Approfitto delle vostre conoscenze per chiarirmi una situazione che crea qualche incomprensione nell'azienda dove lavoro.
Scrivo con una certa fretta ma spero di essere chiaro.
Spesso ci capita di dover eseguire dei lavori fini ad una indagine della qualità ambientale del sottosuolo. Per eseguire tali lavori (per la maggiorparte perforazioni a carotaggio continuo, tracce e simili su cantieri stradali) ci serviamo di ditte esterne; talvolta anche di singoli professionisti (i cosiddetti pozzaroli).
Mentre viene svolto il lavoro dall'azienda appaltatrice o dal singolo prof. noi abbiamo sempre un tecnico nostro in sito sia per supervisionare il lavoro (quasi un "direttore dei lavori" direi) sia per svolgere alcune operazioni di campionamento ecc.
Naturalmente una sola ditta appaltatrice, nessun lavoro pericoloso e quindi niente PSC.
Vi chiedo lumi sulla corretta procedura da seguire ai fini di una buona gestione della parte amministrativa relativa alla sicurezza.
Mi sembra di aver capito che:
se il lavoro è affidato a un singolo prof. egli non deve fare nulla; e noi? direi che dobbiamo redigere un POS. Ma deve comprendere tutte le lavorazioni (anche quelle svolte dal professionista ..... direi di si)?
se il lavoro è svolto da un azienda, anche con meno di 15 dipendenti, deve fare un pos relativo alla lavorazione svolta e poi? Qui mi perdo. Direi che noi dovremmo fare un pos che dettagli le operazioni svolte dal nostro tecnico a cui allegare il pos dell'azienda (da ritirare quindi prima che inizi il lavoro).
Su quest'ultima situzione sono però molto dubbioso.
Gentilmente potrei avere dei chiarimenti in merito?
Grazie mille
Ciao Batisgrulla, provo a richiamare e commentare certe affermazioni.
“Naturalmente una sola ditta appaltatrice, nessun lavoro pericoloso e quindi niente PSC”
Se l’oggetto dell’opera è l’indagine della qualità ambientale del suolo, l’affermazione è corretta.
Se l’indagine è una primaria lavorazione ad un successivo intervento (bonifica, nuova costruzione), va inclusa come lavorazione nel PSC relativo all’opera e coordinato dal CSE.
“se il lavoro è affidato a un singolo prof. egli non deve fare nulla; e noi? direi che dobbiamo redigere un POS. Ma deve comprendere tutte le lavorazioni (anche quelle svolte dal professionista ..... direi di si)?
se il lavoro è svolto da un azienda, anche con meno di 15 dipendenti, deve fare un pos relativo alla lavorazione svolta e poi? Qui mi perdo. Direi che noi dovremmo fare un pos che dettagli le operazioni svolte dal nostro tecnico a cui allegare il pos dell'azienda (da ritirare quindi prima che inizi il lavoro)”
Da quello che ho capito mi sembra che la vostra impresa appalta tali opere, e le subappalta poi ad altre imprese o a liberi professionisti. In sostanza la Vostra impresa effettua solo la direzione lavori effettuata da un Vostro tecnico in cantiere, oltre al coordinamento di tutti i vostri subappaltatori come previsto all’art. 7 del D.L.vo 626/94 e s.m.i.
La Vostra impresa dovrà sempre redigere un P.O.S. che conterrà oltre ai Vostri dati aziendali, le prescrizioni relative all’unica fase che lei esegue (la direzione lavori), oltre all’indicazione di tutti i subappaltatori e le relative lavorazioni.
Questi subappaltatori, se sono imprese dovranno redigere il P.O.S. relativo alle loro lavorazioni, se lavoratori autonomi non lo dovranno redigere.
Grazie mille per le risposte sempre celeri e precise ....
Vorrei sottolineare, per precisione, che il nostro tecnico in sito non si limita alla DL ma effettua una vera e propria fase lavorativa seppur distinta da quella dell'azienda appaltatrice.
Mi domando due cose:
1) nel caso di affidamento del lavoro ad un singolo professionista, non essendoci traccia, da quanto mi dite, delle sue lavorazioni nel nostro pos, quest'ultime non sono "oggetto di sicurezza". E' possibile?
O questo significa solo che lo sono ma non è necessario metterle su carta?
2) Mac mi dici che se l’indagine è una primaria lavorazione ad un successivo intervento (bonifica, nuova costruzione)[come del resto è, aggiungo io] va inclusa come lavorazione nel PSC relativo all’opera e coordinato dal CSE.
Noi eseguiamo l'intera bonifica, subappaltando talvolta alcune fasi, talvolta no, però i lavori edili necessari sono molto sporadici (campagna di sondaggi, installazione di un sistema di bonifica per esempio) e le varie fasi sono molto diluite nel tempo per cui, non so se a torto o a ragione, compiliamo un POS ogni volta che dobbiamo eseguire un lavoro di tipo edile.
Sarebbe peraltro impossibile redigere un PSC in quanto il progetto di bonifica è un continuo divenire ed il CSE dovrebbe aggiornarlo di continuo (anche se, mi rendo conto, questo non significa nulla ).
Pensate che tale metodologia sia errata?
Ed in ogni caso, mi parlate di psc in quanto si presuppone che durante l'intera bonifica intervenga + di una ditta e si superino i 200 u/g?
1) nel caso di affidamento del lavoro ad un singolo professionista, non essendoci traccia, da quanto mi dite, delle sue lavorazioni nel nostro pos, quest'ultime non sono "oggetto di sicurezza". E' possibile?
O questo significa solo che lo sono ma non è necessario metterle su carta?
Il libero professionista è un lavoratore autonomo che esercita la propria attività nel cantiere ai sensi di quanto indicato all’art. 7 del D.L.vo 494 e s.m.i.: non è prevista la redazione del POS, ma il tal lavoratore, dovrà attenersi a quanto indicato nel D.L.vo 626/94 e s.m.i. per quel che concerne l’uso di attrezzature e DP.I., oltre a seguire le indicazioni del CSE (nei casi in cui nominato)
2) Mac mi dici che se l’indagine è una primaria lavorazione ad un successivo intervento (bonifica, nuova costruzione)[come del resto è, aggiungo io] va inclusa come lavorazione nel PSC relativo all’opera e coordinato dal CSE.
L’oggetto dell’intervento è la bonifica con opere edili, che rientra nell’ambito di applicazione del D.L.vo 494 e s.m.i.
Se intervengono più imprese e si superano i 200 u/g è necessaria la nomina di un Coordinatore e la redazione di PSC.
E’ impossibile, come tu ben dici, sapere a priori come si svilupperà nel dettaglio l’intera bonifica.
Tuttavia, la bonifica viene fatta sulla base di un progetto, anche non dettagliatissimo, ma un progetto viene redatto ed il PSC è parallelo al progetto ed alle sue successive varianti (è poi probabile che in cantiere le varianti verranno eseguite in opera prima che sul progetto ed il PSC sarà aggiornato prima del progetto).
Stesso discorso vale per il POS, che dovrà essere continuamente aggiornato.
Se poi, come tu dici, l’intera bonifica è costituita da interventi su aree diverse, completamente indipendenti l’uno dall’altro, la strada da seguire potrebbe essere quella dell’appalto aperto:
- si redige un PSC generale
- per ogni sottointervento si valuta se vi sono più imprese e si è sopra i 200 u/g; in caso positivo si redige un PSC particolareggiato per il solo intervento, in caso contrario no
- l’impresa dovrà redigere un singolo POS per ogni intervento
Personalmente, per un intervento di bonifica, dove probabilmente si devono susseguire anche più analisi e interventi a distanza temporale sulla stessa area, opterei per un unico PSC che viene continuamente aggiornato.
Batisgrulla,
se ho capito bene hai a che fare con il DM 471/1999 e, quindi, con piani di caratterizzazione, conferenza dei servizi e progetti prelilinari e progetti definitivi.
Nel passato mi sono dovuto occupare (ante DM citato) delle bonifiche nei siti peggiori che la rampante imprenditoria italiana ha disseminato qua e là per il Bel Paese, nonchè di altre simili perle sparpagliate in giro per il mondo.
Visto che conosco bene l'argomento, non T'invidio certo. Buon lavoro
Allora caro Lino mi fa piacere che tu abbia appena smontato il mio nuovo lavoro
Scherzo ovviamente ..... Hai azzeccato in pieno quello di cui mi occupo attualmente e devo dire che, nonostante la burocrazia imposta dal 471, al momento mi trovo bene perchè ho la possibilità di spaziare in vari campi. Naturalemnte mi interesserebbe sapere le tue opinioni in merito(in PM).
Per quando riguarda il quesito posto vorrei capire se, pur non essendo in 494, la mia società (ed io in caso fossi nominato DL) va considerata responsabile per il comportamento della società appaltatrice in tema di sicurezza.
Vorrei sapere se siamo anche obbligati a pretendere il pos dalla società appaltatrice ed a verificarne i contenuti.
L'impresa esecutrice, a prescindere dalle dimensioni della stessa, deve redigere il proprio POS (art. 9, comma 1 lettera cbis del D. Lgs. n° 494/1996).
Non ci sono sconti di alcun tipo.
Noferella santa, due agosti fa, si è trascorsa le ferie dei dipendenti amministrativi (il tecnico poverello era con me) in 120.000 mq di fetenzie varie (dall'amianto mio caro sino agli isocianati), e stava a spertugiare secondo un programma fatto da altri, e secondo me neppure tanto bene.
Poichè non ho la spertugiatrice apposita, mi son chiamata mio cliente che ce l'ha. Io, ho presentato piano di lavoro e POS per me e mio tecnico, e pure come committente di mio cliente (in quel caso fornitore d'opera). Se non lo facevo, col cavolo che la ASL mi dava il nulla osta, anche se l'isp in questione è persona che mi conosce e con cui ho ottimi rapporti.
Ma perchè mai il professionista non dovrebbe fare il POS, in questi casi?
Ci sono macchine complesse, ci sono procedure di sicurezza particolari, in certi casi, e come niente ci sono anche più imprese contemporaneamente presenti (io no, stavamo noi soli sotto al sole come tanti rinc...). Se facessi l'Organo di Vigilanza lo chiederei.
Nofer
Naturalmente concordo con te Nofer per quanto riguarda il professionista, ma il mio dubbio è un altro.
Se io società appalto una parte del lavoro che devo fare ad un'altra ditta (per cui ci ritroviamo a lavorare nello stesso cantiere contemporaneamente) ho l'obbligo di richiedre il pos della ditta appaltatrice?
Sono responsabile dei comportamenti (sempre in tema di sicurezza) dell'azienda appaltatrice?
Secondo me le risposte sono:
1) la ditta tua subappaltatrice deve redigere il suo POS; tu ti devi accertare che quel POS esista, poi l'eventuale CSE lo valutera', chiedendolo a te che lo chiederai alla ditta;
2) dipende (dal contratto, dal PSC se c'e', da come svolgete le lavorazioni ecc.), nei confronti dei dipendenti della ditta il primo responsabile e' ovviamente il datore di lavoro della ditta.
Oh, be'... non so se SI DEVE, io l'ho fatto.
Diciamo che, visto il lavoro che faccio, mai più mi sarei voluta trovare con una contestazione in merito perchè il signor spertugiatore non aveva il POS. Naturalmente, il fatto che glielo abbia di fatto stilato io è irrilevante; se lo è tenuto buono anche per altri lavori simili, visto che i carotaggi/sondaggi tirano assai di questi tempi. Nella fattispecie, poichè il lavoro di caratterizzazione analitica (ripeto, non il modello concettuale del sito) era stato affidato a me, io avevo specificato sin dall'offerta che per l'esecuzione dei sondaggi mi sarei avvalsa di altra Società specializzata, mentre tutto il lavoro analitico, dalla preparazione del campione a seguire, era mia competenza diretta. La ASL di zona aveva chiesto al mio committente tutta una serie di documentazioni sul lavoro che sarebbe stato fatto, visto che a sua volta era vincitore di pubblico appalto (dunque, tecnicamente io ero un subappalto e lo spertugiatore un sub-subappalto), e dunque abbiamo ottemperato. Tieni presente che bisognava fare anche "pertugi" lunghetti, per i 6 piezometri, e non è che si possa fare un buco da 15 metri in scioltezza assoluta. Figuriamoci quando si deve arrivare in falda profonda!
Insomma, francamente ignoro quale sia il codicillo del relativo obbligo (che sicuramente invece lino conosce), ma se ho capito qualcosa del complessivo "spirito del legislatore" direi che la società appaltante è responsabile, e ciò mi resta confermato dal fatto che il piano di lavoro mi sia stato richiesto dal mio committente, che lo ha trasmesso alla ASL, e non già dalla ASL. E ti dirò che mi sembra giusto: se io porto, su disposizione della padrona di casa, delle persone dove sono stata invitata, ne rispondo se non altro moralmente.
Dico, anche senza ricorrere alle leggi tecniche, il concetto è quello.
Però, se qualcuno mi specifica anche quale è l'appiglio normativo, magari mi sento meglio anche io!
Nofer