Mi chiamo Dino ho 50 anni e lavoro da ca. 15 anni in un'azienda che produce FIBRE CERAMICHE REFRATTARIE classificate come R49, da quello che sono riuscito a capire esse sono classificate tali perchè "Possono provocare il danno per inalazione ect..." ora vi chiedo che prospettive ho per la salute in futuro, sono effettivamente tutelati dalle leggi oppure sono un cittadino di serie "C" visto che stò al sud.
Gradirei che qualcuno competente in materia mi contattasse.
Cordiali SAluti
Dino
Bisogna prima di tutto vedere se la tua azienda ha redatto un documento di valutazione del rischio chimico.
Se ha fatto la valutazione del rischio chimico (a dovere), questa passa tra le mani del medico competente che effettua le visite ai dipendenti.
Dall'unione delle due cose vengono fuori dei risultati, anche in virtù degli esami a cui vi sottopone il medico stesso.
Nel mitico D.Lgs. n. 626/1994 c'è una sua parte che si occupa specificamente della tutela dei lavoratori dal rischio di esposizione agli agenti cancerogeni: spera che il tuo datore di lavoro abbia adottato scrupolosamente tutte le misure di prevenzione e protezione previste. Le quali sono poi essenzialmente due: evitare il più possibile il contatto con l'agente pericoloso (le fibre) e sottoporsi alla sorveglianza sanitaria. Ovviamente, deve averti anche istruito al riguardo.
Per quel che riguarda le prospettive di salute, la risposta è più difficile. Io non sono un medico, ma mi dicono che gli effetti cancerogeni sono di tipo probabilistico (correggetemi se sbaglio), quindi il reale effetto è difficile da prevedere e dipende anche dalla reazione di ogni organismo.