bongiorno a tutti, volevo sapere in che modo bisogna comportarsi in cantiere (nella figura del coordinatore) quando il datore di lavoro oltre a dipendenti ed artigiani a posto con i libretti porta con se extra-comunitari per i quali dice e continua a ripetere che li sta mettendo a posto ma ci vuole del tempo.
in questo caso posso, io coordinatore, fare qualcosa per essere a posto e salvaguardare il committente evitando problemi con il datore di lavoro oppure devo mandare via dal cantiere le persone succitate?
grazie
..la seconda che hai detto!!!
Beh, in alternativa, puoi fare una telefonatina ai CC... o alla ASL, o all'Ispettorato: scegli!
Tu hai presente che se uno degli irregolari si "stroppea" (tu capisci napoletano?) il primo a passare un orribile quarto d'ora -subito dopo l'infortunato- sei tu?
...marò, e poi noi qui a parlare di sicurezza...
Diciamo che -come sempre- un pochetto di legalità in più nemmeno ci farebbe male, eh?
Nofer
concordo con Nofer, i lavoratori non in regola con i versamenti INPS e INAIL in cantiere non devono starci, per il bene tuo, loro e del committente.
Ci guadagna solo l'impresa che li paga 3 soldi e non li tutela in caso di infortunio.
Luca
Ringrazio Luca per la "solidarnosc" (vi ricordate?), e a matuzia segnalo un particolare che prima mi è sfuggito: Mica ci vuole tanto, a mettere "a posto" un lavoratore: lui ti dà il libretto di lavoro, tu lo molli al consulente del lavoro che nel giro di 24-48 ore al massimo lo dice ai signori appositi INPS e INAIL, e il giorno dopo si può far entrare in cantiere.
Certo, se il libretto di lavoro non ce l'ha perchè è arrivato in gommone, allora il titolare dell'impresa è reo di "concorso in associazione a delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù": e tu, dico, proprio tu, ti vuoi tenere in cantiere un'impresa che della 55/90 non conosce nemmeno il numero?
Ma dai, matuzia!
Nofer
Scusate ma non è compito del CSE cacciar via nessuno dal cantiere.
Il CSE deve segnalare, se ne venisse a conoscenza, tali situazioni al Committente ed al direttore dei lavori.
Spetta a questi soggetti agire (vedi art. 3, comma 8 del D. Lgs. n° 494/1996).
Il potere del CSE è solo quello di sospendere i lavori in caso di pericolo grave ed imminente direttamente riscontrato. L'irregolarità contributiva ed assicurativa, da sola, non costituisce la fattispecie di cui sopra.
Sono d'accordo con Voi che l'evasione contributiva ed assicurativa è quasi sempre sinonimo di scarsa o inesistente sicurezza in cantiere ma spetta al direttore dei lavori per il committente fare il suo lavoro e non al CSE. Evitiamo di fare come il coordinamento delle regioni che per il CSE ha individuato ben 25 compiti, di cui solo 11 previsti e sanzionati dalle norme di legge vigenti, giustificando gli altri 14 come "compiti utili per far girare il sistema". Specialmente quando questi compiti sono da decenni a carico di altri soggetti come il direttore dei lavori.
Il rischio, altrimenti, è quello che si diffonda sempre più, l'idea che, qualunque cosa succeda in cantiere, il CSE sempre e comunque ne è responsabile.
...e io mica dico che li deve cacciare via: dico che come CSE deve darsi assicurazione -tra l'altro- della debita formazione degli operatori, ed invero non vedo come che si possa esser fatta formazione a un qualcuno che non è nemmeno dipendente. Per di più, se non è dipendente di nessuno, è un estraneo ai lavori, e un CSE mi sembra debba "intricarsi" anche dell'accessibilità alla zona di cantiere.
Insomma, mi rendo conto che così facendo si tira la giacchetta sempre dalla parte del CSE, quando ci sono altre figure con specifiche responsabilità al merito, a partire dal Direttore Lavori (che infatti gode di tariffe ben più congrue), ma -se continuiamo ad aspettare che si muova chi di dovere- potremmo lasciare incancrenire situazioni anche di pericolo, oltre che di illiceità.
Penso io.
Nofer
sicuramente cacciarli via non è un compito riconducibile al CSE, però dal mio punto di vista sapere di avere in cantiere qualcuno che non è coperto da assicurazione (e probabilmente anche non formato adeguatamente) costituisce pericolo grave, e costituisce possibile causa di richiesta di sospensione da parte del CSE.
sbaglio?
Luca
Non essere assicurato INAIL non costituisce un "pericolo grave e imminente".
Sono le situazioni ed i comportamenti osservabili direttamente dal CSE che possono costituire un "pericolo grave ed imminente" che, una volta riscontrati, comportano l'azione del CSE.
Certamente, situazioni e comportamenti pericolosi possono avere origine anche da un'inadeguata/mancante formazione.
Può anche darsi, però, che il lavoratore in nero sia il soggetto più attento alla propria ed altrui sicurezza.
Insomma, non è possibile fare un collegamento certo e sempre valido tra irregolarità assicurativa/contributiva e "non sicurezza" in cantiere.
Resto sempre dell'idea che ho detto prima: comunicare a committente e direttore dei lavori la sospetta presenza di lavoratori "in nero" e limitarsi a fare il proprio lavoro.
Questo, ribadisco, non vuol dire lavarsi le mani ma attivare altri soggetti, quali il direttore dei lavori, che, oltre ad avere lo specifico obbligo a suoi carico, è colui che tiene i cordoni della borsa per conto del committente ed ha il potere di poter incidere significativamente sui comportamenti d'impresa, orientandone le modalità di gestione del cantiere e del personale presente. In altre parole, il direttore dei lavori, facendo la voce grossa con l'appaltatore, è in grado di bloccare, tramite quest'ultimo, i comportamenti devianti dei subappaltatori.
Il compito del CSE è legato alle evidenze dei fatti che gli si presentano in cantiere e non alle supposizioni.
E’ compito del Committente la verifica dell’idoneità tecnica dell’impresa, della regolarità contributiva,....
Certo è che, essendo a conoscenza di una situazione non regolare, il CSE deve avvisare il Committente e proporre a lui la sospensione, la rescissione del contratto,.....