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12a PARTE

September 28 2002 at 9:38 PM
Dona86  (Login Aradia86)


Response to 11a PARTE

 








Dawn aveva assistito a tutta la scena e ora anche lei rimaneva immobile nel bel mezzo del corridoio, indecisa sul da farsi.
-Vi conoscete?- chiese ingenuamente.
Jane era a disagio. Muoveva gli occhi freneticamente a destra e a sinistra, non sapendo bene cosa rispondere.
-Ehi, sorella! Non essere timida, dille chi sono e finiamola!
-Siete s-sorelle?
-Eh?! No, cucciolo, sei totalmente fuori strada!- rise la ragazza che aveva lunghi capelli biondi con venature rossastre. Era molto alta.
-Ma ti immagini un attimo? Io sorella di questa specie di mmmm...- Jane le mise una mano sulla bocca per impedirle di continuare, e pronunciare eventuali spropositi in presenza della sua amica. Si sforzò di sorridere a Dawn.
-... naturalmente no! Ehm... sai, lei è...è...mia cugina!- esclamò come se avesse azzeccato la domanda decisiva di un quiz a premi della TV.
Jane guardò la bionda in segno d'intesa, quella, fortunatamente, sembrò capire.
Le tolse la mano dalla bocca.
-Cugina, appunto! Volevo dire questo, senza dubbio, la cugina...
-Meredith.- concluse Jane- Lei è sempre tanto espansiva e... alcune volte chiacchiera decisamente troppo ed è meglio farla smettere in qualche modo, tappandogli la bocca, ad esempio,... o almeno questa è la mia abitudine.
Jane voleva assolutamente uscire da quella scomoda situazione e una Dawn che la guardava allibita, non l'aiutava di certo.
-A-hem, Dawn? Briciola, dì alla prof. di chimica che sono tornata a casa perchè avevo mal di stomaco... per favore.
-Eeeeh?! Non dovevamo andare in quel negozio carino giù in centro?- replicò dispiaciuta.
-Lo so. Un'altra volta, Dawn.Non ho tempo da perdere con simili cretinate!- era nervosa,doveva essere l'arpia che le stava di fianco a renderla così.
-Andiamo.- disse un secondo dopo alla sua presunta parente, squadrandola duramente.
Si avviarono verso l'uscita principale della scuola, abbandonando Dawn, ferita.





Appena furono in un luogo più appartato, dove nessuno le poteva vedere ne ascoltare, Jane colta da una rabbia improvvisa sbattè l'arpia contro un cassonetto dell'immondizia.
-Ahi! La delicatezza non è il tuo forte, cucciolo!-fece ironicamente.
-Non quando si tratta dell'unico essere al mondo che vorrei sparisse dall'intero emisfero terrestre!!!!!-gridò.
-Mi sembra che tu ne abbia aggiunti altri alla lista,comunque-cambiando atteggiamento-...shhh,vuoi abbassare la voce? Le mie sorelline non ci devono sentire.- girò timorosa la testa in ogni direzione possibile -Non sanno che sono qui.
-E a me che cavolo me ne frega?- gli occhi di Jane diventarono ocra, non era affatto un buon segno.
-Cos'è questo linguaggio, signorina?Portami rispetto, tecnicamente sono un tuo superiore.- pareva che si stesse dando delle arie.
Jane la osservò, stralunata. Rise beffarda.
-Io non ho padroni, non devo rendere conto di quello che faccio a nessuno, tanto meno che a te!
L'arpia le lanciò uno sguardo inceneritore. Improvvisamente si trasformò in una donna sulla trentina, seminuda: sui seni aveva due piccoli coni di metallo dorato con cerchi concentrici, indossava una minigonna drappeggiata rubino e al collo aveva una collana di denti umani. Ai piedi calzava degli stivali color fiamma col tacco a spillo.
Jane applaudì.
-Brava,bella performance anche se... inutile!
La donna le afferrò il mento con le sue dita dalle unghia lunghe e affilate.
-Ragazzina, non azzardarti a prenderti gioco di me,un'arpia!- la ammonì, guardandola dritta negli occhi, come per scrutare la sua anima. La sua espressione mutò.
Sorrise.
-Hai combinato un bel macello, brutta testarda che non sei altro! Ah! Inoltre, ci si comporta in questo modo con le amiche?
Jane si rilassò.
-Sono tesa. E' stata una sorpresa, mi hai colto alla sprovvista. Ero all'oscuro della tua venuta.- sospirò-Sono stanca. Infinitamente.
Si sedettero entrambe per terra a fissare il vuoto.
-Elettra, la verità: perchè ti sei spinta fin qui? Chi te l'ha commissionato questo compito?
-Ehi, sorella! Pensi sul serio che io...
-Elettra!- la riprese.
L'arpia sembrò valutare un minuto cosa dovesse risponderle.
-E' stato... lui.
Jane ebbe un balzo al cuore. Cercò di non darlo a vedere.
-Quanto?- chiese atona.
-Poco, cucciolo, una misera cifra. Infatti, non ho accettato. Chi si crede di essere? Io sono una professionista, non sono un suo stupido adepto o scagnozzo!- fece indignata.
Jane smorzò un sorriso, riconoscente.
Elettra ridiventò una ragazza.
-Quella Dawn non è umana, teoricamente. Ne sei al corrente?
Jane annuì.
-Vuoi proseguire con questa farsa?
-Sì, tu la mia cara cugina Meredith e io una comune studentessa liceale. Tenta di non scordartene. Soprattutto, non incappare in una delle tue solite gaffe, se no dovrò fare i salti mortali per nasconderle!!!
Rise.
Elettra disse ad alta voce, quasi tra sè e sè.
-Ecco a voi la cara cugina...?Il nome?
-Meredith.
-Eh?!Eeeeeeeh?!Un nome più disgustoso non potevi sceglierlo! Era preferibile che le rivelassi come mi chiamo in realtà, sarebbe stato enormemente semplice...
Si interruppe.
-Che ore sono, cucciolo?
-Appena le tre.
-Uff,ti devo lasciare! Il dovere chiama, sorella!
Le gettò un bacio.
-Ci si becca presto!
Si tramutò in una magnifica aquila che a tutta velocità si allontanò da lei e, infine, scomparì nel cielo autunnale.





Candele che ardevano,fiammeggianti,gocciolanti di cera su piedistalli neri,unica fonte di calore in quel corridoi buio,immenso in quel monastero abbandonato.
La bambina si guardava intorno spaurita.
L'uomo biondo la prese in braccio e le sussurrò all'orecchio:
-Se vogliono che tu faccia qualcosa che non ti va...scappa,orsacchiotta.
Lei lo osservò interrogativa.
-Ho paura,non voglio andare.
L'uomo l' appoggiò a terra.
-Devi.
La guardava con i suoi occhi ghiacciati.
La bimba deglutì.Capì che lui non poteva esserle d'aiuto,era sola.Il gelo le penetrava nelle ossa.
Ad un certo punto,una figura snella fece capolino da una porta che si affacciava in quel corridoio.
Avanzava verso di lei con passo aggraziato,elegante ma deciso.Aveva capelli color del sole che contrastavano con la sua carnagione pallida.Indossava un abito verde smeraldo ricoperto da una fantasia floreale blu.
Si accovacciò davanti alla bambina.Sembrava felice,eccitata.
-Sei pronta?
La piccola fece di sì con la testa.
La donna si rialzò e per mano si diressero verso la porta dalla quale l'adulta era uscita.
Il biondo se ne andò.Non voleva partecipare.Non voleva scorgere il suo volto angosciato di fronte a quell'essere che tutti quelli della sua razza adoravano e servivano,simile a un dio in terra.Si sentiva impotente.Non sarebbe riuscito nemmeno ad attaccarlo,volendo.Odiava la sensazione di non poter agire,essere,suo malgrado, sottomesso.
-Non ti godi lo spettacolo,amico?-sghignazzò uno.
La polvere si sparse nell'aria della notte. L'aveva ucciso quel bastardo. Doveva pur trovare una valvola di sfogo alla sua frustrazione!



    
This message has been edited by Aradia86 on Oct 27, 2002 9:52 PM


 
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Responses

  • 13a PARTE - Dona86 on Oct 7, 2002
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