| 17a PARTENovember 2 2002 at 10:49 PM | Dona86 (Login Aradia86) |
Response to 16a PARTE |
| NOTA:Il ricordo impazza!
-Allora, sei pronta?- era divertito e leggermente eccitato.
-No.- rispose ferma la bambina.
-Farò finta di non averti sentito.- rise; era di buon umore quella sera. Per fortuna, pensò la bimba, altrimenti non l'avrebbe tenuto nessuno dal sferrargli una bella dose di schiaffi.
Erano in una strada vicino alla ferrovia. Era deserta e mal illuminata dai lampioni.
D'un tratto spuntò da un angolo di una strada un uomo: se la prendeva comoda, si vede che era abituato a rincasare a quell'ora tarda.
-Vai.- le sussurrò Angelus all'orecchio.
La bambina esitò.
-Lo so che hai sete, non negarlo.- sorrise malignamente.
William camminava a larghe falcate per i vicoli della città. Non correva per non destare il sospetto di eventuali poliziotti notturni.
Era la volta buona che avrebbe spezzato tutte le ossa ad Angelus! Come si poteva essere così senza cervello?Le cose erano due: o voleva sbarazzarsi di Jane o era andato completamente di matto! Jane non poteva affrontarla, era troppo piccola.
Rumori di lotta.
Vampiri che sfrecciavano, pareva, verso una precisa direzione gli passarono davanti. Che...? Una ragazza li inseguiva con un paletto.
William udì gridare da uno dei vampiri:
-Stiamo per arrivare al posto!
Lo riconobbe: era uno dei sottoposti di Angelus.
Capì.
Si precipitò nella stessa via imboccata dagli altri.
Si stava nutrendo. D'altronde, avrebbe potuto fare diversamente? Era quel giorno del mese e aveva sete.
Angelus la osservava compiaciuto, nascosto nella parte buia della strada. Jane aveva tentato di rinnegare la sua natura, ma , essendo una bambina, aveva finito per dare ascolto ai suoi istinti. Ciò nonostante non gli aveva mai obbedito pienamente, c'era sempre una nota di risentimento nella sua voce che non gli era molto a genio. In fondo, Angelus non era il suo unico sire, eppure per lui aveva un astio che andava oltre ogni limite. Bah, non poteva mica stare simpatico a tutti!
Rimase in attesa.
Ebbe l'impressione che lo spettacolo a cui avrebbe assistito fra qualche minuto gli sarebbe piaciuto da morire.
La ragazza ansava. Era veloce, però non sufficientemente da tenere testa ai vampiri. Comunque era forte, lo aveva constatato quando aveva ucciso tre vampiri del gruppo.
La ragazza si tolse la cenere dalla sua semplice gonna e si voltò, pronta ad affrontarne ancora. Rimase stupefatta nel vedere che si erano dileguati e sulla strada, ormai, non c'era nessuno.
Nessuno? No, aspetta. Qualcuno c'era. Una bambina china su un uomo seduto per terra.
Apparentemente seduto.
La ragazza sgranò gli occhi e corse rapidamente verso la bambina.
William si trovava impossibilitato dalla situazione. Non era esperto in quelle faccende, era un vampiro giovane. Non gli restò che guardare.
La ragazza staccò Jane dall'uomo e la scrutò in volto.
Ad un primo osservatore sarebbe sembrata una normale bambina, se non avesse esaminato dei particolari significativi. Non indossava la maschera della trasformazione ma aveva gli occhi giallo paglierino e dei dentini aguzzi impiastricciati di sangue.
Non aveva mai incontrato una COSA simile.
La bambina, sorpresa e atterrita dalla comparsa dal nulla di quella ragazza, chiese:
-C-chi sei?
-La cacciatrice.- dichiarò lei,sbarrandole il passaggio e estraendo, di nuovo, il paletto.
Un paletto. Nella mente di Jane suonò un allarme: PALETTO = MORTE.
Era un gioco. Uno degli spaventevoli giochi di Angelus!!! Lui le chiamava prove. Stavolta non l'aveva neppure informata e lei, stupida bambina, non l'aveva intuito! In genere, uscivano a caccia insieme a Darla, Drusilla o William, invece quella notte le due donne erano rimaste alla villa, dicendo di non aver fame, e il vampiro biondo aveva degli affari urgenti da risolvere e era andato via presto. Quindi pure William le aveva mentito?No, non ci credeva. Sicuramente Angelus non aveva rivelato niente del suo progetto al childe di Drusilla. Quei due si odiavano.
Arrivò in una via chiusa. Adesso era veramente nei guai. Non c'era via di scampo.
L'ammazzavampiri la guardò con compassione.
-Povera piccina,cosa ti hanno fatto?- e urlando, certa di essere sentita- Ora vampirizzano anche i bambini?!
William e Angelus erano nell'ombra. William era un novellino rispetto al sire di Drusilla, non poteva fronteggiarlo e sperare di vincere. Non era abbastanza abile. Jane avrebbe dovuto imparare ad essere autonoma già da adesso, senza fare tanto affidamento su di lui.
Jane rifletteva sul modo in cui cavarsela.
Non ci riusciva. Aveva la testa come svuotata, incapace di pensare coerentemente. Si sentiva smarrita.
La cacciatrice alzò il paletto su di lei.
-Mi dispiace.
Jane lo schivò. Il pezzo di legno appuntito si conficcò nel muro che un istante prima si trovava alle sue spalle.
Approfittò del momento per sfuggire dalle sue grinfie e scomparve nell'oscurità.
La ragazza tentò invano di togliere il paletto dal muro. Infine, ne sfilò uno da sotto la gonna e lo impugnò, determinata ad addentrarsi nelle vie più buie di quel quartiere, dove la bambina era sparita.
Jane era salita sul cornicione di una casa.
Osservava ogni movimento della cacciatrice, incerta se agire o lasciare perdere e restare nascosta finchè non si fosse scoraggiata a cercarla.
Gli occhi di Angelus la fecero decidere.
Non voleva contrastarlo nuovamente, con quale risultato poi? Lui era un adulto e lei era piccola. Non aveva speranze.
Fece lo stesso la scocciata e roteò gli occhi, come per far intendere che gli concedeva un favore uccidendo la ragazza.
Attese che la cacciatrice si fermasse sotto quella casa e le saltò addosso, atterrandola. Lei si accorse che era la bimba solo nell'attimo in cui la morse con violenza sul collo.
Il grido straziante fu coperto dallo sferragliare del treno che passava in quel momento.
Pochi minuti dopo era morta.
Angelus la abbracciò, entusiasta della sua creatura. Quanta gente avrebbe dovuto ammazzare la prossima volta per far ripetere un gesto tale a suo padre?
-Visto Spike? E tu che ti preoccupavi! La nostra Jane se la sa sbrigare benissimo da sola!- le fece un pizzicotto sulla guancia.
William non diceva niente. Sorrideva. Aveva dimostrato di sapere il fatto suo, anche se era una bambina. L'importante era che non si era ferita e, molto meglio, aveva ucciso per difendersi. Le intenzioni di Angelus non erano quelle che aveva creduto. Per la sua metà umana poteva sembrare atroce, però Jane doveva abituarsi a stare al mondo secondo la sua vera natura. Non sarebbe stata contemporaneamente umana e vampiro per sempre. Un giorno le cose sarebbero cambiate.
-Caspita, la tua prima cacciatrice! Bisogna festeggiare!- esclamò euforico William.
Jane non fu colpita dalla reazione di William, a stringere era pure lui un vampiro e il più sanguinario.
Da quella notte si rassegnò tacitamente a tentare di essere una bimba normale e lentamente prese la via del suo destino.
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| | Responses 18a PARTE - Dona86 on Nov 9, 2002
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