Ho sentito questa mattina al radiogiornale dello sciopero totale dei treni in Liguria a seguito del licenziamento di 4 ferrovieri che avevano parlato alla trasmissione di Rai3 "Report" delle scandalose condizioni di insicurezza in cui si trovano ad operare.
Ecco dove stiamo andando; con buona pace della Legge 300/70 che doveva garantire la libertà dei lavoratori.
Ricordo un passato intervento di "Luciobiazzo" riguardante il problema dei bagni sui treni.
Rileggetelo.
In compenso le FS hanno fatto il rapporto di "Corporate Social Responsibility".
In altre parole "Responsabilità sociale".
Sentendo questa notizia non si può che dire:
Che coerenza!.
Mi domando, però, come mai uno dei tanti "solerti" magistrati non abbia immediatamente aperto un'inchiesta per "omissione colposa di cautele contro gli incendi" (art. 451 c.p.), visto che gli idranti in una galleria erano completamente privi di acqua?
Oh, dolce Lino, la tua domanda è forse retorica, ma forse anche no. Se la denuncia degli idranti senz'acqua fosse stata fatta da un qualunque operaio di una qualunque "dittarella", e certo che si sarebbe trovato un giudice che avrebbe aperto l'inchiesta.
Così come in banca: se io chiedo (e ahimé son costretta a farlo) una forma di factoring (=anticipazione su fattura) all'istituto bancario con cui trattengo rapporti commericali, devo portare quelle che loro chiamano "garanzie reali". Che poi vuol significare fidejussione personale su proprietà immobiliari, oppure deposito di titoli a garanzia dell'anticipazione che mi viene fatta. Come a dire "carissima, è vero che questa è una fattura che tu hai emesso a fronte di un lavoro che hai fatto, ma io so perfettamente che mica è detto che te la paghino, quindi nell'eventualità di un insoluto i soldini me li restituisci tu!". Cosa che, leggendo i giornali, si direbbe non sia sempre stato fatto per alcuni colossi industriali (e non aggiungo agroalimentari , che se no pare io stia alludendo). Al contrario di quanto avviene per l'IVA, che deve comunque essere versata anche se ancora non è stata materialmente ricevuta (parlo per le società, non per le persone fisiche). Che però si può condonare in comode rate, poi.
Mi chiedo se la (innegabile) violazione del dovere di riservatezza sia però sanzionabile anche nel caso in questione: l'art. 5 del D.Lgs. 626, al 1° comma detta: "Ciascun lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza e della propria salute e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui possono ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni..."
Ed ancora, al 2° comma, lettera d):"(i lavoratori) segnalano immediatamente al datore di lavoro, al dirigente e al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi... nonché le altre eventuali condizioni di pericolo di cui vengono a conoscenza..."; se le condizioni di pericolo erano state già segnalate in via gerarchica, come è risultato evidente anche nel corso della trasmissione, al lavoratore si può contestare in linea teorica di aver recato danno d'immagine al Datore di Lavoro, ma se il Datore di Lavoro ha messo realmente a repentaglio la "salute e sicurezza" del lavoratore medesimo (e mica solo quella), direi che non è un "danno" all'immagine, ma é l'immagine tal quale, se è brutta non è colpa del lavoratore.
Per concludere l'amarezza totale di questo post: se scopro che un mio cliente, al quale sono legata da segreto professionale, tiene dodici cinesini legati in cantina e lo denuncio, devo essere radiata dall'albo? Penso di no.
Perchè la riservatezza riguarda le tecniche produttive, così come il segreto professionale riguarda le notizie relative alle conoscenze acquisite nel corso della prestazione professionale. Io che faccio consulenza in materia di igiene posso denunciare un reato penale. L'avvocato cui si rivolge il presunto mio cliente invece non può.
Mi sembra di averlo già scritto, anche in questa sede: non c'è necessità di cambiare le leggi per far funzionare le cose, c'è ASSOLUTA necessità di rispettarle.
Nofer
Il problema è che nella "giusta causa" del licenziamento c'è il mancato rispetto delle norme di "sicurezza d'esercizio", essendosi fermati in galleria, avendo ospitato le telecamere in cabina guida, ecc.