Salve a tutti, oggi mi è capitata una cosa molto strana, ho acquisito la certificazione di resistenza al fuoco di una nuova struttura prefabbricata in c.a.p. (R per elementi portanti) e la stessa è stata valutata per la resistenza al fuoco con la Circolare 91/61 e non con gli Eurocodici UNI 9502.
Secondo me non è possibile certificare nuove strutture se non con la norma UNI, cosa ne pensate?
ciao e grazie dei vostri contributi.
Ciao Zavax.
Anche io perplesso in prima battuta. Tuttavia una certificazione secondo la Circolare 91/1961 per elemento portante è prevista.
In Appendice infatti abbiamo:
2.4. - Dimensioni degli elementi di prova
Gli elementi di prova devono essere di caratteristiche equivalenti agli elementi di effettivo impiego nella costruzione.
Essi devono essere di dimensioni sufficientemente grandi. A titolo di esempio:
a) pareti portanti e pareti divisorie: dimensione minima 2 x 2 m;
b) solai e tetti: superficie minima 2 m2;
c) travi o briglie inferiori: lunghezza minima 3 m;
d) colonne: altezza minima 3 m;
ecc.
Ti dico la mia sperando di non crearti troppi problemi.
Intanto una certficazione colla circolare 91/61 è datata a dir poco. fra l'altro le tabelle che ci sono nella circolare sono derivate da prove effettuate con modalità che nessuno conosce (non lo dico io, ho effettuato tempo fa un corso 818 dove un docente dei VVf ha detto chiaramente questo). Per questo dico che una certificazione cosi fatta mi lascia perplesso.
Una certificazione seria dovrebbe (DEVE!)
1) non avere alcun tipo di omissis (se ci sono la ditta è inaffidabile)
2) essere consegnata prima dell'acquisto (altrimenti la ditta è .....)
3) indicare il tipo di prova (dimensioni dell'elemento e vincoli) e l'ente dove la stessa è stata eseguita
Una volta conosciuto tutto ciò ricorda bene che le prove sono normalizzate e i risultati non sono sempre estendibili. Tanto per capirci una parete può risultare REI 120 colla prova normalizzata (2 metri per 2 di parete se ricordo bene), ma tale risultato non è assolutamente estendibile se la parete che devi realizzare collo stesso materiale è di 20 metri di base per 10 metri di altezza, perchè ci sono condizioni al contorno completamente diverse; ad esempio la differenza di temperatura tra le parti basse della parete e le parti elevate possono essere nella parete alta 10 metri notevoli, e ciò può portare al collasso della parete prima della resistenza dichiarata a causa della deformata dovuta alla differenza termica. Dovresti fare uno studio agli elementi finiti della struttura prefabbricata integrando le equazioni di fourier....
spero di non essere stato troppo complicato ma in effetti la resistenza al fuoco è un argomento decisamente difficile.
P.S. perchè usi una struttura prefabbricata? In genere sono una ciofega (scusate il termine) per quanto riguarda il comportamento al calore rispetto ad una struttura in C.A. non prefabbricata
Ieri ho frequentato anche io una lezione ex 818 in cui il docente, che presumo essere lo stesso di cui parla Freddy (e di indiscutibile competenza e preparazione: ad averne così!!!!), affermava le stesse cose.
Dal punto di vista normativo, tuttavia, le modalità elencate nella circolare 91/61 sono pienamente valide (benchè discutibili), anzi ad utilizzare altre metodologie si rischia di far bene le cose dal punto di vista sostanziale e di non essere ineccepibili dal punto di vista formale.
Vorrei spiegarmi meglio: la circolare indica un metodo tabellare che, se sono riproducibili in opera le stesse condizioni previste nella tabella, è considerato pienamente valido (benchè come afferma freddy di mamma ignota). il metodo analitico previsto dalla UNI 9502 è, anche a parer mio, maggiormente aderente alla realtà, ma richiede una notevole precisione di calcolo e la conoscenza perfetta di alcuni parametri per potervi procedere. Spesso dunque, per cercare di far bene le cose col metodo analitico si è in realtà costretti a fare alcune assunzioni che poi pregiudicano il risultato finale e di fronte ad un giudice....
come sempre a voler essere troppo analitici si rischia di perdere di vista la correttezza dei risultati che magari risultano incongruenti con la realta' tante possono essere le condizioni al contorno che non sempre sono compiutamente tenute in considerazione nei programmi di calcolo commerciali (per quanto ben fatti siano)
ma io sulla Circolare 91 ho delle fisse:
1) e' una circolare e potrebbe non essere tenuta in considerazione (anche se prassi consolidata) di fronte ad una corretta applicazione della regola dell'arte (rappresentata dalle norme UNI)
2) leggiamo con molta attenzione l'oggetto di questa circolare:
Circolare n. 91 del 14/09/61
Oggetto: Norme di sicurezza per la protezione contro il fuoco dei fabbricati a struttura in acciaio destinati ad uso civile
si parla di fabbricati a struttura in ACCIAIO e AD USO CIVILE e quindi secondo me ad una semplice lettura dell'oggetto verrebbero escluse tutte le altre strutture !
e dove trovate una struttura civile in acciaio?
penso siano rarissime
e allora?
secondo me di fronte ad un giudice questa circolare sarebbe sempre impugnabile nel 99% dei casi
o sono uscite qualche altro centinaio di cir. che dicono che si puo' usare la circolare 91 anche nel caso di qualsiasi altra struttura?
se si' informatemi per cortesia perche' sono rimasto mooooolto indietro
questa è una domanda che pongo ad ursamaior a causa della risposta che ha fornito. Se non ti crea problemi, mi dici di che città sei? Va a finire che siamo vicini di casa
Ci mancherebbe altro! sono di Catanzaro, amena città che sorge sulla cima di tre colli (la nina, la pinta e la santa maria: scherzo!), ma vivo a roma, storica città che sorge sulla cima di 7 colli (gianicolo, eolo, brontolo, pisolo, mammolo...).
In realtà la "gloriosa" circolare 91 del 1961 è richiamata in molte normative di prevenzione incendi di tipo verticale (edifici civili, scuole, ecc.); è pertanto pienamente legittimo l'utilizzo da parte di un professionista, anche non 818, che voglia utilizzare il metodo tabellare.
Ricordo, inoltre, che non esiste ancora normativa tecnica armonizzata antincendio. Esistono ancora cioè norme UNI ma non UNI EN che sono la presunzione di conformità ai sensi della direttiva prodotti da costruzione.
Diverso è il discorso della certificazione R, RE, REI realizzata da un laboratorio di prove; tale certificazione (realizzata in conformità alla circolare o alle norme UNI) non può essere in alcun modo estensibile (...si dice così, no?) a casi che non sono previsti nel certificato di prova.
ma in caso di contenzioso, anche se la cir. 91/61 e' richimata in numerose norme verticali, non si puo' incorrere in una facile condanna perche' tale norma riguada 'edifici civili con struttra in acciao'?
se noi invece la applichiamo (ad es.) ad un capannone industriale prefabbricato non si e' completamente fuori regola?
o tu dici per il semplice fatto che e' ricompresa (faccio per dire perche' adesso non ho sotto mano il decreto 26/8/92) nella norma verticale delle scuole viene automaticamente estesa a tutte le scuole (che non sono, tra l'altro, 'civili') qualsiasi struttura esse abbiano?
Scuole
art. 3.0 Decreto 26/08/92 - I requisiti di resistenza al fuoco degli elementi strutturali vanno valutati secondo le prescrizioni e le modalità di prova stabilite dalla circolare 91/61...
Alberghi
art. 6.1 DM 09/04/94 - I requisiti di resistenza al fuoco degli elementi strutturali devono essere valutati secondo le prescrizioni e le modalità di prova stabilite dalla circolare 91/61...
La valutazione tabellare secondo la 91/61 (altre valutazioni tabellari non esistono) è prevista esplicitamente nel DM 04/05/98.
eccetto i casi citati da marzio e tutti gli altri in cui è la norma stessa a fare esplicito riferimento alla 91/61, hai ragione tu, sandro, quando affermi che essa può essere solo utilizzata per il calcolo di edifici ad uso civile con struttura in acciaio. e cmq anche in quel caso è necessario attenersi strettamente ai materiali e alle dimensioni tabellate.
augh!