Caro Mauro, qualunque interpretazione estensiva se ne voglia dare, il 626 dice chiaramente "attività lavorative nelle quali vi è rischio di esposizione ad agenti biologici" (art.73). Però, l'art. 76 dice anche "il DdL che intende esercitare attività che comportano USO di agenti biologici dei gruppi 2 o 3...". Bene, escludo che le puericultrici cambiando i bimbetti si tirino reciprocamente in faccia i pannolini usati. Piuttosto, come nonna (

) direi che è decisamente più importante l'osservanza delle norme igieniche delle maestre e assistenti e puericultrici nei confronti dei bambini (per definizione meno immunizzati) che non l'inverso. Una maestra con candidosi (e non è infrequente) se non si lava più che bene le mani può fare un bel danno. Un assistente con infezione streptococcica in atto può risultare arma di distruzione di massa per piccini tonsillopatici e così via. Il problema, invece, si pone di certo nell'eventualità di bimbini con malattie infantili in atto, nel caso di personale docente e non docente privo di adeguata immunizzazione (naturale o da profilassi). Bimbini con varicella o rosolia = brutto rischio per chi non l'ha avuta!!!
Pertanto, se nel piano di sicurezza sono correttamente indicate le modalità di svolgimento mansione, dubito francamente che si possa ritenere inadeguato lo stesso. E se qualcuno parla di "odore di pipì", sarà il caso ricordare che le urine sono per definizione sterili. Se non lo sono, è in atto una cistite batterica, e a questo punto sarebbe il caso di chiedere com'è potuta venire. (OK, per i bambini che usano ancora il pannolino il contatto con le feci può essere infettante, ma giustappunto non lo è se il pannolino viene correttamente e frequentemente cambiato.)
Nonna Nofer