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10a PARTE

September 20 2002 at 2:53 PM
Dona86  (Login Aradia86)


Response to 9a PARTE

 






Morti. Erano tutti morti i suoi compagni di giochi.
Perchè doveva andare sempre così?
Era seduta ai bordi di un grande letto a baldacchino, coperto da coltri di un viola scuro. Aveva le mani doloranti per i ripetuti pugni che aveva lanciato alla porta nel folle tentativo di farsi aprire o di buttarla giù. Impresa impossibile per una bambina.
Non aveva più voce per aver gridato fino allo sfinimento. Si sentiva vuota dentro, priva di forze per reagire. Guardava quei corpicini davanti a lei con i suoi occhi blu, lucidi. Aveva paura. Paura di se stessa. Paura dei suoi istinti.
Aveva sete. Percepiva il richiamo del sangue. Com'era possibile? Erano freddi e non poteva essere che...
La testa dorata di Evelyn, la sua amichetta, si mosse. Vide che aveva aperto gli occhi. Sbadigliava. Anche gli altri, lentamente, si risvegliarono.
Fu lì che lei comprese ogni cosa: cloroformio.
Volevano che li ammazzasse nutrendosi di loro!!! Non era uno scherzo macabro, come le era ingenuamente venuto da pensare in principio. Era spaventoso. Avevano messo i suoi amici in gabbia con un predatore estremamente pericoloso: lei.
Scacciò quei pensieri, doveva concentrarsi, trovare un sistema per non ucciderli, vinta dalla sua sete.
Ignorò la sua gola arida e il suo corpo che aveva bisogno di rigenerarsi, di energia per continuare a vivere in...quell'inferno.
Evelyn le sorrise allegramente, ancora un po' assonnata.
-Giochiamo?
La bambina sembrò pensarci un attimo.
-Sì! Facciamo un gioco tipo acchiapparella, soltanto che voi non dovete correre per questa stanza, c'è il rischio che rompiate qualcosa, ma fuori...- brava, era necessario inventare.
-Fuori?! E come? Non abbiamo le ali!!!- esclamò Johnny. Ci fu una risata generale.
-Sssst!- li zittì la bambina ponendo l'indice sulle labbra e avvicinandosi a loro- Non alzare la voce. Scenderete lungo la grondaia e io conterò fino a dieci. Dovete correre e non tornate indietro per nessuna ragione!
-Non assomiglia tanto ad acchiapparella.- affermò Evelyn poco convinta.
-Giusto! Non è molto divertente!- concordò Christopher.
Lei li fulminò con lo sguardo. Loro annuirono intimoriti. Lei era il capobanda: non si discuteva. Le duoleva comportarsi in quel modo con loro, però non aveva tempo. Stava per cedere.
Incominciò a contare velocemente: prima se ne andavano, meglio era. Li udì raggiungere la finestra, calarsi per la grondaia sino a toccare il suolo e fuggire.
Non li avrebbe più rivisti.
Adesso che era sola, percepiva con maggiore intensità il desiderio di bere. Rimpianse di aver mandato via i suoi amichetti. Avrebbe dovuto semplicemente seguire il suo istinto.
Sentì dell'agitazione al di là della camera che era stata la sua prigione per quasi due ore nella sua medesima casa. Qualcuno che dava ordini ai suoi momentanei carcerieri.
Era la sua voce.
Fu attanagliata dalla paura.
La porta si aprì e lei non fece in fretta a nascondersi.
L'uomo si guardò intorno,per una frazione di secondo mostrò di non capire.
La puntò infuriato.
La bimba non mosse un singolo muscolo per quanto era terrorizzata.
Attendeva, non sapeva con esattezza cosa.
La furia di lui esplose.
-Io corro una marea di rischi, ti servo la cena su un piatto d'argento e tu mi ripaghi così?!?!- ruggì.
Lei voleva parlare, lui glielo impedì.
-Non ti azzardare, signorina! Decido io quando è il momento di aprire bocca e, credimi, questo non lo è!
Con uno scatto felino le fu vicino. Era rapido. Troppo.
-Non mangerò mai i miei amici: MAI.- mormorò inaspettatamente la bambina.
Lui rimase sconcertato. Come aveva osato violare un suo comando? Non doveva permetterle un tale affronto.
Alzò la mano per darle uno schiaffo ma fu bloccato.
Si voltò.
Un uomo dai capelli biondo cenere lo squadrava, incollerito. Non riuscì a replicare perchè questi lo spinse contro il letto e per un pelo non perse l'equilibrio.
-Non la toccare.- sibilò.
La piccola non ce la fece più. Le lacrime iniziarono a scenderle silenziose sulle guancie.
L'uomo castano le notò. Rise malignamente.
-Piangi? Non servirà a nulla. Non mi commuovi. Non mi conosci proprio, piccoletta.- e rivolto al biondino-Quanto a te, per stavolta passi, ma se provi a intrometterti un'altra volta fra me e lei, ti farò rimpiangere di essere quello che sei!- il suo tono era tagliente, non ammetteva ulteriori discussioni.
I due uomini si osservarono per qualche istante. C'era una tensione in quella camera che se avesse potuto, avrebbe spaccato i vetri delle finestre.
Dopo l'uomo bruno se ne andò. Mentre stava uscendo, lo udirono sussurrare con disprezzo:
-Piccolo rifiuto!
Il biondo che le stava davanti scattò ma lei gli tirò la manica della camicia che indossava. Lui si girò a guardarla e ogni difesa di lei crollò. Proruppe in un pianto rumoroso, liberatorio e colmo di angoscia. Lui si chinò a terra per prenderla in braccio. Lei appoggiò il capo sulla sua spalla.
-Io non volevo, non volevo. Sono miei amici, non avrei potuto...non...-singhiozzò.
-Shhh, orsacchiotta, shhh, non ti preoccupare...- la rassicurò, carezzandole dolcemente la testa-...è finita.





-Ah! Eccoti! Si può sapere dove ti eri cacciato?Volevi fare l'eremita? Aspetta, ci sono,ti sei rinchiuso di nuovo in un monastero perchè avevo dimenticato che al signorino qui piace piangersi addosso, autoflagellarsi, visto che ci siamo,no?Sì, non c'è altra spiegazione. Se no per quale assurdo motivo te la saresti "filata" senza lasciarci detto niente!Nada de nada!!! E noi qui a roderci fino all'inverosimile per te! Dove diavolo ti eri imbucato per stare fuori quasi un mese, Angel?!! Eh?!- Cordelia non gli aveva dato neppure il tempo di spiegare e aveva riversato quel torrente di parole di rimprovero su di lui, a raffica,simile a una mitragliatrice...addirittura quella donna riusciva ad essere peggio di un'arma del genere. Però Cordy era Cordy e lui non trattenne un sorriso.
Lei sembrò montare per la collera. Angel ebbe il timore che rovesciasse la scrivania su di lui per la rabbia.
-Calmati,Cordy!In fondo, non è una tragedia... Voi ragazzi siete grandi e vaccinati per fronteggiare i pericoli come si deve, io non sono necessariamente utile per...- cercò di giustificarsi,consapevole che Cordelia non sarebbe stata placata da quelle scuse.
-Eh?!Eeeeeh?!Non sei utile?! Ma di chi cacchio è questa agenzia?!Ti pare che ci sia scritto "Cordelia Investigations",anche se mi piacerebbe,mh? No,caro!No,signore! Tu sei il fondatore e capo!Tu tieni la baracca! Che cavolo ti passa per la zucca da scordartene,eh? Dimmelo!Sei un irresponsabile e...-la donna era a pochi metri da lui con le braccia conserte,ora,e avrebbe continuato la sua ramanzina all'infinito se lui non avesse assunto un tono autoritario e intimandole un:
-Basta.Finiscila,va bene?Riferiscimi questo cavolo di enorme problema o caso o situazione o affare o...fai tu,che non sapete in che modo risolvere.Ho indovinato?-chiese,alzando un sopracciglio con aria di superiorità.
Aveva colto nel segno. Normalmente Cordy non gli faceva pesare mai più di tanto le sue assenze,magari con qualche frecciatina ma tutto lì.Adesso era diverso,era molto agitata.
Cordelia sbuffò.
-Perchè te lo dovrei dire,in fin dei conti?-domandò imbronciata.
-Cordelia.-fece Angel serio.
-OK,ok,mi arrendo:bandiera bianca!Ma se poi non mi racconti dove sei...
-Ci sto.
La donna iniziò,annoiata.
-Bè,le prime due settimane niente.Io che ho le visioni,Wesley che le interpreta e si tuffa nei suoi libri ammuffiti,Gunn che fa tutto il lavoro "pratico" e si fa accompagnare pure da Fred,secondo me c'è qualcosa sotto...Ah!A proposito,ci ha dato una mano pure Kate,la poliziotta e ha persino chiesto dov'eri.-affermò maliziosa-Non ti interessa?-guardandolo di sottecchi.
-Mi fa piacere che vi abbia aiutato.Vai avanti.-la incitò,assumendo un tono professionale.
In realtà il nome di Kate l'aveva alquanto scosso,era da tanto che non la incontrava...e lei aveva domandato di lui!Non se lo aspettava.Uno strano calore lo invase.Tentò di concentrarsi.
-Comunque,diversi giorni fa,si presentano dei tizi incappucciati con delle tuniche rosse e chiedono di te,cioè non proprio di te,ehm,di Angelus "il terrore d'Europa" e...
-Cosa?Hanno chiesto di me?-Angel era sorpreso.
Si accorse che Cordelia lo stava guardando,stupita.
-Ehm...di lui...
-Sì.-rispose una voce famigliare.Era Lorne.


    
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Responses

  • 11a PARTE - Dona86 on Sep 21, 2002
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