI MUTANDE INDOSSARE...........EHM..VEDIAMO..A ME PIACEREBBE IL SECONDO FINALE..CIOE' CHE FINO ALLA FINE NON SAPESSE CHI E' LA DONNA...TVTRBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB
LY;-)
che teresa e grillo sono la stessa persona, lo saprà comunque solo alla fine (ebbravo Jack! se no è troppo facile! ), io dicevo che se lascio così come ho scritto, lui SE LA DA che c'è davvero una lei a bordo e che non se l'è sognata perchè "teresa" lo va a trovare anche da sobrio, solo che lui non la può vedere perchè... e non farmi dirmi troppo! tranquille, non gli ho cavato gli occhi, quello è sands!
quindi la questione è: lo lascio a chiedersi se è un pazzo visionario fino alla fine, o gli do delle certezze ontologiche ma gli faccio comunque scoprire l'identità di teresa all'ultimo?
che la scelta di fargli credere che e' un visionario fino alla fine sia la scelta migliore..almeno jack..si rende conto una buona volta che e' ora di smettere con il rhum;-)
ahahahah!
bacidepp
ly*
ok, allora cambio qualcosa... ma per il rum non c'è speranza, temo! nel famoso capitolo 7, c'è la disamina scientifica di ogni fase della sua sbronza! tvtb!
Capitolo VI
Jack allo scadere dei due giorni non stava più nella pelle. Ma finalmente quella sera arrivò. Quando il sole fu tramontato la Perla Nera si avvicinò silenziosa alle spiagge fuori Port Royal, protetta dall’oscurità. “Ho molti nemici da queste parti, meglio non dare nell’occhio…”, mi spiegò Jack. Sul promontorio, vidi una fiaccola ondeggiare a destra e a sinistra, a mezz’aria. “È un segnale di Annamaria. Dobbiamo buttare l’ancora e proseguire sulle scialuppe, l’acqua da qui diventa bassa, la Perla potrebbe incagliarsi… Gibbs, Quito, Rodrigo, con me! Ranocchio, vuoi venire anche tu? Ti faccio conoscere una donna veramente strepitosa!” – “Ma… non la conoscerò comunque? Voglio dire, poi la portate sulla Perla…” – “PORTA SPAVENTOSAMENTE MALE AVERE UNA DONNA A BORDO!!” – “Zitto Gibbs, lo so. Ma non è per quello che la mia dolce Zuccherina Di Canna rimarrà a terra… sta diventando troppo avida, preferirei darlo ai pesci, quel quarto dell’Occhio di Drago, piuttosto che alla cara Annamaria. Senza contare che lo prenderebbe come una promessa di matrimonio…”. Sospirai. Ormai mi ero abituata anche a queste uscite.
Annamaria era seduta sul promontorio, aveva spento la fiaccola e acceso un falò. Accanto al lei, legati e imbavagliati, c’erano un ragazzo e una ragazza. “Ciao Zuccherina!” – “Mi hai lasciata agli inglesi, PORCO!”. Jack rotolò a terra per il manrovescio. Si alzò massaggiandosi la mascella con aria contrita e ritenne evidentemente saggio cambiare argomento. “Chi ti aveva detto di prendere anche Elizabeth?” – “Non è stata colpa mia. Lo sai quanto sono disgustosi questi due. Quando lei ha saputo che dovevo rapire lui, ha fatto una scena madre tale che ho preso anche lei per farla smettere di piangere… roba da nausearti…” – “Grazie dolcezza! Giacché avremo Elizabeth a bordo, non mi sembra saggio che venga anche tu… tu sai quanto porta male…” – “NON CI PROVARE NEANCHE, LURIDO SCHIFOSO! Non ti muovere!”: Annamaria sguainò la spada con aria feroce, puntandola alla gola di Jack. In quel momento, a livello razionale mi rendevo perfettamente conto che la poveraccia aveva tutte le ragioni del mondo per minacciare il mio Capitano. Ma contemporaneamente, nella mia gola si gonfiava una rabbia sorda, e vedevo solo una sconosciuta che puntava una spada alla gola del MIO uomo. Tirai fuori la pistola dalla fondina di Gibbs, che era rimasto immobile come una statua di gesso accanto a me. “PROVA A TOCCARLO E DOMANI NON VEDRAI SORGERE IL SOLE!”. Annamaria si voltò stupita e quell’attimo di distrazione fu sufficiente a Jack per disarmarla e farla cadere a terra con un volgarissimo sgambetto.
Dieci minuti dopo, noi della Perla, William ed Elizabeth eravamo a bordo e Annamaria stava imprecando su una spiaggia. Jack mi appoggiò una mano sulla spalla e con uno sguardo serio e profondo mi disse: “Quella dolcezza mi ama, non mi avrebbe mai ucciso… Ma meglio essere tranquilli, no? Hai fatto bene, Grillo, bravo… se fossi stato costretto ad usare quella pistola hai una mira così marcia che probabilmente avresti colpito me, ma le intenzioni erano buone… ti ringrazio. Ti affido i prigionieri”. Nel frattempo “i prigionieri” davano segno di voler parlare, e levai loro le bende. William, sbuffando, disse: “Jack, che bisogno c’era di fare questa pagliacciata del rapimento? Non potevi scrivere direttamente a ME se ti serviva qualcosa, senza mandarmi a casa le tue vecchie fiamme? Elizabeth si è presa un colpo…”. Jack diventò improvvisamente color ravanello: “Will… ho una reputazione da difendere… se si sa in giro che mando in amicizia bigliettini in casa della figlia del governatore di Port Royal, divento poco credibile come terrore dei mari, capiscimi… beh, ora andate a dormire un po’… o a far dell’altro, vedete voi. Domani mattina vi sveglio presto e vediamo se potete essermi d’aiuto!”.
Condussi William e Elizabeth in una cabina improvvisata che di solito serviva come deposito munizioni. Ora che avevo modo di osservarli meglio, notai che Will aveva un’aria vagamente da pesce lesso ma che tutto sommato sembrava un bravo ragazzo, mentre Elizabeth era veramente bella. E anche molto a modo e gentile. Non somigliava per niente al quadro da ninfomane ubriacona che ne dipingeva Jack nei suoi resoconti del secondo abbandono. Mentre Will preparava le brande, io e lei andammo a fare una passeggiata sul ponte e io cercai di portare il discorso sulla notte che aveva passato con Jack sull’isola, curiosa di sentire la sua versione dei fatti. Beh… eccola qui: “Dopo avermi svelato lo sporco trucco grazie al quale gli era riuscita la prima fuga, cercò di farmi ubriacare e di stordirmi con canti e balli intorno al fuoco. Dopodiché arrischiò un maldestro approccio ma lo ghiacciai in due secondi. Anche perché era così ubriaco che crollò quasi subito. E il mattino dopo, quando scoprì che stavo facendo il falò che ci avrebbe fatti salvare dal mio pretendente di allora, la sua unica preoccupazione fu chiedermi perché stavo bruciando il rum…”.
Avevo le lacrime agli occhi dal ridere… adesso sì che riconoscevo Jack! “Tu gli devi essere molto legato… sei stato coraggioso stasera. È da tanto che sei sulla Perla?” – “Parecchi mesi. E sì, gli sono legato. Anzi, a dire la verità io credo di… cioè, io non sono quello che sembro…”. Ero lì lì per dirle tutto, sentivo di potermi fidare di lei, ma non sapevo come sputare il rospo. E alla fine le raccontai semplicemente tutta questa storia, così come l’ho raccontata a voi. Le mostrai il vestito, che era ancora nascosto nell’angolo dietro la scaletta. Credo di averla un po’ sconvolta quella sera, mi guardava con una faccia basita, con gli occhi sbarrati… evidentemente tutto si aspettava di trovare, sulla Perla Nera, meno che una locandiera di Tortuga sotto mentite spoglie con una passione segreta per il Capitano… “Teresa… stasera gli hai salvato la vita, ora lui si fida di te… perché non inizi delicatamente ad accennargli al fatto che NON sei un maschietto? Dovresti essere fuori pericolo dalle ‘situazioni spiacevoli’ della tua Magda, a questo punto…” – “Sì, da quelle spiacevoli magari sarei anche fuori pericolo… sono quelle piacevoli che mi preoccupano!”. La risata squillante di Elizabeth fu interrotta dall’arrivo di William, che mi lanciò un’occhiata gelosa…
PS x le sisters rimaste indietro: se vi viene scomodo leggere tutto frammentario, riapro un altro post mettendo tutti i capitoli insieme...
ma il mio giudizio non conta granche'.............poi devi aspettare che arrivi la tua ORY...lei si che ne capisce..davvero..cmq ora sto uscendo ..sorry..............tvb
ly;-)
un ripiego? ma scherzi?! ma se l'ho postato lo stesso già oggi, pur sapendo che non c'erano le altre, questo vuol dire che ci tengo al tuo giudizio esattamente come a quello delle altre! tvtb!
mis ento davvero sempre più frana...ve l'ho già scritto in un altro post...voglio leggerle con calma le storie, e il fatto è ke non ho la calma in questo periodo...oggi nonf accio altro che chiedere scuse,ma ancora una volta scusatemi...non offendetevi se non ancoraq lego le vostre storie, vi prego...se potessi le leggerei subito!Ma ho tmepo solo nei week end e ultimamente sono tre week end che passo fuori casa...vi chiedo di portar pazienza con me...e di scusarmi ancora una volta.Quando questo periodo sarà finito vi spiegherò...ma ci tengo immensamente a leggere le vostre storie...sto malissimo, scusate.
figurati, volevo solo sassarti un po'! se vuoi te la mando tutta via email fin dove sono arrivata a scrivere così la stampi e la leggi con calma quando vuoi, e intanto continuo a postare a puntate su ifod! basta che non dici come va avanti... -__- oppure puoi leggerla qui quando vuoi.
unike, davvero...vorrei tanto dirvi tutto...ma...avete presente quando non dici qualcosa per scaramanzia?Per paura ke il tuo terrore si avveri?Quando vi dirò il motivo ci rideremo tutte su, non state in pena più di tanto, non è nulla di grave...almeno spero!Vi voglio troppo bene e vi sento vvicine...se vuoi spedirla via mail...forse è meglio...mi è sicuramente più comodo!!!Non dirò il finale, giuro!!! E leggerò anche quella della sister Clo...scusandomi per il ritardo non voluto da me...ci tengo a dirlo!:____) Vi voglio benissimo...
Stasera mi metto d'impegno e leggo tutte e due le storie delle mie sorelline!!!Per me è un piacere enorme leggerle...è ke io sono molto attenta quando leggo i libri...come mio marito...pensate che per leggere il mio romanzo ci ha messo due anni e mezzo...non perchè non avesse voglia, ma perchè doveva avere l'attenzione solo per quelloc he leggeva...e io sono uguale...non sapete quante volte mi sono sentita triste perchè pensavo che non gli interessasse...invece io sono come lui...devo essere tutta per il libro!!!Ma stasera come metto a letto la Cocci* le leggo entrambe...grazie... :___)
e visto che tu leggi autonoma, posto il cap 7? non vorrei che la LavyDolse restasse indietro... Lavyyyyyy, eri rimasta al 5, vero? va beh, posto!
è il cap a cui tengo di più finora... :___) è un po' lungo ma...
Capitolo VII
Per tutta la giornata successiva, Jack e William si rinchiusero nella cabina a cercare di ricostruire la rotta seguita anni prima. Elizabeth, invece mi raccontò qualche vecchia storia di Jack, cioè, la versione AUTENTICA delle frottole che raccontava Jack. Fu molto istruttivo.
Verso sera Jack uscì raggiante dalla cabina, con una mano sulla spalla di Will, che sembrava assolutamente sfiancato. “Signori, abbiamo una rotta!”: la ciurma si profuse in una serie di animalesche urla di gioia da far accapponare la pelle. “Grillo, prepara il rancio! E stappa qualche botte di rum, dannazione! Stasera ci ubriachiamo tutti, nessuno escluso, vero Elizabeth? Voglio proprio risentirla, quella canzone sulla spada, il corno e il mare!” – “Era il CORVO Jack, non il CORNO…” – “Cosa vuoi che me ne importi? Il senso è quello… si dia inizio ai festeggiamenti, signori!”.
Alla fine, con gran disappunto di Jack e dei pirati, William ed Elizabeth non si ubriacarono proprio… mantennero una certo barlume di dignità: a fine serata erano gli unici sobri e coscienti sulla Perla. Gibbs mi sussurrò schifato: “Puah… neanche una goccia di rum, quei due! Per Elizabeth è accettabile perché è una DONNA, ma Will… Jack ha sempre sospettato che fosse un eunuco!”.
E io? Beh, io tanto lucida quella notte non lo ero. Ma non era colpa mia. Il fatto è che il mo Capitano continuava a passarmi la bottiglia con fare complice e a ripetermi: “Coraggio Ranocchio, che male vuoi che ti faccia un goccetto! Sei proprio una disgustosa fanciullina!”. O almeno, disse così finche riuscì ad articolare parole sensate… dopo un certo lasso di tempo calcolabile in decilitri, cominciò a farfugliare: “ ’orassgio‘anocchio! che male‘n goscetto! I’sgusctosaf-fanciulina!”. A questo punto devo aprire una breve parentesi: ormai riconoscevo le fasi della sua sbornia:
Fase Uno, “il Compagnone” (=un paio di bicchierini di rum): parola sciolta e battuta pronta, occhi luccicanti, risata contagiosa, iperattività. Non riesce a stare fermo, entra in tutti i discorsi, annuisce vigorosamente per qualsiasi sciocchezza.
Fase Due, “il Marpione” (=mezza bottiglia di rum): palpebra calante e sorniona, sorrisetto lascivo, irrefrenabile istinto all’Imbosco. È il suo momento d’oro, in genere. È grazie alla Fase Due della sbornia che si è conquistato un’ottima nomea tra tutte le fanciulle di malaffare di Tortuga.
Fase Tre, “il Vegetale” (=una bottiglia di rum): Jack inizia ad accusare seriamente i primi colpi. Generalmente si trova un angolo comodo e si siede, iniziando a parlottare sommessamente con chi gli sta vicino. Che puntualmente non capisce nulla, perché a questo punto Jack ha non ha più l’uso della lingua. Biascica baggianate senza senso, sistemandole a caso nella frase. Perde anche le capacità motorie. Di solito, da dove si siede, non si sposta mai con le sue gambe. Eccezionalmente, se il suo interlocutore non lo considera e si allontana, lo segue brancolando per reclamare l’attenzione che gli è dovuta.
Fase Quattro “il Sacco Di Patate” (=superate le due bottiglie): Jack piomba a peso morto sulla spalla dello sventurato vicino, spesso farfugliando qualche frase criptica e incomprensibile. Ed è buono a non alzarsi più per ore ed ore, roba da fracassarti la clavicola. A questo punto è totalmente KO e resta un’unica cosa da fare: sollevarlo di peso e scaraventarlo a letto. Probabilmente durante queste operazioni mugugnerà che è sobrio.
Fase Cinque (opzionale) “la Resurrezione” (se non beve altro): sono rari i casi in cui Jack risorge prima delle sei ore. Quando questo accade, recupera le capacità sensoriali, foniche e motorie, in compenso non riesce a distinguere le sue fantasie dalla realtà e vive in una specie di limbo onirico-metafisico per qualche ora. Era in questo stato di transizione quando l’ho imbrogliato la notte del vestito.
Dunque, mentre quella sera mi offriva per l’ennesima volta da bere, come avrete intuito, Jack era nella Fase Tre, il Vegetale. Che forse è la mia preferita. Non che il Marpione non sia divertente, o che il Compagnone non sia piacevole. Ma il Vegetale è particolarmente interessante. Quando Jack è nella Fase Vegetale è completamente malleabile: puoi fargli credere che la Luna è fatta di formaggio e che il mare è dolce, lui ti darà retta, passivamente, a bocca spalancata per lo stupore. E il bello è che il mattino dopo non si ricorderà nulla di quello che ha fatto nella Fase Vegetale. Insomma, stare con Jack quando si sbronza è un vero spasso e offre infinite possibilità di sperimentazioni scientifiche… ma torniamo a noi: come ho già detto, anch’io a quel punto della serata iniziavo a non essere più tanto sobria. Uscii sul ponte per prendere una boccata d’aria di mare. Non soffiava vento, non si vedeva terra in nessuna direzione. A dire il vero non si vedeva niente perché la Luna non c’era: guardando in alto non riuscivo a distinguere neanche gli alberi e le vele della Perla, confusi col cielo nero. Un grande silenzio avvolgeva e ovattava il frastuono da sottocoperta. Sembrava che ci fosse qualche strana magia nell’aria. E forse c’era.
Assorbita da quel buio e da quella quiete, non mi accorsi che c’era qualcuno dietro di me e sussultai terrorizzata quando sentii una mano sulla mia spalla. “Grrrillo! ‘Erché se’scapato? Non avevo finit’ild’isc’orso! ‘un bevi? I’sgusctosaf-fanciulina!”. L’alcol e la consapevolezza che il giorno dopo Jack non si sarebbe ricordato niente, mi diedero un coraggio incredibile. “Io sono DAVVERO una fanciullina! Non sono un ragazzo, Jack! Mi chiamo Teresa e devo raggiungere mio fratello in Inghilterra. Sono io che ti ho baciato l’altra notte.” – “Claaaa-risse?” – “NO, TERESA! TERESA, TERESA, TERESA! Teresa, accidenti! Mi capisci? JACK?!”. Lo sguardo di Jack si era perso nel vuoto. Ebbi il terrore che fosse saltato direttamente alla Fase della Resurrezione, ma per fortuna si riscosse subito. “I… i… ieri m’hai scialv… scialvato tu!” – “E tu mesi fa hai salvato me”. La palpebra di Jack calò per un attimo e temetti una pericolosissima retrocessione alla Fase Marpione, che però si arrestò sul nascere. Si voltò verso il mare di pece buio davanti a noi, poi di nuovo verso di me e totalmente senza preavviso mi diede un Bacio. Questo si merita la B maiuscola, perché quello che gli avevo dato io a confronto faceva ridere i polli. Mi teneva il viso fra le mani; sospetto che lo facesse per avere un punto d’appoggio ma se era così riuscì a mascherarsela piuttosto bene e fu romantico lo stesso, nonostante le urla sguaiate da sottocoperta e l’odore di rum: quello a momenti non lo sentivo neanche, forse per la strana magia che mi aveva circondata cinque minuti prima. Esisteva solo Jack, ma non era più Jack, era una scossa, era un onda, o era la Luna che prima non c’era, o il vento che prima non soffiava. A dire il vero non so neanche quanto durò quel Bacio, l’unica sensazione che ricordo è il tepore del mantello buio intorno a noi e il tepore delle labbra morbide di Jack.
Ma la strana magia del Bacio all’improvviso finì: qualcuno veniva a cercarci con un lume. Quel “qualcuno”, era l’unico “qualcuno” abbastanza sobrio sulla Perla da poter cercare qualcun altro senza perdersi a sua volta. L’espressione sbigottita di William alla luce della lampada mi ricordava immensamente una triglia, e glielo dissi: “Will, sembri un pesce lesso!”. Jack si mise a ridacchiare di gusto, levandomi le mani dal viso. Che duo di romantici ubriaconi! “Ehm… Jack, ti cercava Gibbs… sei sparito e pensava che volessi di nuovo trasformarti in un delfino come ha detto che hai fatto l’anno scorso ed era un po’ preoccupato… ehm… tornate giù?” – “S-s-ì, ‘ndiamo!” – “Ripensandoci forse è meglio se ti metti a letto… vieni, ti porto alla tua cabina”. Vidi William trascinare alla luce traballante della lampada un ancor più traballante Capitan Jack Sparrow. “Will…” – “Dimmi Jack…” – “Ha fatto PUF anche stasera…Te… te…resa. La nuvoladifumo” – “Eh? Non importa, ecco, vai a dormire.”. Mi fiondai sottocoperta ridendo come una matta e dieci minuti dopo Elizabeth mi bloccò davanti alle cuccette con uno sguardo indagatore ma divertito: “Will è venuto da me sconvolto dicendo di aver visto il Capitano baciare appassionatamente sulla bocca un Certo Mozzo … hai qualcosa da dichiarare?” – “Che sono stufa di baciare ubriachi! E che la sua barba pizzica… per il resto tutto bene!” Anche Elizabeth scoppiò a ridere e in quel momento passò William, che poverino non ci stava capendo più niente…
tesoro adesso mi metto d'impegno e leggo gli ultimi capitoli
intanto vado avanti cn la mia
TVTTTTTTTTB!
angie mia...tranquilla...stai tranquilla.....davvero....ti voglio benissimo e lo sai
Tescioroooooo miooooo Jemma!!!!!!!! belliscimiscimo LavyDolse! GRASSSSSSIE!!!!!!....eh già,sono un pochetto indietro..devo recuperare ben 3 capitoloni,ma ce la farò! adesso li leggo subitissimo! TVTRRRRRRRRRRRRB!!!!!!!!!!
My sweet star!!!!amore...nn mi ero accorta che stessi male....adesso sto male anch'io...nn voglio che tu soffra ed in più nn sapere cosa ti fa stare così mi fa stare ancora peggio perchè nn posso cercare neanche di farti capire che probabilmente nn c'è motivo,ma nn voglio che tu ti senta in obbligo di dirlo,ci mancherebbe....sappi soltanto che io ci sono e sarò per sempre! TI VOLGIO UN BENE INQUANTIFICABILE!!!!!!!!!
Jemma mia!!!!!ho letto tutto d'un fiato e adesso mi servirebbe una bomboletta d'ossigeno...
AWWWWWW...che Bacio romantico!!!!!FINALMENTE ha trovato il coraggio di dirgli tutto...certo l'ha fatto in un momento sicuro..furbetta..nn vuole rischiare.. Bellissima la descrizione delle fasi dell'ubriacatura! ...Will will sei proprio un pesce lesso se nn hai ancora capito qual'è la verità...è così chiaro che la nostra teresina è follemente innamorata del suo capitano!
Si potrebbe davvero farci un film su questo mega racconto...è davvero avvincentissimo!
perche' non una rappresentazione teatrale..fatta con i bambini????????????
June 14 2004, 1:27 PM
sai jo..quando la tua storia con jack e' terminata vorrei poterla leggere tutta e mi piacerebbe prorla al mio direttore ..farnefare una rappresentazione teatrale....i miei alunni hanno molto apprezzato "la maledizione della prima luna(come non avrebbero potuto..eh eh)e le bimbe sono tutte pazze x jack sparrow..non solo loro..sarebbe una meravigliosissima ideaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa..................
vvtrbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb
ly***
grazie tesoro! questo è l'unico capitolo di cui vado veramente FIERA! mi piase tanto il loro Bacio, perchè è tenero, romatico ma anche un po' buffo, con il Lui ubriaco che puzza di rum e si regge alla lei! dehehihohu... ma tranquilla, non si ricorderà niente, il baluba... -__- e stai tranquilla anche per Will, nei prossimi capitoli ne vedrà ancora delle BELLE, tra cui sbaciucchi, abbracci, naso-naso, ciglia-ciglia, ecc... alla fine dubiterà di tutto! ^__^ mando in crisi mistica un personaggio...
essere al posti di quella lei.uhmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm
avvinghiata al mio puzzone preferito...
vvtrbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb
ly,-)
QUELLA GIF E' ANCHE UNO DEI MIEI RIMEDI PREFERITI.........CMQ CE L'HO ANCHE IO..GRAZIE TESORINA BELLA...................................................TVTB
JACKKKKKKKKKKKK
IL CETRIOLINOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
LY;-)
Bene bene...allora nn aspetto altro che leggere i prossimi meravigliosi capitoli!
E' un'idea davvero stupenda tesoro!son certa che i tuoi bimbi renderebbero onore sia alla nostra dolcissima teresina sia al suo capitano! bisognerà però scegliere bene i ruoli...
Venite in chat????..daidaidaiiii che è tantissssimo che nn facciamo una bella chattata!
DOMANI HO MILLE COSE DA FARE SONO STANCHISCIMAAAAAAAAAAAAAAAA..SONO UNO ZOMBIE CHE DIGITA SU DI UNA TASTIERA..VI AUGURO UNA MERAVIGLIOSA CHATTATA..ED UNA DOLCISSIMA NOTTE DEPP..VVTRBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB
PANNOCCHIETTE MIE............
VVTRBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB
LY;-)
non mi è arrivata la storiella Oryoryoryoh!...sighDepp...in compenso sono fiera di dire che ho letto quella di Clo...beh...come le ho scritto per mail, la ho trovata coinvolgente, frizzante e intrigante...davvero!Mi ha incuriosito moltissimo...mi fa troppo piacere che tu la stia continuando, perchè sono curiosa di vedere come va avanti la situazione...(e se legherai ancora Jack, la cosa è mooooooooolto interessante )complimentoni tesorina mia :___) !!!Ory...adesso la leggo dal forum...'ppetta eh...
...visto il mio faccino triste?Missione fallita...questo cesso di pc (non per niente si chiama PC Processore Cesso) non mi inquadra tutto il post in una schermata e per leggere devo andare avanti man mano che leggo spostandomi verso destra...ma ci mette ottant'anni per spostarsi...uff...sono disperata...topolotta, me la rimandi per posta???Ho letto l'inizio per ora...un inizio davvero d'atmosfera...me lo mandi topolina??? Bacidepp tvtrb!!!
te la mando! se non ti viene neanche stavolta, la riposto tutta insieme... non te l'ho mandata come allegato ma come testo a tutti e due gli indirizzi, che altrimenti non me la caricava... la puoi stampare anche così, credo, evidenziandola... tvtb!
Titi vai a vedde! io rispedito sìsì! a tuoi 2 indirizzi! ma non come allegato, proprio come testo! (l'email più lunga che tu abbia mai ricevuto... 20 pag!)
visto che lo schermo di un post si allarga tipo quando si fa cosììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììì, se vuoi apro un post nuovo ancora stretto e ci posto tutto!
ce l'ho fatta...Ory...lo sapevo che mi avrebbe emozionato...è bellissimo!davvero...e lo sai perchè te l'ho detto in diretta (a parte quando rispondevo al telefono a quella tordona di una mia cliente che alla fine non era una mia cliente ma una collega d'ufficio di una mia cliente vabbè...)quanto mi ha emozionato...alterna momenti di assoluto romanticismo (le piegheOry e le uniche e vere perle nere...i suoi occhi :___) ), a momenti simpaticissimi(la storiella col mozzo a cui assiste sempre Will ), a momenti tristi...insomma...un alternarsi continuo di avvenimenti ed emozioni...sono ansiosa di vedere come continua Tvtrb gemellina!!!...che bello Ory...che bello Clo...mi date emozioni grandissime :___)...anche perchè sono sentimentalmente coinvolta anch'io !!!BaciDepp...vvtrb!!!
ho finito i cap 15 e ne ho iniziato un altro, presto ti mando almeno la fine del 15 così non rimani a metà... °O° cmq gli ultimi cap che hai letto probabilmente avevano qualche refuso o ripetizione perchè li avevo appena scritti!
Capitolo VIII
Il giorno mattino, ci mettemmo sulla rotta indicata da William, sperando che fosse quella giusta. Il tempo era buono, il vento spingeva la Perla facendola scivolare velocemente sull’acqua. E Jack mi diede la prima lezione di S.I.S, Scherma Ignominiosamente Sporca. Mi insegnò l’Arte dello Sgambetto e dell’Indietreggiamento. “SGUSCIA, Scricciolo, SGUSCIA! Devi scivolare a destra e a sinistra! Coraggio, destr, sinistr, destr, sinistr!”. Dopodiché nel pomeriggio pretese la prima lezione di lettere. Gli feci recitare l’alfabeto e gli insegnai a leggerlo. Era un ottimo allievo, voleva subito imparare anche a scrivere! Scrisse un grosso JACK in uno stampatello traballante sui fogli che usavo per farlo esercitare. Poi iniziai a spiegargli qualcosa sulla punteggiatura ma mi accorsi che non mi seguiva molto. Stava paciugando chissà che sulla carta. “Jack, mi ascolti?” – “Scusa Grillo… per oggi basta, sono distratto… il fatto è che stanotte… e poi stamattina quando mi sono svegliato ho trovato per caso un vecchio vestito da donna che avevo in cabina appallottolato dietro alla scaletta…” – “Non ti seguo…” – “È un po’ di tempo che ho in testa una fanciulletta e me la sogno. Sono quasi convinto di averla sognata stanotte. Mi ricordo il suo nome…” – “E cosa hai sognato?” – “Bah, che io e questa ragazza… insomma… dai, Ranocchio, hai capito! Che eravamo nella mia cabina e non ci annoiavamo, ecco!”. Rimasi impassibile ma dentro di me ridevo a crepapelle… figuriamoci se Jack riusciva a trattenersi dall’inventare qualcosa… “Però vedi, Grillo, mi ricordo ogni istante alla perfezione, ma c’è un particolare che mi sfugge… sono convinto che c’è qualcosa che DOVREI ricordarmi eppure non ricordo, e mi sento come se la soluzione fosse qui a portata di mano… stamattina ho trovato il suo vestito. Inizio a crede che lei ci sia davvero…” – “Sono tutte fantasie, Jack…”. Nel tardo pomeriggio, Jack andò al timone con Gibbs e io rimasi a pulire la cabina. Tutti i fogli su cui il mio Capitano si stava esercitando poco prima, erano coperti di caratteri nella sua grafia malferma. A grandi lettere in stampatello, dappertutto c’era scritto TERESA. Mi venne un nodo alla gola e scoppiai in lacrime come una bambina, ripensando alla sera prima e quella meravigliosa sensazione di freddo e caldo, di tepore e brividi, di sicurezza e paura… piangevo perché non riuscivo a ignorare una vocina dentro di me che diceva: “Sei stata un’idiota Teresa. Tra qualche settimana questa storia di fare la pirata finirà e ti imbarcherai per il vecchio mondo, raggiungerai tuo fratello, non rivedrai mai più Jack e sarai infelice per il resto della tua vita. E tutto perché hai voluto innamorarti. E non solo. Ti sei quasi fatta scoprire!”. Mi sentivo terribilmente giù.
Jack si era rifiutato di liberare William ed Elizabeth prima di ritrovare l’isoletta smarrita perché voleva avere qualcuno con cui correggere la rotta, se si fosse rivelata sbagliata. Più conoscevo quei due sposini, più si rivelavano interessanti: William non era il semplicione un po’ scemo che mi era sembrato la prima volta, era un ragazzo sveglio, buono, ma molto sospettoso… detestava vedermi chiacchierare e scherzare con Elizabeth perché non sapeva che ero una donna… avevo preferito che Elizabeth non glielo dicesse. Così chissà che idea si era fatto di me, tra il bacio con Jack e tutto!
Passarono altri giorni, le mie lezioni di S.I.S proseguivano, così come le lezioni di grammatica del mio Capitano. Ogni tanto, durante quelle ore, Jack abbassava lo sguardo e aggrottava la fronte, fisso nel vuoto, come se stesse pensando a qualcosa di importante: si distraeva facilmente. Mentre tentavo di insegnargli il corsivo, lui prendeva penna e calamaio e iniziava a paciugarsi le mani e le braccia, come i bambini. Quel mosaico di “TERESA, TERESA, TERESA, TERESA” lo ricopriva fino ai gomiti, nascondendo il suo tatuaggio, le cicatrici, e quella P terribile incisa sul polso che non gli avrebbe mai permesso di condurre una vita normale, anche se avesse voluto. Alla fine, ovviamente, imparò a scrivere anche altre cose, oltre al mio nome e al suo, ma buttare giù una sola frase con una bella grafia corsiva gli costava venti minuti di fatica. E mentre lui si esercitava, concentrato, cambiando sempre il modo di tenere la penna per abituare le mani, io avevo tutto il tempo che volevo per guardarlo. Conoscevo e amavo ogni pendaglio nei suoi capelli e ogni piega del suo viso. Avrei individuato la sfumatura dorata della sua pelle cotta dal sole tra tutti i colori del mondo e se l’intero universo si fosse condensato in una sola goccia d’acqua mi sarebbe bastato sentirlo ridere per riconoscerlo in mezzo al tutto.
Qualche sera dopo successe un fatto che mi lasciò di stucco e mi fece capire che non avrei mai smesso di amare Jack. Passavo davanti alla porta della sua cabina e notai qualcosa nascosto nell’angolo dove era stato il vestito. Era una lettera, una lunga lettera scritta in un bel corsivo elegante e inclinato verso destra su una sottile e raffinata pergamena. Cominciava con “Cara Teresa,”. Il cuore iniziò a battermi all’impazzata, controllai velocemente che nessuno mi stesse guardando e nascosi la lettera sotto la camicia. Poi corsi nella cabina di Elizabeth e mi misi lì a esaminare in pace il mio tesoro. La guardai a lungo prima di iniziare a leggerla perché non trovavo il coraggio. Era effettivamente la grafia di Jack, ma si vedeva che si era impegnato molto per tracciare con precisione ogni lettera, senza sbavature né cancellature… doveva averci messo ore e ore, povero caro… nonostante tutto, c’era qualche errore di ortografia e forma, ma non ci badai troppo. Ecco la lettera:
“Cara Teresa,
se ci sei veramente, spero che leggerai questa mia. Anzi, lo so che ci sei veramente. Sono convinto che tu sia nascosta a bordo da qualche parte, ieri ho girato ogni angolo della nave, da cima a fondo, ma non sono riuscito a trovarti. Perché mi sfuggi? Che ho fatto?! Io non so chi sei, né come sei capitata sulla Perla, ma dal momento che ormai sei qui, vorrei che ti facessi vedere più spesso, magari quando sai che non ho bevuto… ti prego, io ti devo incontrare e ti devo parlare. Ci vedremo alle nove dentro alla stiva di poppa, sottocoperta, che ora è vuota. Non avere paura di me, ti giuro solennemente che non voglio farti del male. Voglio solo vederti, e da parte tua questo sarebbe corretto concedermelo, visto che sei viaggiatrice clandestina sulla MIA nave… stasera vieni, ti prego, prometto che non ti accadrà niente di brutto.
In fede. Tuo devotissimo
Jack”
Povero il mio tesoro… doveva aver sudato sette camicie per scriverla tutta. Elizabeth volle leggerla a sua volta e appena la finì mi lanciò uno sguardo e un sorriso inequivocabili… “Vai?” – “COSA? Stai scherzando? Cosa direbbe Magda… e poi…” – “Teresa, tu ci DEVI andare! Quando hai intenzione di dirglielo? È un’occasione d’oro…” – “No, è solo un ambiguissimo appuntamento in un posto isolato…” – “ESATTO! E senza Will che ti rompe le uova nel paniere, questa volta!” – “Ma come reagirà? Insomma, sarà uno shock per lui sapere che io sono…” – “Se devo essere onesta, conoscendolo immagino che supererà lo ‘shock’ abbastanza facilmente…” – “Sì, ma poi? Io devo trovare mio fratello, capisci? È tutto quello che rimane della mia famiglia e mi manca moltissimo e…” – “Teresa Wimbledon, fai come credi. Tu sai perfettamente quello che è meglio per te…”
Jocey sto iniziando a leggere questo bellissimo racconto......forse mi sono persa qualcosa....ma....ha un titolo? Perchè ne avrei enormemente bisognooooo!!!! Mettine uno al più presto (poi ti spiego)...
tvttttb
Capitan Fra
This message has been edited by FraShady on Jun 15, 2004 6:55 AM
bello!Anche perchè può avere varie chiavi di lettura...non credete?Il tesoro è sia quello che cerca che quello che ha già trovato...bello scister Ly!!!Tvtrb BaciDepp...
Il tesoro di Jack Sparrow cmq mi sembra il migliore per ora....vorrei però l'approvazione di Jo visto che il racconto è suo Speriamo che le vada bene.....
CAPIRE CHE NEL 9° CAPITOLO CAPITAN JACK..PERDE LA ...........BUSSOLAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AHAHAHAHAHAH!!!!!
BACIDEPP
LY***
ho un cuoricino patentato ...ma ke bello il mio maritino stile ritratto...che bello scisterina!!!Quanto mi piace :____) lo adoro!!!Certo..il mio amore nei tuoi occhi è inquietante...oppure La luce nei tuoi occhi...ehm -__-...baciDepp, tvtrb!!!
LA MIA VITA NEI TUOI OCCHI???????????????
CMQ..VOLEVO DIRE CHE IL TUO CUORE E' SPECIALE E L'UNICO PATENTINO CHE HA E' IL MARCHIO DOCG...X LA DOLCEZZA ..LA BONTA' LA SENSIBILITA'....TVTRBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB
LY;-)
QUELLA GIF..CON JACK..DELLA JO..MI FA LETTRALMENTE ..............IMPAZZIREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
VVTRBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB
LY***
che bella al nuova sezione! che commozione vedere la mia storiella tutta impaginata bene! domani posto il cap9... dove mi pare che vediamo Jack Sparrow infighettarsi x l'appuntamento!
CHE NEL 9° CAPITOLO SARA' PIU' ZOZZOLOSO CHE MAI???????????????????
BELLOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOJACK CI PIACI COSI''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''
WW LA JO..WW LE SCISTERS WW IL NOSTRO CAPITANO WW IFOD..WWW JOHNNY DEPP......................................................................................................................................................
LY***
FANTASTICOOOOOOOO!!!!!!ho sempre meno parole....sei davvero un'ottima scrittrice jemma! scrivi troppo bene e mi emozioni tantisssimo!!!...VOGLIO UN FILM!SìSìSì QUESTO DEV'ESSERE POTC2!SAREBBE ECCEZIONALE!
Teresina ce la farai!!!!
il 9 domani, no? ^__^ sìsì, sempre più zozzoloso! stasera ho scritto fino al 18, siamo a pag 23, è quasi finita... in 3-4 capitoli è finita! frrrrrrrrrrrrrrrrrr!
purtroppo quella frase l'ho già usata più avanti aggiungendo: "ma anche di rubino!", quindi non so se... a me piace l'altro che hai proposto tu! cmq appena la finisco ci penso un po'...
che bellaaaaaaa sei bravissiiimaaaaaaaaaa!!!!!!!!*___________*
adesso pubblico pian piano la mia ihihihihih O______O che nn è bella cm la tua però.....
glassie amora angie ç______ç il tuo commento mi ha fatto tanto piasereeeeeeee
VVTTTTTTTB!
stasera provo a rimandertela e posto il cap 9! come sapete, mi sono ripigliata da poco dall'abbioco da sei ore di tema... vi voglio benissimo! Ory, più tardi te lo rimando, ora vado a magnà! Clo, anche la tua è stupenda!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Capitolo IX
Alle 8 e 30 di quella difficile sera, non avevo ancora deciso cosa fare. Jack misurava a lunghi passi il ponte per stemperare l’ansia dell’attesa. Lo vidi guardare dietro la scaletta e fregarsi le mani compiaciuto: aveva notato che la sua lettera non c’era più. Alle 9 meno cinque, si infilò sottocoperta, dirigendosi verso la stiva inutilizzata di poppa. Era vestito con i suoi stracci più eleganti: i pantaloni e gli stivali erano sempre quelli, ma si era messo una camicia pulita, quasi nuova, con larghi sbuffi ricamati sulle maniche e la lunga giacca bruna accollata in vita con le rifiniture dorate che usava nelle occasioni speciali. Doveva essersi persino LAVATO perché i suoi lunghi capelli sembrano meno intrecciati del solito ed erano raccolti nell’adorata bandana rossa, ricoperta dal Cappello Da Cerimonia preferito. Inoltre, sembrava un banchetto di mercato per tutti i ninnoli, anelli, pendenti, orecchini, braccialetti, collane, spilline, amuleti che si era appeso qua e là. Una sciarpa di seta chiara era annodata intorno ai suoi fianchi. Aveva voluto proprio “farsi bello”, il mio cavaliere… che forse non avrebbe avuto una dama. Lo seguii a distanza, furtivamente, per i corridoi stretti della Perla, ma avrei potuto anche fare rumore per dieci persone che non se ne sarebbe accorto, tanto Jack era su di giri. Fischiettava e canticchiava una vecchia canzone piratesca insegnatagli anni prima da Elizabeth. Entrò nella stiva e si chiuse la porta alle spalle, visto che tanto nella stanza c’erano due porte e non sapeva da quale delle due la sua bella sarebbe entrata. Mi accucciai in perfetto silenzio, spiandolo dal buco della serratura, ancora indecisa sul da farsi. Da un lato avrei voluto entrare e spiegargli tutto, dall’altro uno strano freddo di paura mi paralizzava le gambe e mi inchiodava lì dov’ero, incapace di muovere un muscolo. Nel frattempo Jack si era messo a percorrere in lungo e in largo l’ex stiva, nervoso e impaziente. Ogni tanto si fermava, si arricciava i baffi e si sbrogliava i capelli con le dita, oppure si lisciava la camicia e la giacca, che non aveva ancora deciso se abbottonare o tenere anarchicamente sbottonata. Il più bello venne quando dopo cinque minuti di queste manovre iniziò a saggiare le condizioni del suo alito, mettendo la mano a coppetta, e si risolse di masticare una foglia di menta che aveva portato con sé apposta. Sentendosi abbastanza attraente a questo punto aveva iniziato a fare una sorta di “prova generale”: si era messo davanti a uno specchio rotto abbandonato lì e aveva attaccato una pantomima comicissima. Si sorrideva, lanciandosi sguardi di fuoco e scegliendo quello che lo convinceva di più da usare, gesticolava scimmiottando i rari gentiluomini incontrati in vita sua con ampi gesti delle mani, come per invitare una dama ad accomodarsi da qualche parte. Poi si mise persino a parlare da solo! Con sguardo serio e romantico, diceva alla sua immagine nello specchio cose come: “Sono contento che tu sia venuta, tesoro… era molto che volevo parlarti… perché non ci sediamo su quel sofà… NO NO, COSÍ NON VA BENE! Devo essere più deciso! Più garbato, ma più deciso… allora… coraggio cara, sediamoci sul quel sofà, sento di doverti dire qualcosa… ma che meravigliosa acconciatura hai stasera… ne ho visto una simile solo in un ritratto della regina di Francia e della sua corte… allora, parlami un po’ di te: come mai ti sei imbarcata clandestinamente? FRENA JACK, FRENA, ottima idea! A questo punto le prendo le mani, sì! Mia dolce rosa, potevi dirmelo se volevi essere ospitata nella mia umile nave… a un bel fiore come te si trova sempre un posto… ti avrei ceduto la mia cabina, o… non so, avremmo potuto dividerla!”. Nel mio cantuccio dietro la porta, stavo soffocando a stento le risate… Jack faceva smorfie buffe e muoveva in continuazione le mani, rivolgendosi allo specchio con tono suadente… era uno spettacolo esilarante. “Baciami bambina!”: Jack protese le labbra verso lo specchio in modo così ridicolo che non riuscii a trattenermi e mi scappò una specie di singhiozzo soffocato. Lui si voltò immediatamente in direzione della mia porta, e io corsi in fondo al corridoio, nascondendomi dietro una colonna. Segretamente speravo che mi avrebbe trovato. Invece si affacciò a dare un’occhiata fuori, sussurrò in tono mellifluo: “Zuccherino, sei tu?”, poi decise che doveva essersi sbagliato, scrollò le spalle e tornò ai suoi esercizi preparatori. Io scappai sul ponte. Non me la sentivo proprio, non sapevo come avrei potuto affrontarlo… passai un’emozionante serata a subirmi la ramanzina di Elizabeth: “E l’hai lasciato solo?! A fare i labbrucci davanti allo specchio? Ma ti pare, povero Jack!!” – “Oh, non hai voce in capitolo. Tu, gli hai addirittura bruciato il rum!” – “Sì, ma io non ero follemente innamorata di lui come sostieni di essere tu, manco un pochino…” – “Errore. Non lo SOSTENGO. Lo SONO.” – “Allora sei senza cuore! Come puoi sopportare l’idea che lui adesso sia solo a frignare là sotto aspettando te?” – “Solo a frignare? Ma figurati! Lo conosci… a quest’ora sarà già ubriaco come una spugna a raccontare a qualcuno della straordinaria nottata di fuoco passata con la sua amica immaginaria…”. Mentre lo dicevo, ne ero pienamente convinta.
A mezzanotte incontrai Gibbs sul ponte. “Grillo, ai mica visto il Capitano? Sono ore che non lo incoccio, non vorrei che si fosse trasformato in delfino come ha fatto l’hanno scorso!” – “Si era trasformato in delfino?” – “Ce lo ha raccontato lui…” – “Ah… beh, lo vado a cercare…”. Scesi a poppa, la porta della stiva era ancora chiusa. Accostai l’occhio alla serratura e quello che vidi mi diede un dolore fisico. Jack si era levato il cappotto, il cappello e gli stivali, sparpagliandoli alla rinfusa nella stanza e si era addormentato sul sofà, con la camicia raffazzonata e sbrindellata. Entrai nella stiva silenziosamente. Per terra era pieno di cocci di vetro: doveva aver rotto lo specchio, forse con un pugno perché aveva la mano destra insanguinata. Con un nodo alla gola, mi sedetti vicino al lui e gli scostai i capelli dal viso contratto nel sonno accarezzandogli la nuca e mi chinai a dargli un bacio sulla guancia. Aveva gli zigomi e gli occhi bagnati. Mi sentivo cattiva, mi uccideva sapere che era stato veramente lì “da solo a frignare” come aveva suggerito Elizabeth e avevo voglia di piangere anch’io. Gli accarezzai con le dita le labbra imbronciate per staccargli una fogliolina di menta rimasta attaccata sopra. Dolcemente, socchiuse la bocca e mi baciò la mano sussurrando “Teresa…”: aprì gli occhi speranzoso, svegliandosi del tutto, ma poi si accorse che era solo il suo mozzo e abbandonò sbuffando la testa contro il bracciolo. “Sei tu, Ranocchio….” – “Ti ho cercato dappertutto! Gibbs temeva in una tua delfinificazione… non vai a dormire nella tua cabina?” – “Dormo qui stasera. Preferisco. Grazie. No, il trucco di trasformarmi in delfino purtroppo mi è riuscito solo una volta… l’hai mai sentita questa storia, Scricciolo?” – “No, raccontamela. Ma prima dimmi come mai vuoi restare qui…” – “Aspetto una fanciulla…” – “Quella che hai sognato?” – “Chissà che non possa risognarla!” – “Ma a che pro venire fin quaggiù… un sogno lo puoi fare nel tuo letto come in questo sofà sfondato…” – “Cosa ne vuoi sapere, ragazzino?! Ora sta zitto, se no non ti insegnerò più come trasformarti in delfino!”. Passò il resto della notte a raccontarmi le sue metamorfosi, incurante del fatto che solo Gibbs poteva, in nome dell’amicizia, credere a certe panzane…
Che bellooooooo!!!!!!è davvero stupendo questo pezzo...come gli altri del resto.. ...certo che hai proprio voluto far soffrire jack...dopo tutto il tempo che ha sofferto la piccola teresina adesso è toccato a lui.. ....
JOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
QUESTO 9° CAPITOLO E' UN PICCOLO CAPOLAVORO A SE'...STO MORENDO..MA VE LO IMMAGINATE VERAMENTE JACK TUTTO AGGHINDATO A FESTA CHE FA UN MONOLOGO ESILARANTE DAVANTI AD UNO SPECCHIO...MIANDO I GESTI DEL PERFETTO CAVALIERE IN PROCINTO DI INCONTRARE LA SUA DAMA DEI SOGNI????????????AHAHAH..UNA SOLA PAROLA X TE..SORELLINA: GRANDE!..GRANDE!...GRANDE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
TVTRBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB
LY:-)
DI ESSERE NATO SCRITTORE..IO INFATTI CI HO SOLO PROVATO XCHE' MI PIACCIONO LE SFIDE E DI SOLITO MI CIMENTO ..AD APPRENDERE..CMQ TU SEI VERAMENTE BRAVA A SCRIVERE ..NON E' SOLO UN COMPLIMENTO E' VERO..POI..CI SIAMO TANTO DIVERTITE ANCHE NOI..TVTB
LY,-)
La scenetta davanti allo specchio di jack è davvero esilarante!me lo immagino eccome...DIVERTENTISSIMO!!!!..quanto darei eprchè ci fosse una scena così in potc2!...
Cmq jemma mia tu sei veramente bravissima a scrivere..nn ci sono dubbi e anche tu ly sei davvero brava anche se dici che nn hai mai scritto racconti!COMPLIMENTSSSSS SCISTERS SCRITTRICI!!!!!
eheh, lo sbaciucchiamento dello specchio sarà il cavallo di battaglia di potc2! magari... sai che ridere, se lo facesse LUI veramente, se recitasse quella scena...
sorellina lavy...io sono una novellina di queste cose..e non mi sento brava per niente ..cmq davvero e' la prima volta che compongo qualche coscia..il depppower..mi ha ispirata..la jo..e' fantastica....angie mi ha commossa ..e tu sei stata di una dolcezza disarmanteeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
tvtrbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb
ly:-)
di averti ispirata a scrivere Ly! è davvero bellissimo! per me è una specie di valvola di sfogo, sto benissimo con me stessa quando scrivo... perchè faccio esattamente quello che voglio!
sai ..non ho mai scritto nulla a parte qualche poesia..
June 16 2004, 2:16 PM
perche' sono ipercritica con me stessa..ho sempre il timore che chi legge ...resti deluso o che percepisca in maniere erronea..quello che ho scritto.....tu invece seidavvero brava..e' che mi piace molto il tuo stile sei originale....davvero..bravissima..il periodare e' semplice e scorrevole..chi legge quello che scrivi e' come se stesse dissetandosi..non scherzo e non esagero..dico quello che mi sucita..il tuo scrivere..sono sincera..ti ammiro molto..tvtb..e ti auguro in bocca a depp .per la seconda prova di domani..notte serena tesorina...
Ha detto proprio la verità...è quello che penso anch'io...sei veramente bravissima Jemma mia e come t'ho già detto se tu mai scrivessi un libro e lo pubblicassi sarei la prima a comprarlo!
Anche tu ly sei bravissima..davvero,anche se è la prima volta ti giuro che nn sembrerebbe...
Capitolo X
Il mattino dopo, a parte il fatto che avevamo tutti e due sonno, io e Jack eravamo in gran forma. Elizabeth, che ultimamente si divertiva a mettermi in imbarazzo per scherzo, appena ci trovammo da sole insinuò maliziosa: “Il mio povero, traumatizzato Will stanotte cercava la vecchia cabina di suo padre a poppa e indovina chi ha visto romanticamente distesi a parlottare fitto fitto su un sofà? Il Capitano parzialmente svestito e il suo fedele mozzo! Che ora peraltro ha una sospetta palpebra calante unita a un’aria pimpante… solita domanda: qualcosa da dichiarare?” – “Acqua, acqua, neanche fuochino! Ieri notte ho imparato solo come trasformarmi in un delfino azzurro…”.
Quella stessa mattina, Jack annunciò agli uomini che in 10 giorni al più avrebbero raggiunto l’isoletta, se la rotta era quella giusta, ma che nel frattempo occorreva fare scalo al primo porto “accogliente” (in questo caso, la parola vuol dire “dove un bravo pirata non corre il rischio di venire vergognosamente impiccato”…) per i rifornimenti di viveri. Trovammo il posto giusto verso sera: un piccolo, anonimo paesino di pescatori, contrabbandieri, professioniste (come direbbe Magda in alternativa a signorine…), mercanti, ciarlatani e onesti falegnami. Grazioso, nel suo genere.
“Scricciolo, tu vieni a terra o resti con gli uomini di guardia? Ho un paio di conoscenze femminili qui nei dintorni che non penso ti dispiacerebbero…”. Dovevo avere una faccia sconvolta, il punto è che stavo letteralmente impazzendo di gelosia. Ero tutta rossa e non riuscivo neanche a rispondergli. Potreste obbiettare che la cosa era irragionevole: non era VERAMENTE il mio uomo, ergo non avrei dovuto patire così tanto se andava a “prendere una boccata d’aria”, come diceva Magda. Ma non potevo farci nulla, stavo esplodendo. “Che hai Grillo? Non ti senti bene? Resta qui con gli altri, vai a dormire che ieri notte non hai chiuso occhio…”.
Dormire. La faceva facile. Mi rigirai nella cuccetta incapace di chiudere occhio, alzandomi ogni 5 minuti per andare sul ponte a vedere se Jack e gli altri dieci scesi a terra con lui stavano tornando alla Perla. Era molto tardi quando Gibbs e gli uomini salirono di nuovo a bordo… “Dov’è Jack?”. Gibbs ridacchio: “Ha detto che andava a fare un giro di visite di cortesia… penso che tornerà domani mattina”. Rimasi sul ponte sveglia per la seconda notte di fila, con gli occhi rivolti al molo. Ogni secondo che passava era come uno spillo nella carne. Quelle ore orribili finirono e il cielo si schiarì: iniziava ad albeggiare. La foschia nascondeva ancora il sole sull’orizzonte, ma pallidi strappi di rosa e turchese sostituivano a tratti il blu della notte. Ed ecco Jack. Procedeva con la sua camminata barcollante e insicura da mal di terra, sorreggendosi a ogni passo ai piloni del molo, stranamente pallido. “Pure ubriaco…”, pensai disgustata. Salì sulla Perla e quando mi vide mi lanciò un sorriso innaturale e forzato. Aveva le sopracciglia aggrottate e sembrava stanco. Mi sforzai di assumere un’aria allegra e gli chiesi, ostentando indifferenza: “L’hai incontrata la ragazza del tuo sogno?”. Scosse semplicemente la testa, chiuse gli occhi e crollò a terra a faccia in giù. “Resta pure lì…”, pensai: non avevo voglia di caricarmelo fino alla cabina, quella mattina. Me ne stavo andando quando, rivolgendogli un ultimo sguardo di astio, mi accorsi con orrore della pozza rossa che si allargava sul legno sotto la sua pancia. Mi precipitai verso lui e lo girai sulla schiena, tremando. La camicia era strappata e sporca di sangue, non so come avessi fatto a non accorgermene un secondo prima. Gliela levai e vidi che aveva una profonda ferita aperta sul fianco. Ero paralizzata dalla paura. Gli sollevai la testa e mi guardò con occhi velati e semichiusi, senza battere ciglio. Il suo respiro era affannato e irregolare. “Cosa è successo Jack?!”. Riuscì a solo a rispondermi in un soffio “Non è niente” e chiuse gli occhi. “SIGNOR GIBBS! QUALCUNO! PRESTO, QUALCUNO VENGA QUI!”. Da sottocoperta, con gli occhi impastati di sonno, spuntarono Gibbs e Joannes, che urlò “Madre de dios! Il Capitano!” mentre correva vicino a me e a Jack. Lo portammo nella sua cabina e gli fasciammo stretta la ferita nella sua camicia per frenare l’emorragia. Nel frattempo tutti sulla Perla si erano svegliati, William scese a terra per correre a cercar un medico o uno speziale e tornò con una quantità di garze, bende, erbe per fare impacchi e preparati per tisane. Praticamente una farmacia ambulante. Gli pulimmo la ferita e Gibbs sentenziò che era “Brutta ma non mortale, se curata”. Gibbs azzeccava sempre in queste cose e io mi sentii meglio. Ma dopo pochi minuti non riuscii più a sopportare la vista del dolore sul viso di Jack e uscii dalla cabina.
Mi inginocchiai singhiozzando dietro la scaletta, nascondendo il viso tra le mani ancora sporche di sangue e cercando di cancellare l’immagine orribile dell’uomo che amavo con quel fiore scarlatto aperto sul fianco. Elizabeth venne da me a confortarmi, nel tentativo di coprire, parlandomi, i gemiti soffocati provenienti dalla cabina e di distrarmi dall’andirivieni di uomini con panni e catini d’acqua che tornavano sempre indietro rossi...
lo so che non è divertente leggere una cosa del genere e mi ha fatto male scriverla, ma era necessaria per lo... ehm... sviluppo narrativo! ^__^ oggi ho finito la storia...
sei bravissima però tesoro,davvero
è divertente scrivere ff,sciiiii!!un casino......
hai detto delle bellissime cose,scisterina ly...qua io noto che le scisters hanno tutte molto talento davvero!!!
VVTTTTTB!
...IL GIRO DI VISITE DI CORTESIA NON E' ANCORA TERMINATO DEVI VENIRE A CASA MIA EH?EHM...UNICA LA JO..MERAVIGLIOSISSIMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
MI PIACE TROPPO TROPPO TROPPO..........................BRAVISCIMISCIMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
BACIOTTIDEPP
LY;-)
Bravissssima come sempre jemma mia!!!! certo questo capitolo è triste triste triste,ma immagino che servisse...l'hai scritto benissimo cmq!
Povero jackino...
mi sono messa sul serio a piangere mentre lo scrivevo... ma era l'unico compromesso narrativo che mi veniva in mente x far proseguire coerentemente la storia...
già che ci sono, e che non so quanto verrò oggi perchè devo stud, nuovo capitolo! ollè!
Capitolo XI
Il mio Capitano dormì tutto il giorno successivo, svegliandosi di tanto in tanto a soprassalti: nessuno aveva ancora scoperto come si fosse ferito. Io, dopo 48 ore di veglia, stavo crollando dal sonno ma restai fino a sera accanto a Jack. Gli cambiai due volte l’impacco e pulii da cima a fondo la cabina. Cotton aveva messo sulla fronte e sugli occhi del Capitano, annodandoglielo dietro la nuca, uno straccio bagnato d’acqua fresca per fargli passare il mal di testa e la febbre, che gli era leggermente salita intorno all’ora di pranzo. Mentre lo sbendavo per lavargli la ferita, nel tardo pomeriggio, la sua mano tremante cercò la mia e la strinse forte, intrecciando le nostre dita insieme. “Te re sa…?”, sillabò Jack con voce rotta: era la prima cosa che riusciva a dire da quella mattina. Sussurrai, per non fargli riconoscere la mia voce, “Sì, Jack, sono qui…” – “Perché non sei venuta l’altra notte?” – “Non parlare non sforzarti… te lo dirò poi…” – “Slegami lo straccio dalla fronte, ti prego… non ti vedo!” – “Non posso, se no ti sale la febbre…” – “Allora almeno dammi un bacio”. Incredibile, il marpione di sempre… “E sei sicuro che se lo faccio non ti salga UGUALMENTE la febbre?”. Rise. “Non so, ma se non lo fai giuro che per dispetto mi trasformo in un delfino!”. Come potevo correre questo rischio? Per la prima volta, baciai un Jack perfettamente sobrio e cosciente. “Non sparire questa volta… tra qualche ora Cotton mi leva il panno dagli occhi, resta almeno quanto basta per farti vedere… Come mai sei sulla Perla?”. Gli sigillai di nuovo le labbra con le mie e lo sgridai: “SE apri ancora quella bocca me ne vado! Ti ho detto che non devi sforzarti a parlare!”. Jack rimase incredibilmente, per la prima volta nella sua vita, muto come un pesce per almeno mezz’ora, accarezzandomi la mano e ricevendo ogni tanto un bacio. Mentre coccolavo il mio povero tesoro, successe una cosa buffissima: William entrò nella cabina per vedere come stava Jack, aprì la bocca per parlare ma il suono gli si strozzò in gola davanti al romantico quadretto di un mozzo che sfregava dolcemente la punta del naso contro quella del suo Capitano… scrollai le spalle e gli sorrisi, mi rispose con un cenno e un sorriso imbarazzato uscendo dalla porta della cabina all’indietro come un gambero… e dello stesso colore di un gambero! “C’è qualcuno, amore mio?” – “No, Jack, non… JACK! Come mi hai chiamato?”. Scoprì i denti d’oro in un sorriso beffardo. “Io? Niente, in nessun modo… hai capito male… amore mio!”. Meno male che era bendato. Ero dello stesso colore di William poco prima. Sentii la campana della cena… accidenti, era tardissimo! “O-ora devo andare!” – “ASPETTA! Dannazione, un secondo! Non puoi sempre fare puf, anche quando sono sobrio… devi dirmi quando ti vedrò!” – “Dopo cena! Verrò dopo cena! Te lo prometto…”, Jack mi lasciò la mano sospirando e sgattaiolai fuori in tempo per andare a servire il rancio. Elizabeth mi aspettava sorridendo davanti alla cambusa, prima che avesse il tempo di aprire bocca dissi: “NO, non ho niente da dichiarare, ok? Non gliel’ho ancora detto…”. Lei sorrise e annuì un po’ delusa…
Quella sera Gibbs, vedendo che Jack stava un po’ meglio, voleva farsi dire quello che era successo. Invece Jack, si vedeva lontano un miglio, voleva che lo lasciassero tutti in pace per aspettare la sua fanciulletta. Ma alla fine i suoi uomini lo convinsero a raccontare le vicende della notte prima.
SEI VERAMENTE UN MITOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
E' FANTASTICO..FANTASTICO..COME POSSO DIRE PER ESSERE DAVVERO CREDIBILE E DIRTI CHE MI PAICE UN CASINO MATTO????????????????????????????????????????????????????????????????????????
KE DOLCE MOMENTO QUELLO DI JACK..E TERESINA..BELLISSIMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
TVTRBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB
NON VEDO L'ORA DI LEGGERE IL SEGUITO..
LY;-)
grazie tesoro! credimi, mi fa davvero un piacere immenso che ti piaccia! da domani, inizia la parte più avventurosa del racconto.. oggi eri tristissima perchè ho scritto l'epilogo.... ma inizierò un sequel! ho già un'idea in testa! tvtb!
ke dramma quel capitolo...ho pianto anch'io...non riesco a immaginarlo nemmeno soffrire...loa doro troppo...sei stata così dolce...brava Ory...davvero.Davvero stupendo... :___) BaciDepp con lacrimuccia.
bravissima oryinaa miaa!
che bello un sequel O_______O
uuuuuuu!!!
io mi spavento pensando a qnt sarà lungo il mio....ehm *_________*
e voi vi romperete di leggerlo...
VVTTTTTTB!
il mio alla fine sono trenta pag! penso che appena mi maturo mi metterò ha scrivere un'altra cosa che ho in mente, e che poi nel corso dell'estate tornerò con Jack e Teresa! vvtb!
Dolsisssimisssimi...troppo brucilini jack e teresina insieme!!! nn vedo l'ora di sapere come andrà il loro primo vero appuntamento....che ansia!!!!....e jack che la chiama amore mio...AHRRRRRRRRR CHE AMORE!!!!!!!
Jemmina mia hai scritto davvero un'opera FANTASTICA!dovresti veramente pubblicarla!...wowwwww un sequel!!!!SCTUPENDISCIMO!!!!
che potrei pubblicarla, anche se ci fosse qualche editore disposto, ci sono i diritti d'autore sui personaggi, no? credo che sia vietato pubblicare una cosa del genere... non so, non me ne intendo ma... pensate che bello... trascinata in tribunale da Johnny... :)___________ "Sììììì, VOSTRO ONORE, MI DICHIARO COLPEVOLE, COLPEVOLE, COLPEVOLE!!!!"
E MI CONDANNASSERO..CHIEDEREI DI POTER ESPRIMERE UN SOLO DESIDERIO.."JOHNNY TI CHIEDO UNA SOLA NOTTE CON ME..TI PREGO..AMORE MIO..POI PAGHERO 'PER I MIEI ERRORIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII"
WOW CHE FIGATA...
VVB
LY;-)
DANNO ..PURE L'UMILIAZIONE DI MERDA..X ESSERE RESPINTA DALL'AMORE DELLA MIA VITA..MEGLIO STARE ZITTA ED ACCONTENTARSI DI AVERLO POTUTO VEDERE..........
l'ho finito io, devo ancora postare una decina di capitoli! ecco il prossimo!
Capitolo XII
“Ieri sera, quando ci siamo separati, non sono andato a fare nessun giro di visite. Dovevo risolvere una questione: forse nessuno di voi se ne è accorto ma da qualche settimana c’è un presunto mercantile spagnolo che segue la Perla, e neanche troppo da lontano… è stato in vista otto giorni fa e di nuovo l’altroieri. E prima ancora, l’ho notato casualmente guardando a sud ovest con il cannocchiale. Insomma, è sulla nostra rotta. Ogni volta che approdiamo da qualche parte, mi accorgo che nella folla incontro sempre due uomini, uno con un grosso tatuaggio sul bicipite, uno senza un occhio. Sempre loro due, in qualsiasi porto. Ci pedinano appena tocchiamo terra. È evidente che sono due passeggeri del presunto mercantile spagnolo. Inoltre, Cotton è venuto a lamentarsi con me del fatto che il suo pappagallo ogni tanto sparisce… beh, ovviamente lui viene a riferirmelo quando il pappagallo torna, perché se no non ha modo di spiegarmelo, quindi non ho le prove che sia vero… ma Cotton sospetta che qualcuno usi Pappagallo Cotton come piccione viaggiatore senza il mio permesso. Insomma, signori… abbiamo una spia a bordo!”. Noi tutti dentro la cabina ci guardammo con sospetto… “Una spia che comunica la nostra rotta e le nostre soste in anticipo al mercantile dietro di noi. È per questo che ho deciso di approdare su questa costa… il cibo sarebbe bastato, ma volevo affrontare i due uomini e farli cantare, per stanare lo sporco traditore che viaggia sulla mia Perla. Così, appena ho individuato uno dei nostri due inseguitori tra la gente del porto, mi sono staccato da voi con una scusa e l’ho raggiunto dopo una corsa bloccandolo in un vicolo cieco. Era l’uomo senza un occhio. L’ho minacciato e il vigliacco ha confessato che sul mercantile ci sono dei mercenari spagnoli assoldati da sua maestà per trovare il leggendario Occhio di Drago. La spia sulla Perla deve averli informati che quella è anche la nostra meta e che sappiamo dove trovare la mappa. Prima che riuscissi a far cantare il mio amico riguardo alla spia, il suo collega mi ha attaccato alle spalle. Abbiamo iniziato a combattere, l’ho ucciso ma quello senza l’occhio nel frattempo mi ha trafitto al fianco ed è scappato, credendomi morto. Ma sono riuscito a tornare alla Perla. E vorrei dire al volgare traditore che osa infangare del suo sudiciume la mia nave, che scriva pure ai suoi alleati che sono vivo e vegeto, e che non ho cambiato rotta. Che tra una settimana avrò quella mappa e a quel punto la seguirò per arrivare all’Occhio di Drago. E loro, se vorranno, potranno starci dietro tutto il tempo. Ma prima di prendermi il MIO rubino, se saranno ancora alle nostre spalle, invertirò la rotta, ci sarà una grande battaglia e nessuno di loro resterà vivo…”. Un silenzio di tomba riempì la cabina. Nessuno avrebbe mai pensato che ci potesse essere una spia a bordo della Perla Nera. Gibbs parlò per primo: “Capitano… una volta avevi accennato al fatto che… potrebbe esserci una viaggiatrice clandestina… non hai pensato che forse…” – “Signor Gibbs, non so cosa ci faccia quella ragazza a bordo. Ci ho pensato, non escludo che possa essere lei a tradirci.”
Dopo aver finito il suo racconto, Jack chiese di essere lasciato solo. Stava meglio, non soffriva più molto ma riusciva appena ad alzarsi dal letto. Cotton cercò di mettergli il panno umido in testa ma lui si rifiutò categoricamente (ed io ero l’unica a sapere perché…) e cacciò tutti dalla cabina. Molti pensieri confusi si rincorrevano nella mia testa. A quel punto non potevo certamente più confessare a Jack che Teresa e Grillo erano la stessa persona perché avrebbe perso la fiducia in me, considerando che gli avevo mentito sul mio nome e sul mio sesso, e avrebbe senz’altro creduto che la spia ero io. Ma d’altra parte non potevo neanche far finta di nulla: aveva detto chiaramente a Gibbs che la traditrice poteva anche essere la clandestina e questo mi faceva impazzire: non si fidava di me! Di Teresa! Eppure quel pomeriggio mi aveva chiamata “amore mio…”: com’era possibile? Dovevo fare qualcosa, nonostante fosse diventato molto rischioso. E dovevo farlo finché Jack era convalescente… e innocuo.
Scrissi in fretta su un biglietto: “Rimettiti la benda!” e lo lasciai scivolare sotto la porta della cabina del Capitano, poi mi nascosi nel mio anfratto preferito, dietro la scaletta, spiando i movimenti di Jack da una fessura del legno. Jack vide il foglietto e si alzò bestemmiando dal letto, con grande fatica. Lo lesse e sorrise, rimase qualche secondo indeciso, poi prese la sua bandana rossa dalla scrivania e se la annodò molto molle dietro la nuca. “Sempre il solito imbroglione”, pensai… nel frattempo la mosca cieca si era riseduta a tentoni sul letto. Entrai senza fare il minimo rumore, temendo che si sarebbe strappato la benda dagli occhi appena mi avesse sentita avvicinarmi: gli arrivai prudentemente alle spalle, silenziosa come un gatto, e prima che avesse il tempo di fare “ah!” afferrai le cocche del fazzoletto e gliele annodai belle strette, mentre lui si metteva a ridere. “Come mai è necessaria questa formalità?”, mi chiese girandosi mentre mi afferrava un braccio e mi faceva sedere sulle sue ginocchia (fortuna che mi ero messa una morbida camicia di Will, o avrebbe riconosciuto subito al tatto la mia…): “speravo che ti fidassi di me…” – “PRECISAMENTE… anch’io speravo che TU ti fidassi di ME, Jack… tu pensi che io sia una spia!” – “Tesoro, ci sono elementi che non consideri… tu di me sai tutto, io so solo che ti sei imbarcata clandestinamente sulla mia nave e che mi tieni compagnia quando sono poco lucido o bendato… niente da discutere sulla qualità di questa compagnia, ma capisci che non mi dai ragioni di fidarmi di te!” – “NON SONO UNA SPIA!”, sibilai: non potevo alzare la voce o temevo che avrebbe riconosciuto “Grillo”. Jack cercò di baciarmi alla cieca ma girai il viso: ero nera di rabbia. “Non ho detto che sei sicuramente tu, ma sei l’unica su questa nave di cui non mi posso fidare! Non mi hai mai dato motivo di…” – “Temo dovrai accontentarti della mia parola: ti do la mia parola che non sono io la spia!”, dissi svicolandomi dalle sue braccia. “E ora mettiti giù in silenzio, che ti cambio l’impacco!”. Jack obbedì senza fiatare, sbuffando. Gli levai le garze vecchie e gli misi quelle pulite e le medicine che aveva comprato William. Poi gli stampai un bacio sullo sterno, all’altezza del cuore, accanto a una vecchia cicatrice. “Ora vado. Guarisci presto amore mio” – “Grazie Ter… TERESA! Come hai detto scusa?” – “Io non ho detto niente, hai capito male… amore mio!”. Me ne andai sorridendo delle guance color gambero di Jack.
teneriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! :___) grazie tesore... andrà tutto bene, vedrete... ma cosa deve pensare il mio povero Jackino? ora inizia l'avventura vera e propria! vvtb!
guardate che jane si potrebbe offendere se dite che teresa e jack sono la coppia perfetta........
ma scherzooooooooo
cmq sei bravissima jammy davvero,te lo dico di tutto cuore....
ahahahaha sapete quanti ergastoli ci faremmo dare per lui?????
VVTTTTTTTTTB!
farebbe coppia perfetta con chiunque... -__- però in un attacco di romanticismo oggi l'ho fotografato col la VERA donna della sua vita, la sua mogliettina... ^__^ un fotomontaggio stupendo, di lui con aria subdola e io col vestito rosa da principessa che avevo trovato a parigi!
te la manderei ma lho salvata come ritaglio di word e non so come fare! devo stamparla e poi riprenderla con lo scanner... appena ci riesco, ve la mando! Clo, te l'ho mandata!
Capitolo XIII
“Buongiorno Jack, come ti senti?” – “Ciao Grillo! Io sto benissimo, ma vieni a levarmi questa bandana dagli occhi… il nodo è talmente stretto che ho provato inutilmente a scioglierlo tutta la notte…”. Gli levai il fazzoletto e scoppiai a ridere vedendo lo stampo delle pieghe della stoffa sulla fronte di Jack: avevo un po’ esagerato la sera prima! “Siamo indietro con le lezioni di S.I.S.: stamattina devi almeno imparare come disarmare l’avversario con un calcio al polso…” – “Jack, io non credo che stamattina dovresti sforzarti… facciamo un altro giorno?” – “Non pensarci neanche! Mi sei stato a sentire ieri sera? Presto ci sarà una grande battaglia e ogni uomo a bordo di questa nave dovrà valere per dieci…”. Jack non volle sentire ragioni: si alzò, senza neanche mettersi la camicia prese le nostre spade e andò sul ponte borbottando “è solo che sei un lavativo…”. Quando si metteva in testa qualcosa, era irremovibile. Mi diede due ore di lezione ininterrotte, sotto gli occhi un po’ preoccupati di Gibbs, che esaminava pensoso l’allargarsi della macchia di sangue sulle garze Jack a ogni suo movimento. Mentre ci sciacquavamo il sudore in un secchio, il mio Capitano mi guardò perplesso e mi chiese: “Sei freddoloso?” – “No, perché?” – “Oh, niente… pensavo solo che dopo due ore di allenamento non hai ancora sentito il bisogno di levarti la camicia… non patisci il caldo, è un’ottima cosa!”. In realtà stavo più o meno morendo soffocata e il bisogno di levarmi la camicia l’avevo sentito eccome, ma NON POTEVO! Quindi lanciai uno sguardo d’odio e invidia al torso nudo di Jack, che fraintese totalmente e credendo che guardassi la benda mi disse di non preoccuparmi.
Passarono alcuni giorni: Jack era pallido e stanco ma non si risparmiava, impegnandosi il triplo del solito per far arrivare la Perla a destinazione il prima possibile. Ogni giorno mi dava lezioni di S.I.S., alla fine della settimana a suo dire ero in grado di sostenere un duello.
Della spia non si era più parlato, ma il pappagallo di Cotton era sparito tornando solo dopo un paio di giorni. Evidentemente i mercenari avevano accettato la sfida di Jack, perché il finto mercantile era sempre alle nostre spalle, pur non riuscendo a raggiungere in velocità la Perla.
Dietro la scaletta avevo trovato un altro messaggio per Teresa:
“Cara Signorina, o ‘amore mio’, che dir si voglia,
grazie per avermi lasciato ore e ore preda di un fazzoletto assassino… a parte questo, volevo chiederti un favore… dal momento che mi hai dato la tua parola d’onore che non sei tu la spia, e dal momento che hai questa capacità innata di diventare invisibile quando ti vuoi nascondere, perché non fai qualcosa per renderti utile? Portami il traditore. Trova l’uomo che aiuta i mercenari e mi fiderò di te. E giacché mi sembra che tu non abbia ancora intenzione di farti vedere e di dirmi cosa fai sulla mia nave, abbi almeno la bontà di venirmi a trovare ogni tanto, come hai fatto l’altra sera, coprendomi gli occhi (possibilmente senza bloccarmi l’afflusso di sangue al cervello, la prossima volta…): sarebbe una visita gradita.
A presto
Jack”
Così Jack mi scaricava le indagini… carino da parte sua! Carino anche il velato tentativo di “arrembaggio” in fondo alla lettera. Gli lasciai la risposta nel solito angolo:
“Caro amore mio, o ‘mosca cieca’, come preferisci,
per farmi perdonare del fazzoletto, farò del mio meglio per portarti quell’uomo. Per quanto riguarda le visite gradite, va bene, se ti benderai come l’ultima volta verrò a trovarti volentieri. Ma dovrai avere anche dei ferri ai polsi, una palla al piede, una corda intorno alle braccia ed essere chiuso dentro un baule. A quel punto, starò con te tutto il tempo che vorrai.
Tua
Teresa”
Mentre Jack leggeva la mia lettera, io gli stavo pulendo la cabina e fui veramente fiera di me stessa quando lo sentii commentare a voce alta “CHE DONNA!!!”. Una soddisfazione incommensurabile.
Finalmente un bel mattino Joannes, di vedetta, urlò “TERRA, TERRA!”. Jack si sporse a prua, col sorriso di un bambino, gridando eccitato “Sì, lo riconosco! Quello è l’isolotto di cui sono governatore!”. Gettammo l’ancora e scendemmo in otto o nove sulla spiaggia bianca, William ed Elizabeth erano con noi. Jack lanciò uno sguardo sensuale a Liz e le sussurrò: “È un vero peccato che non abbia funzionato tra noi, tesoro…”, Will rimase piuttosto indifferente. Probabilmente dopo averlo visto sbaciucchiare il suo mozzo non confidava più molto nella virilità di Jack… Riaprimmo il vecchio deposito vuoto dei contrabbandieri e Jack non riuscì a trattenere una lacrimuccia, borbottando con astio a Elizabeth “questo posto una volta era pieno di ottimo rum…”, poi Quito trovò le carte in un angolo, i pirati le esaminarono e si trovarono tutti concordi nel dire che erano davvero l’unica autentica mappa per l’Occhio di Drago.
Quella sera, Jack mise già la Perla sulla rotta per distanziare il mercantile, ma questo non ci impedì di fare l’ennesima grande festa. “Teresa non va a trovare il suo cavaliere, stasera?”, mi chiese Elizabeth. “Teresa stasera ha da fare… mentre tutti sono sul ponte a ubriacarsi, frugherò nelle cuccette dei marinai: Jack vuole che trovi la spia.” – “Penso che Jack preferirebbe una visita di cortesia. Comunque buona fortuna per le tue indagini! Tra quattro giorni raggiungeremo la colonia inglese di Oxbay e io e William vi saluteremo… Jack ci lascerà lì da mio zio, che provvederà a rimandarci a casa a Port Royal…” – “Mi mancherai, Liz!” – “Anche tu… scrivimi, quando hai tempo. E abbi cura di Jack!”. Quella sera ispezionai le cuccette e il trespolo di Pappagallo Cotton in cerca di indizi, ma non trovai niente di interessante. Tornai a vedere cosa combinava l’ “amore mio”, ma arrivai giusto in tempo per aiutare Gibbs a trasportarlo in cabina in piena Fase Sacco Di Patate.
sto leggendo con tanto interesse, le vostre storie sono interessanti, avvincenti e per nulla noiose...credo che vi chiederò sequel di continuo non so come farò quando tutte saranno finite :___( ...BaciDepp vvtrb...
Jemma è BELLISSIMISSIMO questo capitolo...come tutti gli altri del resto...sono ripetitiva,anzi ripetitivissima,lo so...ma nn so che altro dire...SEI VERAMENTE UNA SCRITTRICE!
ve lo posto sotto! Ma... ultimamente mi sta leggendo solo Lavyssima? uffi... nessuno è più interessato alle sorti di Teresa! e pensare che ho iniziato FF2! sì, ebbene sì! ho scritto già il primo capitolo, ma lo devo rivedere... non vi libererete di Tere facilmente!
Capitolo XIV
Mentre gli servivo la colazione il mattino dopo, Jack aveva un’aria distratta e trasognata. “Grillo, quella ragazza stanotte è tornata da me…”. Mi cadde il vassoio dalle mani. “Ma che combini incapace? Ti stavo dicendo che stanotte la ragazza è…” – “L’hai sicuramente sognata.” – “Questa volta no. Era più realistico del solito. Fidati, questa volta non me la sono sognata.”. Rimasi zitta ma il cuore mi batteva forte. Io NON ero stata con Jack quella notte, e certo neanche Elizabeth… Jack stava incominciando ad impazzire? O ero io che non c’ero più tanto con la testa? Quella sera, avevo visto un fantasma. Un fantasma incappucciato di nero che si aggirava per il ponte della Perla. Anche Gibbs lo aveva visto. “È l’anima di Barbossa, il penultimo Capitano di questa nave. Nelle notti di plenilunio si aggira spesso qui nei dintorni. Non gli devi mai parlare o, a quanto si dice, morirai entro una settimana”. Le superstizioni di Gibbs erano ridicole. Eppure quella figura spettrale mi metteva i brividi.
Man mano che ci avvicinavamo all’isola dell’Occhio di Drago, Jack si sentiva il fiato sul collo. Già l’idea di scalare a Oxbay tre giorni dopo per lasciare William ed Elizabeth gli sembrava un enorme rallentamento, ma ormai aveva dato la sua parola di uomo disonesto e non poteva tirarsi indietro. Era nervoso e stanco, la ferita stentava a chiudersi e lui diventava più pallido e più magro a vista d’occhio. Anche il mattino dopo, mi disse con un sorriso misterioso che la ragazza lo era andato a trovare. Iniziavo a temere che fosse malato. Mangiava poco, rideva sempre meno. Aveva persino smesso di gesticolare e… di bere rum! Erano due giorni che non toccava una goccia di rum. Anzi, non toccava proprio alcol, tranne il bicchiere di vino che teneva sul comodino, perché quello “fa buon sangue”. Era davvero preoccupante.
All’alba del terzo giorno, mi appostai dietro la scaletta per vedere se notavo qualcosa di strano intorno alla cabina di Jack. Il sole non era ancora sorto sull’orizzonte quando la porta della cabina si aprì e ne uscì il fantasma incappucciato di Capitan Barbossa. Trattenni a stento un urlo e paralizzata dall’orrore vidi la nera figura incappucciata sparire sottocoperta. Mi precipitai da Jack. Era tranquillamente addormentato, con un sorriso sereno sul viso. All’interno della stanza era tutto normale, tutto in ordine. Gli oggetti erano al loro posto, la fiaschetta e il bicchiere di Jack luccicavano sul comodino. “Un goccetto è quello che ci vuole…”, pensai. Ma mentre alzavo la coppa per versarmi un po’ di vino, notai una strana condensa bianca sul suo fondo. Una polverina si era depositata dentro a quel bicchiere, come se fosse un residuo del vino. Ne raschiai un pizzico con le unghie e con il mio campione corsi a svegliare Gibbs. “Signor Gibbs! Mi sa dire che cos’è questo?”. Lui prese qualche granello di polvere sulla punta dell’indice e se la portò alla bocca con aria da intenditore. Assaggiò per qualche secondo, poi mi guardò sospettoso: “Dove l’hai trovata questa Ranocchio? È un preparato a base di alghe rosse sminuzzate. È un veleno comune, non molto potente: ci vogliono giorni per uccidere un uomo con questa roba, ma è comunque pericoloso… si può sapere dove…” – “Nel bicchiere di Jack! QUALCUNO STA CERCANDO DI UCCIDERLO! E so anche chi… il fantasma di Barbossa! L’ho visto uscire dalla sua cabina venti minuti fa…”. Gibbs era stupito quanto me. “Ecco perché Jack sta così male ultimamente… mi sembrava strano, lui è sempre guarito in fretta! Vieni, andiamo a parlargli”.
Cinque minuti dopo, avevamo messo Jack a parte del fatto che qualcuno a bordo della Perla voleva avvelenarlo mettendogli di notte alghe rosse nel vino. A questo punto ci saremmo aspettati uno dei soliti scoppi d’ira di Jack, con tanto di pugni sulle pareti e allegre imprecazioni. Invece no. Mormorò solo “non ci posso credere…” e sui suoi profondi occhi vivaci calò un velo di tristezza. “È la ragazza. Non è un fantasma, è lei, è Teresa. Sono due notti che viene qui e che si siede accanto a me. Mi sveglio e la vedo. Stamattina l’ho sorpresa a riempirmi la coppa, pensavo che fosse una gentilezza… e invece… mi aveva giurato che non era lei la spia! Ma mi ha mentito. È lei che ci sta tradendo e che sta cercando di uccidermi. Non mi ha infilzato perché non vuole dare nell’occhio, forse spera che dandomi del veleno potrà sembrare una morte naturale…”. Jack fissava il vuoto e la sua voce era bassa e monocorde. Io avevo gli occhi pieni di lacrime e avrei voluto urlare. Qualcuno stava cercando di uccidere il MIO uomo e lui pensava che fossi io. Era più di quanto potessi sopportare. “Domani mattina arriveremo a Oxbay. È l’ultima notte sulla Perla per Will e Liz, stasera dormirò con loro e non correrò rischi. Domani mattina ci penseremo.” – “Ma Jack! Non sarebbe meglio se facessi finta di non sapere niente e la aspettassi sveglio nella tua cabina per catturarla?” – “No, Gibbs. Non riuscirei mai a catturarla, se me la trovassi davanti ora la ucciderei. E ci serve viva per interrogarla, giusto? Quindi è meglio aspettare qualche giorno. Non mi fido più di me stesso”.
Mi sfogai con Elizabeth ma per una volta neanche lei ci capiva più nulla e non sapeva che consigliarmi. La prima cosa da fare, pensai, era fermare chi voleva morto Jack. E presi una decisione.
bravissima,tesoro... io ti leggo sempre,solo che in questa settimana sono impegnata con danza..ho meno tempo per postare spesso... appena ho finito di leggere i mess posto la mia FF corretta e cmq grazie per avermela inviata tutta,sei davvero un portento...uno stile bellissimo,non c'è che dire!!!
ho deciso che al mare continuerò la mia su un quaderno,anche in spiaggia,appena potrò
VVTTTTTTB!
Noooooooooo NON PUO' PENSARE CHE SIA TERESINA!!!! JACK NON E' LEI CHE TI VUOLE MORTO!!!!!!...che brutta situazione...povera teresina!deve assolutamente trovare il fantasma di barbossa e annientarlo in qualche modo!CE LA FARA'!
Bravissima come sempre la mia Jemma scrittrice...già incominciato la ff2????GRANDISSIMA!!!
Bravisssima Clo tesoro...farò così anch'io al mare appena avrò tempo!
bellissima l'idea della polverina bianca..poerello jackino nostro..tutti lo volgio no tutti lo cercano ma chi selo piglia???????????????????????????????
ehm mi prenoto................
ly,-)
l'ho finito ma lo sto leggendo...tutte le sere quando le mie due pesti sono a letto, però l'ho ricominciato da capo l'ho voluto rileggere tutto con calma...stai scrivendo anche il due? TesOry...che meraviglia... :____) tvtrb e mi piace da matti, sia la storia che il modo in cui la scrivi...sei eccezionale,davvero!!!BaciDepp e BaciSperrow...oddio :___D
:___) sì, sto scrivendo il due, ma mi dispiace lasciarlo come l'ho iniziato perchè comincia proprio in medias res e non so se voglio buttarlo subito sull'azione o passare prima un po' di tempo sulla Perla, come avevo fatto nel primo... perchè la mia trama adesso prevede una mia momentanea avventura "solista" a terra, con tutto quello che ne consegue... ma mi spiace lasciare solo Jack per 5 o 6 capitoli!
nel quale scopriremo che non sono l'unica talpa sulla Perla!
Capitolo XV
Quando venne sera, presi la mia spada e mi infilai nel letto di Jack. Tirai su le coperte fino al mento e rimasi lì in silenzio, stropicciandomi gli occhi per non addormentarmi. Passarono ore e ore e stavo per cedere al sonno, quando all’improvviso i cardini cigolanti della porta della cabina mi avvertirono che stava entrando qualcuno. Era la figura incappucciata. Tirai le coperte ancora più su per non farmi riconoscere. Il “fantasma” strisciò silenzioso fino al comodino, tirò una fialetta fuori dalla tasca e ne fece scivolare il contenuto nel vino di Jack. Poi appoggiò una mano dove il lenzuolo copriva la mia testa, facendomi una carezza. Tentò di scoprirmi il viso ma prima che ne avesse il tempo scattai fuori dal letto sguainando la spada. L’ombra con un ringhio di sorpresa mi puntò contro la sua facendo un balzo indietro, e iniziammo a combattere per la stanza. Non so se fu merito delle lezioni di S.I.S. di Jack, o del fatto che doveva essere difficile duellare con quel pesante mantello nero, ma atterrai in pochi minuti il mio avversario, ferendogli una spalla. “Tieni su le mani! E fatti vedere in faccia, cane rognoso!”. L’ombra si levò il cappuccio e un bel viso fremente di rabbia fece capolino dal mantello nero. “ANNAMARIA!” – “E tu sei Grillo, che mi ferma per la seconda volta”. Mentre lei diceva così con uno sguardo carico d’odio, cinque o sei pirati, svegliati dal rumore del duello, si precipitarono nella stanza. Con loro c’era Jack. “Ma… Annamaria, sei tu? Sei stata tu tutto il tempo?” – “Che diavolo stai blaterando?”. Jack non sembrava credere ai suoi occhi. “Da quando sei sulla Perla?” – “Dopo che mi hai vergognosamente lasciata a riva, venendo meno ai patti, mi sono imbarcata con dei mercenari spagnoli che cercavano l’Occhio di Drago, non sapendo ancora che anche tu lo cercavi. Per caso il mio galeone si è trovato a fare scalo nello stesso porto della tua Perla e io ho disertato e mi sono imbarcata qui clandestinamente mentre festeggiavate ubriachi, per prendermi ciò che mi era dovuto… quando mi sono resa conto che cercavate lo stesso tesoro del galeone, ho pensato che avrei guadagnato di più a restare alla parte spagnola e ho venduto la vostra rotta.”. Va specificato che tra pirati ingannare è una cosa normale, quindi nessuno dei presenti era stupito o scandalizzato per il tradimento di Annamaria, anzi, sembravano quasi ammirati. L’unico pensoso era Jack. “E poi quando questo lurido imbroglione è stato ferito e mi ha fatto mandare quel messaggio… il Capitano del galeone mi ha ordinato di somministrargli delle alghe rosse per debilitarlo prima della grande battaglia, sperando che senza una guida la ciurma non avrebbe saputo difendersi… non stavo cercando di ucciderti, Jack…. Stavo solo spianando la strada per farti uccidere dal altri!” disse Annamaria con aria candida. “Lo spionaggio è un conto, è legittimo, ma perché tutto il resto?! Perché i baci e…” – “IL bacio Jack, IL bacio. Ok, va bene, ti ho dato UN bacio. Diciamo che mi dispiaceva avvelenarti, ecco…” – “Tu mi hai anche raccontato un sacco di frottole, ti sei inventata un nome falso, mi hai scritto lettere e…”… ma Annamaria non lo stava più a sentire. Si era levata il mantello e si massaggiava perplessa la ferita. “Che ne farai di me? Se mi uccidi, dimmelo subito, altrimenti portami delle garze, mi brucia la spalla…”, disse lei spiccia. Ammiravo il coraggio di Annamaria. Si era comportata in maniera perfettamente logica e coerente, dal suo punto di vista. Ma aveva inconsapevolmente fatto in modo che Jack non credesse più all’esistenza di Teresa. E poi quella storia del bacio… non mi andava proprio giù! “Non ti ucciderò per il momento. Signori, rinchiudetela nelle celle della Perla! Non posso pensarci adesso, quando avremo l’Occhio di Drago decideremo cosa fare di lei!”. Mentre Annamaria veniva portata via, Jack mi sussurrò “Grazie… te l’ho detto che diventerai un bravo spadaccino!”, e uscì dalla cabina con uno sguardo malinconico.
Corsi da Elizabeth a raccontarle tutto. “Capisci?! Ora lui non crede più nell’esistenza di nessuna Teresa!” – “Forse è meglio così, Tessy… magari è un po’ deluso, ma pensaci bene, se gli avessi a suo tempo detto tutto, tra pochi giorni separavi sarebbe stato atroce per entrambi…” – “E ora lo sarà solo per me, è questo che intendi?”. Elizabeth sospirò. “Mi dispiace tanto… mi raccomando, non fare puf, come direbbe Jack: scrivimi e fammi sapere come stai, tra qualche giorno!”.
Il mattino dopo, arrivammo a Oxbay e salutammo Will e Liz. Lasciarli andare fu tristissimo: avevo perso la mia unica confidente e la mia triglia preferita. Mentre sbarcavano, Jack mandò un bacio ad Elizabeth e William, che era accanto a lei, credette che il mio Capitano si rivolgesse a lui e scrollò le spalle, mandando rassegnato due baci a me e a Jack… evidentemente, avrà pensato che sulla Perla usava così…
Portai da mangiare ad Annamaria, che si stava medicando la ferita. Sembrava piuttosto tranquilla, non aveva paura. “Grillo, mi mandi giù qualche straccio nuovo? La mia camicia si è strappata e non mi sembra il caso di starmene mezza nuda in mezzo a voi pirati!”. Ah, come la capivo. Andai da Jack: era nella sua cabina, seduto sul letto, si girava tra le dita la mia vecchia lettera… “Ranocchio, non ci posso credere che sia stata così crudele con me… eppure mi ha sempre amato, quella fanciulletta!” – “Mi dispiace Jack…” – “Non pensarci. Sei stato in gamba ieri... come sta lei?” – “Ti manda a chiedere un vestito, il suo si è strappato…”. Jack si alzò sospirando e aprì l’armadio, tirando fuori il “mio” abito. “Dalle questo. Capirà.”. A dire il vero Annamaria ovviamente non capì, ma un vestito vale l’altro, giusto?
sapete perchè la lei si chiama Teresa? per Rimini, una canzone di De Andrè, lo so che lo dico sempre ma forse la mia preferita...
Teresa ha gli occhi secchi
guarda verso il mare
per lei figlia di pirati
penso che sia normale.
Teresa parla poco
ha labbra screpolate
mi indica un amore perso
a Rimini d'estate.
Lei dice bruciato in piazza
dalla Santa Inquisizione
forse perduto a Cuba
nella rivoluzione
o nel porto di New York
nella caccia alle streghe
oppure in nessun posto
ma nessuno le crede.
Rimini, Rimini.
E Colombo la chiama
dalla sua portantina
lei gli toglie le manette ai polsi
gli rimbocca le lenzuola.
"Per un triste re cattolico- le dice-
ho inventato un regno
e lui lo ha macellato
su una croce di legno.
E due errori ho commesso
due errori di saggezza
abortire l'America
e poi guardarla con dolcezza
ma voi che siete uomini
sotto il vento e le vele
non regalate terre promesse
a chi non le mantiene".
Rimini, Rimini.
Ora Teresa è all'Harry's Bar
guarda verso il mare
per lei figlia di droghieri
penso sia normale.
Porta una lametta al collo
è vecchia di cent'anni
di lei ho saputo poco
ma sembra non inganni.
"E un errore ho commesso- dice-
un errore di saggezza
abortire il figlio del bagnino
e poi guardarlo con dolcezza
ma voi che siete a Rimini
tra i gelati e le bandiere
non fate più scommesse
sulla figlia del droghiere".
Rimini, Rimini.
grande jo
io invece jane l'ho scelto sia perchè il nome mi piaceva molto ragione stupida,lo so... :)ma anche perchè la mia scrittrice preferita è jane austen...
chiedevo infatti il perchè di quel nome...bello, per carità...ma inusuale...Ory...comunque Elizabeth non mi convince ...per il resto ho letto per la prima volta la fine del capitolo 15...Ory...mi piace da matti... :___)
piace tantissimo quando dice "abortire l'America/il figlio del bagnino e poi... guardarla/o con dolcezza...", è efficace da morire, esprime dolore, tenerezza, rimpianto, amore, odio, rifiuto, diperazione... è straordinario! Teresa è per questo, perchè è figlia di pirati (o più probabilmente di droghieri...), perchè è una sognatrice, perchè ha amato tantissimo qualcuno che ha evidentemente perso... o che non ha mai veramente avuto. il genere di amore che sento per Jack, unito al fatto che lui non esiste...
Elizabeth è ambigua come Renato Zero, se non dipppiù!!! ho rivisto la scena tagliata sul ponte di lei e Jack... JACK SE L'è SGAMATA! le dice "siamo come due gocce d'acqua..." LUI HA CAPITO TUTTO!!!
no, perchè io e la Ory pensiamo che il personaggio di Elizabeth, nel film e di riflesso nel mio racconto, sia tremendamente ambiguo... non si sa mai da che parte sta, vero? ama il Triglia, ok, ma non si fa scrupoli a promettersi in matrimonio e poi cambiare bandiera....e soprattutto, sull'isola con Jack... non sembra anche a voi che quella sera lei non pensasse affatto a bruciargli il rum e farsi salvare? daiiii! ancora un secondo e gli saltava addosso! quando gli si piazza sulla spalla e fa la smielosa... poi lui ci prova, lei si tira indietro ma non in maniera così... CONVINTA, vi pare? gli dice solo che "non ha bevuto abbastanza"... per la serie "fammi bere e sono tua"!!!!! e Jack fa marcia indietro x fare il signore, probabilmente... non so cosa scatta a quel momento, lui si ubriaca e lei lo guarda in un modo... e in quel momento capisci che sta tramando qualcosa! ma fino a un attimo prima chi ci pensava?!?! insomma, è ambigua marcia! la mia teoria è che sia un po' falsa, a modo suo... forse l'hanno voluta fare così... quando all'inizio con barbossa magia tutta precisina x fare l'educata? e anche con Will, ha sempre un comportamento un po' ambiguo, sembra più che altro che gli salterebbe addosso da un momento all'altro ma che non abbia un'altissima concezione di lui... ne parla sempre come di un bravo bimbo un po' scemo...
Vero vero...sono d'accordissima con te jemma..Liz è un personaggio un po' ambiguo per tutti i motivi che hai già detto e spero che in potc2 si riesca a capire un po' meglio com'è realmente...
Bellissima davvero la canzone con la tua teresina di de andrè...
Johnny ESISTE...eccome se esiste!con la sua esistenza ha reso la nostra esistenza migliore....GRAZIEEEEEEE ANGELO NOSTRO!!!!!!!!!!TI AMIAMO ALL'INFINITOOOOOO!!!!!!!
Capitolo XVI
A parte un po’ di malinconia, come aveva predetto Elizabeth, Jack era tornato quello di sempre. Si stava rapidamente riprendendo dalle alghe rosse e dalla ferita, aveva ricominciato a ridere, gesticolare e bere rum. Si era accorto che il mercantile spagnolo continuava a seguirci: evidentemente Annamaria aveva fatto in tempo a scrivere la nostra rotta, prima di venire catturata. E così aveva aumentato le lezioni di S.I.S., in previsione della “grande battaglia”. Scrivere, invece, non gli interessava più. Aveva smesso di tappezzare le superfici di “Teresa, Teresa, Teresa…” e se da un lato questo mi sollevava, dall’altro mi attanagliava la gola di dolore. Anche solo il pensiero di non poterlo baciare MAI più mi tormentava e non riuscivo a dimenticare il suo sapore, misto di tabacco (da fiuto), menta (il suo profuma-alito preferito) e… rum (da quello non ci si danna…). Quei giorni dopo la notte della cattura di Annamaria, furono i peggiori in assoluto del mio soggiorno sulla Perla. Peggiori anche di quelli della convalescenza di Jack: quando stava male, svegliandosi aveva cercato la mia mano e sussurrato “Teresa” e io quel momento non riuscivo a scordarlo. Adesso invece non esistevo più. Teresa era solo uno scherzo crudele di Annamaria, per lui. Jack non la voleva neanche vedere, e così non avevano avuto modo di chiarirsi riguardo alla lettera e al resto. Teresa per Jack era definitivamente morta. Purtroppo per me, Jack per Teresa non lo era, e quel periodo fu un vero inferno.
La Perla dunque navigava veloce verso l’Isola dell’Occhio, con il mercantile sempre alle calcagna. L’entusiasmo della caccia al tesoro fece scordare a Jack in breve tempo la malinconia per la “morte” della “fanciulletta de suoi sogni” e il mio Capitano ricominciò ad allietare la sua ciurma con motti di buon augurio quali “Non tutti i tesori sono d’oro e d’argento… ci sono anche i rubini!” oppure “rosso di sera dispiega la vela!” o “larga la faglia, stretta la stia, la nave che affonda non è certo la mia!” eccetera… a parte dispensare perle di saggezza e darmi lezioni di S.I.S., Jack in quei giorni adorava Fare Promesse. Era in quella fase ottimistica in cui il tesoro gli sembrava vicino e voleva esorcizzare la paura della battaglia, quindi prometteva a tutta la ciurma grandi ricompense, una volta trovato l’Occhio. Io secondo i suoi pronostici avrei potuto comprare un galeone e darmi onestamente alla pirateria come Capitano, facendo di lui un Commodoro e regalandogli un bel cappello grande. “Jack, io devo andare in Inghilterra!” – “Tu sprechi un talento, ragazzo mio… cos’è poi che ti spinge nel vecchio mondo?” – “Devo cercare una persona.” – “Una fanciulla?” – “No.” – “Bah… comunque sia, butti via una grande occasione…” eccetera eccetera. Questi discorsi tra me e Jack non finivano mai.
Un mattino che ero di vedetta, vidi di fronte a noi una nave con una grande stella rossa in campo oro come stendardo. Corsi ad avvisare Jack, che sembrò felice della notizia. “Signori! Giù le ancore! Ieri notte abbiamo distanziato di molto il mercantile… fermiamoci a salutare i fratelli della costa!”. Gibbs mi spiegò che Jack era in ottimi rapporti con Derek, il Capitano della Stella Rossa, e che spesso avevano combattuto insieme. Così la Perla e la Stella si affiancarono e furono gettate le passerelle. I due Capitani si corsero incontro e si abbracciarono calorosamente (“quanto vorrei che Will fosse qui…”, pensai divertita). Derek era uno strano tipo, altissimo, molto muscoloso e con molti tatuaggi, vicino a lui Jack sembrava un bambino, era così dolce! “Allora vecchia Volpe, cosa combini?” – “Oh, niente, saccheggini qua e là…”, dissimulò abilmente Jack. Va bene essere amici, ma a fidarsi di un pirata bisogna essere pazzi… “E tu, vecchio Orso, cosa combini?” – “Oggi impicco all’albero maestro dei prigionieri inglesi catturati ieri sera! Volete assistere o andate di fretta?” – “Veramente sì, abbiamo una certa fretta… sono uomini importanti?” – “No, semplici passeggeri… stavo pensando di usarli come mozzi, invece di ucciderli, devo ancora decidere…” – “Beh, Orso, se proprio non sai come impiegarli, cedimene uno… domani o al più dopodomani ho in programma una grande battaglia navale…” – “Se ti fidi di loro, fratello, te li cedo anche tutti! Io sto andando a Tortuga, ho appena saccheggiato Nassau e devo cambiare aria, non mi servono uomini…”. Dopo dieci minuti di complimenti reciproci, pacche sulle spalle, consigli per la manutenzione dei denti d’oro e apprezzamenti alle rispettive navi, Jack tornò sulla Perla con cinque uomini. Erano tutti scimmioni stanchi, sporchi e barbuti, io non so proprio come avrebbero potuto esserci utili, ma Jack disse che “meglio un orango oggi che colare a picco domani…”. Quindi quella sera i nostri cinque nuovi compagni entrarono a far parte della ciurma. Mentre festeggiavamo, uno di loro si alzò in piedi con fare fiero e chiese al mio bambino (dopo averlo visto insieme a Orso Derek, non riuscivo che a pensarlo così… un pirata bambino…): “Sei Jack Sparrow?” – “No, figliolo, sono il CAPITAN Jack Sparrow, se non ti dispiace.” – “Liberami. Lasciami andare, al primo porto.” – “Questo è fuori discussione, ragazzo. Non ci sono porti tra noi e la nostra meta. Se alla fine del viaggio mi sembrerà il caso di non impiccarti (e ne dubito…) allora forse ti lascerò libero.” – “Tu DEVI liberarmi… possiamo parlarne in privato?”. Tutti i presenti erano attoniti: Jack aveva in fondo un buon carattere, ma nessuno, me che meno un prigioniero, si poteva permettere di rispondere con quel tono a un Capitano. Jack lo fissò con aria di sfida e poi beffardo concluse: “Sentiamo cos’hai da dirmi. Ti do mezz’ora di tempo nella mia cabina. Se alla fine di questa mezz’ora non mi avrai dato una motivazione valida per la tua arroganza, tra trentun minuti sarai morto…”.
UN PAIO di nodi vengono al pettine! ^__^ cmq ho ricominciato da capo la mia seconda ff perchè stanotte ho fatto n sogno bellissimo... ragazze... LI FACCIO SPOSARE! cioè, non proprio spossare con cappella e abito bianco, ovviamente... lo vedete Jack in abito scuro? °__° sarà un matrimonio più... boh! so già come fare!
Capitolo XVII
Jack e lo straniero si ritirarono nella cabina. Sul ponte l’aria era elettrica, si era creata una certa tensione. Tutti erano stupiti per ciò che era appena successo, gli altri quattro nuovi arrivati, interrogati sul loro compagno, non avevano saputo dare una motivazione precisa del suo comportamento. In fondo c’era anche un po’ paura… tutti sapevano che entro uno o due giorni ci sarebbe stata la grande battaglia e l’ansia che si erano tenuti dentro, in equilibrio precario col resto, era esplosa quella sera davanti all’insubordinazione del prigioniero. Per stemperare la tensione, Gibbs ridacchiò nervosamente, lanciando un: “Beh, se non altro stasera ci sarà una bella esecuzione!”, e tutti lo seguirono a ruota ridendo ed esclamando entusiasti “sì!”, “che temerario!”, “se l’è proprio andata a cercare…” e così via.
Allo scadere della mezz’ora, Jack e l’uomo uscirono dalla cabina. Il mio Capitano aveva una faccia scura e insofferente: forse era la prima volta nella mia vita che vedevo Jack veramente arrabbiato. Di solito, anche nei momenti più drammatici, conservava un’espressione di ironia distaccata, o di buffa serietà. Non capivi mai quello che stava pensando veramente. Quella sera, una rabbia cieca e impressionante era dipinta sulla sua faccia e i suoi occhi neri e dolci, le sue Perle Nere, si erano trasformate in due tizzoni ardenti. Teneva la bocca stretta e il suo viso era contratto. Faceva quasi paura, non sembrava neanche lui. Il prigioniero invece sembrava calmo e sereno. Cotton, seduto accanto a me, tremò. E tremavo anch’io. C’era qualcosa di innaturale in quella situazione.
Dopo un secondo di silenzio denso e pesante, Jack fissò lo sguardo nel mucchio dei suoi pirati, cercando con gli occhi… ME! Venne verso di me a grandi passi rapidi mentre un brivido ghiacciato mi correva lungo la spina dorsale. Senza dire una parola, mi prese per il bavero e mi sollevò violentemente da terra. Nessuno aveva il coraggio di muoversi e men che meno di farfugliare qualcosa in mia difesa, la ciurma era paralizzata dalla sorpresa e dall’orrore. Io cercai di chiedere una spiegazione ma il mio “Perché…” si strozzò in un miagolio senza senso quando mi trovai davanti quei due bellissimi occhi così inspiegabilmente carichi d’odio. Jack mi trascinò per il bavero fino alla prigione della Perla e mi scaraventò nella celletta accanto a quella di Annamaria. Sbattendo la porta alle sue spalle, urlò: “Domani mattina morirete tutti e due!”.
Annamaria si tirò su dal suo pagliericcio e corse alla grata che divideva la mia gabbia e la sua: “Ma che hai combinato, Grillo? Accidenti, per un tuo fallo faranno pagare anche me? Jack non era così maldisposto prima!”. Non riuscii a dire nulla, all’inizio. Ogni pensiero mi moriva in testa e ogni parola mi moriva in gola. Poi scoppiai in lacrime e dissi che non lo sapevo, raccontai quello che era successo coi prigionieri e la reazione di Jack. Non riuscivo a smettere di piangere, il petto mi faceva male per il singhiozzo, il collo mi faceva male per la stretta di Jack, ma soprattutto il cuore mi faceva male perché Jack mi odiava e io non sapevo neanche perché. Iniziai a urlare, a chiamare Gibbs, Cotton, Joannes, Quito, li chiamai tutti uno per uno, e soprattutto chiamai Jack. Non rispondeva nessuno, andai avanti così per ore e ore, poi mi andò via la voce e cominciai a battere calci e pugni contro ai muri e contro alle grate finché ebbi la forza di reggermi in piedi. Annamaria cercava di calmarmi, allungandomi la mano da stringere attraverso le sbarre, ma l’unico pensiero positivo che riuscivo ad avere era che l’indomani mattina sarei morta.
Mi addormentai e sognai la notte in cui Jack mi aveva baciato, quella notte strana e un po’ magica, col mare piatto nero… mi svegliò Gibbs a scrolloni. “Devo già morire? È l’alba?” – “No… sono le tre del mattino… gli altri dormono e il Capitano ci ha vietato tassativamente di venire qui, pena la forca… ma tu sei stato un buon amico, prima di essere un traditore, e mi sono sentito almeno in dovere di spiegarti perché sei stato condannato, se già non lo immagini…”. Abbracciai forte Gibbs, gli ero davvero grata per il rischio che correva ad essere con me. “Non sono un traditore. E voglio sapere che sporche bugie ha raccontato quell’uomo su di me per farmi odiare dal Capitano…” – “A dire il vero, lui non intendeva accusarti… mi ha raccontato tutto poco fa… lui voleva solo che Jack lo lasciasse andare, mi ha detto che deve assolutamente arrivare a Tortuga per… ma questo non ti può interessare. Il punto è che TU hai mentito a Jack fin dal primo giorno in cui sei arrivato… tu non sei Peter, il figlio di Geremia Wimbledon, perché è lo straniero, il VERO ed unico Peter Wimbledon! E voleva usare il debito di Jack con suo padre per essere liberato…” – “COSA? È una menzogna, non è possibile, non…” – “Smettila di fare la commedia, Grillo. Il prigioniero ha mostrato a Jack il famoso medaglione d’oro di Geremia… il vecchio non se ne separava mai, l’unico che può possedere quell’oggetto è suo figlio!” – “Io lo conosco quel medaglione! Al centro ha una grossa pietra rossa e rotonda e sul bordo ci sono delle incisioni… giravano delle leggende su come mio padre lo avesse ottenuto ma…” – “Tuo padre? Finiscila, dai! Io non mi sentirei di condannarti per la tua bugia… ma Jack… è veramente infuriato, è stato irremovibile. La sfortuna è che il solo e autentico Peter Wimbledon gli sia capitato sottomano in questi giorni di tensione, e subito dopo il tradimento di Annamaria, altrimenti non avrebbe mai deciso di… il fatto è che lui si fidava di te!” – “Gibbs, ti prego, io ti posso spiegare che…” – “Non voglio sentire le tue ragioni, Scricciolo. È andata così. Fine. Mi dispiace, sinceramente…”. Gibbs uscì dandomi una pacca fraterna sulla spalla, senza permettermi di raccontargli la verità… mio fratello… cosa ci faceva mio fratello Peter ai Caraibi?!
NOOOOOOOOOOOOOOO sto malissimooooooo.... lo so che teresina nn può morire altrimenti sarebbe già finito tutto,ma che jack l'abbia condannata mi fa troppo male....poveriiina!!!...
Bellissssimo capitolo come sempre jemma mia!
NON CE LO VEDO JACKINO..ARRABBIATO ...IL MIO CETRIOLINO...............NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
SPERO CI RIPENSI ...SON TROPPO CURIOSA A STO PUNTO...........JO....FACCI LEGGERE AL PIU' PRESTO IL RESTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
TVTRB
LY;-)
Dopodomani cioè domenica????...NOOOOOOOO io sarà già in viaggio....parto all'1,di pomeriggio ovviamente,ma di solito tu lo metti verso sera... COME FARO' SENZA TERESINA PER 3 GIORNI???????
Le voglio trrrrroppooooo bene!!!!!!!!
Capitolo XVIII
Annamaria mi guardava con astio attraverso le sbarre. “Si può sapere che razza di imbroglio hai combinato? Io non voglio morire per colpa tua!”. Sospirai: “Mi dispiace tanto. Temo che se morirai, sarà VERAMENTE colpa mia. Ti devo confessare una cosa. Jack non ti odia perché ti sei alleata col nemico, ti sei imbarcata clandestina, hai fatto la spia e cercato di avvelenarlo… Jack ti odia perché è convinto che tu gli abbia fatto credere di essere una certa Teresa…” – “CHE STORIA È QUESTA, ACCIDENTI?” – “Una storia molto semplice, a dire il vero… Teresa si è innamorata di Jack ma non ha mai avuto il coraggio di dirglielo, quindi lo ha lasciato avvicinare solo in momenti particolari… e… allora Jack non ha mai capito bene chi fosse questa ragazza. Si è fidato di lei. Poi ha creduto che fossi tu, e si è sentito tradito…” – “MA SI PUÒ SAPERE DOV’È QUESTA DANNATISSIMA TERESA?!” – “Ehm… Teresa… sono io…”. Finii per raccontarle tutto, ovviamente. Annamaria capì: “Quindi quando tuo fratello o presunto tale gli ha fatto dubitare di te, il suo mozzo preferito, si è sentito doppiamente fregato nel giro di poco tempo da due persone di cui si fidava… e non ci ha visto più!” – “Esatto. Ed è tutta colpa mia. Non ho fatto niente di male, eppure mi sono trovata a far soffrire due volte la persona che amo… e a rischiare la tua vita e la mia!”. Dopo qualche minuto di silenzio, sbottai: “Anna, sei ancora sveglia?” – “Tu credi che io riesca a dormire? Domani verrò appesa a un albero della Perla dal mio Capitano preferito e tutto per colpa delle cotte di una ragazzina… e pensi davvero che riesca a dormire?” – “Hai ragione, che domanda stupida… mi è venuto in mente il modo di salvarci la vita… l’UNICO modo possibile, dall’inizio di questa storia…” – “Sono tutta orecchi!” – “Dirò a Jack la verità…!” – “Brava, vuoi un applauso?! E pensi che ti starà a sentire? Mentre ti lega il collo a una cima? ‘Oh, Jack, Jack, amore mio, ti ho sempre adorato puccipucci!’, e intanto lui poca corda e caduta sorda, figurati! Hai visto in che stato era stasera… era così fuori di sé che potresti anche dirgli di essere l’Arcangelo Gabriele che lui domani mattina ti impiccherebbe lo stesso, e berrebbe rum sulla tua tomba! Potevi pensarci un attimo prima, no?” – “Hai ragione, ma accidenti, è l’unica cosa sensata che mi venga in mente di fare! Se lui si ferma un attimo a ragionare e mi ascolta, e capisce che sono Teresa, risparmierà te, perché non lo hai ingannato, e anche me, perché mi AMA!” – “Non stiamo un po’ esagerando, signorina? Perché scomodare paroloni come ‘amore’?! Ricordatelo sempre, Jack ama la sua nave e il suo rum. Punto.” – “Non stare a sottilizzare, dai… comunque lo so, lo sento che non mi farebbe del male se sapesse che…” – “Brava, SE! E come lo convinci ad ascoltarti domani mattina?”. Potevamo andare avanti all’infinito. Senonché era quasi l’alba e il tempo era più prezioso ogni minuto che passava. Così fui costretta a farmi venire una Vera Idea. “Annamaria… ci passa un oggetto attraverso le sbarre che separano me e te?” – “Certo, che cosa vuoi che ti passi? Una crosta di formaggio ammuffita o un topo morto?” – “No, veramente pensavo a…”.
Poche ore più tardi, Joannes venne a prendere noi due condannate. Aprì la porta della mia cella e gli caddero le chiavi dalle mani. “CAPITAAAAAAANOOOOOOOOOOOOOO! Vieni qui! C’è un… PROBLEMA!”.
Amore come t'ho detto ieri sera dopo una attenta e molto coinvolgente lettura sei una SCRITTRICE a tutti gli effetti ed io voglio vedere un tuo libro pubblicato al più presto!Non può essere sprecato un talento come il tuo...dico davvero!
Grasssssie ancora per il mega sopresona!!!!
TI VOGLIO UN BENE INIMMAGINABILE JEMMA MIA!!!!!!!!!!!
scusate se ieri non ho postato ma ero assorbitissima x l'esame! ecco qua! siamo al momento clou! ma ci sono ancora dei sorpresini dopo...
Capitolo XIX
Ma perché il buon Joannes era tanto stupito? Quale era stata la mia meravigliosa idea? Immagino che l’avrete già capito… avevo passato ad Annamaria i miei calzoni e la mia camicia e mi ero fatta dare il SUO vestito… cioè, il vestito di Clarisse… cioè, il vestito di TERESA! Proprio quello… poi mi ero raccolta i capelli e pulita il viso dalla fuliggine e dalle lacrime e avevo cercato di darmi un’aria signorile… quell’aria che piaceva tanto a Magda. Quindi il caro Joannes, entrando nella mia cella, si aspettava di vedere un mozzo con un piede nella fossa… e invece si trovò davanti una damigella, seduta compostamente sulla panchetta con le mani incrociate in grembo, pronta pronta per fare un ritratto. Joannes si fiondò di sopra continuando a chiamare il Capitano con aria terrorizzata, come se avesse visto un fantasma… Dal ponte sentii un “LARGO!” imperioso e il cuore cominciò a battermi fortissimo… stava arrivando Jack! Eravamo al dunque…
Jack spalancò di scatto la porta della cella, entrò baldanzoso e… la mascella gli cadde per terra! Balbettò qualche suono incomprensibile e inarticolato, fissandomi a bocca aperta. Annamaria, col fiato sospeso, seguiva dalla grata, pregando per la sua vita… io non posso descrivere come mi sentivo in quel momento… non c’è assolutamente niente da dire, penso che lo possiate immaginare. Rimanemmo tutti e tre come statue di sale per qualche eterno secondo. Poi gli occhi di Jack si illuminarono come due stelle e iniziò a ridere con aria abbastanza idiota. “Tesoro… tesora… terosa… TERESA!”, esclamò zompettandomi incontro come una cavalletta col ballo di San Vito… era veramente buffo, e non potei trattenermi dallo scoppiare a ridere a mia volta. “Jack… ti devo confessare una cosa…” – “SSSSHT! Silenzio, silenzio, silenzio!”, mi disse prendendomi in braccio dalla panchetta e stringendomi fortissimo. “Jack… cough… piano, mi soffochi, mettimi giù! Ti volevo dire che Grillo sono i…” – “GRILLO? Giusto, a proposito, dov’è Grillo? Quel caro ragazzo… ok, mi ha mentito ma chi non dice mai una piccola bugia? E pensare che fino a poco fa lo volevo impiccare… ma ora no, no!”. Io e Annamaria ci lanciammo uno sguardo molto eloquente… lei è una che le cose non le manda a dire, quindi se ne uscì con un: “Ma sei scemo o lo fai? A quest’ora se l’è data anche il pappagallo di Cotton che LEI è Grillo, PORCO UBRIACONE!”. A Jack cadde di nuovo la mascella per terra. “Jack, io sono Teresa Wimbledon, sono la secondogenita di Geremia… volevo andare in Inghilterra a cercare mio fratello e ti ho dato il suo nome per imbarcarmi sulla Perla vestita da uomo…”. Jack si mise a ridere come un matto, stringendomi le mani. “Ah, è così? Sei tu il mio Ranocchio? Non è possibile… anzi, è BELLISSIMO! Quindi… oh, povera Annamaria, sono stato ingiusto anche con te… pensavo che avessi voluto spezzare il mio piccolo, avido cuoricino di pirata per cattiveria!”. Jack fece per baciarmi ma Annamaria sbottò con un “Che schifo! Le smancerie non davanti a me, per favore… siete peggio di William ed Elizabeth! Puah…”. Come era ingiusta… poteva anche lasciarmelo baciare, il mio Capitano, dopo tutto quel tempo! Jack diventò color gambero e cercò di darsi un’aria virile: “Beh… ehm… cara Teresa, forse è meglio che andiamo a parlare un po’ con tuo fratello, sì?”.
Passai tutta la giornata con Peter. Non l’avrei mai riconosciuto, di dieci anni più vecchio e con la barba e lui non mi avrebbe mai riconosciuta vestita da uomo… parlammo di tutto quello che avevamo fatto quando non eravamo insieme. Mi raccontò che appena arrivato in Inghilterra con la sua fidanzata, lei da vera bastarda lo aveva lasciato scappando di nuovo in America con un tale Norrington… che poi si era rivelato un vero bastardo pure lui, comunque, facendo una proposta di matrimonio a una certa Elizabeth Swann. Che era una gran bastarda anche lei, alla fine, perché aveva prima accettato la proposta del bastardo numero uno e poi lo aveva piantato in asso per un bastardello qualsiasi. Quindi Norrington, trovandosi single, a quanto pare si era rimesso con l’ex fidanzata di mio fratello… e mio fratello, giustamente un po’ imbastardito pure lui, li aveva raggiunti ai Caraibi sperando di vendicarsi ma per sbarcare il lunario si era ritrovato a lavorare come mercante e a poco a poco l’imbastardimento gli era passato e aveva deciso di venire a cercare me a Tortuga, ma mentre era in viaggio la sua nave era stata arrembata dal Capitano Derek e così… beh, il resto lo sapete. Mentre stavo a sentire le sfighe amorose di mio fratello, Jack ci scivolò accanto, curioso come sempre delle storie che non conosceva, intromettendosi ogni momento nel discorso. “Ah, com’è piccolo il mondo, fratellino… la conosco la bastarda numero due, Elizabeth… pensa che mi è saltata addosso e poi a tradimento mi ha bruciato dell’ottimo rum di annata…” – “Jack, per favore…” – “Ok, ok, muto come una tomba, giusto?”.
Tesoro… tesora… terosa… TERESA
ahahahah io e mia sorella siamo scoppiate a ridereee
è bellissimoooooooooooooo
ahuahauhauhauh
sei grande
ti voglio tanto tanto bene nn ce la faccio + !
un tena lady prestoooooooooooooo
^_^ d'ora in poi cmq la chiama sempre o tesora, o teresa, o Te-Rosa! pazzo schizzoide il mio Jackino... nel 2 la chiamerà anche TE-ORSA perchè dorme fino a mezzogiorno tipo letargo!
Capitolo XX
Mentre Jack si intrometteva nella storia di mio fratello per la centesima volta, Quito, di vedetta, urlò “TERRA!”. In effetti, eravamo arrivati a un tiro di sasso dall’Isola dell’Occhio. Il mio Capitano mandò Gibbs al timone e gli ordinò di invertire la rotta. “Stasera ci sarà la grande battaglia!”, dichiarò entusiasta. Infatti, il mercantile spagnolo era ancora dietro di noi. “Vieni con me, o Tesora… cioè, Terosa… Te, che sei una Rosa… cioè, Teresa! Dobbiamo parlare ad Annamaria…”. Lo seguii ridendo giù nelle prigioni della Perla. Troppe belle notizie da reggere in colpo solo, per Jack… non dover uccidere due sue amici, aver ritrovato la sua Te-Rosa, aver avvistato l’isola e pregustare una bella carneficina! Decisamente, tutto quello che il mio pirata poteva desiderare. “Annamaria! Fanciulla, parliamoci chiaro… non ti impicco più, contenta? Però devi cambiare di nuovo schieramento e combattere al fianco di noi della Perla stasera… intesi? Avrai una fetta del tesoro, se fai la brava… ma non metterti di nuovo a salterellare da una parte all’altra! Dimmi ora se sei con noi o contro di noi!” – “Facciamo che PER ORA sono con voi?” – “Va bene, mi accontento!”, disse Jack aprendo la porta della cella a un’entusiasta Annamaria, che si fiondò si sopra più veloce della luce urlando “DATEMI UNA SPADA! Li faccio a fette, i cani spagnoli!”. Jack sospirò. “Io voglio troppo bene a quella pazzerella per appenderla all’albero!” – “Sì, bravo, vedi di volerle SOLO bene…” – “Iniziamo a essere gelose?” – “NOOOO, per carità… ti starai mica montando la testa?”, risposi sorridendo. Anche lui mi fece un bel sorriso. “Jack, uso la solita spada stasera? No, perché ho notato che ha perso un po’ di filo, a furia di usarla negli allenamenti… non è che me ne puoi dare un’altra?”. Jack sgranò gli occhi scandalizzato: “Ma… ma… cosa vai cianciando? Sei diventata matta? Tu stasera ti chiudi a chiave nella mia cabina e non esci finché la battaglia non è finita! Filo? Spade? Cosa sono questi discorsi?! Non vorrai mica combattere?!” – “CERTO CHE VOGLIO! Accidenti a te, sono settimane che mi uccidi di allenamenti per prepararmi alla battaglia.. e adesso non vorresti farmela combattere?” – “NO, assolutamente no! Tu prima eri… eri… beh… un maschietto!” – “Combatto esattamente come quando ‘ero un maschietto’, cosa credi?”. Ero incavolata nera. Pirata maschilista. “E Annamaria, allora? Ad Annamaria permetti di battersi al tuo fianco, stasera! Oh, scusami, il fatto è che a lei vuoi ‘troppo bene’, giusto? Immagino che tu la voglia sempre accanto a te… di lei non puoi proprio fare a meno, vero?”. Ero fuori di me. Jack aveva un’aria terribilmente triste. Mi guardò negli occhi e mi sentii la persona più stupida della terra. Nel suo sguardo c’era qualcosa che diceva che non avevo capito niente. Mi diede un bacio sulla fronte e sussurrò: “Perdonami…”. Rimasi interdetta. “Per cosa, di preciso?” – “Per questo!”. Jack mi spinse dentro la cella vuota chiudendo di scatto la porta. “TIRAMI FUORI! FAMMI USCIRE IMMEDIATAMENTE! Non penserai mica di lasciarmi qui, rognosissimo bastardo di un pirata!” – “Mi dispiace, ma non potrei stare tranquillo stasera se sapessi che sei nella mischia… amore mio!” disse Jack scappando velocissimo su dalle scale, mentre io gli gridavo dietro ogni insulto conosciuto dall’uomo.
Un’ora dopo, sentii i primi colpi di cannone. Una palla doveva aver colpito la Perla perché stavamo imbarcando un po’ d’acqua. Tirandomi la gonna sopra le caviglie, pensai “Dannazione a Jack!”, e mentre sollevavo la stoffa, da una fodera del merletto che si stava scucendo cadde un coltellino a serramanico d’argento con inciso sopra “Clarisse”. “Dio benedica Clarisse…”, pensai mentre forzavo il lucchetto scassato della mia cella con la punta della lama.
EST FANTASTIC...........COME AL SOLITO ...SEGUITO..QUANTO MI PIASE LA PARTE DIN CUI JACK..CHIUDE IN CELLA.."TERESINA" E LE DICE..NON VORREI CHE FINISSI NELLA MISCHIA ....AMORE MIO"GRANDE..CHE GLI FAREI AD UN CERTO CAPITANO.......UHMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMM
LY*
Capitolo XXI
Fuori si era scatenato un inferno. Le palle di cannone fischiavano sulla mia testa, un fumo denso e un odore acre di polvere da sparo mi stordivano, non capivo nulla di quello che stava succedendo. Raccattai una spada da terra, levandola dalla mano di uno dei nostri, a cui non sarebbe più servita.
Le due navi erano affiancate e l’arrembaggio stava per iniziare. Vidi Gibbs in mezzo al fumo che urlava l’ordine di lanciare i grappini. Annamaria andava avanti e indietro per il ponte a cercare una pistola. Ma nessuna traccia di Jack. Inizia a guardarmi a destra e a sinistra, in apprensione. “Cotton, hai visto Jack?” – “RAAAA, puntare i cannoni, puntare i cannoni, RAAAA!” – “Come sarebbe era qui un attimo fa? Io ti ho chiesto dov’è ora!” – “RAAAA, voglio un cracker, voglio un cracker, RAAAAA!” – “Muso di scimmia sarai tu!”. Me ne andai innervosita e fermai ogni uomo che incontravo, ma nessuno aveva visto Jack da una decina di minuti. C’era qualcuno dei nostri riverso a terra, li controllai tutti terrorizzata ma niente. Jack era sparito nel nulla. In un angolo del ponte, trovai il suo cappello, la spada, la pistola e la bussola. Quelli erano “i suoi effetti”, non se ne separava mai! Ma cosa diavolo gli era successo?
La battaglia si spostò sul galeone: i nostri si lanciavano sulla Perla con funi e passerelle, i pugnali fra i denti. Credo di essere rimasta solo io a bordo, oltre agli artiglieri. E a mio fratello, che stava zitto e immobile a poppa, con gli occhi rivolti all’isola vicina. Mi chiesi cosa facesse lì Peter con quell’aria da bella statuina mentre tutti menavano le mani. A un certo punto, lanciò una cima in mare e tirò su… JACK, bagnato fradicio con un pensante scrigno in mano. Mi acquattai contro la parete per non essere vista, e mentre passavano sentii il loro scambio di battute. “Come va lo scontro?” – “Come vuoi che vada? Sono più numerosi e meglio armati di noi… ma noi siamo più in gamba! Più o meno siamo pari… chissà come andrebbe a finire, meno male che hai avuto quest’idea all’ultimo minuto…” – “All’ultimo minuto? È da quando sei a bordo che ci penso, cosa credi?! Vieni, presto!”. Sparirono dentro la cabina di Jack e uscirono cinque minuti dopo, Jack aveva ancora lo scrigno in mano e Peter si riparò sottocoperta. Jack saltò come un fringuello su una delle passerelle tra le due navi, si sfilò la camicia e legò le maniche a un palo, a mo’ di bandiera bianca, poi gridò fortissimo “YO-OHHHHHH!”. Tutti i combattenti, i nostri e i nemici, si bloccarono stupiti con le spade a mezz’aria. “Un momento di attenzione, prego! Signori, americani e spagnoli, prestatemi orecchio! Riflettendo un po’, mi sono detto ‘ehy, Jack, perché scannarsi tra gentiluomini’? Insomma, voi siete mercenari, noi siamo pirati… siamo brava gente! Comportiamoci come ci si confà… siamo quasi fratelli! Ecco, così ho pensato bene di fare una nuotatina fino all’Isola dell’Occhio e prendere il rubino. È qui dentro, vedete?”: Jack aprì lo scrigno e alla luce rossa del tramonto si aggiunse la luce rossa di una bella pietra grande e luccicante. Il mio pirata assunse l’espressione ingenua che usava quando stava per fregare qualcuno e mi chiesi cosa avesse in mente. “Bene, io so che questo rubino è piuttosto prezioso… ma sono solo un povero pirata, non un gioielliere, e non saprei mai dove cambiare una gemma in bei pezzi da otto d’oro e d’argento… quindi vi propongo un accordo, siccome siamo tra gente per bene e ci si può fidare… voi che ve ne intendete più di me, date un prezzo al rubino, ve lo venderò a qualsiasi cifra riteniate giusta… non serve ammazzarci, tra fratelli della costa, si può giungere a un compromesso!”. I pirati della Perla, guardavano Jack terrorizzati, sicuramente pensando che fosse impazzito. E lo pensavo anch’io, a essere onesta. D’accordo non voler rischiare perdite di uomini, ma da qui a rinunciare al più grande rubino del mondo, e senz’altro per un decimo del suo valore… non era proprio da Jack. Gli spagnoli invece sogghignavano divertiti e si davano di gomito, additando il mio Capitano, che teneva gli occhi bassi e aveva assunto un’espressione da perfetto imbecille. Si fece avanti il capo dei mercenari, un tipo basso e grassoccio, che tuonò, cercando di trattenere le risate: “D’accordo, fratello della costa, risolviamo la cosa da galantuomini. Per il rubino ti possiamo pagare una cassa d’argento… sì, direi che dovrebbe bastare… anzi, visto che sei un bel tipo, ti ci aggiungo una botte di ottimo Spaccabudella Castigliano!”. Al sentire nominare il caro vecchio zio Alcol, Jack drizzò le antenne e annuì vigorosamente: “Sì, sì! Una cassa d’argento e… diciamo due botti?” – “Affare fatto fratello!”. I pirati della Perla non potevano credere alle proprie orecchie. Era chiaro a tutti Jack stava dando via una fortuna… ma nessuno trovò il coraggio di parlare, tanto erano scioccati. Il baratto fu fatto e le due navi si allontanarono… prima che Jack avesse il tempo di levarsi dalla passerella! Lo vidi traballare un momento e temendo che avrebbe potuto schiantarsi contro il fianco della Perla, in un istante mi aggrappai a una cima che pendeva dall’albero, mi diedi la spinta con le gambe come avevo visto fare agli altri ragazzi e, tenendomi con una mano, quando fui sopra di lui, con l’altra afferrai il suo braccio un attimo prima che cadesse e l’effetto-pendolo ci riportò interi sul ponte della Perla… forse dovevo perfezionare un po’ l’atterraggio, che fu dolorosissimo… soprattutto per il povero Jack, a cui fratturai qualche centinaio di costole. “Ahy… ti sembro un cuscino?” – “Non vali un granché come cuscino, a dire la verità… sei tutto pelle e ossa, mi sono fracassata il gomito!” – “SCUSA TANTO, sai, te lo sei fracassato NEL MIO STOMACO! E non ti dico i danni che hai fatto col ginocchio… ma lasciamo perdere. Piuttosto, cosa ci fai tu qui, signorinella? Non dovresti essere al sicuro?” – “Sì, ma ho pensato bene di fare una capatina a salvarti la vita, una volta di più… se non ci penso io, a te, ti fai ammazzare quattro volte al giorno!”. Jack assunse improvvisamente l’espressione da Marpione, si girò sul fianco e con i Tipici Occhietti Delle Cattive Intenzioni mi accarezzò la spalla e chiese maliziosissimo: “Allora siamo d’accordo? L’hai detto ormai, d’ora in poi a me ci pensi tu?”. Ma mentre dicevo le mie ultime preghiere (se andava avanti ancora un minuto su quel tono ci rimanevo stecchita sul posto…), una ciurma di pirati inferociti aveva fatto un piccolo capannello intorno a noi e a braccia ferocemente conserte fissava con odio Il Pazzo Che Aveva Buttato Via Il Rubino Più Grande Del Mondo…
Ragazze... è con grande commozione che vi annuncio che domani posterò l'ULTIMO CAPITOLO del mio primo racconto su Jack e Teresa! :____) l'epilogo è più breve di un capitolo, quindi devo ancora decidere se metterlo domani stesso o dopodomani... come volete voi!
la verita' tengo cosi' tanto al tuo racconto con jack..che mi sto emozionando pure io..e' bellissimo sister jo..e non vedo l'ora di leggere il gran finale a 5***** stelle..prepariamo i fuochi d'artificiooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
tvtb
ly,-)
io non lo sto leggendo qui perchè lo sto leggendo via mail...sono più indietro...ma me lo sto gustando tantissimo...sei grande, ory...lo sai ma te lo ripeto...appena lo finisco ti dico qualcosa...ti dico tutto!:____) Te-Rosa...Mi fa piacere che tu abbia messo al corrente le scisters della nostra discussione telefonica sulla CHIARA ambiguità di elizabeth...e chissà che nel due tutto il mondo non ci dia ragione BAciDepp tvtrb tesOry mia...sei una grande, sono fiera di te :___) BAciDepp!!!
Capitolo XXII
“Signor Gibbs… festeggiamo?” – “Jack… tu… hai… hai… hai idea di quanto valesse quella pietra?” – “Non un’idea precisa, a dire la verità…” – “In effetti esattamente neanch’io… ma suppongo più di una cassa d’argento e due botti di liquore…” – “Ne dubito… era un vecchio coccio senza importanza… apparte il valore affettivo, ovviamente!” – “DI CHE STAI PARLANDO?!” – “Te lo spiego subito… Peter, vieni qui per piacere!”. Mio fratello si fermò accanto a me e Jack. “Avanti caro, prima che venga notte… mostrati in tutto il tuo splendore!”. Peter si sbottonò meta camicia e tirò fuori il medaglione di nostro padre. Tutto il ponte si illuminò a giorno. Un enorme rubino luccicante brillava al posto della vecchia pietra rossa. Dal suo cuore, sprizzavano bagliori di fiamma. Sembrava veramente un Occhio di Drago. “Visto che erano più o meno della stessa taglia, ho sfilato il fondo di bottiglia, ho incastrato nella montatura questo delirante vortice di splendore per nasconderlo e… beh, ho rifilato il coccio per le allodole agli spagnoli, nello scrigno!”. Uno scroscio assordante di urla e applausi si riversò su Jack, che gongolava soddisfatto, guardando sorgere la luna… “E visto che c’eravamo, perché non farsi dare un po’ di quell’ottimo Spaccabudella Castigliano e qualche pezzo d’argento massiccio dai nostri buoni amici mercenari? Avanti signori miei! Stasera si fa baldoria!”.
Annamaria mise la Perla sulla rotta per Tortuga e tutti noi della ciurma ci stravaccammo (manco a dirlo, il Capitano era STRANAMENTE stravaccato accanto a me…) sul ponte, a “bere alla salute degli spagnoli”, come diceva Jack ogni volta che alzava il bicchiere, provocando scrosci di risa intorno a lui. “Vorrei dirvi cos’ho intenzione di fare di quel rubino! Beh, intanto lo trasformiamo in rum per me e pezzi da otto…”: i pirati risero. “… e poi darò una fetta di quei pezzi da otto a ciascuno di voi… TRANNE che ad Annamaria e Peter!”. Mio fratello e la ragazza lo guardarono storto, chiedendo in coro “Perché?!” – “Perché… perché il papa non è re! Perché voi due diventerete i fortunati proprietari (nonché Capitani!) di due graziose navi pirata! Non ho ancora deciso se requisirvele o comprarvele… in ogni caso, appena arrivati a Tortuga mi metterò a cercarle, voi sarete Capitani e io sarò commodoro della mia flotta, sì!”. Annamaria era entusiasta, saltava qua e là per il ponte cinguettando “Una nave tutta mia! Davvero? Ho sempre sognato una nave tutta mia!” e mio fratello sorrideva felice ma un po’ stupito. “Jack… è davvero una bella sorpresa, e sarò felicissimo di piantarla di fare il mercante, una buona volta… e chissà, magari potrei dare anche una lezione a un certo bastardo numero uno, un giorno di questi… ma come ti è venuta l’idea?” – “Beh… diciamo che avevo in mente già da un po’ di fare un Peter Wimbledon Capitano… ancora prima di conoscerti!”. Sorrisi tra me, pensando a quando me l’aveva proposto…
“Jack… e io?” – “Tu… non so, magari potresti fare il mozzo!”, mi rispose Jack ridendo.
Qualche minuto dopo, mi abbioccai profondamente sulla spalla di Jack e feci un sogno stupendo. Il mattino dopo la prima cosa che vidi aprendo gli occhi furono due Perle Nere luccicanti a pochi millimetri dal mio viso. Odore di rum, tabacco e menta sulle mie narici. “Non ti volevo svegliare, ti ho messa a letto qui!”. Una sistemazione confacente, la cabina di Jack. Risi e gli diedi finalmente un Bacio, dopo tanto tempo. “È andato tutto a posto, alla fine! Sei contenta, Teresa?” – “Non mi lamento, grazie!”, risposi buttandogli via il cappello. “Non si entra in ambienti chiusi con la testa coperta, ZOTICONE!” – “Non si va neanche a letto vestiti, se per questo, signorina Sotutto!”. Come dargli torto? Bisognava seguire le regole della buona educazione, come mi aveva insegnato Magda… già… chissà come avrebbe reagito Magda, di fronte a questa insolubile antitesi filosofica tra le buone maniere e le “situazioni spiacevoli”… beh, io credo che Magda alla fin fine avrebbe fatto quello ho fatto io…
Epilogo
Siamo giunti alla fine di questa avventura. Arrivammo in pochi giorni al porto di Tortuga, da dove tutto era partito, mesi prima, la notte in cui la mia vita era cambiata. La notte in cui avevo incontrato Jack… Jack… contrattò due giorni interi per piazzare il rubino a un contrabbandiere francese, che aveva trovato un acquirente, e tornò sulla perla soddisfatto con 40 casse d’oro massiccio. Poi cercò maldestramente di “requisire” due caravelle di un suo “fratello della costa”, ma la cosa andò male e fu costretto a comprarle. Così, mio fratello ed Annamaria diventarono Capitani e assoldarono due ciurme. Io andai a trovare al Cigno Rosso il vecchio Clibburn, che in fondo era sempre stato un brav’uomo, e restituii a George, il garzone, i vestiti che gli avevo rubato. Il cerchio si chiudeva. Scrissi anche una lunga lettera ad Elizabeth, raccontandole tutto quello che era successo da quando eravamo partiti da Oxbay. Aggiunsi un post scriptum per Il Triglia: “Tanti baci dal Mozzo e dal Capitano, che adesso vanno in Luna Di Miele!”. Proprio così, Luna Di Miele… cioè, non esattamente, non ci siamo mica sposati… però siamo partiti ieri diretti verso sud e Jack mi ha detto con fare molto romantico che mi porta a vedere la foresta tropicale… a dire il vero credo che sia sulle tracce di un tesoro in un tempio azteco, lui questo non me l’ha specificato, me l’ha dipinta come una vacanza… ma cosa pretendo? In fondo è sempre un pirata! Non può fare a meno di portarsi il lavoro a casa… così la nostra piccola flotta sta andando a sud.
Ieri mattina Gibbs ha chiesto a Jack cosa ne avesse fatto della cassa d’argento dei mercenari e lui è arrossito e ha balbettato qualcosa di incomprensibile, come suo solito quando va nel pallone. “Ecco, se li è spesi in rum…”, ho pensato. Ma mi sbagliavo di grosso. Ho capito che c’era qualche novità nell’aria ieri sera. Guardavo il mare dal ponte e mi ero accorta che lui stava in piedi, immobile dietro di me e strascicava nervosamente gli stivali per terra. Chiaramente stava racimolando il fegato per dire o fare qualcosa. Era bellissimo farlo cuocere nel suo brodo. Mi scivolò accanto e mi prese le mani, infilandomi con fare noncurante un anello all’anulare. Ero di sasso! Mi aveva fatto un REGALO! Lui! Era un grazioso cerchietto d’oro bianco con una piccola acquamarina trasparente al centro. Jack guardava da un’altra parte e si grattava la nuca, a me brillavano gli occhi… “GRAZIE!” – “Oh, di nulla. Vedi di non montarti la testa, però!”, replicò con voce burbera. Francamente all’inizio sospettai che lo avesse rubato. Poi mi accorsi che nel bordo interno c’era inciso “Per Te, mia Rosa, Tesora, Teresa”. La verità è che io quell’uomo lo adoro.
Stamattina mi ha chiesto di tenere un diario di bordo: “Tanto io non sarò mai bravo a scrivere…”. E così ho iniziato ad annotare quello che succede giorno per giorno su un vecchio quaderno di cuoio rosso. Ma prima… beh… ho buttato nero su bianco tutto ciò che avete appena letto.
In fede,
Teresa Wimbledon 25 Ottobre dell’anno di grazia 1674, Caraibi
sculacciare da zio Jackkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk
ehm..complimentoni Jo..e' una favola sto racconto..andrebbe pubblicato..e' bellissimo..mi piase da sparrowireeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
tvtb
ly,-)
...mi sono astenuta da altri commenti prima xkè nn volevo rovinare niente, io l'avevo già letto :-P
volevo dirti ke hai uno stile veramente molto bello, ke appassiona...sei stata bravissima anke a farla durare così tanto!!!
al mare prima di leggere libri ho letto la tua fanfiction!!!
t voglio bene
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wherever we want to go, we'll go, that's what a ship is.
it's not just a keel and a hull, and a deck and sails, that's what a ship needs but what the Black Pearl really is...is freedom.
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sono contanta che vi sia piaciuto, ho cercato di scrivere una storia su quello che mi ha dato Jack, come un omaggio al personaggio... volevo provare a scrivere un racconto che parlasse di "me" e di Jack ma anche del suo mondo, insomma, di LUI calato nel suo mondo, nelle sue avventure, quelle finte insieme con quelle vere, che parlasse di quell'universo che amo così tanto, dove non c'è un vero confine tra realtà e fantasia... mi piace moltissimo quella frase che julia roberts/trilly dice a robin williams/peter pan alla fine di hook: "sai quel mondo tra il sonno e la veglia, dove non riesci a capire se stai ancora dormendo? è lì che ti amerò sempre!"... credo che potrei fare veramente questa dedica a Jack, e a Johnny...
vi voglio bene!
belle e piu' azzeccate..per questa meravigliosaavventura che ci hai fatto vivere ogni giorno con jack..anche perche' io quella frase che hai citato l'amo da morire.mi ci ritrovo alla perfezione..sono sempre stata un'inguaribile sognatrice..grazie per averci accompagnate in questo meravilgioso universo di emozioni..tvtrb
ly:-)
posso leggere...non DEVO leggere...sono arrivata al capitolo 16...mis to appassionando da amtti...anche se non ti nascondo che un po' di amarezza ce l'ho adesso che so che è finito...non so se ci credi o meno, ma la verità è che mi sono commossa...ti voglio bene sei splendida, Ory...splendida ed eccezionale...la mia gemellina...:____)Ti voglio troppo bene...
fffffffffffffffrrrrrrrrrrrrrrr è bellissimissimo !
COME VORREI DIRTELO IN UN ALTRO MODO ! MI PIACE TANTISSIMO
E ANCHE A MIA SORELLA CHE HA DETTO CHE SARà LEI A SPOSARSI CON JACK°__° SI SI ...
TVTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTB
sei davvero bravissima,scister sono monotona,dico sempre le stesse cose,comunque davvero complimenti Jammyina mia!!!
TVTTTTTTTB!
ps:so che la mia non sarà MAI all'altezza della tua e lo dico sinceramente
sul serio e credetemi...sorelline, siete eccezionali, ognuna di voi ha uno stile diverso che vi rende uniche ed eccezionali...sul serio!Mi piace il vostro modo di scrivere, ciascuno per un motivo diverso...complimenti davvero. Sinceramente e credetemi!!!