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Una decisione difficile 1° parte

October 26 2002 at 1:24 PM
  (Login marivampire)

 
Camminavo sulla sabbia, con le scarpe in mano, assorta nei miei pensieri, mi sedetti in riva ad osservare l’oceano. Mi faceva uno strano effetto essere nella stessa città dove viveva Angel, mi sembrava fosse passato un secolo dal giorno del diploma, da quando lui mi aveva lasciata, invece erano passati solo due anni; ma ora forse avremmo dovuto di nuovo combattere fianco a fianco, e questo mi tormentava; ormai avevo un’altra vita, un altro amore, l’università e il dovere di Cacciatrice mi impegnavano molto e poi c’era la famiglia. Dawn aveva bisogno di me più che mai. Ero così assorta nei miei pensieri che non mi accorsi di mio padre sino a quando non si sedette a fianco a me e mi parlò : -Caspita! Sembra che tu abbia addosso il peso del mondo intero! Hai una faccia! Andiamo, o faremo tardi alla cena con Sarah e Arthur. Cercai di sorridergli:- Va bene, andiamo, ma io ho altri impegni, devo vedere.. (pensai un po’ su come avrei potuto definire Angel, alla fine optai per la soluzione più semplice) un amico, già, è importante, è per questo che sono qui, oltre che per vederti, naturalmente. Mi alzai scuotendomi la sabbia dalla gonna e abbozzai di nuovo un sorriso. Mio padre mi guardò insospettito e un po’ deluso: - Non puoi proprio aspettare a domani? Volevo passare un po’ di tempo con la mia famiglia, e dato che Sarah si ferma sino a domani mattina ho pensato di cenare tutti insieme! Mio padre sapeva come farmi sentire in colpa con un semplice sguardo, ma in fondo aveva ragione, potevo parlare con Angel anche domani mattina, probabilmente di sera non lo avrei neanche trovato (da un lato avevo voglia di vederlo, da un altro avevo una fottuta paura), così presi il telefono e chiamai:- Pronto, Cordy? Ciao sono Buffy! Sono qua a L.A., sono venuta a trovare mio padre, si, grazie, senti, io… Domani mattina devo passare per parlare con Angel… Si, è importante, è per lavoro… Io.. Stasera non posso… No, aspetta!….. Ciao Angel, si, domani… Non ti disturbo così presto? Ah, va bene, si…. Allora a domani, ciao. Non pensavo che risentire la sua voce dopo tanto tempo mi avrebbe fatto così male, mio padre si preoccupò vedendomi così bianca in volto: - Buffy, stai bene? Sei impallidita di colpo, hai un’aria così strana…..Respirai l’aria che veniva dal mare a pieni polmoni, e il nodo che avevo allo stomaco si allentò un po’:- Sto bene, ho avuto solo un leggero sbandamento, deve essere la fame, ora andiamo, ci stanno aspettando e dobbiamo ancora prepararci.
Mio padre si rasserenò vedendo che mi stava tornando il colore al viso e s’incammino al mio fianco per andare a casa. Per tutto il tragitto non aprii bocca. Ripensavo al breve colloquio avuto con Angel, da un lato avevo provato un piacere immenso nel risentirlo, ma ero anche turbata: pensavo di aver superato quella fase ormai, ma a quanto pare non era così! E se mi aveva fatto quell’effetto sentirlo al telefono, cosa sarebbe successo incontrandolo? Mio padre mi guardava perplesso ma non disse niente sinché non fummo a casa.
Stavo andando in camera per cambiarmi quando mi fermò:- Aspetta Buffy, mi devi spiegare qualcosa. Dopo quella telefonata sei cambiata, molto taciturna, quasi spaventata, sei così assorta nei tuoi pensieri di non accorgerti di ciò che ti circonda! E poi che cosa significa che devi parlare con questo fantomatico Angel di lavoro? Tu non lavori, a quanto ne so! Sospirai e mi sedetti pensando a inventarmi qualcosa, e in fretta :- Vedi, Angel lavora in un’agenzia investigativa, io gli stavo facendo un favore, un tizio che stava a Sunnydale tempo fa…. Angel voleva delle informazioni su di lui.. Niente di importante o pericoloso….Ho solo fatto un po’ di ricerche alla biblioteca e agli archivi anagrafici….Ora è meglio che mi prepari, devo ancora farmi la doccia. Mi dileguai prima che mi potesse fare altre domande. La mia storiella a quanto pare funzionò, perché mio padre non tornò sull’argomento quando uscii dalla camera, anche perché rimase senza fiato nel vedermi con quel vestito addosso, per lui ero ancora la sua bambina e vedermi con un vestito del genere deve averlo scioccato dato che aveva uno spacco che lasciava intravedere le gambe e una scollatura semplice ma ampia, soprattutto nella schiena. Sapevo che saremmo andati in un ristorante molto elegante e quindi decisi per il lungo. Per tutto il viaggio non parlammo, arrivammo in dieci minuti, e come avevo immaginato il ristorante si trovava all’interno dell’albergo più “in” di L.A.. Il maître ci accompagnò al tavolo dove erano già seduti Sarah, Arthur e anche mia nonna. Abbracciai tutti, felice di vederli dopo tanto tempo: parlammo un po’ dell’università, mangiammo un ottimo antipasto di mare e dei crostacei di vario genere. Tentai di evitare l’argomento sulla mia vita privata, ma a quanto pare mia nonna non era d’accordo, perché non mollò l’argomento:- Allora, Buffy, dimmi di Jack, state insieme da molto? E’ carino? Voglio conoscerlo.. Non avevo voglia di parlare di lui, dato che pensavo ad Angel e mi alzai con la scusa di assentarmi un attimo. Mia nonna rimase delusa, ma mio padre capì che c’era qualcosa che non andava, e pensava anche di sapere per cosa ero così agitata. Tornai dopo un paio di minuti, mio padre mi sorrise ma capii subito che ero nei guai:- Tesoro, senti, so che non ti va di parlare di certe cose, ma sii un po’ più cortese, immagino che tu sia così per la telefonata di stamane con Angel, anche se non so chi sia, ma ti ha turbato molto, però mamma voleva solo sapere un po’ della tua vita…
- Mi dispiace che ti abbia turbata così tanto, non volevo metterti in imbarazzo..
Mi girai di scatto da dove era provenuta quella voce così familiare e dolce, Angel era li, con Cordelia e Doyle: mi alzai e mi accorsi che le gambe mi reggevano a stento. Volevo dire qualcosa ma non riuscivo a parlare, mio padre mi guardò incredulo e preoccupato:- Buffy, stai bene…..? Non mi ero resa conto che stavo piangendo, e non appena riuscii a muovermi e a staccare il mio sguardo dai suoi occhi mi buttai fra le sue braccia. Angel all’inizio rimase immobile senza sapere cosa fare, poi mi abbracciò e mi baciò sulla guancia:- Così sei tu a mettermi in imbarazzo! Sono felice anche io di rivederti piccola, su adesso non piangere, sai che non sopporto di vedere lacrime sul tuo bel viso!
Mi asciugai le lacrime staccandomi con non poca fatica dall’abbraccio caldo e confortante di Angel, abbozzai un sorriso e mi rivolsi a Cordelia e Doyle:- Ciao Cordelia, immagino che lui sia Doyle, mi spiace… Io… piacere di conoscerti Doyle, io sono…. Doyle mi sorrise e finì la frase per me con un inchino e un baciamano reverenziale:- Buffy Summers, è un onore conoscerti, pensavo che Angel avesse esagerato nel ritratto che ha fatto, ma mi devo ricredere, sei davvero bellissima! Guardai Angel sorpresa:- Mi hai fatto un ritratto….? Spero di riuscire a vederlo! Mio padre dato che io non gli badavo si intromise :- Scusate, Buffy a quanto pare non ha voglia di presentarci, piacere, Josh Summers, così tu saresti Angel, loro sono mia sorella Sarah con il marito Arthur e mia madre. Perché non ci fate compagnia? Così magari riusciremmo a capire qualcosa di più della vita di Buffy, dato che lei non vuole parlarci di questo argomento.
Mia nonna si avvicinò ad Angel e quando gli porse la mano vidi che gli diceva qualcosa, ma non capii. Mi sedetti vicino ad Angel, mi sentivo così nervosa che prendendo la forchetta la piegai in due senza neanche accorgermene( e fortunatamente senza che se ne accorgessero gli altri), rovesciai l’acqua su mio padre e quasi tagliavo una mano ad Angel! Lasciai tutto sul piatto, il mio stomaco era sul punto di tradirmi ed Angel prendendomi la mano non migliorò la situazione:- Buffy, ascolta, so che la tua è stata una decisione molto difficile, perché non mi parli del motivo che ti ha spinta a venire da me? Sei così tesa, forse parlarne ti farà bene! Abbozzai un sorriso:- Non credo sia il momento per parlare di certe cose, e poi non voglio rovinarvi la serata, come se non ve la stessi già rovinando abbastanza…Frugai nella borsetta e dopo un secolo trovai quello che cercavo: mi accesi una sigaretta con mano tremante mentre tutti mi guardarono sorpresi. Mia nonna intervenne con dolcezza battendo sul tempo mio padre che si stava scaldando, e di questo gli fui immensamente grata, ci mancava solo una sua ramanzina :- Buffy, tesoro, sei troppo nervosa, anche la sigaretta ora, perché non parli, così ci preoccupi, sai che di noi ti puoi fidare, qualsiasi cosa sia. Angel annuì, mi teneva sempre la mano sul tavolo e mi sorrise dolcemente. Ricacciai le lacrime che mi bruciavano gli occhi e annuii anche io :- Va bene, tenterò – guardai Angel- Si tratta di Alcaltha, un’antica setta vuole riportarlo in vita. Aspirai avidamente la sigaretta e abbassai lo sguardo, fu Doyle a parlare, mentre Angel mi guardava senza fiatare:- Senza offesa, ma forse non ricordi che hai sconfitto quel demone tempo fa, e anche a caro prezzo, e solo Angel potrebbe risvegliarlo o sconfiggerlo, credo che tu questo lo sappia, no? Guardai Doyle, e questa volta fu lui ad abbassare lo sguardo :- Si, non c’è bisogno che tu me lo ricordi, dato che ci penso ogni istante della mia vita, comunque è colpa mia, hanno rubato la spada… Angel non aveva il coraggio di parlare, mi sfiorò il polso dove avevo una cicatrice, questa volta fu mia nonna a parlare sorprendendomi per quello che disse :- Come hanno fatto a rubare la spada? Sapevo che era protetta da un sigillo magico! Poi vedendo la mia faccia sorpresa aggiunse :- Dimentichi che io sono la Strega dell’Est mia cara, e so molte cose sul conto di Angel, e ora capisco anche molte cose di te, Buffy, o forse dovrei chiamarti Cacciatrice! Guardai mio padre che era sbiancato in volto, non credeva possibile che io fossi la Cacciatrice, lui pensava si trattasse solo di una storiella che gli raccontava la madre quando era piccolo, invece la Cacciatrice esisteva davvero ed era sua figlia. Doyle riprese il discorso intanto che io mi accendevo un’altra sigaretta:- Anche se hanno rubato la spada, essa da sola non è abbastanza potente da poter risvegliare Alcathla: inoltre alla luna piena mancano 3 giorni, possibile che tu non abbia trovato il covo della setta per poterli distruggere prima che lo risveglino? Tutti aspettavano una risposta da me, guardai Angel che mi sorrise dandomi forza:- E va bene, continuerò; vedete, quella spada non è impregnata solo del sangue di Angel, ma anche del mio, e credo sappiate che il sangue di una Cacciatrice è diverso, quella spada è impregnata di potere. E’ colpa mia se l’hanno rubata, Willow ha usato un sigillo magico e Giles l’ha nascosta perché io non volevo sentir parlare di quell’oggetto maledetto, tentavo di dimenticare, e ogni volta che Giles mi parlava di quella spada davanti a me vedevo come l’avevo usata. E poi c’è il problema della barriera magica, quella setta è molto potente. Willow ha provato vari incantesimi, ma non c’è stato niente da fare, la barriera però si abbasserà quando Alcathla si risveglierà.


 
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