Non saprei, non ricordo se alla dogana a Lussino abbiamo pagato qualche tassa, dormivo in piedi dopo la traversata di 17 ore e avrebbero potuto rubarmi le mutande senza che me ne accorgessi. Abbiamo però sicuramente pagato l'ingresso nel parco naturale, appena la barca ha toccato le acque delle Incoronate. In ogni caso ne vale la pena e sono cifre che non rovinano nessuno.
Erano invece un po' care le marine di ormeggio per la barca e a volte nel prezzo non erano comprese luce e acqua che erano da pagare a parte. D'altronde si sa, in tutte le isole del mondo tutto è più caro che sul continente, è comprensibile e lì l'acqua è veramente preziosa.
Io avrei dormito volentieri più spesso in rada, c'erano insenature incantevoli senza nemmeno una barca, ma il Commodoro sperava sempre che gli offrissimo la cena in qualche ristorantino e quindi la sera tendeva a raggiungere i rari porticcioli. Credo anche sperasse di farsi qualche cameriera croata, visto che le tre donne a bordo non davano segnali di essere state ammaliate dal fascino del comando.
In realtà gliene abbiamo offerta solo una di cena a Zut o come cavolo si scrive e neppure le cameriere sembravano accorgersi di lui. Poverino.
E poi poverino un corno, s'è fatto una settimana con un gruppo piuttosto interessante e tre ottime cuoche che non avevano nulla da invidiare a nessuno.
Ale donna-danno in barca? MA COME TI PERMETTI?!?!?!? Se non ci fossi stata io, si sarebbero scannati tutti quanti. E invece con me a bordo, si è preso tutto con filosofia e gran risate. L'aiuto skipper in particolare si stava per fare venire l'ulcera con il commodoro con il quale non aveva mai lavorato e, per merito anche mio, si è divertito un casino pure lui ed è riuscito ad aspettare ad ammutinarsi, prendendosi la soddisfazione di mandarlo affanculo, solo all'ingresso al porto di Rimini al rientro. Mi ringrazia ancora.
Ecco, dopo l'apologia di ale barcaiola e raccomandandovi la mia insostituibile opera in ogni eventuale vostro viaggio in barca a vela, vi saluto e vado a cucinare