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Toscana, SOS ambiente "Discariche colme ...Emergenza a Massa"

November 4 2009 at 1:18 PM
Anna Pucci (La Nazione)  (no login)

La nostra inchiesta sui punti deboli del sistema-rifiuti: il caso di Massa non è un episodio, è un segnale di allarme

Massa, 4 novembre 2009 - Emergenza immondizia: l’altra faccia dei nostri quotidiani consumi. Sulla costa apuana, dove la raccolta differenziata è ferma al 20%, i cittadini pagano con la Tarsu almeno 30 centesimi di costi diretti (esclusi esternalità ambientali e finanziamenti pubblici all’impiantistica) per smaltire ciascun chilo di rifiuti buttato nel cassonetto.

Ma c’è mancato poco che ieri il “prodotto” del nostro benessere restasse nei raccoglitori stradali: in mattinata, infatti, di fronte all’impianto di selezione e compostaggio Cermec a Massa — utilizzato dai Comuni di Massa, Montignoso e Carrara per conferire circa 90mila tonnellate di rsu indifferenziati l’anno —, si è formata una lunga coda di autocompattatori in attesa di poter scaricare. Cermec spa aveva preannunciato il rischio di dover chiudere i cancelli, dopo essersi ritrovata senza una discarica in cui piazzare i “sovvalli”, ciò che residua della lavorazione dei rifiuti. La situazione si è per il momento sbloccata: la società ha ottenuto l’autorizzazione a conferire 9mila tonnellate di sovvalli, fino al 15 novembre, nella discarica di Peccioli. Ma si tratta — spiega il presidente di Cermec, Luciano Bertoneri — di una soluzione tampone: la Provincia di Massa-Carrara deve rendersi autonoma, facendo entrare in funzione l’impianto di produzione di cdr (combustibile derivato dai rifiuti) costruito da ErreErre proprio accanto a quello del Cermec, per riceverne direttamente la frazione secca.

"Se daremo garanzie sull’attivazione di ErreErre con l’anno nuovo — spiega Bertoneri — probabilmente otterremo ulteriori autorizzazioni per utilizzare nel frattempo la discarica di Peccioli". Ma intanto ieri si è vissuta una situazione surreale, che conferma i ritardi e l’inefficienza della politica nell’affrontare il nodo rifiuti anche dopo la creazione, da parte della Regione, dell’Ato Toscana Costa, di cui la Provincia apuana fa parte. La gestione del ciclo dei rifiuti a Massa-Carrara resta, del resto, assai complicata. Sulla costa operano tre società pubbliche: Cermec spa, di cui sono soci i Comuni di Massa e di Carrara e la Provincia, gestisce l’impianto di trattamento mentre Amia e Asmiu curano la raccolta, rispettivamente a Carrara e a Massa; ad esse va aggiunta la società pubblico-privata ErreErre che dovrà produrre cdr. I 14 Comuni della Lunigiana si affidano invece a una cooperativa per la raccolta e ad una ditta privata per il trattamento: la Costa Mauro, che gestisce ad Albiano Magra una piattaforma con linee di produzione di cdr. E proprio ad Albiano, Comune di Aulla, erano esplose nelle scorse settimane due clamorose proteste: prima degli abitanti, esasperati dalla convivenza con l’impianto Costa; poi dei dipendenti della stessa Costa, con tanto di sit-in sul tetto del municipio e simbolico sequestro del sindaco, preoccupati dal fatto che il loro impianto non aveva abbastanza rifiuti da lavorare perché tardava l’autorizzazione a riceverne anche dalla Liguria.


 

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