Sunnydale
“Dawn, la colazione, muoviti…sta per arrivare Xander da un minuto all’altro, non puoi fare tardi tutti i giorni a scuola…”
“Sono pronta, sono pronta! Oh,no! Devo scegliere i disegni da far vedere al professore di arte…mi sono dimenticata!”
La sorellina della Cacciatrice corse in camera sua, lasciando Buffy sola in cucina. Era sempre la solita storia. Dawn sembrava avere la testa da un’altra parte, ultimamente. E la cleptomania non l’aveva certo aiutata. Buffy era profondamente in colpa. Forse, se le fosse stata più vicino invece di pensare solo a sé stessa tutto questo non sarebbe successo. Ora non restava che piangere sul latte versato. E poi pulire tutto e ricominciare daccapo.
Il suono del campanello interruppe i pensieri della ragazza. Era arrivato Xander. E Dawn non era pronta. Da domani avrebbe avuto il pugno di ferro con Dawn, questo era sicuro. Andò ad aprire la porta, ma Xander non c’era. Al suo posto, invece, vi era un porte-enfant con un bimbo, un neonato…
“Oh mio Dio…”
La Cacciatrice provò a dare uno sguardo intorno, ma riuscì a vedere solo una macchina sul fondo della strada. Troppo lontana per vedere la targa.
Il suo sguardò tornò sul neonato assonnato. Accanto a lui, una lettera. Prese il porte-enfant e lo portò in cucina. Raccolse la lettera, sulla quale c’era scritto ALLA SIG.NA BUFFY SUMMERS, e l’aprì per leggerla.
Signorina Summers,
So che tutto questo è assurdo, ma ho-abbiamo bisogno del suo aiuto. Il piccolo Connor è in pericolo, e solo lei ha la forza, e il cuore adatto per proteggerlo. Non affidi il bambino alla polizia, o a i servizi sociali. Lo verremo a riprendere appena tutto si sarà calmato, e le spiegheremo tutto. Nel porte-enfant troverà anche qualche oggetto per il bambino.
I miei migliori riguardi
Un amico
La ragazza sentì improvvisamente il bisogno di doversi sedere. I suoi occhi andavano al bambino, alla lettera e poi di nuovo al bambino. Com’era possibile che avessero affidato questo neonato a lei? Ma soprattutto, perché l’avevano fatto? Era ovvio che il bambino era in pericolo, e che la Cacciatrice avrebbe dovuto proteggerlo. Era anche scritto nella lettera. Ma da cosa? Da chi?
Prendersi cura di un neonato era una cosa difficile, e Buffy non ne aveva alcuna esperienza. Era troppo piccola quando Dawn nacque, e di conseguenza non poteva ricordare niente su come si cresce un bimbo…
In quel momento scese dalle scale Willow.
“Ehi, Buffy! Stavo pensando se più tardi potevamo anda-…anda- “ la ragazza cominciò a balbettare quando vide cosa c’era sulla tavola. Spalancò gli occhi, e scrutò sia il bambino, che Buffy.
“C-che cos’è?” disse sconvolta all’amica.
Buffy le lanciò un’occhiataccia.
“Beh, che è un bambino ci arrivavo anch’io…”
Willow, rendendosi conto di aver appena fatto una gaffe, arrossì in volto.
“S-scusa, intendevo dire, perché è qui? Di chi è?”
Buffy osservò il bambino, poi la sua amica. Le passò la lettera, che la ragazza, dopo aver dato alla Cacciatrice uno sguardo preoccupato, cominciò a leggere. Dopo qualche istante che parve infinito, Buffy cominciò a parlare.
“ L’ho trovato fuori alla porta. La lettera dice che si chiama Connor, e che è in pericolo. E che devo proteggerlo. Nient’altro.”
“Oh.” Fu l’unico commento di Willow. Sentì anche lei il bisogno di sedersi.
“Che cosa farai?”
“Mi occuperò di lui?” tentò di indovinare la Cacciatrice. Ormai vi era dentro. E si sarebbe occupata del bimbo.
L’ex strega accennò un sorriso. Poteva solo immaginare i pensieri di Buffy, e non poteva fare altro che capirli.
Dalla cima delle scale si sentì la voce di Dawn.
“Sto arrivando! Ho finito! ”
Buffy scattò in piedi. Si era completamente dimenticata di Dawn. Si girò verso la sua amica.
“Se Dawn vede il bimbo non vorrà andare a scuola, almeno per oggi…e questo non è una buona cosa…”
La rossa capì al volo la ragazza e prese delicatamente tra le braccia il piccoletto.
“Capito. Lo porto di là. Speriamo solo che non si metti a piangere…” , disse, avviandosi nel soggiorno.
Appena in tempo, perché in quel momento scese Dawn.
“Ma non era Xander alla porta?” , chiese.
“Cosa? Oh, no, era…era…il lattaio!” le rispose la sorella, cercando un appiglio.
“E da quando viene un lattaio a casa nostra?!”
“Ehm…il fatto è che ha una cotta per Willow e allora…” Ma perché tutte le quattordicenni devono mettersi a fare domande su domande? Non possono semplicemente annuire e basta?
“Ma se Willow è gay!” Lo sguardo sulla faccia di Willow era un misto di sorpresa e di consapevolezza che c’era qualcosa sotto…
“Si, ma questo lui non lo sa...e…c’è Xander!” disse, con un po’ troppo entusiasmo.
Buffy mise le mani sulle spalle della sorella e la spinse fuori, dove Xander le stava aspettando.
“Dawnster! In macchina, la scuola ci aspetta!”
“Uff”
Mentre la ragazzina entrava nell’auto, Xander si avvicinò alla Cacciatrice.
“Scusa il ritardo, ma Anya-”
Buffy lo interruppe. “Non voglio sapere che stavi facendo con Anya, ti prego! Piuttosto, dopo potremmo incontrarci al Magic Shop? Dobbiamo assolutamente discutere su una cosa importante. Ho trovato un neonato fuori casa e-”
“UN NEONA-” stavolta fu il turno di Xander interromperla, ma il tono piuttosto alto della voce portò Buffy a mettere immediatamente una mano sulla bocca del ragazzo, per impedire di proseguire la frase.
“Xander, se Dawn sente UNA parola su Connor, credi che vorrà andare a scuola oggi? Ti spiego tutto oggi pomeriggio…” Guardò l’orologio, poi sospirò. “Ecco, ha fatto tardi di nuovo…”
Xander annuì, ma prima di entrare anche lui in macchina con Dawn, doveva dire che ne pensava alla Cacciatrice. “ Dai, comunque Dawn è grande, avrebbe capito… non dirò una parola, stà tranquilla…”
Buffy lo salutò e guardò la macchina allontanarsi, e poi rientrò in casa. Avrebbe chiamato il Doublemeat Palace e si sarebbe fatta dare una giornata libera. C’era un problema in corso. Un enorme problema. Un problema…grande quanto un bambino.
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