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  • Re: Arredi per uffici e biblioteche

    • Posted Jul 12, 2004 5:53 PM

      1) E' sempre lecito chiedere quel che si vuole al proprio fornitore (IO fornisco le specifiche); viceversa, per legge si può chiedere solo ciò che è previsto per la propria specifica area di pertinenza (cioè NIENTE per gli uffici, fino all'emanazione di un DM in fase di gestazione). Al massimo si può sventolare l'art. 4 comma 5 lettera b) del D.Lgs. 626/1994 "il DdL aggiorna le misure di prevenzione in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e protezione". Il che si traduce nella necessità di sostituire arredi non classificati come reazione al fuoco con altri classificati (ed evidentemente con prestazioni superiori). Badate bene che spesso l'elemento che resiste maglio al fuoco (leggasi: brucia + tardi) sprigiona fumi MOLTO + tossici degli altri.
      Mentre per arredi di biblioteche e simili, in regime di:

      - Decreto Ministeriale n° 569 del 20/05/1992
      "Regolamento contenente norme di sicurezza antincendio per gli edifici storici e artistici destinati a musei, gallerie, esposizioni e mostre."

      - Decreto del Presidente della Repubblica n° 418 del 30/06/1995
      "Regolamento concernente norme di sicurezza antincendio per gli edifici di interesse
      storico-artistico destinati a biblioteche ed archivi."

      si potrà chiedere:

      - per il primo caso
      Art. 5. Disposizioni relative allo svolgimento di attività negli edifici. -
      4. Negli atri, nei corridoi di disimpegno, nelle scale e nelle rampe, non possono essere posti elementi di arredo combustibili, oltre al carico di incendio esistente costituito dalle strutture e dal materiale esposto, riportato nel certificato di prevenzione incendi.
      5. Qualora negli edifici si svolgano nuove attività dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento, ovvero siano ampliate le aree ove le attività sono svolte, il carico d'incendio relativo agli arredi e al materiale da esporre, di tipo combustibile, con esclusione delle strutture e degli infissi combustibili esistenti, non possono superare i dieci chili di quantità equivalente di legno per metro quadrato in ogni singolo ambiente. I nuovi elementi di arredo combustibili, che siano successivamente introdotti negli ambienti, devono possedere le seguenti caratteristiche di reazione al fuoco:
      a) i materiali di rivestimento dei pavimenti devono essere di classe non superiore a 2;
      b) i materiali suscettibili di prendere fuoco su entrambi i lati e gli altri materiali di rivestimento devono essere di classe 1;
      c) i mobili imbottiti devono essere di classe 1 IM.
      I materiali citati dovranno essere certificati nella prescritta classe di reazione al fuoco secondo le specificazioni del decreto ministeriale 26 giugno 1984 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 agosto 1984, n. 234).

      - per il secondo caso
      Art. 3 - Disposizioni di esercizio
      5. Gli elementi di arredo combustibili introdotti negli ambienti successivamente alla data di entrata in vigore della presente norma, con esclusione del materiale esposto debbono risultare omologati nelle seguenti classi di reazione al fuoco: i materiali di rivestimento dei pavimenti debbono essere di classe non superiore a 2; gli altri materiali di rivestimento e i materiali suscettibili di prendere fuoco su ambo le facce debbono essere di classe 1; i mobili imbottiti debbono essere di classe 1 IM.

      Se invece stiamo parlando di cosa un funzionario VVF possa chiedere, in linea teorica tutto. Devo ritrovare l'estremo legislativo, ma a memoria un parere di un funzionario (su un esame progetto) può essere impugnato solo davanti al TAR e (udite udite) davanti AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (NON davanti al comandante provinciale). Così mi faceva vedere uno dei docenti del corso 818.

      In pratica potrà imporre qualcosa in tal senso (arredi resistenti al fuoco al di fuori di quelli strettamente prescritti) solo motivando; personalmente non mi è mai successo.

      2) Non tutto è certificabile rispetto alla resistenza al fuoco. Per capirci, se voglio (per motivi commerciali) vendere il mio telefono presentando come bonus la sua resistenza al fuoco, non posso; deve infatti esistere una prova standard riconosciuta per determinare tale caratteristica, prova che esiste solo per un numero molto limitato di manufatti. Ovvero, la classe di resistenza al fuoco è una funzione non solo del materiale di cui è composto il manufatto (nel caso in cui parliamo di essi e non di un pannello, per esempio), ma di tutte le altre condizioni al contorno che descrivono il manufatto stesso. E per i telefoni tale prova standard non esiste. Tra l'altro per un armadio tale prova sarebbe distruttiva.

      3) Non ho mai sentito che si possa rendere resistente al fuoco un armadio (o simili) dopo la sua produzione; in generale le vernici dette "intumescenti" (che danno però, attenzione, caratteristiche REI di resistenza, non di reazione al fuoco!!!) devono essere ripassate dopo tot anni (3-5). Infine, in alcuni casi la prova di laboratorio non serve. Se ho una sedia in marmo che faccio? Mi riferisco al:
      Decreto Ministeriale del 14/01/1985
      "Attribuzione ad alcuni materiali della classe di reazione al fuoco 0 (zero) prevista dall'allegato A1.1 al D.M. 26 giugno 1984: «Classificazione di reazione al fuoco ed omologazione dei materiali ai fini della prevenzione incendi»."
      Art. 1 (l'unico)
      Ai materiali di seguito elencati è attribuita la classe di reazione al fuoco 0 (zero) senza che siano sottoposti alla prova di non combustibilità [...]
      - materiali da costruzione, compatti o espansi a base di ossidi metallici (ossido di calcio, magnesio, silicio, alluminio ed altri) o di composti inorganici (carbonati, solfati, silicati di calcio e altri) privi di legamenti organici;
      - materiali isolanti a base di fibre minerali (di roccia, di vetro, ceramiche ed altre) privi di legamenti organici;
      - materiali costituiti da metalli con o senza finitura superficiale a base inorganica.

      weareblind
      "born of black wind, fire and steel"
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