Napoli, Palazzo Reale
Continua il successo di critica e di pubblico per la mostra degli spazialisti
Finzi e Morandis
Ennio Finzi (Venezia 1931 - vive e lavora a Mestre, Venezia)
Gino Morandis (Venezia 1915-1994)
Napoli 1986-2007
Ennio Finzi e Gino Morandis. Rincontro di due generazioni dello spazialismo
A Palazzo Reale di Napoli un’importante mostra sullo spazialismo, il movimento che nel dopoguerra ha contribuito in modo determinante alla genesi della storia dell’arte del Novecento.
Napoli 1986-2007. Ennio Finzi e Gino Morandis. Rincontro di due generazioni dello spazialismo, l’esposizione ripercorre il processo di rinnovamento del linguaggio della pittura e della scultura avvenuto nell’ultimo cinquantennio attraverso le opere di Gino Morandis - tra i principali esponenti dello Spazialismo - nato, vissuto e scomparso a Venezia - e di Ennio Finzi che sempre a Venezia ha comincia la sua ricerca di sperimentazione di figurazione e astrazione e qui ha insegnato pittura presso l'Accademia di belle Arti.
Alla mostra, che è stata inaugurata venerdì 2 marzo (ore 18,00), sono esposti a Napoli a Palazzo Reale (braccio nord dell'Ambulacro dell'appartamento storico) 50 dipinti dei due artisti veneziani Ennio Finzi e Gino Morandis - dagli anni '50 agli anni '90 -
Nel catalogo i curatori della mostra Giovanna Barbero e Giovanni Granzotto sottolineano l’importanza dei due artisti nel ricostruire il percorso storico del movimento: La pittura di Morandis ha, infatti assunto in questi anni un ruolo particolare all'interno del movimento spaziale; Morandis nelle sue tele esprime una concezione spaziale che si risolve in un lirismo tendente a individuare le forme con un cromatismo luminoso.
Nella continua dialettica che contraddistingue il principio della ricerca Ennio Finzi con coerenza ha proceduto negli anni per stadi successivi di evoluzione caratterizzati da espansioni di sontuosità cromatiche e da improvvisi azzeramenti di ogni luminosità in cui concentra allo stato potenziale ogni emissione energetica.
La mostra rientra nelle iniziative della Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Napoli e Provincia che come precisa il Soprintendente Enrico Guglielmo grazie all’impegno dei funzionari storici dell’arte attraverso queste mostre accresce l’ azione di valorizzazione dei beni culturali promuovendo l’interesse verso aspetti recentissimi dell’arte e dell’architettura.
La mostra è patrocinata dall' I.N.A.C. (Istituto Nazionale d'Arte Contemporanea) si occupa di far conoscere al grosso pubblico le correnti artistiche del cinetismo e spazialismo , movimenti nati a metà dello scorso secolo, che hanno contribuito a dare una svolta all'arte contemporanea internazionale. Il coordinamento organizzativo è di Patrizia Di Maggio e Ugo Granzotto.
All'inaugurazione erano presenti: Barbara Morandis (figlia del Maestro scomparso), il Segretario Generale dell'INAC Adriano Villata, il Soprintendente per i beni architettonici per il paesaggio e per il patrimonio storico ed artistico di Napoli Enrico Guglielmo.
La mostra resta aperta fino al 31 marzo 2007 tutti i giorni 9,00 - 19,30 - mercoledì chiuso.
Catalogo edito da Verso l'Arte Edizioni
Ennio Finzi (Venezia 1931 - vive e lavora a Mestre, Venezia)
Gino Morandis (Venezia 1915-1994)
Eduardo Improta, ufficio stampa
improta.press_office@virgilio.it
tel. 338 7797136
INTRODUZIONE
di Anselmo Villata, Presidente Istituto Nazionale d’Arte Contemporanea
Due artisti, due generazioni, due modi differenti di “sentire” un comune interesse verso uno tra i quesiti più ispezionati in arte, soprattutto nel Novecento, qual è il tema dello spazio.
Ennio Finzi e Gino Morandis, originari della stessa area geografica nord-orientale italiana, hanno condiviso amicizie e frequentazioni di maestri storici, seppure in età ed anni diversi: da Lucio Fontana a Virgilio Guidi, a Emilio Vedova e con essi hanno lavorato e discusso teorie legate al mondo artistico. Ennio Finzi è oggi protagonista e testimone della contemporaneità conseguita dalle esperienze storiche; Gino Morandis, con il corpus concluso delle sue opere, si pone come trait-d’union tra passato e presente. Per entrambi è determinante la riflessione; la loro creatività deriva dall’osservazione, dalla partecipazione, dall’interazione consapevole tra la propria intimità ed il mondo esterno, dal dibattito personale nell’affrontare i grandi quesiti fisici e filosofici che accompagnano il percorso umano in ogni epoca. Poesia, raffinatezza, eleganza sono qualità naturali ed irrinunciabili ai due artisti. Assolutamente diversi, invece, sono i rispettivi linguaggi espressivi.
Ennio Finzi ama la sintesi, la razionalità strutturale, l’ordinata pulizia della costruzione, il rigore e l’essenzialità, la levigatezza delle immagini. In Gino Morandis predomina l’emozione che concede spontaneità al gesto pittorico e libertà cromo-compositiva, dove la poetica si esplica negli accostamenti tonali e nelle sfumature, nella disgregazione delle forme.
Le loro opere, oggi di nuovo insieme, come già avvenne nel 1986 nella luminosa Napoli, in occasione della mostra “L’Umanità, il sole e Napoli (tenutasi presso il complesso della Mostra d’Oltremare), danno il senso della continuità della storia e delle esperienze artistiche e il perpetuarsi, in continuo aggiornamento, della medialità dell’arte.
PRESENTAZIONE
di Enrico Guglielmo, Soprintendente per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Napoli e Provincia
Presentare mostre d’arte contemporanea nel Palazzo Reale di Napoli è da tempo una consuetudine che risponde alle aspettative dei visitatori, sempre più interessati ed incuriositi dalle manifestazioni artistiche attuali, ed affianca l’azione di valorizzazione dei beni culturali svolta dalla Soprintendenza, aggiungendosi alle attività ed alle prassi operative più direttamente collegate alla tutela.
Per questi motivi, grazie anche all’impegno dei funzionari storici dell’arte che di recente sono stati assegnati all’Amministrazione ed in particolare di Patrizia Di Maggio, si propongono da qualche anno eventi creativi inerenti al contemporaneo, in sintonia con i programmi della DARC, la Direzione Generale per l’Arte e l’Architettura Contemporanee del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Il calendario delle iniziative proposte a Palazzo Reale per il 2007 comprende, infatti, mostre di differente argomento, che confermano l’interesse crescente del pubblico verso aspetti recenti e recentissimi dell’architettura e dell’arte, ed è questo uno dei motivi per i quali è stata accolta con favore la mostra degli artisti Ennio Finzi e Gino Morandis.
L’esposizione è stata proposta dall’INAC, Istituto Nazionale Arte Contemporanea, che da anni si occupa della divulgazione di due movimenti artistici dello scorso secolo, il cinetismo e lo spazialismo, nati entrambi negli anni Cinquanta del Novecento ed è, negli intenti dei curatori, la ricognizione del lavoro dei due maestri, già invitati alla rassegna artistica napoletana “l’Umanità, il sole e Napoli” del 1986, a cui fa riferimento il titolo dell’attuale manifestazione.
La scelta di proporla nell’Ambulacro dell’Appartamento Storico nasce dalla consapevolezza, già sperimentata in altre occasioni, di utilizzare la severità dell’architettura seicentesca come cornice alla ricchezza cromatica e materica delle opere di Finzi e Morandis, il cui percorso, personale ed artistico, è ampiamente illustrato nel libro di corredo alla manifestazione.
La “contaminazione” tra antico e moderno è immediatamente leggibile e dimostra la validità di mettere a confronto, per un periodo di tempo limitato e con modalità espositive necessariamente rispettose del monumento, contenuti culturali di natura ed epoca diverse : il risultato è gradevole e stimolante ed i lavori esposti appaiono valorizzati dai preziosi spazi architettonici del XVII secolo.
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