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13a PARTE

October 7 2002 at 9:46 PM
Dona86  (Login Aradia86)


Response to 12a PARTE

 









Entrarono in una cappella illuminata da centinaia di candele, ma su quel luogo privo di crocifisso e di qualsiasi altro oggetto sacro imcombeva un'oscurità soprannaturale, che non poteva essere rischiarata neppure dai raggi del sole.
La donna bionda avanzava sicura di sè in mezzo alla navata gremita di persone. La bambina era dietro di lei, intimorita da quegli sguardi che come aghi la trapassavano da parte a parte. Quegli esseri esaminavano ogni sua mossa, bisbigliando parole di scherno e insulti irripetibili.
-Guardate, l'impura! -Come può il Maestro accettare una simile creatura fra di noi?! -Taci. Le sue decisioni non si discutono, io credo in lui. -Quella mocciosa è molto potente, è uno strumento utile per ottenere la supremazia sugli umani -Tu la sottovaluti, chissà quante possibilità ha una tale fonte di energia!-
Si fecero sempre più vicini, avidi di curiosità.
Erano rare le creature come quella bambina.
La donna dai capelli d'oro si parò davanti la bimba per difenderla, ringhiando e facendo accapponare la pelle a tutti i presenti fulminandoli con uno sguardo.
-N-O-N toccatela. Sono stata chiara?- chiese con un tono che non ammetteva obiezioni.
Gli esseri ritornarono ai loro posti, mimetizzandosi per quanto possibile con i punti oscuri tralasciati dalle candele. I borbottii di protesta, i sussurrii che stavano di nuovo iniziando, furono placati da una voce roca e autoritaria: -Silenzio!
La piccola sussultò. Di fronte all'altare si trovava un uomo robusto, vestito integralmente di nero. No,non era un uomo, constatò quando le fiamme vermiglie delle candele gli illuminarono il volto sfigurato. Un volto da demone. Tremò, spaventata.
La bionda si inchinò a quell'essere, e con aria trionfale:
-Finalmente sono riuscita a portartela, Maestro.
La bambina si nascose dietro la lunga gonna della donna.
-Ooooh,- intrecciò tra di loro le sue orrende mani- e dov'è il demonietto, mh?
La bionda si scostò lateralmente di qualche passo, per far scorgere a quel mostro la bimba. Lui sorrise.
-Non mi avei detto che fosse così splendida, Angelus.-disse con falso rimprovero all'uomo che stava poco distante da lui.
-Me ne pento profondamente, o mio signore.
Gli occhi di lui erano fissi su di lei, simili a lame pronte a trafiggerla se avesse fatto qualcosa di sbagliato.
-Avvicinati.- ordinò l'essere immondo.
Salì, impaurita, le tre scalette che conducevano all'altare.
Il Maestro allargò la bocca in un sorriso tremendamente innaturale con quei suoi canini aguzzi.
-Bene, brava. Accostati ancora di più in modo che io possa assaggiarti.
Cosa? Ecco, quella era un'azione che non le andava assolutamente di compiere. Un buon motivo per scappare. Il problema era: come?
Si girò verso Darla, sua madre, che la guardava duramente. Non c'era neanche da discutere:doveva farlo e basta. Lanciò un'occhiata disperata alla porta, che le sembrava distante mille miglia. Scrutò il viso di Angelus, suo padre, che era impassibile adesso.
Un brivido gelido le corse lungo l'intero corpo.
Tutti la osservavano morbosamente, attenti alle sue singole reazioni.
D'un tratto quel luogo, i vampiri che vi stavano dentro incominciarono a vorticare prima lentamente, dopo sempre più velocemente, finchè la sua vista non si oscurò e cadde sul pavimento svenuta.





Voci familiari, che si facevano nitide e forti a mano a mano che lei riprendeva conoscenza. Sentì un dolore acuto alla guancia destra e sinistra. Qualcuno l'aveva schiaffeggiata per destarla.
Una voce femminile ripeteva come una cantilena, piangendo: -Siamo perduti, siamo perduti, siamo perduti...
-Lei è la nostra rovina.- affermò tagliente una voce maschile.
Le si strinse il cuore. In quel preciso istante desiderò sprofondare sottoterra per non subire nuovamente lo sguardo e l'atteggiamento inquisitorio di Angelus.
Piano piano aprì gli occhi.
Si trovavano in una stanza in cui gli unici mobili erano un armadio,un letto semplice sfondato, uno specchio e una panca. Lei era su quest'ultima.
-Ti sei svegliata: era ora.- fece Darla indifferente.
Drussilla non mostrava segni di partecipazione. Soltanto Angelus aveva gli occhi che lampeggiavano simili a saette.
-Lo sai chi sono io? Come vengo chiamato?- domandò apparentemente tranquillo.
La bambina scosse la testa.
-Rispondi quando ti si fa una domanda!!!-ruggì, afferrando le sue piccole spalle e scuotendole.
-N-no.- le lacrime le pizzicavano gli occhi ma lei le ricacciò indietro.
-Smettila.- comandò perentoriamente un uomo che era apparso sulla porta di quella sorta di camera da letto. Era William.
-Blocca quella tua maledetta lingua finchè sei in tempo. Questa faccenda è affar mio.
-A-hem... NOSTRO, mio caro.- precisò Darla.
Angelus le sorrise sarcastico:
-Si capisce, tesoro.
Drusilla non interveniva, si limitava ad assistere alla scena. Nessuno saprebbe dire se fosse realmente presente in quel luogo o si fosse persa in uno dei suoi mondi. Improvvisamente sbottò a ridere. Era una risata senza senso, da pazzoide.
William, ignorando quella folle risata che continuava insistente, indurì la mascella e con tono di sfida:
-Ti ricordo che in questa storia non ci sei di mezzo solo tu e la puttana del tuo Sire! Dru e io abbiamo dato pure noi parte del nostro contributo.- disse cupamente.
-Chi hai chiamato puttana?- saltò su immediatamente Darla, adirata.
-TE, e chi altri se no?- il blu delle iridi di William si stava tingendo di giallo.
Angelus si frappose tra i due.
-Come hai osato?!!!- gridò rivolto al vampiro giovane.
Iniziarono a combattere.
La piccola guardava la sua immagine riflessa nello specchio disadorno. Non si vedevano altri oltre lei lì dentro.
Era sola. Di nuovo. Sempre.
Drusilla le porse la mano. Lei la squadrò. La donna le sorrise stranamente. Era compassione quella che le si leggeva negli occhi? Poteva una creatura come lei provare un sentimento simile? Era inconcepibile.
Malgrado ciò, le prese la mano e si fece condurre all'aperto, momentaneamente fuori da quell'inferno.





La città di Bath giaceva ancora addormentata, immersa nelle coltri della notte inglese. La luna emanava il suo tenue chiarore nel cielo sgombro di nubi.
Di punto in bianco la tranquillità in cui era sprofondata la casa di Giles fu infranta dallo squillo fastidioso del telefono. L'osservatore fu strappato dalle braccia di Morfeo e si svegliò. Inforcò gli occhiali, impacciato, e in uno stato di torpore andò a rispondere, brontolando.
-Pronto?- fece con voce impastata.
-Signor Giles, la disturbo? Sono Buffy.
-Tsk! Non mi disturbi affatto visto che sono le tre del mattino.- disse sarcastico.
-Eh?! Qui in California sono le sette di sera! ...Oh, capisco, mi scusi chiamerò un'altra volta.- concluse molto imbarazzata.
Stava per riattaccare.
-Ehm... Buffy? Lascia perdere, ormai il sonno perduto non me lo ridà più nessuno, neanche se mi rimetto tra le coperte. Quindi, dimmi quello che devi ...spero per te che sia importante.- la ammonì.
-Ah, sì, certo... uhm, forse non tanto importante...-adesso era indecisa. Si sentiva a disagio a parlare con il suo ex osservatore, lui era quasi diventato un estraneo per lei.
-Santo cielo,Buffy!- scoppiò Giles- Mi telefoni a notte fonda solo per riferirmi una cosa che a pensarci bene non era tanto urgente?!
Si era davvero spazientito.
-Sto aspettando.
-Willow...
-Oh, mio dio! Sta bene? Le è successo qualcosa?-chiese apprensivo.
-Giles, ora è lei che non mi fa parlare.- gli fece notare la cacciatrice, seria.
-Ah, sì. Scusami.
-Will l'altra sera ha incontrato una ragazza, non l'ha vista bene in faccia, che ha poteri simili ai suoi se non superiori. Ha raccontato che quella con l'unica forza mentale è riuscita a sbattere un tizio contro un muro, sospenderlo in aria e procurargli squarci profondi al petto. Si rende conto, signor Giles? Senza muovere un dito e il suo corpo non ha risentito del minimo sforzo, a quanto Will ha potuto dedurne!
-Mmmh.- era pensieroso.
-Signor Giles, è del tutto normale che ci sia una strega al mondo così potente,vero?
-No, senza risentire delle sue magie. Ti dirò di più: non è una faccenda da prendere sotto gamba. Devo consultare dei libri...
-Ma perchè? In fondo ha solo mal ridotto quel tipo con magie simili a quelle di Will.
-Simili, non uguali.- le fece osservare.
-Ok,però a noi basta sapere che è una strega. STOP.-disse Buffy sbrigativa.
-In realtà mi preoccupa un altro punto della questione. Ultimamente pare che nel mondo dei demoni ci sia un grande fermento: stanno cercando una ragazza, probabilmente speciale in qualche maniera. Faccio delle ricerche e poi ti chiamo, va bene?
-Sì, sì... crede che sia una cosa grave?
-Non lo so.
-Non è rassicurante come risposta.- e sospirando-Buonanotte.
-Grazie...ah! Tieni gli occhi aperti.
-Ci può giurare.


 
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Responses

  • 14a PARTE - Dona86 on Oct 17, 2002
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