| 5a PARTESeptember 20 2002 at 2:43 PM | Dona86 (Login Aradia86) |
Response to 4a PARTE |
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-Chi erano quelli? Jane!!!
Spike la scosse- Ehi!
La guardò. Quella poteva essere paura o ...rabbia? La strinse a sè.
-Non ti preoccupare, chiunque sia questo Mark, lo ammazzerò...
Lei si ritrasse dall'abbraccio.
-No, tu non puoi capire...
-Fammi capire,allora!- gridò lui sconcertato;perchè non si confidava?
Jane scosse la testa.
-Ascolta: starò fuori tutta la notte. Devo controllare se ci sono in città altri vampiri o demoni o umani della setta.
-Ma...- fece Spike per obiettare.
Lei aveva uno sguardo risoluto.
-E va bene. Mi raccomando: fà attenzione e sii prudente.
Non servivano queste raccomandazioni, per fortuna, riguardo a prudenza non era uguale a lui.
Prese il sacchetto del fastfood e sparì nella notte.
Spike rientrò col sangue del macellaio nella sua cripta. Era preoccupato.
Quando finalmente ritornò nella cripta, Jane aveva perlustrato Sunnydale a fondo. Era andata persino a quel bar per soli demoni, quel posto veramente squallido, che le sembrava si chiamasse "Willy's Place"...niente.
Era una fortuna, però non era tanto convinta. Lei avrebbe voluto affrontarli seduta stante e farla finita una volta per tutte. Sapeva che non sarebbe stato facile.
Era appena passata l'alba e il suo fratellone stava dormendo. Quanto era tenero,sembrava un angioletto: mentre dorme la gente, umani o vampiri, sembra innocente.
Sospirò. William era l'unico che era sempre riuscito a comprenderla. Nei momenti di tristezza o di inquietudine lui le metteva sempre il buon umore con le sue battute ironiche che la facevano ridere più volte.
In un certo senso, forse, era stato un bene rifugiarsi a Sunnydale, si sentiva protetta, al sicuro con William al suo fianco. Le faceva dimenticare per un po' la devastante solitudine che l'aveva accompagnata per anni. Era proprio strano avere questo tipo di sensazioni sopra la Bocca dell'Inferno .Era una pazza a pensare di essere al sicuro lì. Può darsi che questo aspetto l'avesse ripreso dalla sua amata sorellona! Sorrise divertita. Era ora di andare a scuola!
-Hai notizie?
-No, signore. Sono sicuro che fra poco...
Scoppiò in una risata.
-Con la mia bambina non si è mai sicuri di nulla. L'avrà sicuramente impalettati quei pochi di buono.- rise di nuovo. L'uomo era alto,con spalle larghe,ben piantato. Aveva i capelli corvini , degli occhi verdi leggermente dorati che sembravano due gemme nell'oscurità,e era pallido come la morte.
Un vecchio raggrinzito con una tunica rossa lo stava guardando incredulo.
-Mi scusi, mio signore, come mai ha quel tono sarcastico?
Temo di non capire...
-E come puoi?- il suo viso si rabbuiò tutto ad un tratto-Setacciate ogni singolo angolo buio o al sole, percorrete tutta la California, se necessario.Trovatela!!!- le sue parole rimbombarono in quel salone vuoto.
Il vecchio si impaurì e incominciò a tremare.
-Sì, mio signore...sarà fatto.- e si ritirò il più velocemente possibile.
L'uomo fissò le fiamme che ardevano nel camino davanti a lui. I suoi occhi diventarono due fessure.
-Lei è mia.- sussurrò.
Il sole era quasi tramontato, e stavano calando le prime ombre della sera.
Buffy era seduta sul suo letto. Stava giocando con un peluche a forma di coniglietto. Era assorta nei suoi pensieri.
Chissà dov'era Spike, cosa stava facendo, se stava bene. Un mese prima aveva pestato due vampiri vicino al bar di Willy per ottenere informazioni ed era venuta a conoscenza che lui si trovava in Africa. Questi avevano sghignazzato che lui ci era certamente andato per rimuovere il chip e stavolta l'avrebbe uccisa senza pietà. Un bel record da Guinness dei Primati: tre cacciatrici!Quegli idioti li aveva ammazzati. No,non voleva Spike nuovamente malvagio: l'avrebbe dovuto impalettare. Era l'ultima cosa al mondo che desiderasse. In quella lunga estate aveva scoperto che, in realtà, le mancava terribilmente e ne era innamorata più di quanto credesse. Quella scoperta, purtroppo, l'aveva pagata cara: lui era già partito da un pezzo. Non aveva più fatto la ronda al cimitero di Restfield, se no il dolore e lo strazio lacerante che sentiva dentro sarebbe diventato insopportabile.
Quando Willow era diventata malvagia, lei non riusciva ancora a crederci, e in quei momenti di nera disperazione avrebbe desiderato che ci fosse Spike accanto a lei che la consigliasse o semplicemente confortasse. Meno male che alla fine era arrivato Giles che, in qualche modo, era riuscito a darle man forte...ma lui non c'era. A volte con Willow, che adesso si era abbastanza ripresa, parlava di lui e lei le diceva che doveva dimenticarlo, soprattutto per la questione dello stupro. Puntuale come un orologio, poi, sopraggiungeva Xander a dare al vampiro biondo del bastardo e altre cose irripetibili. Le veniva la nausea a sentire parlare così il suo migliore amico. Sapeva che quello che Spike le aveva fatto era sbagliato, però lei non si sentiva di condannarlo per tutto. Lei sapeva che il suo era stato un gesto disperato. Vedeva quanta passione e amore c'era in lui per lei al solo incontrare il suo sguardo. Quel giorno il demone che era in Spike aveva prevalso: i suoi occhi erano diventati neri come la notte. Aveva avuto paura, un terrore pazzesco, peggio di quando erano nemici. Forse non doveva giustificarlo ma...lo amava. Ecco perchè nel momento in cui Xander l'aveva vista in quello stato e voleva vendicarla ,l'aveva fermato e gliel'aveva impedito. Infatti, aveva capito dagli occhi del vampiro, che erano ridiventati blu, che lui se ne era subito pentito...
Oppure era andato in Africa per non tornare più. Scansava immediatamente questa ipotesi perchè se l'avesse veramente considerata, il mondo le sarebbe crollato addosso. Lei si voleva illudere, sperare fino all'ultimo in un suo ritorno.
Si addormentò, forse esausta per il troppo pensare,i nconsapevole di un ragazzo biondo platino che la stava osservando dalla finestra.
This message has been edited by Aradia86 on Jun 14, 2003 11:26 AM This message has been edited by Aradia86 on Sep 22, 2002 12:16 AM
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| | Responses 6a PARTE - Dona86 on Sep 20, 2002
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