Saluto e ringrazio weare per le delucidazioni come sempre molto esaustive.
Proprio questo pomeriggio ho parlato anch'io con un responsabile di uno dei piu' importanti laboratori italiani che fa anche prove di reazione al fuoco e gli ho accennato della questione.
Mi ha detto anche lui di una circolare di giugno 2004 indirizzata agli ispettorati, ai comandi, a tutti i laboratori (ma naturalmente non a chi poi queste norme le deve mettere in pratica dal punto di vista progettuale) in cui si parla di classificazione di reazione al fuoco degli arredi e di omologazione degli stessi.
Devo dire che dopo 1/2 ora di discussione non e' che mi siano spariti del tutto i molti dubbi che ancora ho (ma soprattutto che mi sono venuti per i contenuti di questa 'fumosa' circolare che non ho letto ... anzi se qualcuno ha il riferimeneto web potrebbe postarlo così ne prendiamo visione tutti).
Allora mi e' stato confermato che esistono vernici che portano a classificare i mobili in classe 1 o 2.
Tali vernici (come le intumescenti) hanno pero' una durata di solito di 5 anni.
Allora se uno vuole garantire la classe nel tempo dopo 5 anni dovrebbe smontare tutti gli armadi, scrivanie, scaffalature ecc... e riverniciare altrimenti la classe di reazione al fuoco e' implicito che se ne va a quel paese!
La cosa assume i connotati dell'assurdo.
Eppure molti enti chiedono nei loro bandi di appalto classe di reazione al fuoco 1 o 2 per i mobili in fornitura.
Io ritengo sinceramente questa scelta giusta in quanto va nella direzione ad esempio dell'art. 3 comma 2 del DPR 418/95 dove si dice in sostanza che il carico di incendio '...non puo' essere incrementato introducendo negli ambienti nuovi elementi di arredo combustibili con esclusione del materiale librario e cartaceo....'.
Certo e' che dopo cinque anni ci ritroviamo con una sicurezza antincendio ridotta se non riverniciamo.
Pero' c'e' un escamotage mi e' stato detto.
Sembra ci sia una norma tecnica per le prove di reazione al fuoco (del 98 o 99 ora non ricordo con esattezza) che permette di stabire che le vernici possano avere durata anche superiore e quindi garantire una classe di reazione al fuoco per molto tempo.
Come si puo' ottenere questo?
Semplice mi ha detto il tecnico.
Si sottopone il pannello di prova (che e' in MDF e quindi tra i legni piu' combustibili) ad una serie di cicli molto gravosi di riscaldamento, umidita', ecc. secondo quanto stabilito da questa norma per un periodo di 240 ore.
Si prende poi il pannello lo si vernicia e si verifica la classe di reazione al fuoco che riesce a raggiungere.
Quella classe sara' normalmente garantita per un periodo ben maggiore dei canonici 5 anni.
Perfetto dico io.
Basta che i produttori di vernici omologhino le vernici in questo modo e siamo a posto.
Il produttore che le stende sul proprio mobile riesce cosi' a garantire la classe di reaz. per 20 anni (purtroppo non mi ricordo quanto mi abbia detto possano durare le vernici testate sui pannelli cosi' condizionati pero' era un periodo ben superiore ai 5 anni).
Pero' c'e' un PERO' grande come una casa
Le prove su queste vernici le puo' fare solo il Centro Studi Esp. delle Capannelle e loro NON FANNO UN TALE TIPO DI PROVA SU PANNELLI CONDIZIONATI!!
Quindi l'unico istituto in Italia autorizzato alle prove e omologazioni sulle vernici e' quello dei VVF che pero' le 'certifica' solo per un periodo di tempo limitato non potendo fare l'estensione con l'invecchiamento 'artificiale' del pannello.
Dopo avere lasciato il mio interlocutore mi son chesto e per l'omologazione richiesta da questa circolare?
A questo ha dato chiara (come sempre) risposta weare.
Si sottopongono i singoli pezzi dell'armadio opportunamente verniciati a prove di tipo e si vede il grado di reazione che hanno singolarmente e poi da' una classe complessiva all'elemento d'arredo armadio.
OK .... ma se lo stesso e' stato verniciato con una tale vernice con scadenza siamo a punto e a capo e tra 5 anni si smonta tutto e si rivernicia altrimenti di certo non si puo' chiedere l'estensione dell'omologazione per un ulteriore periodo!!
E tenete conto che con tutte queste incertezze 'alle fondamenta' adesso i VVF cominceranno a chiedere sulla base di questa circolare che gli arredi delle attivita' soggette al CPI debbano avere una determinata classe di reazione al fuoco (ma non si sa quale non essendo precisata, mi e' stato detto, nella circolare stessa).
Mi e' venuto il mal di testa a scrivere tutta 'sta roba ma spero di essere stato chiaro e soprattutto, con il vs. aiuto, di riuscire a farmi le idee piu' precise su un tale argomento che non e' mica tanto da scherzare.
Salutoni a tutti
Onesto