| Direttore Generale come RSPPJune 10 2004 at 1:14 PM | Claudio |
| Mi è stato richiesto un parere su un caso un po' particolare.
Il servizio RSPP in caso di ospedale/casa di cura deve essere interno. Quindi a mio parere anche l'RSPP deve essere un dipendente della struttura.
Nel caso in oggetto l'unica persona dipendente (di una struttura privata), con diploma, che quindi potrebbe svolgere l'incarico previo corso (in base all'ultima modifica 626) è il direttore generale, cioè un dirigente.
Il direttore generale non è il legale rappresentante, e quindi non è il datore di lavoro (che non potrebbe svolgere l'incarico), però ha potere di firma e delega su parecchie spese (e decide lui quindi). Ripeto è una struttura privata.
Secondo voi può svolgere il ruolo di RSPP?
Vi ringrazio in anticipo per le risposte che potrete darmi. |
| | Author | Reply | lino
| Re: Direttore Generale come RSPP | June 10 2004, 1:47 PM |
La risposta è sì.
Infatti, dalla lettura incrociata dell'art. 4, comma 4, lettera a) e dell'art. 8, comma 2 e comma 5, lettera g) del D. Lgs. n° 626/1994, si deduce che il RSPP nelle strutture di ricovero e cura sia pubbliche che private deve essere interno e cioè deve essere un dipendente.
Un dirigente è un dipendente e, pertanto, non ci sono problemi per rivestire le funzioni di RSPP (fermi restando gli obblighi formativi legati alle norme transitorie del D. Lgs. n° 195/2003).
Infatti, il primo articolo citato richiede che il datore di lavoro designi “il RSPP interno o esterno all'azienda secondo le regole di cui all'art. 8". Secondo quanto previsto all'art. 8, comma 2, il datore di lavoro “designa all’interno dell’azienda ovvero dell’unità produttiva, una o più persone da lui dipendenti per l’espletamento dei compiti di cui all’art. 9, tra cui il responsabile del servizio……”. Il successivo comma 5 dello stesso articolo, dice che l'organizzazione interna del SPP “è obbligatoria nelle strutture di ricovero e cura sia pubbliche che private”.
In riferimento alla definizione di “strutture di ricovero e cura sia pubbliche che private”, deve essere poi precisato che la circ. MinLavoro n° 172 del 20/12/1996, esclude dagli obblighi di istituzione del SPP interno le sole case di riposo per anziani e, per contro, conferma quest'obbligo per le altre strutture di ricovero e cura. In altre parole se la struttura fosse solo una casa di riposo che ospita anziani autosufficienti, anche se hanno in loco un servizio sanitario diretto a prestazioni d’emergenza e di carattere prevenzionale, allora essa non è ricompresa nel novero delle “strutture di ricovero e cura” sia pubbliche che private di cui all’art. 8, comma 5 del D. Lgs. n° 626/1994 e, pertanto, non sono tenute all’istituzione del servizio di prevenzione interno.
Il legislatore imponendo il RSPP interno in determinate organizzazioni aziendali, ha voluto rafforzare il senso di responsabilità sociale d’alcune tipologie d’aziende. Organizzazioni di questo tipo si devono strutturare adeguatamente, con un servizio interno e un RSPP dipendente che, rispetto ad un esterno, ha (o dovrebbe avere) una conoscenza più approfondita delle dinamiche organizzative e "produttive" della struttura ove si trova ad operare. Visto, però, che tale soggetto, per quanto competente, non può essere competente su "tutto", il legislatore chiede al datore di lavoro di avvalersi anche di competenze esterne specialistiche.
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| Claudio
| Ancora sul dirigente | June 11 2004, 8:27 AM |
Grazie lino,
concordo sul fatto che il rspp debba essere interno come il spp, e quindi dipendente (anche se su questo punto si sentono opinioni discordanti).
Il dubbio fondamentale era pero' questo: se fosse stata una amministrazione pubblica, il direttore generale, dirigente, cioè colui che ha delega su parecchie spese, potrebbe benissimo essere stato nominato ddl.
In una struttura privata formalmente è il legale rappresentante il ddl.
Vero è che però tale dirigente "di fatto" è il datore di lavoro per tutte le questioni di gestione ordinaria dell'azienda.
Mi chiedevo se l'avere un potere gestionale e di spesa così ampio potesse essere impugnato da qualche magistrato, incrocio le dita, per configurare una "culpa in eligendo", vale a dire, formalmente il ddl non è il dirigente ma di fatto sì, e quindi la nomina viene inficiata...
Spero di non avervi annoiato con la mia scrupolosità, ma ne ho viste tante...
Grazie a tutti |
| Mauro
| ...mi intrometto... | June 11 2004, 9:06 AM |
ma la cosa e' interessante.
Scusate, ma da cosa si evince che il datore di lavoro e' per forza il legale rappresentante? Quando da un cliente mi viene posta questa domanda, io dico che e' colui che possiede capacita' decisionali e di spesa, e per fare un esempio dico: "non credo proprio che il legale rappresentante della FIAT sia datore di lavoro di migliaia di lavoratori. In ogni unita' operativa vi sara' una persona che non e' il legale rappresentante che svolge le funzioni di datore di lavoro. Ecco: per individuarlo e' necessario stabilire chi decide e chi puo' spendere."
Ditemi che non ho sbagliato per tutto questo tempo, per favore!!!
Grazie
Mauro |
| Marzio
| Re: Direttore Generale come RSPP | June 11 2004, 10:07 AM |
A mio avviso se il dirigente è dotato di poteri di decisione e di spesa risponde per tutte quelle attività che si svolgono all'interno del suo massimale di spesa.
E' datore di lavoro un dirigente con poteri di decisione e di spesa? Ai sensi del 626/94, anche per le attività private, credo proprio di si. E se è datore di lavoro, nel caso in oggetto, non può assumere la responsabilità diretta in aziende con oltre 200 dipendenti o assimilati tali.
Ciao
Marzio |
| lino
| Re: Direttore Generale come RSPP | June 11 2004, 2:49 PM |
Dimentichiamo due cose molto importanti:
1) la magistratura usa sempre il criterio d'effettività (le deleghe e le procure non contano niente rispetto alla realtà dei fatti);
2) l'autonomia e il potere di spesa devono essere adeguate alle "necessità" dell'azienda o dell'unità produttiva.
Ci sono tanti dirigenti che hanno deleghe (manco procure) con un tot di spesa (ad esempio: 250.000 euro). Nei fatti, però, anche una spesa di 10.000 euro deve essere autorizzata, per le procedure amministrative interne, da qualcuno che gli sta sopra.
Allora, secondo voi chi è il datore di lavoro: il dirigente che ha la delega o chi gli autorizza la spesa?.
Per essere realmente un datore di lavoro, io devo poter decidere in totale autonomia e senza alcun limite di spesa imposto da altri.
La sicurezza delle persone non può essere collegata ad un limite di spesa.
Pezzi di carta se ne fanno tanti, poi, però, davanti al magistrato, divento carta straccia proprio perchè le cose andavano in modo ben diverso |
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