| Rassegna stampa arresti Spoleto - 2October 24 2007 at 10:09 PM | Anonymous (no login) |
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BRUSHWOOD: "NON CI SONO INDIZI SU LETTERA A LORENZETTI". COSI' I LEGALI DI FABIANI E REALI
E' il commento degli avvocati Parente e Trupiano. Quest'ultimo offeso da un rapporto degli inquirenti
Spoleto - 24/10/2007 21:11
"Non c'è neanche un indizio che possa esser addebitato ai nostri assistiti in merito alla lettera minatoria inviata alla Presidente Mari Rita Lorenzetti". E' la prima dichiarazione dell'avvocato Carmelo Parente, codifensore insieme al collega Vittorio Trupiano (nella foto) di Michele Fabiani e Fabrizio Roscini Reali, dopo aver letto l'ordinanza di cutodia cautelare firmata dal giudice Flavia Restivo. "Per l'ordinamento - dice Parente - gli indizi devono essere gravi, precisi e concordanti. Ma da quanto ho potuto leggere, qui di indizi non ce n'è neanche uno che possa esser ricondotto agli imputati". "Non sono ragazzi violenti e, ribadisco, non c'entrano nulla con la missiva alla governatrice Lorenzetti". Di più il legale non dice. Non vuol commentare gli altri reati contestati, ma è evidente che la sua difesa è incentrata a smontare l'accusa più grave: quella appunto della lettera che conteneva due proiettili calibro 38. "Ora attendiamo l'interrogatorio - dice da Napoli Vittorio Trupiano, il legale che difese con successo Paolo Dorigo - che si terrà venerdì credo alla presenza del giudice De Robertiis. Subito dopo terrò un conferenza stampa". La voce di Trupiano risuona alterata e bastano pochi istanti per capire il perchè. "Certo che sono alterato, anzi arrabbiato e offeso". Poi spiega che dalle carte lui stesso sarebbe stato definito un "noto avvocato d'area", "come a dire - sostiene Trupiano - che anch'io sarei anarchico, magari perchè ho difeso Paolo Dorigo. Ma che c'entra? Se c'è una tessera di partito che ho mai portato, quella è del partito radicale. Figurarsi, io che mi metto la toga un anarchico! Comunque chiederò spiegazioni al giudice e, alla fine dell'interrogatorio, allegherò la lettera di congratulazioni che ho ricevuto dall'onorevole Jan Petersen, Presidente del Comitato dei ministri presso il Consiglio d'Europa, per essermi adoperato a risolvere il caso Dorigo. Come pure quella del magistrato Mario Remus della Corte di Strasburgo". "Stimo il lavoro della magistratura come quello dei carabinieri, ma quello che è uscito dal dossier è di una gravità immensa, una offesa alla mia persona e alla mia professione".
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| | Author | Reply | Anonymous (no login) | Re: Rassegna stampa arresti Spoleto - 2 | October 24 2007, 10:10 PM |
BRUSHWOOD: CENTRI SOCIALI E NO GLOBAL ORGANIZZANO SIT-IN DAVANTI A CARCERE CAPANNE
Intanto i capigruppo consigliari discutono del blitz: se ne riparlerà lunedì
Spoleto - 24/10/2007 20:17
Si stanno organizzando i centri sociali di tutta Italia per manifestare venerdì prossimo davanti alla casa di reclusione di Capanne, che ormai da 36 ore ospita i cinque spoletini arrestati perchè ritenuti dai magistrati gli ideatori di una cellula anarco-insurrezionalista ed autori dei fatti ormai noti ai più. Non è un caso che il sit-in si terrà venerdì mattina, proprio quando, all'interno del carcere, cominceranno gli interrogatori di garanzia. Sale dunque dai centri sociali, ma anche dai gruppi no global e dal sindacato di base la protesta per il modo in cui è stata gestita l'operazione. Questa mattina ne hanno parlato anche i capigruppo consigliari di Spoleto che hanno commentato l'eccessiva spettacolarizzazione che ha fatto da cornice alla operazione. Il consiglio comunale ne riparlerà lunedì prossimo quando, al netto di ripensamenti dell'ultima ora, potrebbe essere emesso un documento sulla vicenda. Una questione non secondaria che sta muovendo la politica regionale e parlamentare. Intanto i legali dei cinque imputati hanno potuto acquisire le carte dell'inchiesta. Alcuni di loro sostengono che non sarebbero da considerare gravi gli indizi fin qui ottenuti dagli inquirenti e contano di poter far tornare al più presto i loro assistiti. Il sit-in comincerà alle 10,30 per concludersi alle 14. Intorno alle 13 si terrà la conferenza stampa (ma non è ancora dato sapere il luogo) dell'avvocato Vittorio Trupiano codifensore insieme all'avvocato Carmelo Parente di Michele Fabiani, ritenuto dagli investigatori il leader della presunta cellula.
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| Smaaaaaaashhhhhhh (no login) | Re: Rassegna stampa arresti Spoleto - 2 | October 25 2007, 1:49 AM |
sto trupiano m'è cascato sul cazzo..."io anarchico??? figuriamoci!Sono offeso!"
ma vaffanculo...stronzo paraculo d'un avvocatucolo.
Quella lettera che vuole allegare (di un capominchia della commissione europea che l'ha elogiato) se la può mettere nel culo....pagliaccio ipocrita!!!!
ABBATTERE IL SISTEMA...PRIMI DELLA LISTA:
-CARCERE(CON CARCERIERI)
-TRIBUNALI (CON GIUDICI, PM E AVVOCATI)
....si comincerà dopo queste 2 istituzioni di merde morte, a respirare benissimo....poi ci si può dedicare al resto |
| Anonymous (no login) | Re: Rassegna stampa arresti Spoleto - 2 | October 24 2007, 10:10 PM |
http://www.tuttoggi.info/articolo-681.php
OPERAZIONE BRUSHWOOD: ECCO LE INTERCETTAZIONI.
Senatori Brutti e Ferrante “rispettare diritti degli indagati. Più imbecilli che pericolosi?”
Spoleto - 24/10/2007 15:18
Cominciano a trapelare le prime intercettazioni a disposizione dei magistrati che ieri mattina hanno dato il via libera all’operazione Brushwood (boscaglia) che ha portato all’arresto dei cinque giovani spoletini accusati di essersi organizzati in associazione con finalità di eversione dell’ordine democratico. I carabinieri dei Ros e quelli della compagnia di Spoleto li tenevano d’occhio da tempo, anche con l’ausilio di cimici e gps sistemati nelle loro autovetture. I primi stralci dell’inchiesta li ha anticipati il corrispondente del Corriere della Sera Giovanni Bianconi. Sarebbero i cinque spoletini, a vario titolo, gli autori delle scritte sui muri contro Brunini o di quelle in cui si esaltava il gesto dell’ottuagenario Tersilio Corinti (il pensionato che accoltellò il primo cittadino poco più di un anno fa), un paio di incendi ai quadri elettrici di altrettanti cantieri edili fino alla lettera di minacce inviata alla presidente Lorenzetti.
“Che scrivo?” dice uno dei cinque indagati. In sottofondo il rumore di una bomboletta di spray. “Scrivi ‘Uno di noi’” risponde una seconda voce maschile. Il giorno dopo comparve la scritta “Tersilio, uno di noi”. Era il mese di maggio 2007. ancora un’altra scritta, ancora una volta contro il primo cittadino della città del festival. “Fa una cosa al volo….un ‘Brunini crepa’….faccio il giro della piazza”. Detto fatto, anche se la scritta sarà diversa, non senza egual orgoglio dell’autore “eccola….’brucia grasso di merda’”.
Anche il cantiere della mobilità alternativa della Posterna sarebbe stato nelle mire del gruppo anarchico. Ma un passante li avrebbe notati chiamando il 113 e facendo fuggire il gruppetto. Il giorno dopo però c’era una nuova scritta “Spoleto non si sventra”. Uno degli autori si era premurato di avvisare la propria madre “stai tranquilla ci vediamo domani a pranzo, ieri ci siamo addormentati guardando un film”. Il complice invece ha telefonato ad una amica (la studentessa di Firenze che risulta indagata dalla procura di Perugina?) “stanotte non ho dormito nulla…..è stato tutto complicato…..semo sbucati all’Api!”. Se i gesti che vengono addebitati ai cinque escludono che possa trattarsi di ‘ragazzate’, sono certi commenti intercettati dagli inquirenti che li mostrano come dei ragazzini convinti delle loro idee. Così alla manifestazione a L’Aquila contro il 41bis dicono di esser soddisfatti, che è stata un’esperienza “positiva perché la gente ci batteva le mani”. Oppure sulla vicenda dei lavavetri di Firenze “cò la scusa che so de sinistra fanno quel cazzo che je pare. Allora è meglio…de destra a ‘sto punto, almeno fa opposizione”.
Gli inquirenti evidenziano che la minaccia di innalzare lo scontro è più che reale, come dimostra la lettera alla Lorenzetti. E poi c’è il collegamento alla FAI, la Federazione delle azioni ‘fai da te’ che in giro per l’Italia ha provocato azioni e attentati, anche se per la verità sono stati ben più pericolosi di quelli addebitati ai cinque spoletini.
E’ sicuramente sulla base di queste prime intercettazioni che i senatori Brutti e Ferrante hanno poco fa diramato un omunicato in cui da una parte ribadiscono la “piena fiducia ai magistrati nell’indagine contro gli anarco-insurrezionalisti”, dall’altra invitano a “non sbattere il mostro in prima pagina, prima di aver fatto chiarezza sulle reali intenzioni e possibilità dei cinque arrestati che potrebbero avere come principale colpa quella di essere un gruppo di perditempo più imbecilli che veramente pericolosi”. “Le minacce e gli atti intimidatori verso i rappresentanti delle istituzioni umbre – hanno aggiunto i due Senatori dell’Unione – sono state gravi e sicuramente da non sottovalutare. Per questo è necessario intervenire ed approfondire l’inchiesta, affinché si giunga a conclusioni certe, rispettose dei diritti di tutti, anche a quelli degli indagati, che restituiscano sicurezza e tranquillità ai cittadini umbri”.
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| Onagro (no login) | Solidarietà per Michele, Andrea, Dario, Damiano e Fabrizio. | October 26 2007, 3:41 AM |
MARTEDI 23 OTTOBRE 2007
5 ragazzi, 5 anarchici quasi tutti ventenni vengono arrestati a Spoleto. Michele, Andrea, Dario, Damiano e Fabrizio.
L’accusa? Associazione sovversiva con finalità di terrorismo!!
Reati contestati? Piccoli sabotaggi avvenuti nei mesi passati in alcuni cantieri, scritte sui muri e, immancabili, i bossoli inviati all’ennesimo buon amministratore/difensore della cosa pubblica.
Non è questo il momento per analisi che rischiano di diventare sterili e controproducenti.
Adesso ciò che ci interessa è la vita di chi è caduto vittima dell’ennesima montatura giudiziaria, il cui scopo è quello di sbattere il mostro in prima pagina e di far sentire sempre più forte, a tutti i buoni cittadini paganti le tasse e amanti della sicurezza, la necessità di maggiore controllo, repressione e annichilimento di ogni forma di dissenso.
Pensiamo alla vita di Michele, Andrea, Fabrizio, Dario e Damiano rinchiusa in una cella. Alla loro paura e alla loro solitudine.
Pensiamo a tutte le vite di un sistema che ancora si nutre di articoli, come il 270bis, che consentono e giustificano la riduzione di molti al silenzio, serrando i loro polsi in brutali catene.
Pensiamo anche ad Aldo Branzino, la cui morte in carcere non va dimenticata. Vergognoso ed ennesimo atto delle sporche mani di chi domina e reprime.
AGLI ANARCHICI, A CHI E’ CADUTO,
SOLIDARIETA’ IMMEDIATA.
PERCHÉ DI REPRESSIONE E CARCERE SI MUORE!!
Ass. “Onagro, critica ricerca diffusione libertaria”
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| Michael Jacob e Daniela De Gregorio (no login) | Lettera aperta - APOLOGIA DI MICHELE FABIANI | October 26 2007, 10:07 AM |
Lettera aperta - APOLOGIA DI MICHELE FABIANI
Le parole di Michael Jacob e Daniela De Gregorio Spoleto - 25/10/2007 10:56Michele Fabiani e noi siamo, da poco più di un anno, vicini di casa. Ci siamo conosciuti e parlati la prima volta perché il nostro gatto aveva tentato di attraversare i centimetri di confine che separano le terrazze e perché dalla finestra di Michele proveniva musica ad un buon volume. Preoccupati che fosse l'inizio di una "vicinanza" rumorosa (la sua giovanissima età ci faceva temere il peggio) gli abbiamo chiesto se poteva abbassare, temendo di sentirci rispondere picche.
Michele ha chiesto scusa, ha abbassato il volume fino a renderlo forse non udibile nemmeno a lui stesso e, da lì in poi, quando ci capitava di trovaci nello stesso momento sui rispettivi terrazzi (a volte a stendere panni) ci chiedeva se ci stesse disturbando con qualche rumore. Ma dopo quella volta non era mai più successo. Insomma: un vicino di casa ideale.
Lo abbiamo ritrovato, per caso, qualche tempo dopo alle manifestazioni di protesta contro gli scempi ambientalisti che hanno recentemente agitato la piazza di Spoleto. Le conversazioni dai terrazzi, sono diventate un pò più
articolate: ci siamo scambiati i libri che avevamo scritto, noi un giallo con Kant come protagonista, lui un saggio di filosofia vera. Abbiamo parlato dell'esame di logica che stava preparando, della bellezza di Spoleto dallo scorcio che si vedeva dalle nostre terrazze. Un giorno ha rivelato un desiderio di paternità, che, ridendo, diceva che ancora nessuna ragazza aveva condiviso. Ci eravamo ripromessi di ritrovarci a cena una sera da noi e Michele ci aveva avvertiti: niente
carne, per piacere. Le sue convinzioni non violente non gli permettevano di mangiarla. Le nostre rispettive visioni del mondo e delle cose non potevano essere più diverse ed una volta ce lo siamo detti ridendo, perché era strano che ci fossimo trovati a manifestare (con altre centinaia di Spoletini) per la stessa ragione e che ci
trovassimo reciprocamente simpatici. Un giovane gentile, che ama scrivere saggi di filosofia, limpido nelle sue convinzioni politiche dichiarate anche in modo impetuoso, ma non vissute, per la schiettezza del carattere, in zone d'ombra. Poi l'irruzione delle squadre antiterrorismo, i volti coperti, il dispiegamento di forze, l'elicottero che sorveglia dall'alto.... Avremmo messo insieme tutto questo con Bernardo Provenzano, non con Michele Fabiani. Secondo le accuse
poteva contribuire a portare l'Umbria ad un pericoloso livello di lotta armata. Poteva....Mah! Noi scriviamo libri gialli e la coerenza nei fatti narrati è fondamentale. A volte è successo che sottoponendo alla nostra agente e al nostro editore una ipotesi di sviluppo in una "trama", ci siamo sentiti dire "Non funziona, ragazzi. Dovete cambiare qualcosa, perché quello che accade non è coerente con quel personaggio e il tutto risulta poco credibile!" Non so perché, ma è questo il
pensiero che ci è venuto in mente quando abbiamo saputo delle accuse rivolte a Michele e ai suoi amici.
Michael G. Jacob e Daniela De Gregorio. |
| Anonymous (no login) | Interrogazione parlamentare del Sen. Russo Spena sugli anarchici di Spoleto | November 7 2007, 5:55 PM |
Pubblicato il 6 novembre 2007
Seduta n. 242
RUSSO SPENA , ZUCCHERINI , BOCCIA Maria Luisa , EMPRIN GILARDINI - Al Ministro della giustizia. -
Premesso che:
il procedimento penale, iniziato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia, nei confronti di alcuni giovani (tra i quali Michele Fabiani), ha destato viva perplessità nell'opinione pubblica, per le modalità con le quali viene condotto, nonché per le accuse contestate agli indagati;
in particolare, agli indagati è contestato il delitto di cui all'art. 270-bis del codice penale (associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell'ordine democratico), sulla base, a quanto risulta dalle notizie diffuse dalla stampa, della presunta appartenenza ad una cellula anarco-insurrezionalista;
come riportato da "il manifesto" (del 27 ottobre 2007, pag. 8, "Anarchici di Spoleto, sotto l'inchiesta niente"), la principale fonte di criticità dell'indagine deriva dall'asserita discrasia tra le contestazioni mosse agli indagati (che peraltro continuano a professarsi innocenti ed estranei alle accuse elevate nei loro confronti) e le risultanze probatorie allo stato acquisite;
agli indagati è infatti contestata l'appartenenza alla Federazione anarchica informale - cui è attribuita la responsabilità per la commissione di diversi attentati incendiari in tutta Italia - laddove non soltanto essi negano recisamente tale appartenenza, ma le stesse risultanze probatorie, acquisite anche attraverso intercettazioni telefoniche, sembrano dimostrare l'infondatezza di tale assunto;
considerato che:
a prescindere dalla responsabilità penale degli indagati per i reati loro ascritti, su cui si pronuncerà l'autorità giudiziaria, nella cui valutazione si ripone piena ed incondizionata fiducia, desta perplessità la circostanza, riferita da taluno dei difensori, relativa all'allegazione, nella stessa ordinanza dispositiva della custodia cautelare, di alcune informative dei ROS che qualificano il difensore di uno degli indagati come "noto avvocato penalista dell'area" cui gli stessi afferirebbero;
qualora la circostanza sopra riferita corrispondesse al vero, sarebbe quantomeno lecito dubitare della legittimità di una tale valutazione, da parte degli organi inquirenti, del presunto orientamento ideologico di uno dei difensori degli indagati;
tale valutazione, infatti, oltre ad incidere su di un dato meritevole di particolare tutela in quanto qualificabile come "dato sensibile", ai fini del divieto di diffusione di cui all'art. 13 del decreto legislativo 196/2003, e a rappresentare una circostanza non utile ai fini delle indagini, rischia di indurre infondati sospetti e pre-giudizi sulla correttezza dell'espletamento del mandato difensivo da parte del suddetto avvocato;
come noto, le indagini relative a procedimenti penali in materia di reati associativi, con particolare riferimento ai delitti contro la personalità dello Stato, in ragione della scarsa determinatezza e della struttura soggettivistica della fattispecie, nonché della possibile incidenza di tali norme incriminatrici sull'esercizio di libertà costituzionalmente garantite (in questo caso, libertà di opinione e manifestazione del pensiero), presentano particolare delicatezza e complessità , imponendo all'autorità giudiziaria di delineare il confine tra condotte penalmente rilevanti e comportamenti espressivi di diritti e libertà sanciti come tali dall'ordinamento;
in ragione della complessità di tali indagini, è necessario che le valutazioni compiute dall'autorità giudiziaria in ordine alla responsabilità penale degli indagati siano il più possibile circostanziate "oltre ogni ragionevole dubbio" e siano condotte nel rispetto del diritto al trattamento dei dati personali (soprattutto se sensibili), anche dei difensori,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle questioni in oggetto;
se corrisponda al vero la notizia riferita, relativa alla qualificazione del difensore di uno degli indagati quale afferente all'area anarco-insurrezionalista, e, in caso di risposta positiva, le ragioni che avrebbero legittimato tale valutazione
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