| 6a PARTESeptember 20 2002 at 2:45 PM | Dona86 (Login Aradia86) |
Response to 5a PARTE |
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La brezza notturna che entrava dalla finestra della sua stanza muoveva dolcemente i suoi capelli dorati. Pensò che era bella anche quando dormiva. Dio, quanto avrebbe voluto avvicinarsi, toccarla e farla nuovamente sua. No, non poteva. La sua anima glielo impediva, ma sapeva che non era solo quello a frenarlo. Il suo demone l'amava come lui, se non di più, chi può dirlo. Lo dimostrava il rimorso per lo stupro. Accadeva di rado,o addirittura mai che un vampiro pensasse di riprendersi quello che gli era stato strappato in vita: l'umanità. Sarà stato il chip ad avergli combinato quello strano scherzo del destino? Era confuso. Un demone con installato un marchingegno per il controllo comportamentale era già singolare, immaginarsi uno che desidera riottenere la sua anima per spontanea volontà!!! No, non era stata la sua ragione, perchè in qualità di vampiro avrebbe potuto "trasformare"Buffy in qualsiasi momento dell'anno precedente per rendere la situazione più...agevole,però non si era permesso: non l'aveva neanche pensato. Decisamente quello che l'aveva spinto a recarsi in Africa era un sentimento estremamente profondo: l'amore.
Desiderava che Buffy lo amasse. Gli sarebbe bastata anche una briciola di affetto sincero...ma non si può forzare una persona ad amare. Nel suo cuore, probabilmente,c'era ancora Angel. Incontratisi per volere del fato,si erano contemporaneamente sia amati che odiati. Loro, invece, si erano sempre odiati,persino nei momenti di intimità. Lei l'aveva odiato perchè le era "indispensabile", lui perchè era fin troppo al corrente di essere un giocattolo nelle sue mani.Si era illuso, semplicemente. Angel senz'altro non era degno di Buffy quanto lui. Erano entrambi dei vampiri. Potevano soddisfare solo in parte i bisogni di una compagna umana.
Se Shakespeare avesse saputo dell'esistenza di cacciatrici e vampiri avrebbe scritto una tragedia simile alla loro. Gli venne da sorridere, consapevole che non c'era da scherzarci sopra. La realtà era lì, nuda e cruda.
Lei avrebbe sempre amato il suo vampiro con l'anima fino alla morte e avrebbe tenuto perennemente un atteggiamento di disprezzo nei suoi confronti.
Tra l'altro non aveva il diritto lui, che era stato un killer spietato, di sfiorarla nemmeno con un dito. Ah, che dannato mal di testa! Gli faceva male pensare a uno come lui,così istintivo fino a qualche mese prima!Maledetta anima! Come di consueto non si era curato molto delle conseguenze che comportava possederla.
I suoi occhi, che avevano vagato altrove, si riposarono sulla splendida donna che dormiva placidamente nel suo letto.
Sospirò. Le lanciò uno sguardo carico di un amore infinito, si calò cautamente dal tetto e intraprese la strada verso la sua dimora.
La bambina dai capelli scuri stava giocando. Si trovava in mezzo ad una sala immensa, antica e gelida, nonostante fosse inondata dal sole.
La piccola stava osservando una bambola bendata con un nastro di seta viola. Era assorta. Sembrava quasi che la stesse ascoltando.
-No, no, Miss Edith...perchè mi racconti cose tanto cattive -singhiozzò la bimba. Si alzò di scatto e scaraventò il giocattolo dall'altro lato del salone, con una forza non comune per una della sua età. Era rossa in volto e aveva gli occhi pieni di lacrime.
-IO SONO UN VAMPIRO! Hai capito?! -gridò, e si mise a ripetere la frase continuamente, battendo il piede destro per terra.
-Ah,si? Allora spiegami perchè stai in piena luce del giorno -ora, era la bambola che le aveva parlato. Telepaticamente.
La bambina sgranò gli occhi, come se fosse stata colta in flagrante da qualcuno a rubare caramelle.
Cacciò un urlo disumano.
-Cosa vuoi fare col televisore? Lo vuoi portare con te?-gli domandò sbrigativa.
-Che hai intenzione di...?- Spike era lì,i ncredulo, sulla soglia d'ingresso della cripta.
-Ho scovato un appartamento sotterraneo vicino la scuola che fa al caso mio e pensavo che potevi venire anche tu a stare insieme a me. -sorrideva.
-Vorrei sapere che diavolo di necessità ci sia per spostarsi da un luogo sicuro quanto una roccia come questo! Qui c'è tutta la mia...vita!!! Adesso tu arrivi all'improvviso e cambi tutto? Mi dispiace,ma io rimango dove mi trovo!- si sedette con le braccia conserte sulla poltrona verde bottiglia in tono di sfida.
Jane si massaggiò le tempie. Certe volte William era veramente stressante. Perchè doveva avere una testa tanto dura?
-Ti prego, William, non ti comportare da neonato...Non ho assolutamente voglia ne tempo di stare a sentire le tue inutili ragioni: traslochiamo. PUNTO E BASTA. -era convinta.
Non aveva mai alzato le mani su di lei, però in quel momento l'avrebbe fatto se non ci fosse stata la sua anima a fermarlo.
-Se vostra altezza me lo concede, vorrei porle una semplice domanda: perchè?- la stava fissando intensamente, attento ad ogni sua minima reazione.
Lei guardava da un'altra parte.
-Ho imparato che è meglio non fidarsi delle apparenze.
Insomma,io due notti fa non ho trovato niente di niente. Nessuna traccia dei membri della setta. Consideriamo per un attimo che loro, comunque, conoscano il mio nascondiglio, sono fregata. Mi trasferisco per stare più tranquilla -si bloccò, poi la sua bocca , un istante prima seria, si allargò in un sorriso. Lo stava guardando divertita.- Credo che la tua amata cripta non sia un posto tanto indicato per una battaglia o per proteggere persone! La porta è facilmente sfondabile e ...l'edificio è anche crollato!!!Scusa, tu questo lo chiami un luogo sicuro? - rise.
-E' stata distrutta da una bomba, signorina! Non è saltata per aria di sua spontanea volontà!-ci tenne a precisare Spike.
-Come vuoi. Il punto è sempre quello...Dai, Willy,f ammi contenta! Esaudisci un mio desiderio.-fece finta di lagnarsi.
-Troppi ne ho esauditi di tuoi...- affermò ironico.
Si alzò dalla poltrona e guardò la sua "casa".
-Porto io il televisore,intesi?
This message has been edited by Aradia86 on Sep 22, 2002 12:17 AM
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| | Responses 7a PARTE - Dona86 on Sep 20, 2002
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