Non me ne vogliano gli illustri nomi dei post precedenti, ma io che non ho avuto la gioia ma neppure le capacità di fare ingegneria (

) adotto un sistema che non ha matrici nè numerichè, nè algoritmiche per mettere in correlazione i diversi aspetti della sicurezza che possono essere d'interesse nei vari luoghi di lavoro. Mi rendo conto che non posso chiedere a nessuno di voi di usare la banale logica femminile

, tuttavia ho "scoperto" che, ad esempio, un rischio chimico medio-alto è correlato ad un rischio di incendio anche decisamente moderato solo ed esclusivamente in relazione alle sostanze in uso ed alle loro modalità di impiego. Esattamente come a un rischio (chimico) moderato può invece di fatto correlarsi un significativo rischio di esplosione, magari per condizioni occasionali ma possibili, o a procedure operative non corrette.
Magari, ci sono delle matrici ulteriori cui fare riferimento, come credo quelle che usa lino, ma perchè dobbiamo per forza descrivere tutto a Numeri? A scuola, io i voti li capivo, nel senso che un 7 non poteva essere un 4, e viceversa. Ma ricordiamo tutti (quelli che avevano ancora le pagelle con i numeri e non con le frasette preconfezionate..

)quel maledetto 5 e 1/2, dove ci si accapigliava per la differenza con il 6= (pari aritmeticamente a 0,1 su 10...) perchè un po'più di mediocre è ben diverso da quasi sufficiente. E se quei malefici 5 e 1/2 erano spiegati dagli insegnanti ai genitori con "se si fosse impegnato di più, avrebbe avuto la sufficienza e oltre", giù lagne infinite "tu studi poco!!!" e punizioni/restrizioni, se l'insegnate lo spiegava con "non è la volontà, che manca, ma il ragazzo non è proprio portato per la materia", il malcapitato per mesi si sentiva guardato con la compassione che si dedica ad un figlio un po' scemo.
Uguale, per i rischi, quali che siano.
Sul come redigere le relazioni finali, beh', quello è un approccio che ciascuno di noi personalizza secondo i propri schemi mentali. C'è chi preferisce rivoltare come un calzino l'azienda con descrizione reparto per reparto, che dovrebbe servire al DdL a capire dove mettere prima le pezze (N.d.T.: cosa aggiustare prioritariamente), e chi invece preferisce affrontare le singole problematiche/argomenti (luoghi e condizioni, macchine e impianti, rischi fisici e chimici etc., rischio incendio e esplosioni,etc.), che dovrebbe servire al DdL a capire quale aspetto della prevenzione è stato sino a quel momento più curato e quale meno.
La domanda posta da weareblind nasce proprio da questo, secondo me: "e ora, come glielo spiego, a questo DdL, che non tutti i 3 sono uguali, e nemmeno tutti i 2?"
Io, dice che se uno glielo riassume a parole, magari il committente capisce che deve fare, ma non è detto comprenda perchè una cosa classificata "2" in un argomento è ritenuta diciamo buona, mentre un'altra giudicata sempre "2" da un'altra parte è ritenuta diciamo da migliorare. Il rischio reale, in queste situazione, è che il nostro committente si dica " ma quant'è scemo questo, deve aver fatto copiaincolla chissà con la relazione di chi: dove dice che il rischio è 2 , da una parte momenti mi denuncia, e qua invece non lo grassetta nemmeno!"
E lo so che weareblind è tendenzialmente anglofono, perchè da 200 vocaboli-base che hanno riescono a farci i vocabolari mescolandoli con regole assai simili a quelle di abbinamento delle matrici, tuttavia noi di ceppo linquistico latino possediamo davvero fin troppe parole con svariate modulazioni, mi sembra che talvolta sia il caso di servirsene.
Esempio: dire che:
"Nel settore X, la valutazione eseguita denota condizioni di rischio estremamente basso per infortuni da compressione/taglio, mentre sembrano più meritevoli di revisione le condizioni di recupero dei gas/vapori/polveri nelle postazioni indicate con i numeri 2 e 5"
è decisamente diverso dal dire:
"le Macchine/attrezzature del settore X rispondono ai requisiti minimi della normativa applicabile;l'impianto di aspirazione risulta sottostimato in postazioni 2 e in 5".
Nel primo caso, l'espressione usata lascia un senso di complessiva conformità, con suggerimento di miglioramento per un paio di postazioni, la seconda lascia la sensazione che il reparto è quasi uno schifo, perchè le macchine reggono appena alla verifica e i lavoratori sono esposti significativamente a rischio (chimico-fisico-biologico).
Arte vostra, modulare tutto questo. Ma escludo categoricamente che la lettura di un numero, 2-3-28-386.417 o qualunque altro numero vogliate prendere in considerazione, possa esprimere l'una o l'altra sensazione.
Nofer
P.S. non so se è il caso di dirvi con che media uscivo ai quadri del 3° trimestre...