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  • aer e ill
    • sandro
      Posted May 29, 2003 10:03 AM

      ciao ursamaior

      mi sono imbattuto ora in rete in questo articolo del regolamento edilizio del comune di follonica che risponde (almeno mi pare) ai tuoi quesiti.
      Tieni conto comunque che è il comune di follonica e che il tuo potrebbe richiedere parametri diversi.

      cioa
      sandro


      Articolo 74
      Insediamenti industriali - Locali e ambienti di lavoro
      Classificazione e caratteristiche

      Sono sottoposti alle disposizioni contenute nel presente articolo tutti gli edifici in cui è previsto l'inserimento di attività comportanti la produzione o la trasformazione di beni, la fornitura di servizi, il deposito o la movimentazione di sostanze. Per quanto non espressamente specificato si rinvia alle vigenti norme riguardanti l'igiene e la sicurezza del lavoro.
      Le norme seguenti si applicano per tutte le nuove costruzioni, le ristrutturazioni, gli ampliamenti, le variazioni di destinazione d'uso e le denunce di inizio attività.
      Interventi edilizi, variazioni di destinazione d'uso, e inizi attività in fabbricati esistenti ed interventi nei centri storici possono essere ammessi anche in deroga ai presenti indirizzi tecnici quando non sia possibile il pieno rispetto delle condizioni di cui al seguente articolo purché siano garantite, a parere della Autorità Sanitaria Locale, condizioni di igiene e sicurezza compatibili con l'uso e ne risulti, comunque, un miglioramento delle condizioni preesistenti.

      A - Classificazione dei locali

      I locali degli edifici di cui sopra sono così classificati:


      a.1 - Locali di Categoria 1

      Laboratori e locali adibiti ad attività lavorative (ambienti in cui vengono svolte attività industriali, artigianali, commerciali, produttive e di servizi, anche se svolte dal solo titolare).
      Archivi e magazzini con permanenza di addetti (locale adibito a permanenza di merci e materiali vari utilizzato nello svolgimento di servizi logistici, commerciali o altro con permanenza di addetti).


      a.2 - Locali di Categoria 2

      - Uffici di tipo amministrativo e direzionale ove non si ha esposizione a fattori di rischio chimico e fisico connessi con l'attività.

      - studi professionali;
      - Sale lettura, sale riunioni;
      - Ambulatorio aziendale/camera di medicazione;
      - Refettorio;
      - Locali di riposo.


      a.3 - Locali di Categoria 3

      - spogliatoio;
      - Servizi igienici - WC;
      - Docce;
      - Disimpegni;
      - Magazzini e archivi senza permanenza di addetti, depositi (luoghi destinati a raccogliere e custodire oggetti o merci per convenienza mercantile)


      b - Caratteristiche strutturali dei fabbricati e dei locali adibiti ad attivitàlavorative


      b.1 - Caratteristiche dei locali di Categoria 1


      B1.a - altezze

      Per i locali di categoria 1 l'altezza netta deve essere non inferiore a mt. 3.
      L'altezza netta dei locali si misura dal pavimento all'altezza media della copertura dei soffitti o delle volte.


      B1.b - Superficie dei locali

      Fatte salve motivate esigenze e/o specifiche prescrizioni dei Servizi competenti la superficie minima dei locali di categoria 1 deve essere 9 mq.


      B1.c - Illuminazione naturale

      I locali apportati alla categoria 1 devono essere illuminati con luce naturale diretta.

      La superficie illuminante deve corrispondere ad almeno:

      - 1/8 della superficie utile del locale se la superficie del locale è inferiore a 100 mq.;
      - 1/10 della superficie utile del locale se la superficie del locale è compresa tra 100 e 1000 mq con un minimo di 12,5 mq.;
      - 1/12 della superficie utile del locale se la superficie del locale é superiore a 1000 mq. con un minimo di 100 mq.

      Come parametro di riferimento è da considerare che il 50% della superficie illuminante deve essere collocata su parete verticale mentre la restante parte può essere costituita da lucernari sulla copertura se del tipo a shed o a lanterna.
      La superficie illuminante deve essere rapportata al coefficiente di trasmissione della luce del vetro naturale. Con coefficienti di trasmissione dalla luce più bassi occorre proporzionalmente adeguare la superficie illuminante.
      Nel computo possono essere inserite le eventuali superfici vetrate dei portoni di ingresso.
      Nel caso di ambienti che per loro conformazione geometrica hanno porzioni di superficie non raggiunta da illuminazione naturale diretta, tali porzioni devono essere adibiti esclusivamente ad uso che non preveda la permanenza di addetti.
      Per i locali, la cui profondità superi di 2,5 volte l'altezza della finestra, la superficie utile finestrata dovrà essere incrementata proporzionalmente fino ad un massimo del 25% per una profondità massima di 3,5 volte l'altezza della finestra.
      Le aree oltre il limite di 3,5 volte devono essere adibite esclusivamente ad uso che non preveda la permanenza degli addetti, salvo la realizzazione di superfici illuminanti nella copertura.
      Possono essere ammessi parametri inferiori, rispetto ai valori sopra riportati, ove ricorrano particolari esigenze tecniche documentate. In tali casi l'idoneità del locale di lavoro sarà limitata all'attività lavorativa dichiarata, fatto salvo quanto specificato al punto B1.i.

      B1.d - Requisiti delle finestre

      Le superfici finestrate o comunque trasparenti delle pareti perimetrali o delle coperture, degli spazi di cui ai commi precedenti, nei casi in cui l'attività che viene svolta e la protezione dei lavoratori dall'irraggiamento solare diretto lo richiedano, devono essere dotati di dispositivi che contengono il loro oscuramento parziale o totale.


      B1.e - Illuminazione artificiale

      L'intensità , la qualità, la distribuzione delle sorgenti di luce artificiale negli ambiti di lavoro devono essere idonei allo svolgimento dello specifico compito visivo.
      La collocazione delle lampade deve essere tale da evitare abbagliamenti diretti e/o riflessi e la proiezione sulla postazione di lavoro di ombre che ostacolano il compito visivo.
      Negli stabilimenti e negli ambienti di lavoro in genere, devono esistere mezzi di illuminazione tali da intervenire in assenza di tensione di rete e distribuiti in modo tale garantire un sicuro movimento e l'eventuale esodo dall'ambiente di lavoro.


      B1.f - Illuminazione notturna esterna

      Gli accessi, le rampe, gli spazi comuni di circolazione interna devono essere serviti di adeguato impianto di illuminazione notturna anche temporizzato.


      B1.g - Aerazione naturale

      Tutti i locali appartenenti alla Categoria 1 devono essere dotati di superficie apribile, con comodi comandi al altezza d'uomo pari al:

      - 1/8 della superficie utile del locale se la superficie del locale è inferiore a 100 mq.;
      - 1/16 della superficie utile del locale se la superficie del locale è compresa tra 100 e 1000 mq con un minimo di 12,5 mq.;
      - 1/24 della superficie utile del locale se la superficie del locale é superiore a 1000 mq. con un minimo di 62,5 mq.
      Di norma le aperture devono essere uniformemente distribuite in tutte le superfici esterne evitando sacche di ristagno. Devono essere favoriti sia i moti convettivi naturali per la circolazione dell'aria interna sia i ricambi naturali mediante l'installazione di dispositivi quali ad esempio gli evacuatori statici.
      Nel computo possono essere compresi i portoni e le porte di ingresso.
      I portoni e le porte di ingresso non possono costituire sistema unico di areazione.


      B1.h - Areazione forzata

      L'impianto di areazione forzata non é da intendersi sostitutivo della areazione naturale.
      Qualora il processo produttivo, per le proprie caratteristiche tecniche debba necessariamente svolgersi in locali aerati artificialmente, potrà essere fatto ricorso alla sola aerazione forzata.
      I flussi di aerazione devono essere distribuiti in modo da evitare sacche di ristagno.
      L'aria di rinnovo deve essere prelevata da zona non inquinata.
      Devono essere predisposti adeguati sistemi di reimmissione dell'aria e questa deve essere convenientemente riscaldata e umidificata.
      Di norma l'impianto di aerazione forzata non può essere utilizzato per la rimozione degli inquinanti alle lavorazioni; in tali casi dovrà essere previsto uno specifico impianto di aerazione dell'ambiente.


      B1.i - Illuminazione e aerazione dei locali di esposizione, e vendita aperti al pubblico.

      Nei locali destinati ad esposizione e vendita aperti al pubblico, limitatamente alle aree in cui vi sia la presenza del pubblico, può essere concessa deroga dai servizi competenti relativamente alle caratteristiche di aerazione ed illuminazione naturali, purché vengano installati idonei sistemi di aerazione e illuminazione artificiali.


      B.2 - Caratteristiche dei locali di Categoria 2 e 3


      B2.a - Altezze

      L'altezza netta dei locali di Categoria 2, salvo norme specifiche, deve essere superiore o uguale a m. 2,70.
      Per i locali di Categoria 3 l'altezza media deve essere di m. 2,40 e l'altezza minima non deve essere inferiore a m. 2,00.
      Gli eventuali spazi di altezza inferiore ai minimi, devono essere esclusivamente utilizzati ad aree ripostiglio o di servizio con, se possibile, chiusura mediante opere murarie o arredi fissi.


      B2.b - Superficie dei locali

      Fatte salve motivate esigenze e/o specifiche prescrizioni dei Servizi competenti e fatto salvo quanto previsto dalla normativa vigente in materia di abbattimento delle barriere architettoniche per i locali di Categoria 2 la superficie minima deve essere:

      - Uffici: mq. 5 per addetto con una S.U. minima di mq. 9;
      - Ambulatorio aziendale camera di medicazione (quando previsto ): S.U. minima di mq. 12;
      - Refettori, locali di riposto (quanto previsti): mq. 1,0 per utilizzatore, per turno previsto, con una S.U. minima di mq. 9.

      Per i locali di Categoria 3 devono essere rispettate le seguenti S.U. minime:

      - Spogliatoi (quando previsti): mq. 1,2 per addetto per turno con una S.U. minima di mq. 6;
      - la superficie di pianta dei vani doccia deve essere almeno mq. 1,00;
      - la superficie in pianta dei w.c. deve essere almeno mq. 1,20; nel caso che il lavabo sia posto nell'antibagno la superficie del w.c. può essere ridotta fino a mq. 1,00 con lato minimo comunque di 0,9 mt.

      I locali servizi igienici-w.c. e docce non possono avere accesso da locali di Categoria 1 e 2, se non attraverso disimpegno.
      Il disimpegno con lavabo deve avere superficie minima di mq. 1,5.


      B2.c - Illuminazione naturale:


      B2.c.1 - Illuminazione naturale locali di Categoria 2.

      I locali di tipo 2 devono essere illuminati con luce naturale diretta con i seguenti requisiti:

      B2.c.1.a- Requisiti minimi di illuminazione naturale diretta

      La superficie finestrata verticale utile non deve essere inferiore se verticale al 12,5% (1/8) della superficie utile del locali; ad 1/10 se al livello di copertura per tetti tipo shed, lanterna o lucernari.
      Per i locali la cui profondità superi di 2,5 volte l'altezza della finestra, la superficie utile finestrata dovrà essere incrementata proporzionalmente fino ad un massimo del 25% per una profondità massima di 3,5 volte l'altezza della finestra.
      Le aree oltre il limite di 3,5 volte come prima specificato possono essere adibite esclusivamente ad uso che non preveda la permanenza di addetti, salvo la realizzazione di superfici illuminanti nella copertura.
      Nei casi di biblioteca, sale lettura, sale riunioni, spazi espositivi etc. possono essere ammessi parametri diversi di illuminazione naturale diretta sulla base di specifiche esigenze tecniche. In tale caso l'idoneità del locale sarà limitata all'attività lavorativa dichiarata.
      Nel caso di ambienti che per loro conformazione geometrica hanno porzioni di superficie non raggiunta da illuminazione naturale diretta, tali porzioni devono essere adibite esclusivamente ad uso che non preveda la permanenza stabile di addetti.


      B2.c.1.b - Superficie illuminante utile

      Per superficie illuminante utile che deve esser riportata in tabella sul progetto e sul rapporto informativo, si intende la superficie totale dell'apertura finestrata. Al fine di realizzare una uniforme distribuzione della luce naturale, all'interno dell'ambiente di lavoro, sono da evitare superfici illuminanti a quota inferiore ad un'altezza di cm. 80 dal pavimento.
      La superficie illuminante deve essere rapportata al coefficiente di trasmissione della luce del vetro naturale. Con coefficienti di trasmissione dalla luce più bassi occorre proporzionalmente adeguare la superficie illuminante.


      B2.c.2 - Illuminazione naturale dei locali di Categoria 3.

      I locali di Categoria 3 possono essere privi di illuminazione naturale diretta salvo quanto definito per l'aerazione naturale al punto B2.c.6.


      B2.c.3 - Requisiti delle finestre

      Le superfici finestrate o comunque trasparenti delle pareti perimetrali o delle coperture degli spazi di cui agli articoli precedenti nei casi in cui l'orientamento delle stesse o attività che viene svolta lo richiedono devono essere dotate di dispositivi che consentono il loro oscuramento parziale o totale.
      Resta inteso che tutte le superfici finestrate devono essere comunque accessibili alle pulizie, anche per la parte esterna.


      B2.c.4 - Illuminazione artificiale

      Ogni spazio agibile e di servizio o accessorio deve essere munito di impianto di illuminazione artificiale tale da garantire un normale comfort visivo per le operazioni che vi si svolgono. Devono pertanto essere assicurati idonei valori di illuminamento cosi come definiti dalle norme di illumitecnica.
      Per gli uffici deve essere assicurato idoneo valore di illuminamento sul posto di lavoro.
      La collocazione delle lampade deve essere tale da evitare abbagliamenti diretti e/o riflessi e la proiezione sulla postazione di lavoro di ombre che ostacolino il compito visivo. Qualora esigenze tecniche richiedano condizioni di illuminazione generale e localizzata particolare (es. videoterminali) queste devono essere confortevoli per gli addetti.
      Come previsto per i locali di Categoria 1 anche per gli ambienti di Categoria 2 - 3 devono esistere mezzi di illuminazione di sicurezza.


      B2.c.5 - Illuminazione notturna esterna.

      Gli accessi le rampe esterne, gli spazi comuni di circolazione interna devono essere serviti di adeguato impianto di illuminazione notturna anche temporizzato.


      B2.c.6 - Aerazione naturale.

      1 - Uffici, refettori, sale lettura, sale riunione:

      - le caratteristiche di ventilazione naturale comportano una superficie apribile pari ad 1/8 della superficie utile del locale o, se inferiori, devono essere presenti condizioni di aerazione con contributo naturale e forzato.

      2 - Spogliatoi:

      - l'aerazione naturale e/o forzata deve essere dimensionata in base ai normali valori consigliati dall'ingegneria sanitaria e deve essere congruente con il riscaldamento durante la stagione fredda ed al tipo di utilizzo.

      3 - Ambulatorio aziendale, camera di medicazione:

      - fatte salve normative specifiche, per questi locali vale quanto specificato per gli uffici.

      4 - Servizi igienici:

      - devono essere forniti di finestra apribile comunicante con l'esterno, della misura corrisponderete ad 1/8 della superficie del pavimento ed almeno di 0,6 mq. per il ricambio dell'aria fatto salvo quanto previsto al successivo punto B2.c.7

      5 - Disimpegni, depositi, archivi senza permanenza di addetti:

      - Fatte salve normative specifiche deve essere garantita una corretta circolazione dell'aria ed evacuazione dei fumi in caso di incendio.


      B2.c.7 - Aerazione Forzata.

      Per i locali di Categoria 2 vale quanto riportato al punto B.1 h relativo ai locali di Categoria 1.
      Nel caso di servizi igienici che non corrispondano ai parametri di cui sopra l'aspirazione forzata deve assicurare un coefficiente di ricambio minimo di 6 volumi/ora se in espulsione continua, ovvero assicurare almeno 3 ricambi in un tempo massimo di 5 minuti per ogni utilizzazione dell'ambiente se in aspirazione forzata intermittente a comando automatico temporizzato.


      3 - Locali con caratteristiche particolari

      B3.a - Cucine e mense

      Qualsiasi luogo di preparazione di sostanze alimentari é soggetto ad autorizzazione sanitaria di cui all'art. 2 della L. 283/62 e deve rispondere ai requisiti previsti dalla normativa specifica.


      B3.b - Particolarità relative ai refettori ed agli ambulatori.

      Fatto salvo quanto previsto da normative specifiche nei locali adibiti a refettorio ed ambulatorio deve essere disponibile acqua corrente potabile e le superfici ed i pavimenti devono essere impermeabili e facilmente lavabili fino ad un'altezza di mt.2.
      Nel caso che sia previsto nel refettorio un punto per il riscaldamento delle vivande dovranno essere rispettate le norme UNI CIG in materia.
      Il refettorio deve essere ubicato in modo da evitare contaminazioni con gli inquinanti eventualmente presenti nell'ambiente di lavoro.


      B3.c - Locali sotterranei, semisotteranei ed equiparabili a locali fuori terra.

      1 - Un locale è classificato sotterraneo quando il piano orizzontale contenente l'intradosso del solaio di copertura del locale risulta sotto o al pari del piano di campagna.
      2 - E' un locale semisotteraneo, ai fini dell'applicazione dell'art. 8 del D.P.R. 303/56, quando la quota tra il piano di calpestio del locale ed il piano di campagna è compresa tra 1,5 mt. e l'altezza del locale.
      Si definisce piano di campagna la linea riconducibile o associata all'orizzontale che rappresenta il terreno alla quota di progetto.
      In caso di terreno in pendenza il piano di campagna viene riferito alla linea corrispondente alla quota media tra quella più elevata e quella inferiore di progetto.
      3 - Un locale semisotterraneo è equiparabile a locale fuori terra, ai fini dell'applicazione dell'art. 8 del D.P.R. 303/56, quando la quota tra il piano di calpestio del locale ed il piano dei campagna, come definito al punto 2, é inferiore a1.5 mt.
      Quando ricorrono particolari esigenze tecniche o per attività che non diano luogo ad emanazioni nocive o che non espongono i lavoratori a temperature eccessive, può essere richiesta deroga contestualmente a ciascuna delle fasi autorizzative (concessione nel caso di destinazione specifica, agibilità, inizio attività).

      Nella richiesta di deroga devono essere motivati chiaramente:

      - il rispetto di tutte le norme sull'igiene e la sicurezza del lavoro, compreso il rispetto dei parametri sotto specificati;
      - l'adozione di provvedimenti idonei alla aerazione, illuminazione e protezione contro l'umidità;
      - certificazioni a firma di tecnico abilitato che attestino la conformità delle condizioni di cui ai seguenti punti B3.d.1, B3.d.2 del paragrafo successivo B3. d.

      Nei locali equiparabili a quelli fuori terra può essere svolta attività lavorativa se sono rispettati i parametri igienico-dimensionali sotto specificati.


      B3.d - Parametri igienico dimensionali dei locali:

      B3.d.1 - Per i locali sotterranei e semisotterranei può essere concessa la deroga al divieto di utilizzo per lo svolgimento di atti se sussistono le seguenti condizioni ciascuna di per se vincolante:

      1 - altezza interna utile, illuminazione ed aerazione naturali di tipo diretto secondo i parametri dei locali fuori terra;
      2 - attività lavorativa non ricompresa fra quelle di cui al DPR 303/56 all'art. -33 e/o comunque che comporti l'utilizzo di sostanze nocive;
      3 - il pavimento sia separato dal suolo o mediante un piano sottostante cantinato o mediante un vespaio ventilato di altezza non inferiore a m. 0,50 o mediante idonei materiali che garantiscono analoga adeguata protezione contro l'umidità del suolo;
      4 - le pareti contro terra siano rese libere dal terreno circostante tramite realizzazione di intercapedine ventilata ispezionabile la cui larghezza si maggiore di 60 cm. e la cui profondità sia di almeno 15 cm. al di sotto del pavimento dell'interrato stesso, ove possano sfociare le eventuali aperture aeranti del vespaio;
      5 - deve essere garantita l'aerazione;
      6 - le quote di massima piena della fognatura di scarico e la falda freatica siano al di sotto del piano di posa dei provvedimenti di isolamento contro l 'umidità di cui al punto 3;
      7 - le pareti delimitanti esterne su almeno 2 lati dell'edificio siano libere del terreno circostante tramite sbancamento con scarpata con inclinazione non superiore a 45° a partire da una distanza minima tra il muro perimetrale dell'edificio e l'inizio di scarpata di almeno 1,5 mt. ovvero con muro a retta posto ad almeno 3 mt.

      Su tali pareti deve essere realizzata almeno una uscita con rampa di esodo sul piano di campagna.


      B3.d.2 - Nei locali equiparabili a quelli fuori terra può essere svolta qualunque attività lavorativa se sussistono le seguenti caratteristiche ciascuna di per se vincolante.

      1 - altezza, illuminazione ed aerazione naturali di tipo diretto: stessi parametri previsti per i locali di lavoro;
      2 - il pavimento sia separato dal suolo, o mediante un piano sottostante cantinato, o mediante un vespaio ventilato di altezza non inferiore a m 0,50 o mediante idonei materiali che garantiscono analoga adeguate protezione contro l'umidità del suolo;
      3 - la porzione dei muri perimetrali a contatto con il terreno sia protetta con intercapedine ventilata come descritta al punto.4 o mediate idonei materiali che garantiscano analoga adeguata protezione contro l'umidità del suolo;
      4 - la quota di massima piena della fognatura di scarico e la falda freatica siano al di sotto del piano di posa dei provvedimenti di isolamento contro l 'umidità di cui al punto 2;
      5 - le pareti delimitanti esterne su almeno, due lati dell'edificio siano libere dal terreno circostante tramite sbancamento con scarpata con inclinazione non superiore a 45° a partire, da una distanza minima tra il muro perimetrale dell'edificio e inizio di scarpata di almeno 1,5 mt. ovvero muro a retta posto ad almeno 3 mt.

      Su tali pareti deve essere realizzata almeno una uscita con rampa di esodo nel piano di campagna.


      B3.e - Soppalchi

      I soppalchi, cioè le realizzazioni di piani di calpestio a quota intermedia in un locale avente le caratteristiche di illuminazione, aerazione, etc. previste, sono ammessi se:

      1- costruiti con strutture resistenti ai carichi che devono sostenere (costruzioni in acciaio, muratura, legno, etc.);
      2 - la superficie del soppalco è minore o uguale al 40% della superficie di tutto il locale.
      La profondità del piano di calpestio deve essere comunque inferiore a 2,5 volte la minore, delle due altezze risultanti dalla suddivisione con soppalco.
      In questo caso per lo svolgimento di attività lavorativa occorre che l'altezza di ciascun piano di calpestio o relativo soffitto sia di almeno mt. 2,7.
      Per lo svolgimento di attività di ufficio e commerciale l'altezza sia almeno a 2,4 mt.
      L'altezza minima per attività di deposito senza presenza senza fissa di lavoratori sia almeno di mt. 2.2.
      3 - non sono presenti delimitazioni anche trasparenti dei volumi che vengono a crearsi con la realizzazione del soppalco, ma permane la continuità dell'ambiente unico.

      Non è comunque ammessa la contemporanea presenza tra lavorazioni nocive, pericolose ed insalubri con altre attività o lavorazioni.
      I soppalchi dovranno inoltre essere conformi per i parapetti e protezioni verso il vuoto e per le scale, accessi e uscite a quanto previsto dalla normativa vigente.
      Sui soppalchi dovranno essere esposti, in punti ben visibili, cartelli riportanti il carico massimo ammissibile (Kg/mq) non superabile desunto dalla relazione di calcolo strutturale a firma di tecnico abilitato.
      La distribuzione dei carichi dovrà avvenire in modo razionale e sempre nel rispetto della stabilità.


      B3.f - Locali di ricovero.

      Nel caso di attività lavorative che comportano il rischio di esposizione al piombo o all'amianto devono essere predisposte aree speciali che consentano di sostarvi senza rischio di contaminazione. Analoghi locali di ricovero è opportuno che vengano previsti negli ambienti di lavoro ove vengono manipolati altri prodotti nocivi, tossici, cancerogeni o mutageni.


      B. 4 - Altre caratteristiche dei locali di lavoro


      B4.a - Uscite, porte e vie di emergenza.

      Le uscite dai locali di lavoro, le porte e le vie di emergenza devono essere realizzate in conformità alle misure di sicurezza previste dalla normativa vigente in materia di prevenzione antinfortunistica sui luoghi di lavoro.
      Fatte salve norme specifiche, sono da ritenersi idonee lunghezze delle vie di fuga non superiori a m. 30 per il raggiungimento di luogo sicuro.


      B4.b - Caratteristiche dell'edificio in relazione alla prevenzione incendi.

      Le attività comprese nel DPR 26.5.59 e nel DMI 16.2.82 e successive modifiche sono soggette al controllo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, le altre attività sono soggette al controllo dei competenti servizi di prevenzione della USL.
      Le strutture e gli impianti dei locali devono avere caratteristiche tali da prevenire gli incendi e garantire la tutela della incolumità dei lavoratori e delle persone che si trovano all'interno in caso di incendio.

      Le strutture e gli impianti devono essere tali da:

      - Avere adeguata resistenza statica agli incendi;
      - Prevenire gli incendi;
      - Consentire lo smaltimento dei fumi in caso di incendio per limitare l'estendersi dell'incendio e facilitare le operazioni di soccorso;
      - Evitare, nel caso che si verifichino incendi, il loro propagarsi agli ambienti adiacenti e ridurre le conseguenze all'esterno della struttura;
      - Permettere l'esodo delle persone presenti;
      - Permettere l'esecuzione di soccorsi;
      - Permettere il raggiungimento dell'area in cui é posto l'edificio da parte dei mezzi di soccorso con accessi dotati delle seguenti caratteristiche:

      - larghezza 3,5 mt;
      - altezza libera 4 mt;
      - raggio di sterzata ( raggio di volta) 13 mt;
      - pendenza non superiore 10%;
      - resistenza al carico almeno 20 T (8 su asse anteriore 12 su asse posteriore con passo 4 mt.).

      B4.c - Scale e parapetti

      Le scale fisse a gradini ed i parapetti , destinate al normale transito negli ambienti di lavoro, devono essere realizzate in conformità con le norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro.
      La pavimentazione delle scale deve essere antisdrucciolevole.


      B4.d - Barriere architettoniche.

      Nella elaborazione dei progetti e nella realizzazione delle opere devono essere osservate le norme vigenti, volte ad eliminare gli impedimenti fisici comunemente definite "barriere architettoniche" di cui alla L.13/89 e successive modifiche e integrazioni.


      B4.e - Dotazione dei servizi igienico-assistenziali.

      Tutti i luoghi di lavoro devono essere dotati dei seguenti servizi:

      - wc;
      - lavandini;

      Nei casi in cui risultano necessari, sulla base della normativa vigente, devono essere presenti:

      - docce, distinte per sesso;
      - spogliatoi, distinti per sesso;
      - ambulatorio/camera di medicazione;
      - refettorio;
      - locale di riposo;

      Salvo quanto previsto da norme specifiche deve essere privilegiata comunque la divisione per sesso.

      E' opportuno che il numero dei servizi igienico - assistenziali sia il seguente:

      - wc: almeno una ogni 10 lavoratori (frazione di 10) contemporaneamente presenti;
      - lavandini: almeno uno ogni 5 lavoratori (o frazione di 5) contemporaneamente presenti;
      - docce: almeno una ogni 10 lavoratori (o frazione di 10) contemporaneamente presenti. Il numero di docce dovrà essere aumentato se, in base alla lavorazione effettive esigenze lo richiedano.


      B4.f - Isolamento termico degli edifici.

      Nell'ambito di quanto stabilito dalla normative vigente in merito al contenimento dei consumi energetici, per quanto concerne la termoventilazione e la climatizzazione degli edifici, è necessario assicurare, nel rispetto delle norme in materia, di isolamento termico delle pareti disperdenti, delle coperture e pavimenti.


      B4.g - Riscaldamento degli edifici.

      I locali di Categoria 1, fatte salve particolari esigenze connesse alle tecniche di lavorazione o alla loro pericolosità, valutabili di volta in volta, nel rispetto della normative vigente, devono essere adeguatamente riscaldati, assicurando il benessere termico in relazione all'attività svolta.

      Nei locali di Categoria 2 e 3, ad esclusione dei depositi e archivi senza permanenza di addetti e fatte salve particolari esigenze connesse alle tecniche di lavorazione, vale quanto disposto dalla normativa vigente in materia; deve essere comunque assicurata una temperatura minima dell'ambiente di 18° C.


      B4.h - Difesa dagli agenti nocivi.

      1 - Inquinanti aerei (polveri, fumi, nebbie, gas, vapori).

      Tutti gli inquinanti aerei devono essere efficacemente captati nelle immediate vicinanze del punto in cui si originano e in modo tale da evitare l'esposizione degli addetti e la diffusione nell'ambiente circostante.
      Pertanto la velocità di cattura, la geometria e la posizione dei sistemi aspiranti devono essere rapportate alle caratteristiche fisiche, chimiche e tossicologiche degli inquinanti alle caratteristiche della lavorazione e nel rispetto della normativa vigente.
      Le emissioni nell'ambiente esterno devono essere realizzate in conformità con la normativa vigente e tali da non creare molestie al vicinato.


      2 - Rumore

      La progettazione dell'edificio, degli impianti e/o la loro costruzione devono essere finalizzate alla riduzione dell'inquinamento acustico.
      Fatto salvo quanto previsto in materia di inquinamento acustico nei luoghi di lavoro e nell'ambiente esterno dalle normative vigenti devono comunque essere rispettate le seguenti condizioni:

      - Le lavorazioni rumorose vanno effettuate in ambienti separati;
      - Le macchine e i componenti degli impianti rumorosi, anche se ausiliari alla produzione, devono essere opportunamente insonorizzati;
      - L'installazione di elementi fonoisolanti e fonoassorbenti non deve contrastare con le esigenze di illuminazione naturale, artificiale e di ricambio dell'aria;
      - I materiali fonoisolanti e fonoassorbenti non devono produrre fumi e gas tossici in caso di incendio.


      3 - Vibrazioni.

      In presenza di attrezzature in grado di causare vibrazioni (es. presse, magli, macchine rotanti, etc..) tali macchinari devono essere costruiti e installati in modo da limitare la propagazione delle vibrazioni al resto dell'ambiente.
      In ogni caso, l'isolamento dalle vibrazioni deve riguardare anche le specifiche postazioni di lavoro.


      4 - Alte/basse temperature.

      Deve essere provveduto alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse anche con mezzi tecnici localizzati o con mezzi personali di protezione nel caso non sia tecnicamente possibile modificare la temperatura di tutto l'ambiente.


      B4.i - Sistemazione dell'area esterna.

      L'area attorno all'edificio dovrà essere opportunamente sistemata e lungo tutto il perimetro dell'edificio dovrà essere realizzata zona impermeabilizzata tale da garantire adeguata protezione contro l'umidità del suolo. Se nell'area si prevedono depositi di materiali il terreno dovrà essere opportunamente sistemato e impermeabilizzato quando necessario. Dovranno essere inoltre previsti e realizzati, nel rispetto delle norme vigenti in materia, idonei sistemi per la raccolta e lo smaltimento delle acque meteoriche.


      B4.m - Pavimentazione.

      Fatte salve esigenze specifiche relative ad installazioni di particolari macchine ed impianti il pavimento dei locali di lavoro deve essere isolato dal terreno allo scopo di evitare la presenza di umidità all'interno degli edifici, deve essere realizzato in materiale impermeabile resistente, con superficie unita, raccordata alle pareti, di facile pulizia e tale da evitare in ogni caso polverosità.
      Quando il piano di calpestio é inferiore al piano di campagna circostante, ogni accesso deve essere difeso dall'ingresso di acque meteoriche mediante opportune pendenze dei piani circostanti e griglie di raccolta in prossimità delle aperture.


      B4.n - Trasporti interni.

      Negli ambienti di lavoro non devono essere previsti sistemi di trasporto interno con motore a scoppio. Può essere prevista un'area per le operazioni di carico-scarico automezzi a condizione che siano stati predisposti adeguati sistemi di allontanamento dei gas di scarico dei motori dall'ambiente di lavoro.

      B4.o - Divieto di installazione distributori alimentari e bevande.

      Nell'ambiente di lavoro ove avvengano lavorazioni con emissioni di polveri e gas, vapori o che risultano particolarmente insudicianti, non sono ammessi distributori automatici di alimenti e bevande che devono essere confinati in appositi locali o box adeguatamente attrezzati.


      Articolo 75
      Norme particolari per i locali destinati ad attività soggetta ad autorizzazione sanitaria

      Tutti gli esercizi di produzione, preparazione e confezionamento compresi i piccoli laboratori annessi agli esercizi di vendita o di somministrazione di alimenti e bevande, i depositi all'ingrosso di sostanze alimentari, gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande (articolo 231 TULLSS) devono essere autorizzati ai sensi dell'articolo 2 della legge 283/1962.
      I requisiti igienici dei locali da destinare a tali attività sono riportati in dettaglio nel Regolamento di Igiene in materia di alimenti e bevande.


      Articolo 76
      Requisiti degli edifici esistenti

      Al fine di utilizzare pienamente il patrimonio edilizio, possono essere autorizzati requisiti minimi diversi da quelli indicati agli articoli precedenti nelle opere di recupero del patrimonio edilizio esistente, sia nei casi di situazioni già in atto, sia nel caso in cui il valore formale, ambientale e storico degli edifici non consente il pieno adeguamento alle condizioni richieste nei casi di trasformazioni e cambio di destinazione di edifici.
      In tale caso il richiedente la concessione relazionerà in maniera esauriente e chiara i motivi della impossibilità del rispetto dei requisiti minimi e richiederà al Sindaco la deroga degli stessi.
      Di tale condizione e deroga dovrà darsi atto in sede di rilascio della concessione edilizia.

      Articolo 77
      Locali per allevamento e ricovero di animali

      I locali per allevamento e ricovero di animali devono essere localizzati e costruiti in conformità alle previsioni del presente regolamento e alle disposizioni contenute nei regolamenti comunali d'igiene e di polizia veterinaria, e sottostando, oltre che alle norme del presente regolamento, alle leggi particolari, vigenti in materia.

      Articolo 78
      Dichiarazione di alloggio antigienico o di alloggio inabitabile.

      L'alloggio è da ritenersi antigienico:

      - quando si presenta privo di servizi igienici propri (W.C., lavabo, vasca o doccia) incorporati nell'alloggio;
      - quando presenta tracce di umidità permanente dovuta a capillarità, condensa o igroscopicità ineliminabili con normali interventi di manutenzione;
      - quando presenta requisiti di aeroilluminazione naturale gravemente insufficienti o presenta altre cause di insalubrità.

      La dichiarazione di alloggio antigienico viene certificata dal Responsabile del Servizio di Igiene Pubblica previo accertamento tecnico; la certificazione di antigienicità ai fini dell'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica segue la normativa nazionale e regionale specifica.
      Ai fini del presente articolo non si tiene conto degli effetti dovuti al sovraffollamento.
      Il Sindaco, sentito il parere o su richiesta del Responsabile del Servizio di Igiene pubblica o di altri Organi tecnici interni od esterni all'Ente, ciascuno per le proprie competenze può, dichiarare inabitabile un alloggio o parte di esso per motivi di carattere sanitario o statico.

      I motivi che determinano la situazione di inabitabilità sono:

      - condizioni di degrado tali da pregiudicare l'incolumità degli occupanti;
      - alloggio improprio (ovvero qualsiasi unità immobiliare avente caratteristiche tipologiche di assoluta e totale incompatibilità con la destinazione ad abitazione es. garage, stalle, cantine..);
      - mancanza di aeroilluminazione;
      - mancanza di disponibilità di servizi igienici e acqua potabile.

      Un alloggio dichiarato inabitabile deve essere sgomberato con ordinanza del Sindaco e non potrà essere rioccupato se non dopo ristrutturazione e rilascio di permesso di abitabilità, nel rispetto delle procedure amministrative previste.
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