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Resistenza al fuoco di una struttura

November 16 2002 at 12:05 AM
Paolo Emilio 

Voglio porre una domanda riguardo la resistenza al fuoco di una struttura. Se il materiale contenuto dentro un capannone, fabbricato, magazzino etc. etc. ha un carico di incendio maggiore di quello per il quale la struttura è stata progettata, cosa bisogna fare nell'ipotesi di impossibilità od estrema difficoltà nello spostare il materiale contenuto per ridurre il carico di incendio? Vi sono cioè delle misure alternative allo spostamento del materiale?

 
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linus

attenzione !

November 19 2002, 12:27 PM 

Scusa se ti redarguisco , non me ne volere , ma siccome nella sicurezza del lavoro si parla di <<Prevenzione>> , questo mi sembra tutto meno che prevenire.
Voglio dire , perchè mai si dovrebbe avere materiale in quantità maggiore di quello stabilito ai fini della sicurezza antincendio ; non ci potevate pensare prima?
Venendo alla tua domanda ; si può ad esempio aumentare la "Resistenza al Fuoco" della struttura , se però le condizioni dello stabile e delle lavorazioni lo consentono , tramite una accurata compartimentazione , con struttre REI maggiori di quelle che (penso) ci siano.
Nel fare ciò bisogna considerare se :
- l'attività ha già il CPI . In questo caso dovete richiamare il tecnico che ha inoltrato la prativa al comando provinciale dei VVF competente , che povvederà ad attuare una variante e comunque il procedimento sarà di nuovo quello di un esame progetto , per cui il CPI attuale verrebbe sospeso , in attesa di un nuovo collaudo.
- l'attivtà non ha il CPI , allora...sarebbe ora di incominciare l'esame Progetto con un tecnico abilitato naturalmente.
Saluti linus

 
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Re: attenzione !

April 6 2004, 11:34 PM 

Possibilità varie (anche incrociate).

1) Pannellatura adatta (es. cartongesso di adeguato spessore).
2) Rivestimento con intonaco protettivo (di adeguato spessore).
3) Per eventuali tiranti in metallo con funzione strutturale: controtubatura con coppelle o (ma sconsiglio) verniciatura con vernice intumescente.
4) Sostituzione di porte e portoni con altri di caratteristiche REI congrue.

L'aumento del carico comporta il decadimento del CPI (o NOP x chi ce l'ha). Se si è soggetti, è chiaro.

 
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dott palmito

Re: Resistenza al fuoco di una struttura

April 8 2004, 6:36 PM 

non si potrebbe intervenire per ridurre la "classe" del compartimento, agendo sugli indici di riduzione, anzichè il "carico d'incendio"?
ho notato che molti, anche su questo forum, non accettano il concetto di "classe" di un compartimento antincendio, ma questo concetto mi pare sia sicuramente in vigore e ben regolamentato dalle leggi.

In alternativa, si può sempre eseguire una valutazione del rischio incendio e dei suoi effetti con i metodi dell' "ingegneria antincendio", per esempio utilizzando modelli tipo "CFAST" ?.

Altrimenti, si arriverebbe al "determinismo" più assoluto: questa struttura, puoi fare quello che vuoi, non può contenere più di tot materiale.

Secondo me è troppo restrittiva la cosa in questo modo.

Mi piacerebbe aprire anche una discussione sui metodi tipo il CFAST, qualcuno lo conosce e/o usato?

il sito del NIST sul CFAST è: http://fast.nist.gov/

saluti a tutti

palmito

 
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CFAST

April 8 2004, 10:05 PM 

Conosco CFAST, scaricato dallo stesso sito (insieme al manuale), ma è ostico da usare e i risultati sono troppo aleatori. In sede della mi atesi di laurea ho sviluppato e testato x un anno proprio un software disimulazione ddegli effetti di un incendio su vessel, al fine di dimensionare i vent e modellare gli efflussi bifase dal vessel nel tempo. La spinta verso la modellazione mi trova favorevole (alcuni programmi relativi alla progettazione ingegneristica degli impianti chimici, tipo PRO II, li adoro); ciò non toglie che molti sono i fenomeni che ancora NON sono ben modellati, e gli incendi sono tra questi; l'apparato risolutore delle equazioni differenziali (alle derivate parziali) è difficilmente gestibile, le condizioni al contorno hanno pesantissime influenze (direzione, velocità di propagazione, smaltimento fumo e calore, ecc., sono governati da n+1 fattori). Ne segue che è ancora bene appoggiarsi alla sola pratica (ma, come dicevo, spingere sull'informatica, la simulazione è la via del fututo nel settore; ma per me è un lontano futuro).

In merito alla classe del compartimeno, io e dott. Palmito abbiamo avuto modo di parlarne addietro; per me è un concetto superato benché vigente dal punto di vista legislativo (la circolare 91/1961 è in fase di riscrittura ma ovviamente ancora vigente), ma bypassato da molti funzionari (io sono d'accordissimo con loro) per i famosi indici che son spessp vetusti e troppo favorevoli. Il che non toglie che dott. Palmito abbia ragione, si può ben agire (si deve anzi) sulla gestione del rischio, anche mantenendo carichi di incendio che la struttura non è in grado di sopportare (ma deve almeno garantire la classe, se non il carico).

Determinismo assoluto no, ma "parziale"; nella struttura non posso metterci quello che voglio giocando su troppi fattori gestionali; a me a vlte fanno anche un po' paura, l'azione attiva è fallibile (e scucede di continuo), la passiva no.

Sotto con la discussione!!!

 
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