Ciao a tutti ho un problema secondo il vostro parere essendo la mia azienda una società di servizi con presidio in una fabbrica gia da 5 anni che ha intrapreso su mio sollecito essendo io un rls la pianificazione di un intervento sui tetti privi di parapetti dove vi sono molte macchine da manuntenere dai chiller agli estrattori e siccome la direzione di questa fabbrica non ne vuol saper di installare tali parapetti la mia società sino ad oggi ha fatto lo stesso ma io gli ho fatto capire che pur essendo noi non propretari di tali impianti cio non toglie che nella valutazione dei rischi si debba trovare il sistema per salvaguardare i lavoratori ed è a questo punto che la mia società ha deciso di far qualcosa, che io non approvo e su questo chiedo un vostro parere.Infatti ha deciso di delimitare tutto il tetto nelle immediate vicinanze del parapetto(50cm) con una catena in plastica giallo/nera ma alcuni impianti sono situati proprio vicino al bordo e la sola catena non mi sembra gran che per la sicurezza dei lavoratori secondo voi posso io pretendere un sistema più efficace tipo un parapetto in ferro solo per quelle macchine più a rischio essendo la mia società appaltatrice o mi consigliate qualche altro sistema.
Ciao a tutti e grazie
Dal Decreto del Presidente della Repubblica n° 547 del 27/04/1955: "Norme per la prevenzione degli infortuni".
Capo IV - Parapetti.
Art. 26. PARAPETTO NORMALE. -
Agli effetti del presente decreto è considerato «normale» un parapetto che soddisfi alle seguenti condizioni:
a) sia costruito con materiale rigido e resistente in buono stato di conservazione;
b) abbia un'altezza utile di almeno un metro;
c)sia costituito da almeno due correnti, di cui quello intermedio posto a circa metà distanza fra quello superiore ed il pavimento;
d) sia costruito e fissato in modo da poter resistere, nell'insieme ed in ogni sua parte, al massimo sforzo cui può essere assoggettato, tenuto conto delle condizioni ambientali e della sua specifica funzione.
È considerato «parapetto normale con arresto al piede» il parapetto definito al comma precedente, completato con fascia continua poggiante sul piano di calpestio ed alta almeno 15 centimetri.
La catena di cui parli (50 cm) non è quindi considerabile un parapetto.
Dal D.Lgs. Governo n° 235 del 08/07/2003
"Attuazione della direttiva 2001/45/CE relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per l'uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori".
All'art. 4 si riporta: lavoro in quota: attivita' lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile. E direi che è il tuo caso. Sempre lo stesso decreto riporta all'art. 5 gli "Obblighi del datore di lavoro nell'uso di attrezzature per lavori in quota".
E' chiaro che l'installazione di un bel parapetto è la soluzione migliore.
L'art. 4 comma 4 del D.Lgs 235/2003 riporta poi:
4. Il datore di lavoro dispone affinché siano impiegati sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi alle quali il lavoratore e' direttamente sostenuto, soltanto in circostanze in cui, a seguito della valutazione dei rischi, risulta che il lavoro può essere effettuato in condizioni di sicurezza e l'impiego di un'altra attrezzatura di lavoro considerata più sicura non e' giustificato a causa della breve durata di impiego e delle caratteristiche esistenti dei siti che non può modificare. Lo stesso datore di lavoro prevede l'impiego di un sedile munito di appositi accessori in funzione dell'esito della valutazione dei rischi ed, in particolare, della durata dei lavori e dei vincoli di carattere ergonomico.
Dovremmo essere nel caso di sito non modificabile (anche se non quanto tale tesi sia sostenibile). Una possibile soluzione è quindi quella dell'uso di funi.
Una domanda; non è possibile raggiungere i luoghi di lavoro con un cestello?
Ciao ti ringrazio dell’aiuto e la risposta alla tua domanda e si, cioè noi usiamo dei sollevatori a cestello idraulici per salire sui capannoni ma alcuni sono piani in lamiera fissati ad una struttura metallica ed altri semi inclinati “shed” , avevo pensato ad una imbracatura con ancoraggio ad un punto fisso con un sistema di tenuta a strappo tipo il sistema della cintura della sicurezza dell’auto che ricordo di aver letto da qualche parte ma non ricordo il nome. Un'altra soluzione che ho discusso con il DL proprio ieri e che delimitare la zona di lavoro con la catena di delimitazione giallo/nera non era una soluzione ma se ristringiamo il percorso portandolo solo al centro dei capannoni x alcune macchine che sono al centro e forniamo un istruzione ai lavoratori di non oltrepassare tale perimetro (distanza dal parapetto circa 2-3 mt) e in caso di lavori sul perimetro, usare il tipo di cintura prima descritto o se ci si può arrivare con le piattaforme mentre per quelle macchine posizionate sul perimetro creare una struttura più solida con funi o catene in ferro come tu mi hai suggerito. Ma il problema che mi lascia perplesso sono i tetti in lamiera in quanto con la brina o altre situazioni sono scivolosi e secondo il tuo parere va bene anche qui quel tipo di cintura o mi consigli qualche altro dispositivo che metti in sicurezza il lavoratore e rispetti le norme. A dimenticavo ma posso pretendere che sui capannoni visto il problema del parapetto che vi siano due lavoratori per una maggiore sicurezza? Grazie e ciao.
premessa:confesso che non ho letto per intero il tuo post !! per cui forse dico una sciocchezza, ma hai pensato anche a delle tansenne tipo quelle che si usano nei cantieri ??? ciao.
Notavo il lapsus di Antonio nel titolo "tetti prive di parapetti" e pensavo che bisogna capire se voleva dire al maschile "tetti privi di ..."; in tal caso andiamo avanti con le risposte. Ma se Antonio intendeva dire invece "al femminile", allora si apre uno scenario completamente diverso e per certi versi imprevedibile.